Granuloma piogenico: cause, sintomi e cura

Ultima modifica 22.04.2020

Introduzione

Il granuloma piogenico, anche detto emangioma capillare lobulare, granuloma teleangectasico o granuloma pediculatum, è una proliferazione di vasi sanguigni che si verifica nella sede di un recente trauma, anche minimo.

Interessa prevalentemente bambini e giovani adulti, più spesso in una sede cutanea e meno frequentemente a livello delle mucose (bocca, genitali, …).

Le sedi tipiche sono le dita delle mani, il volto, il cuoio capelluto, il tronco, le labbra. La maggior parte dei granulomi piogenici regredisce spontaneamente ma, poiché sono molto fastidiosi a causa del continuo sanguinamento, si opta spesso per l’asportazione chirurgica.

La prognosi è favorevole poiché la lesione va spesso incontro a regressione spontanea. Le complicazioni consistono specialmente nel sanguinamento che si verifica al minimo trauma, essendo la lesione molto friabile. Soprattutto per questo motivo, viene praticata l’asportazione chirurgica.

Non esistono purtroppo misure di prevenzione.

Granuloma piogenico su un dito

iStock.com/Pyogenic granuloma

Causa e fattori di rischio

Il granuloma piogenico costituisce la risposta non prevedibile ad un trauma minore.

Si tratta quindi di un processo iperplastico (ovvero caratterizzato da una eccessiva moltiplicazione cellulare) reattivo ad un trauma piuttosto che un processo neoplastico (tumorale).

La maggior parte delle lesioni insorge nella sede in cui c’è stato un trauma superficiale; alcuni casi di granulomi anulari multipli sono stati descritti in associazione con alterazioni endocrinologiche o terapie farmacologiche e sono andati incontro a regressione dopo la rimozione dello stimolo.

Sintomi

Lo sviluppo e l’evoluzione della lesione in seguito al trauma è molto rapido, avvenendo nell’arco di alcune settimane.

Il granuloma piogenico si presenta come una lesione cutanea

  • rilevata
  • di dimensioni inferiori al centimetro (papula) o maggiori al centimetro (nodulo)
  • di colore rosa o rosso bruno,
  • spesso esofitica (ovvero peduncolata, la crescita determina cioè la formazione di un’escrescenza),
  • di consistenza molle,
  • ricoperto da croste
  • e con tendenza al sanguinamento in caso di trauma anche minimo.

La lesione è tipicamente indolore.

Le sedi classiche sono

  • le dita,
  • i palmi delle mani,
  • il volto,
  • la parte superiore del tronco
  • ed il cuoio capelluto

verosimilmente perché sono le sedi più spesso soggette a traumi. Possono essere interessate comunque tutte le aree cutanee e le zone di passaggio tra cute e mucose (labbra, mucosa del naso, gengive). Occasionalmente il granuloma piogenico insorge su un nevo o su un angioma a stella.

L’epulide è un granuloma piogenico della mucosa orale, tipico della donna in gravidanza, che si presenta come una papula rosea facilmente sanguinante alla superficie interna della mucosa labiale od in sede gengivale.

Granuloma piogenico sulle gengive

iStock.com/watanyou

Sono stati descritti granulomi piogenici multipli, localizzati o disseminati, che si osservano in soggetti adulti dopo asportazione chirurgica o mediante elettrocoagulazione di una lesione cutanea localizzata al tronco in sede interscapolare (ad esempio un nevo) oppure in seguito ad una grave ustione.

Sono molto rare due varianti atipiche di granuloma piogenico: il granuloma piogenico intravascolare, che si presenta sotto forma di un nodulo dermico, e quello sottocutaneo.

Diagnosi

La diagnosi basata esclusivamente sull’esame clinico è possibile nella maggior parte dei casi.

La conferma deriva comunque dall’esame istologico della lesione asportata chirurgicamente; l’istologia mette in evidenza un’epidermide ricoperta da croste che sovrasta una proliferazione vascolare costituita da numerosi vasi capillari neoformati disposti attorno ad un vaso centrale (pattern lobulare). Quando è presente ulcerazione, si osservano anche molti granulociti neutrofili. Nelle forme ricorrenti, possono essere individuate cellule atipiche, specialmente nelle parti più profonde.

Il granuloma piogenico deve essere differenziato mediante l’asportazione chirurgica ed esame istologico da altre patologie benigne o maligne che possono manifestarsi in modo simile:

  • Il nevo di Spitz, lesione melanocitaria tipica di bambini e giovani adulti che è però meno vascolarizzato e sanguina solo raramente;
  • L’angioma, lesione anch’essa tendente al sanguinamento ma con morfologia meno polipoide rispetto al granuloma piogenico;
  • Il sarcoma di Kaposi, una proliferazione neoplastica delle cellule endoteliali che costituiscono il rivestimento dei vasi sanguigni che può interessare la cute e le mucose e che riconosce nell’infezione da herpesvirus umano 8 la sua causa principale;
  • Il melanoma amelanotico, tumore dei melanociti che si presenta privo in tutto od in parte di pigmento, dal carattere tendenzialmente aggressivo;
  • Il carcinoma spinocellulare ulcerato, tumore maligno dei cheratinociti che spesso insorge su sedi cutanee e cutaneo-mucose cronicamente esposte alle radiazioni ultraviolette come il volto, il cuoio capelluto, le labbra;
  • Una metastasi cutanea di un carcinoma primitivo localizzato in altra sede.

Gravidanza

Il granuloma piogenico compare tipicamente durante la gravidanza in sede gengivale ed è definito epulide delle gravide o tumore della gravidanza (nonostante sia tendenzialmente sempre benigno).

Verosimilmente l’epulide della gravidanza è dovuta all’aumento degli ormoni sessuali (estrogeni e progesterone) che modificano il microbiota gengivale rendendosi responsabili dell’infiammazione locale.

Cura

L’escissione chirurgica è la terapia più radicale e quella con la più bassa frequenza di recidive; deve essere sempre seguita dall’esame istologico così da escludere altre patologie più gravi come i tumori ulcerati e soprattutto il melanoma amelanotico.

Sono possibili vari tipi di trattamenti alternativi quali:

  • elettrocoagulazione
  • curettage
  • laser terapia
  • applicazione locale di creme a base di corticosteroidi potenti in occlusione (ovvero applicazione della crema sulla lesione e successiva copertura con un cerotto: l’occlusione favorisce la penetrazione del principio attivo).

Fonti e bibliografia

  • Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di dermatologia medica e chirurgica. McGraw-Hill 4° edizione.
  • Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.
  • Braun-Falco O., Plewing G., Wolff H.H., Burgdorf W.H.C. Dermatologia. Edizione italiana a cura di Carlo Gelmetti. Sprienger – Verlag Italia 2002.

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