Granuloma: cause, sintomi, pericoli e cura

Ultimo Aggiornamento: 89 giorni

Introduzione

Per granuloma si intende il risultato di una reazione infiammatoria cronica che si osserva tipicamente nelle:

Sulla base della causa che ha provocato tale risposta infiammatoria cronica dividiamo i granulomi in:

  • granuloma immune,
  • granuloma non immune o da corpo estraneo.

Al di là della diversa origine eziologica, tutti i tipi di granuloma sono caratterizzati da una struttura comune che prevede:

  • un centro necrotico che racchiude l’agente infettivo o l’agente estraneo,
  • all’esterno del centro necrotico la proliferazione di diverse cellule infiammatorie come macrofagi, neutrofili, linfociti,…,
  • infine, a circondare la lesione, viene prodotto dai fibroblasti un vallo fibrotico.

Durante la sua formazione e maturazione, il granuloma circonda quindi l’agente infettivo o il corpo estraneo impedendo che possa diffondersi o creare lesioni in altri tessuti. Il granuloma a questo punto va incontro a necrosi, viene circoscritto dal vallo di fibroblasti e la reazione infiammatoria si estingue. Il granuloma a questo punto potrà:

  • essere totalmente riassorbito,
  • dare luogo ad un nodulo fibroso che rimane tale per un tempo indefinito.

Cause

Le cause di comparsa del granuloma possono innanzi tutto essere:

  • infettive,
  • non infettive.

Le principali cause infettive sono:

  • infezioni batteriche: l’esempio più classico è il Mycobacterium Tubercolosis agente eziologico della tubercolosi (TBC), che rappresenta il prototipo delle malattie granulomatose; ritroviamo anche in questo gruppo la sifilide, la lebbra, malattia da graffio di gatto o bartonellosi, linfogranuloma inguinale da Chlamydia;
  • infezioni virali: granuloma del gatto con peritonite infettiva felina;
  • infezioni da funghi: microsporidosi;
  • infezioni protozoarie: leishmaniosi.

Per quanto riguarda le cause non infettive ricordiamo la possibile comparsa di granulomi dovuti a:

  • corpi estranei: talco utilizzato nelle sostanze stupefacenti, colesterolo, spine, fili di sutura, schegge di legno, di vetro o di altro materiale, …;
  • malattie autoimmuni: sarcoidosi, istiocitosi X, granulomatosi di Wegener, …;
  • malattie polmonari interstiziali: antracosi, berilliosi, silicosi, …

Classificazione

I granulomi possono essere classificati in base alle loro caratteristiche cellulari e al loro comportamento clinico in:

  • granuloma benigno: tipico dei corpi estranei, con cellule non proliferanti, a prognosi benigna;
  • granuloma maligno: si riscontra in patologie croniche gravi, o tumori maligni, con le cellule del granuloma che proliferano in maniera incontrollata; la prognosi in questi casi è infausta.

In base all’eziologia riconosciamo invece:

  • granuloma infettivo: infiammazione cronica secondaria ad un agente patogeno;
  • granuloma anulare: tipologia alquanto rara, la cui causa è ad oggi sconosciuta, in grado di localizzarsi in diverse parti del corpo (soprattutto mani e piedi). Le lesioni sono di tipo nodulare, di colorito rosa chiaro o rossastre e solo lievemente pruriginose;
  • granuloma eosinofilo: tipo molto raro di granuloma che contiene al suo interno granulociti eosinofili; lo si riscontra tipicamente in una malattia molto rara, la “istiocitosi X” caratterizzata da proliferazione di cellule di Langherans, che può colpire diversi organi come rene, polmone, fegato, cuore, milza, ossa e sistema nervoso centrale;
  • granuloma piogenico: compare secondariamente ad un trauma, con un processo di cicatrizzazione anomalo che esita nella formazione di questo granuloma, dalla forma nodulare e dal colorito rossastro che può sanguinare facilmente;
  • granuloma da corpo estraneo: il nostro organismo cerca di proteggersi da questi corpi estranei circondandoli e isolandoli all’interno del granuloma, evitando che possano produrre danno al resto dell’organismo; sono tantissimi gli esempi disponibili, tra cui i punti di sutura, particelle di carbone o di silice a livello polmonare, o schegge di vari materiali;

In base alla loro localizzazione riconosciamo infine:

  • granuloma cutaneo: spesso infettivo, da corpo estraneo o anulare; può comparire in qualsiasi punto della cute; molto frequente è quello secondario ai punti di sutura non riassorbibili;
  • granuloma ombelicale: tipico dei neonati a cui è appena caduto il cordone ombelicale; si rende visibile sotto forma di piccole escrescenze carnose; col tempo può regredire con formazione di una normale cicatrice ombelicale;
  • granuloma ungueale: secondario ad un’”unghia incarnita” presente a livello dell’alluce (primo dito del piede);
  • granuloma mammario: spesso dopo un trauma si ha la liponecrosi, ovvero la necrosi del tessuto adiposo che avvolge la ghiandola mammaria. Questo processo può esitare nella formazione di un granuloma che al tatto può simulare la presenza di un nodulo; per tale motivo può richiedere diagnosi differenziale con altri tipi di noduli mammari;
  • granuloma uterino: secondario ad un corpo estraneo o a punti di sutura post-cesareo;
  • granuloma inguinale: detto anche linfogranuloma, viene considerato una malattia sessualmente trasmissibile causata dal batterio Chlamydia;
  • granuloma polmonare: a livello del parenchima e dell’interstizio polmonare possono formarsi granulomi secondari a svariate cause:
    • agenti infettivi batterici (TBC), virali e fungini,
    • malattie autoimmuni (sarcoidosi, istiocitosi X),
    • pneumoconiosi: accumulo di particelle inorganiche a livello dell’interstizio polmonare (antracosi, asbestosi, berilliosi, silicosi,…);
  • granuloma intestinale: può essere secondario alle IBD, ovvero malattie infiammatorie croniche intestinali come rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn;
  • granuloma dentale: piuttosto frequente, detto anche “apicale” poiché coinvolge l’apice della radice dentaria. Si manifesta in presenza di carie o schegge dentali, per via di una sovrainfezione batterica. Resta silente per lunghi periodi di tempo senza alcun sintomo avvertito dal paziente.

Sintomi

I sintomi dei granulomi dipendono dalla patologia sottostante che ne ha causato la formazione, nonché dalla loro localizzazione.

  • Il granuloma dentale resta per lo più asintomatico per molto tempo passando inosservato.
  • Il granuloma cutaneo può manifestarsi con rossore, gonfiore e a volte prurito, mentre solo raramente arriva a sanguinare. Di solito si osservano macule poco rilevate o papule, più raramente veri e propri noduli.
  • Il granuloma inguinale si manifesta con tumefazione dolente a livello inguinale e fistolizzazione cutanea ascessuale con fuoriuscita di pus.
  • A livello polmonare potremo avere tipici sintomi respiratori come
  • Il granuloma intestinale si manifesta con i tipici sintomi delle IBD.

Cura

La terapia del granuloma consiste nella rimozione della causa sottostante, trattando la patologia primaria di base.

Se la patologia fosse infettiva di tipo batterico si ricorre in genere ad una terapia antibiotica adeguata.

Negli altri casi la terapia è di tipo eziologico, specifica cioè per quella determinata patologia.

Al di là delle varie cause, un granuloma infiammatorio può risentire positivamente di farmaci antinfiammatori per via orale o topica, perché in grado di ridurre la formazione del granuloma e le sue dimensioni.

In rari casi può essere richiesta anche una terapia cortisonica e immuno-soppressiva (sarcoidosi, istiocitosi X, granulomatosi di Wegener,ecc.)

Per i granulomi da corpi estranei può essere necessario un piccolo intervento chirurgico per la loro rimozione completa. L’esecuzione di questo trattamento può dipendere da alcuni fattori come:

  • l’esuberanza della reazione granulomatosa,
  • la sua localizzazione, che può dare problemi estetici o funzionali,
  • la tipologia,
  • le dimensioni.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero

Fonti principali:

  • Harrison – Principi Di Medicina Interna Vol. 1-2 (17 Ed. McGraw Hill 2009)

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