Influenza intestinale: rimedi, sintomi, bambini, dieta

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 5 maggio 2018

Introduzione

La gastroenterite è una malattia dovuta ad una infiammazione dello stomaco e/o dell’intestino tenue e crasso: è in genere causata da virus e tra i sintomi più comuni troviamo vomito e/o diarrea.

È un disturbo altamente contagioso e molto comune, che rende conto di milioni di casi di diarrea ogni anno in tutto il mondo.

È più spesso chiamata influenza intestinale (o virus intestinale), sebbene non sia causata dal virus dell’influenza; si tratta invece di infezioni completamente distinte e scollegate fra loro, in quanto la vera influenza è provocata dal virus dell’influenza e causa principalmente problemi respiratori.

L’influenza intestinale è causata da virus diversi e i sintomi principali sono:

  • nausea e/o vomito,
  • diarrea,
  • bruciori intestinali e crampi,
  • solo occasionalmente febbre.

Le persone con l’influenza stagionale possono talvolta manifestare sintomi simili, ma non è la norma (si tratta spesso di bambini).

Chiunque può essere colpito dalla gastroenterite virale, ma la maggior parte delle persone recupera senza complicazioni, a meno di grave disidratazione.

 

Fotografia di una donna che sta per vomitare e che si tiene la pancia a causa di altri sintomi gastrointestinali

iStock.com/metamorworks

Cause

Molti virus diversi possono causare l’influenza intestinale, fra cui

  • rotavirus,
  • norovirus,
  • adenovirus di tipo 40 e 41;
  • sapovirus,
  • astrovirus.

Il rotavirus è la causa principale di gastroenterite grave nei bambini. Può anche infettare gli adulti esposti a bambini con il virus. I focolai possono nascere anche nelle case di cura, scuole, asili …

Questi virus sono spesso presenti nel cibo o nell’acqua contaminata ed i sintomi della gastroenterite virale di solito appaiono entro 4 – 48 ore dopo l’esposizione al cibo o acqua infetti.

La gastroenterite virale per definizione non è mai causata da batteri (ad esempio della specie Salmonella o Escherichia coli), parassiti (come i Giardia lamblia), farmaci od altre condizioni mediche, sebbene i sintomi possano essere simili.

Il vostro medico può determinare se la diarrea sia causata da un virus o da una diversa causa in base ai sintomi e alla loro durata.

Incubazione

Adenovirus

Gli adenovirus infettano soprattutto i bambini di età inferiore ai 2 anni.

Dei 49 tipi di adenovirus un ceppo colpisce il tratto gastrointestinale, causando vomito e diarrea. I sintomi compaiono di solito da 8 a 10 giorni dopo l’esposizione e durano da 5 a 12 giorni.

Le infezioni da adenovirus si verificano tutto l’anno.

Astrovirus

Il genere astrovirus infetta soprattutto neonati e bambini, ma non è impossibile un contagio di soggetti adulti.

Questo virus provoca vomito e diarrea acquosa. I sintomi di solito compaiono da 3 a 4 giorni dopo l’esposizione e durano da 2 a 7 giorni. I sintomi sono più miti che in caso di infezione da norovirus e rotavirus. Le infezioni si verificano tutto l’anno, ma il virus è più attivo durante i mesi invernali.

Si stima un periodo di contagiosità variabile tra 1 e 10 giorni dopo l’insorgenza della diarrea (mediana: 3,5 giorni)

In letteratura viene indicato un ventaglio temporale durante il quale si verifica la dispersione del virus che va da al massimo due settimane prima della diarrea a 20 giorni dopo il suo termine, con una durata (comprensiva del tempo di incubazione prima dei sintomi) di 2 – 30 giorni (mediana: 8,5 giorni).

Noro-/calici-/sapovirus

I calicivirus possono causare infezioni in persone di tutte le età.

I norovirus sono la variante più comune di questa famiglia di virus e sono la causa più frequente di gastroenterite virale negli adulti; possono essere responsabili di vere e proprie epidemie di gastroenterite virale. I focolai si verificano tutto l’anno, ma sono più frequenti da ottobre ad aprile.

Le persone con infezione da norovirus in genere manifestano

  • nausea,
  • vomito,
  • diarrea,
  • crampi addominali,
  • affaticamento,
  • mal di testa
  • e dolori muscolari.

I periodi di incubazione in diversi scenari variavano da 7 a 72 ore per i norovirus. La diffusione virale durava da 2 a 47 giorni dall’insorgenza dei sintomi (mediana dipendente dall’età, da 10 giorni in generale fino a 42 giorni tra i soggetti con meno di 6 mesi, secondo gli studi).

Il periodo di incubazione per il virus Norwalk (o simili) è risultato di 0-2 giorni (mediana: circa 1 giorno). Nel suo studio, Rockx ha riscontrato la dispersione fino a 22 giorni in quasi il 25% dei casi, con una variabilità dipendente dall’età (nel giorno 22, risultava positivo il 35% dei casi con meno di 1 anno e lo 0% dei soggetti di almeno 12 anni). L’esclusione, ottenuta con chiusura della scuola per 4 giorni (dal giorno 18 al 21 dall’insorgenza del focolaio epidemico) e associata alla pulizia con agenti a base di candeggina, sembrava essere efficace.

Non è stata trovata nessuna pubblicazione con dati inerenti al periodo di incubazione dei calicivirus. La durata della dispersione era di 0-12 giorni dalla comparsa della diarrea. Il ventaglio temporale durante il quale si verificava la dispersione del virus era di almeno 1 giorno prima dell’insorgenza dei sintomi fino a oltre 7 giorni. L’esclusione da scuola/asilo dei bambini malati fino a 24 ore dopo l’ultimo episodio di gastroenterite e la successiva chiusura delle strutture per 11 giorni (con ulteriori misure igieniche) sono risultate efficaci.

Il periodo di incubazione dei sapovirus variava da 0 a 6 giorni (mediana: 2,5 giorni). La dispersione è stata osservata fino al giorno 15 dopo la comparsa dei sintomi.

Rotavirus

I rotavirus sono la principale causa di gastroenterite tra i neonati e bambini piccoli, particolarmente colpita è la fascia di età da 3 a 15 mesi.

I sintomi di solito compaiono da 1 a 3 giorni dopo l’esposizione. Il rotavirus in genere provoca vomito e diarrea acquosa per 3-7 giorni, con febbre e dolori addominali; può infettare anche gli adulti che sono a stretto contatto con bambini infetti, ma i sintomi negli adulti sono più miti.

Uno studio ha descritto un periodo di incubazione inferiore a 48 ore per i rotavirus. Non sono stati trovati dati sulla durata della contagiosità dei malati.
Comunque, il periodo di dispersione è riportato in 12 studi, risultando variabile dipendentemente dalla definizione: tra gli studi in cui la misurazione veniva iniziata al momento del ricovero ospedaliero, andava da 2 a 8 giorni (con mediane di circa 3,5-6 giorni).

  • Negli studi in cui la misurazione iniziava dall’insorgenza dei sintomi/diarrea, era tra 4 e 57 giorni, con mediane, a seconda degli studi, di 7,5-4 giorni.
    In uno di questi, la dispersione cessava al più tardi 2-3 giorni dopo il termine della diarrea.
  • Uno studio basava la misurazione sul rilevamento del virus nelle feci, con diagnosi sia in soggetti ricoverati per l’infezione che in pazienti con malattia contratta in ospedale; la dispersione variava da 1 a 5 giorni, con una media di 2,5.
  • Uno studio rilevava il dato sul giorno prima o dopo il termine della diarrea; 50% dei bambini esaminati era positivo il giorno prima della diarrea. La dispersione si protraeva fino a 34 giorni.
  • Due studi hanno indicato la dispersione nei soggetti arruolati, con intervalli da 1 a meno di 5 giorni e una media di 2,9.

Sintomi

I principali sintomi dell’influenza intestinale sono:

La persona colpita può anche manifestare anche

Mediamente i sintomi compaiono 1-2 giorni dal momento dell’infezione, per durare durare poi da 1 a 10 giorni, a seconda del virus responsabile.

Quando chiamare il medico

Rivolgetevi al medico se:

  • il vomito persiste per più di due giorni,
  • la diarrea persiste per più di alcuni giorni,
  • la diarrea presenta tracce di sangue,
  • la febbre sale a 38.3 °C o oltre,
  • stando in piedi accusate stordimento o svenimento,
  • compare confusione,
  • si manifesta un dolore addominale severo.

Nel caso dei bambini è raccomandabile rivolgersi al pediatra se:

  • diventa insolitamente sonnolento,
  • vomita sangue,
  • ha diarrea sanguinolenta (dissenteria),
  • mostra segni di disidratazione, come secchezza della bocca e della pelle, sete, occhi infossati, pianto senza lacrime, la fontanella diventa concava, il pannolino rimane asciutto per più di otto ore,
  • ha meno di 2 anni e ha la febbre per più di un giorno, o se ha più di due anni e ha la febbre per più di tre giorni.

Pericoli

In genere l’influenza intestinale non è una malattia grave, i pazienti affetti da gastroenterite virale quasi sempre guariscono completamente e senza altri problemi a lungo termine.

La gastroenterite è invece una malattia pericolosa per le persone che non sono in grado di bere liquidi a sufficienza per sostituire quello che perdono attraverso il vomito o la diarrea, particolarmente se:

  • neonati e bambini piccoli,
  • persone che non sono in grado di prendersi cura di se stesse come i diversamente abili o gli anziani.

Questi soggetti sono a rischio di disidratazione da perdita di fluidi, in quanto il corpo non ha abbastanza liquidi per mantenere il giusto equilibrio di sali minerali (elettroliti) nell’organismo.

I principali segni di disidratazione negli adulti sono:

  • sete eccessiva,
  • scarsa o nulla produzione di urina,
  • urine di colore scuro,
  • pelle secca,
  • letargia, capogiro o svenimento.

I segni di disidratazione in neonati e bambini piccoli sono:

  • secchezza della bocca e lingua,
  • mancanza di lacrime durante il pianto,
  • pannolini asciutti dopo diverse ore,
  • febbre alta,
  • comportamento insolitamente irritabile o eccessiva sonnolenza,
  • occhi infossati.

Trasmissione

L’influenza intestinale è contagiosa.

Il virus che causa la gastroenterite si diffonde attraverso uno stretto contatto con le persone infette, anche se il contagio può avvenire anche consumando cibi o bevande contaminate.

  • I prodotti alimentari possono essere contaminati dalle persone che li preparano o maneggiano, se hanno già l’influenza intestinale, specialmente se non si lavano regolarmente le mani dopo aver usato il bagno.
  • I frutti di mare possono essere contaminati dai liquami e mangiandoli crudi o poco cotti, quando raccolti in acque contaminate, possono causare diarrea o dissenteria.
  • Anche l’acqua potabile può essere contaminata dalle acque di scarico ed essere una fonte di diffusione di questi virus.

A differenza di quello che si pensa di solito il virus è presente soprattutto nel vomito e nelle feci dei pazienti infetti, mentre nella saliva con buona probabilità non se ne trova traccia. Questo spiega il motivo per cui il fattore di prevenzione chiave sia il lavaggio delle mani (il contagio è poco probabile che sia diretto, mentre è più frequente un contatto dovuto a superfici contaminate, mani non lavate dopo essere andato in bagno, …).

L’influenza intestinale colpisce persone di tutte le parti del mondo, anche se ogni virus ha la propria attività stagionale. Ad esempio negli Stati Uniti

  • le infezioni da rotavirus e astrovirus si verificano durante i mesi più freddi dell’anno (da ottobre a aprile),
  • mentre le infezioni da adenovirus si verificano tutto l’anno.
  • Le infezioni da norovirus si verificano tutto l’anno, ma tendono ad aumentare nei mesi più freddi. I focolai di norovirus possono formarsi negli ambienti istituzionali, quali scuole, strutture di assistenza all’infanzia e case di cura e possono nascere in altre situazioni di gruppo, come sale da banchetto, navi da crociera, dormitori e campeggi.

Fatta questa premessa, è chiaro che chiunque può esserne contagiato e di fatto l’influenza intestinale si verifica in persone di ogni età e provenienza.

Alcuni virus tendono a colpire soprattutto in fasce di età specifiche, per esempio

  • le infezioni da rotavirus sono la causa più comune di diarrea nei lattanti e nei bambini sotto i 5 anni;
  • adenovirus e astrovirus causano diarrea soprattutto nei bambini piccoli, ma anche i bambini più grandi e gli adulti possono esserne colpiti;
  • il norovirus infetta persone di tutte le età, compresi i bambini più grandi e gli adulti.

Per quanto tempo è contagioso un paziente colpito da virus intestinale?

Si può essere contagiosi da pochi giorni fino a due settimane o più, a seconda di quale virus intestinale sia la causa della gastroenterite in corso.

  • Con i norovirus, la causa più comune di gastroenterite virale in adulti e bambini, il soggetto è contagioso dal momento in cui inizia a sentirsi male (i sintomi di solito compaiono entro uno o due giorni dal momento dell’esposizione).  Anche se in genere ci si sente meglio dopo un giorno o due, il paziente sarà ancora contagioso fino a tre giorni dopo la completa guarigione, in casi particolari (per esempio nei bambini) anche fino a due settimane.
  • Nel caso dei rotavirus i sintomi di norma appaiono uno a tre giorni dopo l’esposizione, ma si è contagiosi anche prima, durante le manifestazioni e fino a due settimane dopo aver recuperato.

Focolai di virus intestinale possono verificarsi nelle famiglie, asili, scuole, case di cura, navi da crociera, campi estivi, dormitori, ristoranti e tutti gli altri luoghi in cui le persone si riuniscono in gruppi.

Diagnosi

In generale l’influenza intestinale viene facilmente diagnosticata sulla base dei sintomi e dell’esame medico del paziente.

L’infezione da rotavirus può essere diagnosticata con test di laboratorio effettuati su un campione di feci, mentre gli esami per individuare gli altri virus che causano la gastroenterite non sono in uso di routine.

Cura e dieta

La maggior parte dei casi di gastroenterite virale si risolve in breve tempo senza alcun trattamento specifico.

Il più importante obiettivo nel curare le influenze intestinali nei bambini e negli adulti è quello di prevenire un’eccessiva perdita di liquidi (disidratazione). Questo trattamento deve iniziare in casa ed il medico può dare istruzioni specifiche su quali tipi di liquidi somministrare.

Si raccomanda che le famiglie con neonati e bambini piccoli conservino una scorta di soluzione di reidratazione orale a casa, in modo da poterne iniziare la somministrazione già dopo le prime scariche di diarrea nel bambino. Questi preparati sono disponibili in farmacia senza prescrizione medica, in genere sotto forma di bustine. Seguite le istruzioni scritte sulla confezione, usando acqua pulita o bollita.

I farmaci, compresi gli antibiotici (che non hanno alcun effetto sui virus) e gli altri trattamenti, devono essere evitati a meno che non siano stati raccomandati da un medico.

Se sospettate di aver contratto l’influenza intestinale:

  1. Smettere di bere e mangiare per qualche ora, per lasciare il vostro stomaco libero.
  2. Bevete liquidi in abbondanza, bevande o soluzioni sportive reidratanti, per prevenire la disidratazione. Se avete problemi a tollerare i liquidi, bevete in piccoli sorsi frequenti o succhiate cubetti di ghiaccio. Assicuratevi di urinare normalmente e che la vostra urina sia leggera e chiara (l’urina scura è indice di disidratazione). Anche le vertigini o la sensazione di stordimento sono segni di disidratazione. Se si verifica uno qualsiasi di questi sintomi si verificano e non trattenete liquidi a sufficienza, consultate un medico.
  3. Tornate gradualmente a mangiare. A poco a poco iniziate a mangiare alimenti insipidi e facili da digerire, come ad esempio cracker, toast, gelatina, banane, riso e pollo. Smettere di mangiare se vi ritorna la nausea. Per alcuni giorni evitate il latte e i prodotti lattiero-caseari, la caffeina, l’alcool, la nicotina e gli alimenti grassi o molto conditi.
  4. È possibile assumere paracetamolo (Tachipirina® o altri) per alleviare il disagio.
  5. Riposate in abbondanza. La malattia e la disidratazione possono rendervi deboli e stanchi.

Se sospettate che il vostro bambino abbia la gastroenterite:

  1. Fatelo riposare.
  2. Quando il bambino smette di vomitare, cominciate a offrirgli piccole quantità di soluzione di reidratazione orale, come Dicodral® o Idravita®. Non usate solo acqua, nei bambini con influenza intestinale l’acqua non viene assorbita bene e ciò non permette di sostituire i liquidi persi. Evitate anche il succhi di frutta (troppo ricchi di zuccheri in questa fase) e il latte, che possono far peggiorare la diarrea.
  3. A poco a poco introducete nella sua dieta degli alimenti leggeri e facili da digerire, come pane, riso, banane e patate. Evitate di dare prodotti lattiero-caseari al vostro bambino e alimenti zuccherati quali gelati, bibite e caramelle. Questi possono fare peggiorare la diarrea.
  4. Considerate di somministrare paracetamolo (Tachipirina® o altri) per alleviare il disagio, a meno che il bambino non abbia malattie del fegato. Non somministrare mai aspirina nei bambini al di sotto dei 16 anni.
  5. Se avete un bambino malato, non offritegli niente da bere per 30-60 minuti, quindi provate con piccole quantità di liquido. Se lo state allattando al seno, lasciate invece poppare il vostro bambino. Se il vostro bambino è alimentato al biberon, offritegli una piccola quantità di soluzione di reidratazione orale.

Dieta

Quando compaiono i primi sintomi di influenza intestinale è bene astenersi da qualsiasi tipo di dieta per qualche ora e lasciare riposare stomaco ed intestino;  quando il vomito è completamente scomparso e la nausea, se presente, diventa più sopportabile, è possibile reintrodurre gradatamente alimenti nella dieta.

Le indicazioni prevedono di inserire inizialmente abbondanti liquidi per prevenire il pericolo di disidratazione, seguiti nei giorni successivi dal ritorno graduale ad una dieta maggiormente solida.

I cibi ricchi di zuccheri semplici devono sempre essere evitati perché in grado di peggiorare la diarrea per effetto osmotico, quindi almeno inizialemente è opportuno evitare bevande dolci, succhi di frutta ed altre bibite zuccherate.

Finchè è presente la diarrea è opportuno limitare la dieta a cibi molto leggeri e poveri di fibra:

  • tè,
  • tisane,
  • riso,
  • brodo,
  • pane bianco,
  • patate bollite,
  • pasta in bianco,
  • pane bianco,
  • pesce o carne molto magra.

Da evitare

  • latte e latticini (soprattutto negli adulti),
  • zucchero ed altri dolcificanti,
  • cioccolato,
  • caffeina,
  • alcool,
  • nicotina,
  • fritti,
  • alimenti grassi o molto conditi.

Prevenzione

È possibile ridurre le probabilità di venire contagiati con un frequente lavaggio delle mani, la subitanea disinfezione delle superfici contaminate con detergenti domestici disinfettanti (per esempio a base di candeggina) e l’immediato lavaggio dei capi di abbigliamento sporcati con rifiuti organici.

Se sospettate che il cibo o l’acqua possano essere contaminati, evitateli.

La gastroenterite da rotavirus può anche essere evitata con il vaccino, per la protezione contro la diarrea grave da rotavirus nei neonati e nei bambini piccoli. Questi vaccini sono somministrati ai bambini nel loro primo anno di vita insieme ad altri vaccini per l’infanzia (vaccino per rotavirus).

Adattamento a cura di Sara Radicia

Fonti:

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Grazie mille Dr. Cimurro per la cortese risposta.
    Le vorrei fare un ultima domanda. Esiste il vaccino per il virus influenzale ma per il virus intestinale no. Come mai ? Chiedo questo perchè il campo medico è in continua evoluzione positiva per tante patologie e mi sembra strano che non si riesca trovare una soluzione per questo virus intestinale che a tantissime persone crea un profondo disagio psicologico oltre che fisico.
    Grazie anticipatamente per la risposta

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Come anche i virus respiratori i virus intestinali sono molteplici, e il vaccino esiste solo per un virus in particolare, si ci può comunque ammalare con contagio da parte di un virus diverso da quello per cui si è vaccinati tra l’altro; non so perché non abbiano pensato ad un vaccino per il virus intestinale, i problemi sono sicuramente tanti e su diversi fronti.

  2. Anonimo

    se si ammala uno dei membri della famiglia con vomito gastroenterite quale é il miglior modo di disinfettare casa o qualcosa da fare per evitare il contagio agli altri membri dellla famiglia? é alta la possibilita di contagio?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Lavarsi spesso le mani, evitare contatti ravvicinati, …

  3. Anonimo

    Buonasera dottori, i primi di dicembre la mia bambina ha avuto la gastroenterite virale, vomitando in maniera violenta e ripetutamente durante la notte. Il giorno seguente ha mostrato febbre a 38 ma durata soltanto un giorno.. Nel frattempo mio figlio di 1 anno e mezzo aveva tosse raffreddore e la malattia bocca mani piedi, con evidenti croste intorno alla bocca e macchie rosse su palmi di mani e piedi. L ho curato con aciclovir e lavaggi nasali , propoli per aumentare difese immunitarie e viruxan come antivirale..successivamente il medico mi ha ordinato di fargli aerosol con fluibron e soluzione fisiologica. La malattia bocca mani piedi sparisce nel giro di tre quattro giorni, mercoledi scorso decido di mandarlo all asilo e giovedi tutto ok fino alla 1 di notte, in cui fa due colpi di tosse e inizialmente tira su catarro misto cibo im piccolissima quantità, poi dopo un oretta, dopo avergli dato camomilla per aiutarlo a liberarsi prima, fa una vomitata del pranzo del giovedi..fine..il giorno seguente un paio di feci molli ma non troppo, e inappetenza..l ho nutrito con pastina calda e roba secca come cracker grissini ecc ..e da bere camomilla e acqua, ma ha ancora poco appetito ..
    Stasera sono stata male io, forti dolori addominali e feci molli..dopo 5 ore di sofferenza ho finalmente vomitato e mi sono sentita meglio, se non che bere mi da fastidio e ho mal di testa..domani vorrei mandare il mio bambino all asilo poiche è da circa 13 gg che è a casa..si annoia e mi sta facendo impazzire, piange sempre ed è annoiato si vede.. è pieno di vita e vuole giocare,.
    Le mie domande sono: dopo quanto tempo dalla manifestazione dei sintomi non si è piu contagiosi? Io potrei riattaccarla a mio figlio o si tratta dello stesso ceppo?avendola avuta giovedi notte , se lo mando all asilo rischia una ricaduta? Cosa posso fare per evitare di attaccarla e riattaccarla ai membri dela mia famiglia? Ringrazio anticipatamente buona serata

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      1. In teoria dalla scomparsa dei sintomi, anche se nelle feci (soprattutto dei bimbi) il virus può persistere per settimane.
      2. No, ma non possiamo escludere contagi da ceppi diversi.
      3. Lavarsi le mani, evitare contatti ravvicinati, …

  4. Anonimo

    Vorrei gentilmente un consiglio.
    Sabato sera la ragazza dopo essere uscita con le amiche, alle 4 di mattina di domenica mangia una pizza marinara e dalle 8,40 circa fino al pomeriggio ha vomitato 4 volte senza avere diarrea e febbre,tant’è che in serata ha mangiato qualche biscotto e preso un moment per il mal di testa. La ragazza soffre di reflusso gastrico dovuto ad un’ernia allo stomaco e già nei giorni scorsi aveva la gastrite.
    Lei oggi pomeriggio vuole vedermi ma io sono terrorizzato essendo emetofobico. Secondo lei dottore, la ragazza ha avuto un virus intestinale oppure come sostiene lei è stato un colpo di freddo e posso vedermi serenamente?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Purtroppo non c’è modo di sapere con esattezza la causa, ma se oggi sta bene grossi rischi non dovrebbero essercene.

  5. Anonimo

    Perchè bisogna assumere sali minerali in caso di influenza intestinale?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Per reidratarsi; con il vomito e/o la diarrea si perdono liquidi e sali minerali, che vanno quindi reidratati.

  6. Anonimo

    È da 11 giorni che ho diarrea tutti i giorni, sono sfinita… Sto assumendo fermenti lattici ma non passa, cosa devo fare?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      È decisamente ora di contattare il medico, serve un intervento più incisivo; raccomando di reidratarsi costantemente con acqua e sali minerali.

  7. Anonimo

    Dottore, adesso come siamo messi a virus intestinale? Ci sono tanti casi?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      In questa stagione sono molto più comuni le intossicazioni alimentari come causa di disturbi intestinali.

  8. Anonimo

    Come sono le previsioni per il mese di novembre? Ci si aspettano tanti casi? Ho il terrore di vomitare…

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Purtroppo è difficile fare previsioni per quanto riguarda le sindromi parainfluenzali (influenza intestinale compresa), perchè hanno andamento molto fluttuante nel tempo e sono spesso legati mini-focolai locali.

  9. Anonimo

    Salve dottore, ci sono tanti casi in questa stagione? Se mi lavo le mani spesso rischio di prenderla?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      In questa stagione sono più comuni i casi di gastroenteriti causati da una cattiva conservazione dei cibi.
      Lavarsi le mani spesso è sempre una buona abitudine, ma non deve diventare un’ossessione.