Ginocchio gonfio (versamento): dolore, altri sintomi, cause e cura

Ultima modifica 09.12.2019

Introduzione

Ritrovarsi con un ginocchio gonfio e dolente è una condizione estremamente frequente, che dal punto di vista medico viene indicata come “versamento del ginocchio”; tale versamento, che appare all’esterno appunto come un gonfiore, consiste in una raccolta di liquido che si forma internamento all’articolazione del ginocchio.

Un versamento si accompagna di solito ai seguenti sintomi:

  • gonfiore,
  • arrossamento dell’articolazione coinvolta,
  • dolore, che può peggiorare
    • alla mobilizzazione attiva (ovvero quando il paziente tenta di muovere la gamba)
    • e/o passiva (quando è il medico a muovere la gamba o palpare l’articolazione),
  • limitazione funzionale e riduzione della capacità di movimento,
  • lesioni più o meno evidenti di trauma (se occorso).

In realtà il versamento del ginocchio non è una patologia di per sé, ma rappresenta la manifestazione (o ancor meglio la conseguenza diretta che possiamo vedere dall’esterno) di una lesione che viene a localizzarsi all’interno della capsula articolare.

Al variare della tipologia ed estensione della lesione interna è possibile rilevare diverse caratteristiche del versamento (analizzabili dal medico attraverso l’artrocentesi, un esame specialistico) e differenti livelli di gravità.

Gli approcci terapeutici variano a seconda dell’eziologia, dal semplice riposo associato alla terapia antinfiammatoria, fino a veri e propri interventi chirurgici volti a ripristinare il più possibile l’integrità dell’articolazione.

Nei casi almeno apparentemente più semplici, ossia un ginocchio gonfio e dolente dopo una caduta, il primo rimedio consiste invece nell’applicazione di impacchi di ghiaccio, che consente di ridurre il richiamo di liquidi di sostanze mediatrici dell’infiammazione.

Primo piano di un ginocchio dolorante

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Anatomia

Il ginocchio rappresenta una tra le più complesse ed importanti articolazioni del nostro organismo.

È sottoposto a varie tipologie di movimento e, proprio per questo, può facilmente andare incontro a lesioni. Al suo interno, con lo scopo di prevenire un continuo ed eccessivo stress meccanico, trovano posto una serie di legamenti e strutture accessorie, il cui ruolo è quello di vincolare quanto più possibile i capi ossei tra loro e ridurne il rischio di alterazione. Poiché i diversi tipi di versamento originano solitamente dalla lesione di una delle componenti articolari, è necessario comprendere almeno in linea generale l’anatomia dell’articolazione in esame.

Le componenti ossee del ginocchio sono rappresentate da:

  • femore (superiormente),
  • tibia (inferiormente),
  • rotula (che si interpone davanti all’articolazione femoro – tibiale, nello spessore del tendine del quadricipite femorale; per tale localizzazione viene definito come un osso sesamoide, posto cioè nello spessore di un tendine).
Anatomia semplificata dell'articolazione del ginocchio

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Le componenti non ossee sono invece costituite da:

  • Menischi: sono dei cuscinetti cartilaginei localizzati tra il femore e la tibia, con il compito di limitare i movimenti eccessivi e ammortizzare il carico di pressione tra le due ossa. Il menisco interno è più grande e ricorda la forma di una C, mentre il menisco esterno è lievemente più piccolo e ricorda la forma di una O.
  • Legamenti crociati: sono così chiamati perché hanno la forma di una X e limitano gli spostamenti dell’articolazione in senso antero – posteriore, lungo il piano sagittale (infatti sono denominati leg. crociato anteriore e leg. crociato posteriore)
  • Legamenti collaterali: sono due legamenti che hanno il compito di limitare i movimenti di lateralità dell’articolazione (tant’è che sono definiti leg. collaterale mediale e leg. collaterale laterale).

La lesione di una qualunque di queste strutture può essere responsabile della formazione di un versamento, il quale però manifesterà differenti caratteristiche a seconda del tipo di struttura alterata.

Cause

Un versamento può

  • derivare in maniera diretta da un processo traumatico (per esempio una caduta od un colpo),
  • evolvere a seguito di un processo infiammatorio,
  • comparire a seguito di stress meccanici e microtraumatismi ripetuti.

In assenza di traumi che possano spiegare il gonfiore, le cause più comuni alla base dello sviluppo di dolore e versamento sono:

  • osteoartrosi: tipica dei pazienti anziani, si presenta con dolore e rigidità in entrambe le ginocchia, gonfiore lieve;
  • borsite: il ginocchio è caldo e rosso, dolore e versamento sono peggiorati dall’inginocchiarsi o piegarsi;
  • sanguinamento nell’articolazione: il ginocchio appare gonfio, caldo e con l’evoluzione del colore tipica dei lividi; è un possibile disturbo favorito dall’assunzione di farmaci anticoagulanti;
  • gotta o artrite settica: le ginocchia sono calde ed arrossate.

Definendo il versamento come una raccolta di liquido, tale liquido può essere di natura:

  • Sierosa: è la forma più comune. Rappresenta liquido che si forma a seguito di un processo infiammatorio (e per questo tende solitamente a regredire in maniera del tutto spontanea e senza sequele) oppure può derivare da una lesione dei menischi. Tipici esempi di patologie infiammatorie possono essere:
    • usura da stress meccanico,
    • patologie reumatiche (le cosiddette “artropatie da deposito di cristalli”, artrosi senile o artrite reumatoide, anche se quest’ultima coinvolge più spesso le piccole articolazioni piuttosto che le tipiche articolazioni sottoposte a carico, …).
  • Adiposa: quando all’interno del liquido si riscontrano delle goccioline di grasso (e nella maggior parte dei casi anche di sangue) l’origine è probabilmente una frattura ossea.
  • Ematica: la presenza di sangue (in assenza del grasso) indica per lo più una lesione dei legamenti crociati.
  • Purulenta: abbastanza rara, è associata ad un processo infettivo (prevalentemente batterico) a carico del ginocchio.

Sintomi

La sintomatologia che accompagna un versamento del ginocchio può prevedere la comparsa di uno o più tra i seguenti segni e sintomi:

  • gonfiore localizzato,
  • arrossamento cutaneo (soprattutto nel caso di un processo infettivo/infiammatorio),
  • riduzione della mobilità articolare,
  • dolore durante la mobilizzazione attiva o passiva dell’arto inferiore,
  • eventuale dolore alla semplice palpazione del ginocchio o alla mobilizzazione semplicemente della rotula,
  • calore al tatto,
  • ecchimosi o ematoma (fino ad emartro, ossia una copiosa raccolta di sangue intra-articolare),
  • eventuali fratture delle ossa coinvolte nell’articolazione,
  • sintomi generalizzati (soprattutto in caso di processo infettivo in fase di estensione o nel caso di patologie di impronta reumatica).

A seconda della causa può esserci o meno evidenza di traumatismi esterni o ferite.

Diagnosi

La diagnosi comprende una serie di indagini con approfondimento diagnostico di livello sempre maggiore.

  • Esame obiettivo ed anamnesi (soprattutto in caso di un trauma che il paziente è in grado di ricordare e riferire dettagliatamente) rappresentano solitamente il primo passo per un inquadramento generale del tipo di versamento. Il medico potrà utilizzare particolari manovre che possono suggerire un tipo di lesione piuttosto che un’altra (tipico esempio è il segno del “cassetto anteriore” nel caso di lesione del legamento crociato anteriore).
  • Artrocentesi: è un esame invasivo specialistico che permette di raccogliere, attraverso una piccola puntura a livello dell’articolazione, una quota del versamento. Tale esame permette quindi di evidenziare la presenza o meno di sangue, grasso, pus e successivamente eseguire indagini di secondo livello (come l’analisi al microscopio e la coltura con antibiogramma, se sussiste il sospetto di infezione). Con tale esame è possibile inoltre evidenziare la presenza eventuale di depositi di calcio o acido urico (sotto forma di cristalli) che talvolta possono generare dolore ed alterazione della mobilità articolare.
  • Radiografia dell’arto inferiore se si sospetta una frattura ossea.
  • Ecografia.
  • Risonanza magnetica: rappresenta l’indagine d’elezione per la patologia a carico dei tessuti molli dell’articolazione, soprattutto i menischi ed i vari legamenti.

Rimedi e cura

Solitamente il versamento del ginocchio vede una causa temporanea, che permette una risoluzione spontanea nell’arco di qualche giorno. In tal caso l’approccio medico prevede

  • riposo,
  • impacchi di ghiaccio,
  • riduzione del carico,
  • se necessario la somministrazione di antinfiammatori ed analgesici per alleviare il dolore; ad essi andrà associato il trattamento antibiotico quando è presente un processo infettivo documentato.

La durata e la tipologia del riposo in caso di dolore e gonfiore al ginocchio va valutato caso per caso in quanto, soprattutto nel caso di malattie croniche ma non solo, un eccesso di astensione dal movimento può indebolire i muscoli che hanno invece bisogno di rafforzarsi per ridurre o eliminare il dolore.

Nel caso invece di patologie resistenti a queste terapie può essere necessario ricorrere ad infiltrazioni di corticosteroidi oppure di acido ialuronico ed altri integratori (soprattutto quando la base è un processo degenerativo, tipico nei processi di artrosi senile).

Quando il dolore ed il versamento derivano da una lesione ossea si richiede l’intervento da parte di un medico specialista, per stabilizzare l’articolazione ed eventualmente ricorrere ad approcci chirurgici.

Le patologie legamentose e meniscali possono necessitare di chirurgia artroscopica o ventualmente a cielo aperto.

Prevenzione

Quando parliamo di processi degenerativi (come l’artrosi) è fondamentale per il paziente essere in grado di monitorare i propri sintomi e prevenire lo stress meccanismo a livello delle articolazioni interessate.

Risulta quindi fondamentale:

  1. Adozione di una corretta educazione posturale volta alla riduzione del carico di lavoro.
  2. Valutare con il medico un’adeguata integrazione alimentare e/o farmacologica (esistono in commercio integratori in grado di stimolare e rafforzare le componenti cartilaginee dell’articolazione, sulla cui efficacia tuttavia la comunità scientifica non è unanimemente d’accordo).
  3. Utilizzare tutori o presidi ortopedici in grado di bilanciare il lavoro dell’articolazione

Nel caso di patologie reumatiche dovute al deposito di cristalli risulta essenziale (soprattutto per i depositi di calcio ed acido urico) il controllo dell’alimentazione.

Per patologie traumatiche è invece importante il corretto monitoraggio della propria sintomatologia ed il rapido consulto del medico, così da poter scartare immediatamente una lesione che richieda interventi specialistici.

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