Influenza intestinale 2020: rimedi, sintomi, bambini, dieta

Ultima modifica 10.01.2020

Introduzione

Chiamata impropriamente influenza intestinale (o virus intestinale), sebbene non sia causata dal virus dell’influenza, la gastroenterite virale è una malattia dovuta ad una infiammazione dello stomaco e/o dell’intestino tenue e crasso.

Le persone con l’influenza stagionale possono talvolta manifestare sintomi simili, ma non è la norma (si tratta spesso di bambini).

I sintomi più comuni dell’influenza intestinale sono:

  • nausea e/o vomito,
  • diarrea,
  • bruciori intestinali e crampi,
  • sensazione di malessere,
  • solo occasionalmente febbre.

La condizione è altamente contagiosa e causata da virus, spesso appartenenti al genere Norovirus ma non solo, che vengono trasmessi quando particelle microscopiche espulse attraverso feci e vomito raggiungono la bocca o altre mucose, per esempio attraverso:

  • uno stretto contatto con un paziente infetto, che può inconsapevolmente espellere virus attraverso la bocca,
  • contatto con superfici od oggetti contaminati,
  • consumo di cibo infetto, per esempio se chi lo prepara non si lava le mani prima di cucinare.

I soggetti infetti sono contagiosi in particolar modo dalla comparsa dei sintomi iniziali fino a circa 48 ore dopo la loro risoluzione (spesso le feci rimangono infettive anche più a lungo).

Non esiste un trattamento specifico, salvo alcuni farmaci sintomatici, quindi è purtroppo necessario che l’infezione faccia semplicemente il suo corso; generalmente non è necessario rivolgersi al medico, a meno che i sintomi non accennino a migliorare o vi siano nel paziente dei fattori di rischio preesistenti.

Chiunque può essere colpito dalla gastroenterite virale, ma la maggior parte delle persone recupera senza complicazioni, a meno di grave disidratazione, pericolo che riguarda soprattutto bambini e anziani.

Domande e risposte

Quali sono i sintomi dell’influenza intestinale?

Il termine influenza intestinale è un modo improprio di riferirsi alle gastroenteriti virali, che sono in genere caratterizzate da sintomi quali inappetenza, nausea, vomito, dolori addominali, diarrea; virus diversi possono causare sintomi differenti, di entità variabile.

Quando dura?

In genere la durata è limitata a pochi giorni.

Cosa mangiare?

In caso di vomito o inappetenza è spesso preferibile sospendere il consumo di alimenti e liquidi per qualche ora, per lasciare lo stomaco libero; in presenza di diarrea è molto importante mantenersi idratati, assumendo liquidi ed eventualmente sali minerali in caso del protrarsi del disturbo. Reintrodurre alimenti solidi gradualmente, privilegiando una dieta leggera.

Cosa prendere?

Si consiglia di evitare l’assunzione di antidiarroici e antivomito se non prescritti, perché diarrea e vomito sono meccanismi che l’organismo usa per liberarsi del virus responsabile; assumere antipiretici o antinfiammatori per un eventuale sollievo dai sintomi sistemici (ma potrebbero peggiorare la nausea). Raccomandabile il riposo.

Come si trasmette?

Il virus che causa la gastroenterite si diffonde attraverso uno stretto contatto con le persone infette, anche se il contagio può avvenire anche consumando cibi o bevande contaminate. A differenza di quello che si pensa di solito, il virus è presente soprattutto nel vomito e nelle feci dei pazienti infetti, mentre nella saliva con buona probabilità non se ne trova traccia (se non dopo episodi di vomito).

Fotografia di una donna che sta per vomitare e che si tiene la pancia a causa di altri sintomi gastrointestinali

iStock.com/metamorworks

Cause

Molti virus diversi possono causare l’influenza intestinale, fra cui

Il rotavirus è la causa principale di gastroenterite grave nei bambini. Può anche infettare gli adulti esposti a bambini con il virus. I focolai possono nascere anche nelle case di cura, scuole, asili …

Questi virus sono spesso presenti nel cibo o nell’acqua contaminata ed i sintomi della gastroenterite virale di solito appaiono entro 4 – 48 ore dopo l’esposizione al cibo o acqua infetti.

La gastroenterite virale per definizione non è mai causata da batteri (ad esempio della specie Salmonella o Escherichia coli), parassiti (come i Giardia lamblia), farmaci od altre condizioni mediche, sebbene i sintomi possano essere simili.

Il vostro medico può determinare se la diarrea sia causata da un virus o da una diversa causa in base ai sintomi e alla loro durata.

Incubazione

Adenovirus

Gli adenovirus infettano soprattutto i bambini di età inferiore ai 2 anni.

Dei 49 tipi di adenovirus un ceppo colpisce il tratto gastrointestinale, causando vomito e diarrea. I sintomi compaiono di solito da 8 a 10 giorni dopo l’esposizione e durano da 5 a 12 giorni.

Le infezioni da adenovirus si verificano tutto l’anno.

Astrovirus

Il genere astrovirus infetta soprattutto neonati e bambini, ma non è impossibile un contagio di soggetti adulti.

Questo virus provoca vomito e diarrea acquosa. I sintomi di solito compaiono da 3 a 4 giorni dopo l’esposizione e durano da 2 a 7 giorni. I sintomi sono più miti che in caso di infezione da norovirus e rotavirus. Le infezioni si verificano tutto l’anno, ma il virus è più attivo durante i mesi invernali.

Si stima un periodo di contagiosità variabile tra 1 e 10 giorni dopo l’insorgenza della diarrea (mediana: 3,5 giorni)

In letteratura viene indicato un ventaglio temporale durante il quale si verifica la dispersione del virus che va da al massimo due settimane prima della diarrea a 20 giorni dopo il suo termine, con una durata (comprensiva del tempo di incubazione prima dei sintomi) di 2 – 30 giorni (mediana: 8,5 giorni).

Noro-/calici-/sapovirus

I calicivirus possono causare infezioni in persone di tutte le età.

I norovirus sono la variante più comune di questa famiglia di virus e sono la causa più frequente di gastroenterite virale negli adulti; possono essere responsabili di vere e proprie epidemie di gastroenterite virale. I focolai si verificano tutto l’anno, ma sono più frequenti da ottobre ad aprile.

Le persone con infezione da norovirus in genere manifestano

  • nausea,
  • vomito,
  • diarrea,
  • crampi addominali,
  • affaticamento,
  • mal di testa
  • e dolori muscolari.

I periodi di incubazione in diversi scenari variavano da 7 a 72 ore per i norovirus. La diffusione virale durava da 2 a 47 giorni dall’insorgenza dei sintomi (mediana dipendente dall’età, da 10 giorni in generale fino a 42 giorni tra i soggetti con meno di 6 mesi, secondo gli studi).

Il periodo di incubazione per il virus Norwalk (o simili) è risultato di 0-2 giorni (mediana: circa 1 giorno). Nel suo studio, Rockx ha riscontrato la dispersione fino a 22 giorni in quasi il 25% dei casi, con una variabilità dipendente dall’età (nel giorno 22, risultava positivo il 35% dei casi con meno di 1 anno e lo 0% dei soggetti di almeno 12 anni). L’esclusione, ottenuta con chiusura della scuola per 4 giorni (dal giorno 18 al 21 dall’insorgenza del focolaio epidemico) e associata alla pulizia con agenti a base di candeggina, sembrava essere efficace.

Non è stata trovata nessuna pubblicazione con dati inerenti al periodo di incubazione dei calicivirus. La durata della dispersione era di 0-12 giorni dalla comparsa della diarrea. Il ventaglio temporale durante il quale si verificava la dispersione del virus era di almeno 1 giorno prima dell’insorgenza dei sintomi fino a oltre 7 giorni. L’esclusione da scuola/asilo dei bambini malati fino a 24 ore dopo l’ultimo episodio di gastroenterite e la successiva chiusura delle strutture per 11 giorni (con ulteriori misure igieniche) sono risultate efficaci.

Il periodo di incubazione dei sapovirus variava da 0 a 6 giorni (mediana: 2,5 giorni). La dispersione è stata osservata fino al giorno 15 dopo la comparsa dei sintomi.

Rotavirus

I rotavirus sono la principale causa di gastroenterite tra i neonati e bambini piccoli, particolarmente colpita è la fascia di età da 3 a 15 mesi.

I sintomi di solito compaiono da 1 a 3 giorni dopo l’esposizione. Il rotavirus in genere provoca vomito e diarrea acquosa per 3-7 giorni, con febbre e dolori addominali; può infettare anche gli adulti che sono a stretto contatto con bambini infetti, ma i sintomi negli adulti sono più miti.

Uno studio ha descritto un periodo di incubazione inferiore a 48 ore per i rotavirus. Non sono stati trovati dati sulla durata della contagiosità dei malati.
Comunque, il periodo di dispersione è riportato in 12 studi, risultando variabile dipendentemente dalla definizione: tra gli studi in cui la misurazione veniva iniziata al momento del ricovero ospedaliero, andava da 2 a 8 giorni (con mediane di circa 3,5-6 giorni).

  • Negli studi in cui la misurazione iniziava dall’insorgenza dei sintomi/diarrea, era tra 4 e 57 giorni, con mediane, a seconda degli studi, di 7,5-4 giorni.
    In uno di questi, la dispersione cessava al più tardi 2-3 giorni dopo il termine della diarrea.
  • Uno studio basava la misurazione sul rilevamento del virus nelle feci, con diagnosi sia in soggetti ricoverati per l’infezione che in pazienti con malattia contratta in ospedale; la dispersione variava da 1 a 5 giorni, con una media di 2,5.
  • Uno studio rilevava il dato sul giorno prima o dopo il termine della diarrea; 50% dei bambini esaminati era positivo il giorno prima della diarrea. La dispersione si protraeva fino a 34 giorni.
  • Due studi hanno indicato la dispersione nei soggetti arruolati, con intervalli da 1 a meno di 5 giorni e una media di 2,9.

Sintomi

I principali sintomi dell’influenza intestinale sono:

La persona colpita può anche manifestare anche

Quanto dura l’influenza intestinale?

Mediamente i sintomi compaiono 1-2 giorni dal momento dell’infezione, per durare durare poi da 1 a 10 giorni, a seconda del virus responsabile.

Bambini

Il decorso dell’influenza intestinale nei bambini è sovrapponibile a quello degli adulti, con gli stessi sintomi caratteristici:

  • nausea e/o vomito,
  • diarrea,
  • senso di malessere,
  • talvolta leggera febbre.

La malattia è anche in questo caso autolimitante, ma soprattutto per i più piccoli è di grande importanza rimanere vigili sull’eventuale comparsa dei sintomi caratteristici della disidratazione (vedi dopo).

Quando chiamare il medico

Rivolgetevi al medico se:

  • il vomito persiste per più di due giorni,
  • la diarrea persiste per più di alcuni giorni,
  • la diarrea presenta tracce di sangue,
  • la febbre sale a 38.3 °C o oltre,
  • stando in piedi accusate stordimento o svenimento,
  • compare confusione,
  • si manifesta un dolore addominale severo.

Nel caso dei bambini è raccomandabile rivolgersi al pediatra se:

  • diventa insolitamente sonnolento,
  • vomita sangue,
  • ha diarrea sanguinolenta (dissenteria),
  • mostra segni di disidratazione, come secchezza della bocca e della pelle, sete, occhi infossati, pianto senza lacrime, la fontanella diventa concava, il pannolino rimane asciutto per più di otto ore,
  • ha meno di 2 anni e ha la febbre per più di un giorno, o se ha più di due anni e ha la febbre per più di tre giorni.

Pericoli

In genere l’influenza intestinale non è una malattia grave, i pazienti affetti da gastroenterite virale quasi sempre guariscono completamente e senza altri problemi a lungo termine.

La gastroenterite è invece una malattia pericolosa per le persone che non sono in grado di bere liquidi a sufficienza per sostituire quello che perdono attraverso il vomito o la diarrea, particolarmente se:

  • neonati e bambini piccoli,
  • persone che non sono in grado di prendersi cura di se stesse come i diversamente abili o gli anziani.

Questi soggetti sono a rischio di disidratazione da perdita di fluidi, in quanto il corpo non ha abbastanza liquidi per mantenere il giusto equilibrio di sali minerali (elettroliti) nell’organismo.

I principali segni di disidratazione negli adulti sono:

I segni di disidratazione in neonati e bambini piccoli sono:

  • secchezza della bocca e lingua,
  • mancanza di lacrime durante il pianto,
  • pannolini asciutti dopo diverse ore,
  • febbre alta,
  • comportamento insolitamente irritabile o eccessiva sonnolenza,
  • occhi infossati.

Come si trasmette

L’influenza intestinale è contagiosa.

Il virus che causa la gastroenterite si diffonde attraverso uno stretto contatto con le persone infette, anche se il contagio può avvenire anche consumando cibi o bevande contaminate.

  • I prodotti alimentari possono essere contaminati dalle persone che li preparano o maneggiano, se hanno già l’influenza intestinale, specialmente se non si lavano regolarmente le mani dopo aver usato il bagno.
  • I frutti di mare possono essere contaminati dai liquami e mangiandoli crudi o poco cotti, quando raccolti in acque contaminate, possono causare diarrea o dissenteria.
  • Anche l’acqua potabile può essere contaminata dalle acque di scarico ed essere una fonte di diffusione di questi virus.

A differenza di quello che si pensa di solito il virus è presente soprattutto nel vomito e nelle feci dei pazienti infetti, mentre nella saliva con buona probabilità non se ne trova traccia. Questo spiega il motivo per cui il fattore di prevenzione chiave sia il lavaggio delle mani (il contagio è poco probabile che sia diretto, mentre è più frequente un contatto dovuto a superfici contaminate, mani non lavate dopo essere andato in bagno, …).

L’influenza intestinale colpisce persone di tutte le parti del mondo, anche se ogni virus ha la propria attività stagionale. Ad esempio negli Stati Uniti

  • le infezioni da rotavirus e astrovirus si verificano durante i mesi più freddi dell’anno (da ottobre a aprile),
  • mentre le infezioni da adenovirus si verificano tutto l’anno.
  • Le infezioni da norovirus si verificano tutto l’anno, ma tendono ad aumentare nei mesi più freddi. I focolai di norovirus possono formarsi negli ambienti istituzionali, quali scuole, strutture di assistenza all’infanzia e case di cura e possono nascere in altre situazioni di gruppo, come sale da banchetto, navi da crociera, dormitori e campeggi.

Fatta questa premessa, è chiaro che chiunque può esserne contagiato e di fatto l’influenza intestinale si verifica in persone di ogni età e provenienza.

Alcuni virus tendono a colpire soprattutto in fasce di età specifiche, per esempio

  • le infezioni da rotavirus sono la causa più comune di diarrea nei lattanti e nei bambini sotto i 5 anni;
  • adenovirus e astrovirus causano diarrea soprattutto nei bambini piccoli, ma anche i bambini più grandi e gli adulti possono esserne colpiti;
  • il norovirus infetta persone di tutte le età, compresi i bambini più grandi e gli adulti.

Per quanto tempo è contagioso un paziente colpito da virus intestinale?

Si può essere contagiosi da pochi giorni fino a due settimane o più, a seconda di quale virus intestinale sia la causa della gastroenterite in corso.

  • Con i norovirus, la causa più comune di gastroenterite virale in adulti e bambini, il soggetto è contagioso dal momento in cui inizia a sentirsi male (i sintomi di solito compaiono entro uno o due giorni dal momento dell’esposizione).  Anche se in genere ci si sente meglio dopo un giorno o due, il paziente sarà ancora contagioso fino a tre giorni dopo la completa guarigione, in casi particolari (per esempio nei bambini) anche fino a due settimane.
  • Nel caso dei rotavirus i sintomi di norma appaiono uno a tre giorni dopo l’esposizione, ma si è contagiosi anche prima, durante le manifestazioni e fino a due settimane dopo aver recuperato.

Focolai di virus intestinale possono verificarsi nelle famiglie, asili, scuole, case di cura, navi da crociera, campi estivi, dormitori, ristoranti e tutti gli altri luoghi in cui le persone si riuniscono in gruppi.

Diagnosi

In generale l’influenza intestinale viene facilmente diagnosticata sulla base dei sintomi e dell’esame medico del paziente.

L’infezione da rotavirus può essere diagnosticata con test di laboratorio effettuati su un campione di feci, mentre gli esami per individuare gli altri virus che causano la gastroenterite non sono in uso di routine.

Cura e dieta

La maggior parte dei casi di gastroenterite virale si risolve in breve tempo senza alcun trattamento specifico.

Il più importante obiettivo nel curare le influenze intestinali nei bambini e negli adulti è quello di prevenire un’eccessiva perdita di liquidi (disidratazione). Questo trattamento deve iniziare in casa ed il medico può dare istruzioni specifiche su quali tipi di liquidi somministrare.

Si raccomanda che le famiglie con neonati e bambini piccoli conservino una scorta di soluzione di reidratazione orale a casa, in modo da poterne iniziare la somministrazione già dopo le prime scariche di diarrea nel bambino. Questi preparati sono disponibili in farmacia senza prescrizione medica, in genere sotto forma di bustine. Seguite le istruzioni scritte sulla confezione, usando acqua pulita o bollita.

I farmaci, compresi gli antibiotici (che non hanno alcun effetto sui virus) e gli altri trattamenti, devono essere evitati a meno che non siano stati raccomandati da un medico.

Se sospettate di aver contratto l’influenza intestinale:

  1. Sospendete il consumo di liquidi e cibi solidi per qualche ora, per lasciare il vostro stomaco libero.
  2. Riprendete quindi gradualmente a bere liquidi in abbondanza, bevande o soluzioni sportive reidratanti, per prevenire la disidratazione. Se avete problemi a tollerare i liquidi, bevete in piccoli sorsi frequenti o succhiate cubetti di ghiaccio. Assicuratevi di urinare normalmente e che la vostra urina sia leggera e chiara (l’urina scura è indice di disidratazione). Anche le vertigini o la sensazione di stordimento sono segni di disidratazione. Se si verifica uno qualsiasi di questi sintomi si verificano e non trattenete liquidi a sufficienza, consultate un medico.
  3. Tornate gradualmente a mangiare. A poco a poco iniziate a mangiare alimenti insipidi e facili da digerire, come ad esempio cracker, toast, gelatina, banane, riso e pollo. Smettere di mangiare se vi ritorna la nausea. Per alcuni giorni evitate il latte e i prodotti lattiero-caseari, la caffeina (bevande a base di cola, caffè, the, …), l’alcool, la nicotina e gli alimenti grassi o molto conditi.
  4. È possibile assumere paracetamolo (Tachipirina® o altri) per alleviare il disagio.
  5. Riposate in abbondanza. La malattia e la disidratazione possono rendervi deboli e stanchi.

Se sospettate che il vostro bambino abbia la gastroenterite:

  1. Fatelo riposare.
  2. Quando il bambino smette di vomitare, cominciate a offrirgli piccole quantità di soluzione di reidratazione orale, come Dicodral® o Idravita®. Non usate solo acqua, nei bambini con influenza intestinale l’acqua non viene assorbita bene e ciò non permette di sostituire i liquidi persi. Evitate anche il succhi di frutta (troppo ricchi di zuccheri in questa fase) e il latte, che possono far peggiorare la diarrea.
  3. A poco a poco reintroducete nella sua dieta degli alimenti leggeri e facili da digerire, come pane, riso, banane e patate. Evitate di dare prodotti lattiero-caseari al vostro bambino e alimenti zuccherati quali gelati, bibite e caramelle. Questi possono fare peggiorare la diarrea.
  4. Considerate di somministrare paracetamolo (Tachipirina® o altri) per alleviare il disagio, a meno che il bambino non abbia malattie del fegato. Non somministrare mai aspirina nei bambini al di sotto dei 16 anni.
  5. Se avete un bambino malato, non offritegli niente da bere per 30-60 minuti, quindi provate con piccole quantità di liquido. Se lo state allattando al seno, lasciate invece poppare il vostro bambino. Se il vostro bambino è alimentato al biberon, offritegli una piccola quantità di soluzione di reidratazione orale.

Cosa mangiare

Quando compaiono i primi sintomi di influenza intestinale è bene astenersi da qualsiasi tipo di dieta per qualche ora e lasciare riposare stomaco ed intestino;  quando il vomito è completamente scomparso e la nausea, se presente, diventa più sopportabile, è possibile reintrodurre gradatamente alimenti nella dieta.

Le indicazioni prevedono di inserire inizialmente abbondanti liquidi per prevenire il pericolo di disidratazione, seguiti nei giorni successivi dal ritorno graduale ad una dieta maggiormente solida.

I cibi ricchi di zuccheri semplici devono sempre essere evitati perché in grado di peggiorare la diarrea per effetto osmotico, quindi almeno inizialmente è opportuno evitare bevande dolci, succhi di frutta ed altre bibite zuccherate.

Se una volta si tendeva a consigliare una dieta in bianco povera di fibra, ad oggi è stato dimostrato che non è necessario e che è sufficiente attenersi alle tradizionali regole per una sana alimentazione, evitando quindi solo zuccheri semplici, cibi irritanti od eccessivamente lunghi da digerire:

  • alcool,
  • fritti,
  • alimenti grassi o molto conditi,

Prevenzione

È possibile ridurre le probabilità di venire contagiati con un frequente lavaggio delle mani, la subitanea disinfezione delle superfici contaminate con detergenti domestici disinfettanti (per esempio a base di candeggina) e l’immediato lavaggio dei capi di abbigliamento sporcati con rifiuti organici.

Se sospettate che il cibo o l’acqua possano essere contaminati, evitateli.

La gastroenterite da rotavirus può anche essere evitata con il vaccino, per la protezione contro la diarrea grave da rotavirus nei neonati e nei bambini piccoli. Questi vaccini sono somministrati ai bambini nel loro primo anno di vita insieme ad altri vaccini per l’infanzia (vaccino per rotavirus).

Fonti e bibliografia

Articoli Correlati

Domande e risposte
  1. Domanda -

    Cosa mangiare in caso di diarrea e/o influenza intestinale?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo) -

      L’aspetto più importante è fare il possibile per rimanere idratati, bevendo molta acqua e altri liquidi chiari non zuccherati; nel caso di vomito ostinato in genere è preferibile aspettare che venga superata la fase acuta, perché l’assunzione di liquidi potrebbe innescare nuovi conati.
      Nei bambini, e negli adulti quando la diarrea dovesse persistere a lungo, è preferibile assumere soluzioni reidratanti specifiche (perché preparate con sali minerali necessari a trattenere l’acqua consumata).
      Dal punto di vista alimentare è sufficiente una dieta leggera (se il paziente avverte fame).

  2. Domanda -

    Cosa prendere per diarrea e virus intestinale?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      La diarrea è un meccanismo di difesa dell’organismo, utile a liberarsi rapidamente della causa del malessere; nei casi di gastroenterite (influenza intestinale) è in genere sufficiente aspettare che passi (24-48 ore). Potrebbe risultare utile l’assunzione di fermenti lattici, ma va notato che la ricerca non ne ha ancora decretato inequivocabilmente una reale utilità.

  3. Domanda -

    Quanto dura l’influenza intestinale?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Mediamente i sintomi compaiono 1-2 giorni dal momento dell’infezione, per durare durare poi da 1 a 10 giorni, a seconda del virus responsabile. Nella maggior parte dei casi la durata è limitata a 24-48 ore.

  4. Domanda -

    Come si trasmette il virus intestinale?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      La gastroenterite virale viene contratta consumando alimenti contaminati o attraverso il contatto con con pazienti che ne sono affetti (e indirettamente con la condivisione di oggetti).

  5. Domanda -

    Quando preoccuparsi?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Si raccomanda di rivolgersi al medico se il vomito persiste per più di due giorni o la diarrea per più di alcuni giorni o presenta tracce di sangue, il dolore addominale è molto grave, la febbre è elevata o compaiono senso di svenimento e/o confusione.

      Nel caso dei bambini è raccomandabile rivolgersi al pediatra se il piccolo paziente è insolitamente sonnolento, presenta sangue in vomito/diarrea, mostra segni di disidratazione, ha meno di 2 anni e ha la febbre per più di un giorno, o se ha più di due anni e ha la febbre per più di tre giorni.

  6. Domanda -

    Come evitare il contagio del virus intestinale?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      È possibile ridurre le probabilità di venire contagiati attraverso un frequente lavaggio delle mani e la periodica disinfezione delle superfici contaminate con detergenti domestici disinfettanti.