Impetigine: foto, sintomi, trasmissione, cura e prevenzione

Ultima modifica 19.12.2019

Introduzione

L’impetigine (dal termine latino impetigo, ereditato tal quale anche in lingua inglese) è una infezione acuta che colpisce la pelle nei suoi strati più superficiali, generalmente del viso e degli arti. In caso compaiano anche bolle si parla di impetigine bollosa.

Compaiono inizialmente vesciche ripiene di liquido chiaro principalmente su viso, braccia e gambe; le vesciche successivamente si rompono e si forma una crosta gialla o bruno giallastra (vedi foto nella sezione dei sintomi) che si stacca facilmente. La pelle adiacente alla crosta può arrossarsi particolarmente e provocare forte prurito. L’impetigine può a questo punto estendersi su altre zone del corpo.

È una malattia molto comune tra i bambini in età pre-scolare e una cattiva igiene rappresenta un rilevante fattore di rischio. Talvolta prende il via da eczemi, micosi, punture di insetti, pediculosi, herpes, …

Lo specialista che si occupa di questa malattia è il dermatologo, sebbene in molti casi pediatra e medico curante siano in grado di riconoscere e trattare efficacemente l’infezione.

Cause

L’impetigine è un’infezione causata normalmente dallo Staphylococcus aureus, ma in altri casi i batteri responsabili possono essere lo Streptococcus pyogenes (anche chiamato Streptococco beta-emolitico di gruppo A).

I batteri possono infettare la pelle principalmente in due modi:

  • attraverso un taglio, una puntura d’insetto o altri tipi di lesioni (impetigine primaria),
  • in presenza di un’altra condizione della pelle, come pidocchi, scabbia o eczema (impetigine secondaria).

Contagio e trasmissione

Il contagio può avvenire attraverso il contatto diretto con un paziente (in particolare con le lesioni di un malato o con le sue secrezioni nasali, mentre non sono contagiosi su cute integra eventuali batteri presenti nell’aria), oppure attraverso la condivisione di oggetti personali come asciugamani o biancheria.

L’impetigine può facilmente diffondersi ad altre parti del corpo o essere trasmessa ad altre persone già durante la fase d’incubazione e fino a:

  • 48 ore dopo aver iniziato la terapia antibiotica,
  • oppure fino alla caduta delle croste.

Fattori di rischio

I bambini e i pazienti con sistema immunitario indebolito (diabete, HIV, in trattamento chemioterapico, …) sono i soggetti maggiormente a rischio di contrarre l’infezione.

Sintomi

Il periodo d’incubazione, cioè il tempo che passa dal contagio alla comparsa dei sintomi, è pari a circa 1-10 giorni a seconda del batterio interessato.

La malattia colpisce in particolar modo il viso e gli arti, ma può di fatto manifestarsi in qualunque parte del corpo; si presenta con piccole papule rosse che si trasformano in vescicole contenenti un liquido sieroso che in seguito diventa torbido.

Le vescicole, rompendosi, lasciano il posto a piccole ferite che vengono ricoperte da croste giallo-marroni e molli, da cui può uscire pus. Le lesioni, se non curate, si possono estendere rapidamente in altre zone del corpo.

Impetigine

Impetigine

Impetigine bollosa

 

Fotografia di impetigine bollosa dopo l'apertura della bolla

By LittlekidsdocOwn work, CC BY-SA 4.0, Link

L’impetigine bollosa interessa tipicamente bambini in età scolare e si presenta con vescicole contenenti liquido sieroso torbido; le bolle si rompono frequentemente, causando erosioni tondeggianti superficiali (come in foto) in cui il siero tende ad asciugarsi lasciando spazio ad una crosta di colore giallastro.

Le lesioni sono infettive, anche se la forma bollosa è considerata meno contagiosa di quella tradizionale; tende a colpire

  • viso,
  • estremità (mani e piedi),
  • ascelle,
  • tronco
  • e la regione perianale dei neonati

In caso di lesioni estese nei neonati possono essere comparire anche sintomi sistemici come

 

Pericoli

Se non adeguatamente curata l’impetigine potrebbe provocare infezioni più pericolose e profonde

  • cellulite, un’infezione degli strati più profondi della pelle e del tessuto sottostante,
  • psoriasi guttata, una condizione non infettiva che può svilupparsi in bambini e adolescenti dopo un’infezione batterica,
  • setticemia, un’infezione batterica del sangue,
  • glomerulonefrite post-streptococcica, un’infezione dei piccoli vasi sanguigni a livello renale.

Solo raramente l’impetigine può causare cicatrici; il rischio aumenta in caso di grattamento.

In genere, se adeguatamente curata e trattata, la prognosi è comunque ottima.

Cura e terapia

L’impetigine in genere migliora senza trattamento in circa due o tre settimane in pazienti altrimenti sani e con sistema immunitario in salute, tuttavia il trattamento è raccomandato per ridurre la durata della malattia a circa 7-10 giorni e soprattutto per diminuire il rischio che l’infezione si diffonda ad altri pazienti.

Nessuna cura va iniziata su un bambino senza un consulto del pediatra.

In genere la prescrizione prevede antibiotici in forma topica, ossia in crema, come per esempio la mupirocina (Bactroban e Mupiskin i suoi nomi commerciali) che e uno degli antibiotici di elezione per il trattamento dell’impetigine.

Più recente è l’introduzione di una nuova formulazione a base di retapamulina, Altargo il nome commerciale, che promette una guarigione nel giro di 5 giorni con due applicazioni giornaliere.

In rari casi è necessario il ricorso ad una terapia sistemica, ossia attraverso antibiotici per bocca o attraverso iniezioni. Di norma l’applicazione dell’unguento antibiotico ha maggiore efficacia se applicato come segue:

  1. Impregnare una garza sterile con soluzione disinfettante (da sostituire con soluzione fisiologica se l’area da trattare è attorno agli occhi, narici o labbra) e fare un impacco sulle croste fino a favorirne il distacco.
  2. Rimuovere in questo modo tutte le croste ed applicare abbondante crema, anche nelle zone limitrofe.
  3. Ripetere l’applicazione 2 o 3 volte al giorno secondo il parere medico e coprire la zona trattata con un idoneo cerotto.

In caso di comparsa di febbre è necessario rivolgersi immediatamente al medico curante.

Prevenzione

Grattarsi un’area infetta e poi toccare la pelle sana è un sicuro veicolo d’infezione, è quindi fondamentale lavarsi accuratamente le mani dopo il trattamento ed eventualmente istruire il bambino a non grattarsi nonostante l’eventuale prurito.

Può inoltre essere utile tenere unghie molto corte, cambiare spesso vestiti e biancheria, lavare periodicamente le mani con sapone.

Tutti gli oggetti venuti a contatto con la persona infetta devono essere accuratamente lavati e non devono venire a contatto, per quanto possibile, con i restanti membri della famiglia.

Più in generale una cattiva igiene può favorire l’instaurarsi dell’infezione, quindi un approccio corretto all’igiene personale rappresenta un’ottima arma di difesa nei confronti della malattia.

Riammissione a scuola

È importante che, una volta riconosciuta la malattia, il bambino non torni a scuola e non venga a contatto con altri bambini fino ad un giorno dopo l’inizio della terapia.

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Domande e risposte
  1. Domanda

    Quanto dura l’impetigine?

    1. Dr. Roberto Gindro

      L’infezione migliora senza trattamento in circa 2-3 settimane, in caso di terapia antibiotica in 7-10 giorni.

  2. Domanda

    Come si prende/trasmette l’impetigine?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Il contagio può avvenire per contatto in presenza di ferite/tagli/punture d’insetto, oppure in presenza di altre condizioni della pelle (dermatite atopica, pidocchi, scabbia, …) che causano prurito e grattamento.