Ginecomastia nell’uomo: cause, rimedi ed intervento

a cura di Dr.ssa Chiara Russo -Ultimo Aggiornamento: 26 luglio 2019

Introduzione

La ginecomastia è una condizione clinica caratterizzata da un ingrandimento del tessuto mammario nell’uomo, generalmente per ragioni non tumorali.

Questo anomalo aumento di volume delle mammelle, che si verifica nel 32-36% degli individui di sesso maschile, dona al petto un aspetto femmineo, con importanti ripercussioni dal punto di vista

  • psicologico,
  • sociale
  • e sessuale.

Possiamo distinguere

  • una ginecomastia ”classica”, con un aumento esclusivo della componente ghiandolare della mammella dell’uomo,
  • da forme “miste” e forme di “pseudoginecomastia”, caratterizzate anche da un contemporaneo sviluppo del tessuto adiposo sottocutaneo.

L’ingrandimento delle mammelle costituisce l’aspetto principale della ginecomastia e può essere accompagnato da un aumento della sensibilità cutanea e dalla comparsa di aree di rilievo dolorose al di sotto del capezzolo.

Tra le cause che ne sono all’origine, si annoverano:

  • squilibri ormonali (principalmente aumento di estrogeni),
  • assunzione di farmaci (in particolare spironolattone, steroidi anabolizzanti, antiandrogeni, farmaci anti-HIV ed antidepressivi),
  • alterazioni genetiche o squilibri ormonali dipendenti da altre patologie (ipogonadismo, tumori testicolari con eccesso di testosterone, ipertiroidismo, insufficienza epatica, insufficienza renale),
  • abuso di sostanze (alcolici, marijuana, eroina, anfetamine),
  • aumento dei livelli di prolattina (per uso di medicinali o tumori benigni dell’ipofisi).

Una “ginecomastia fisiologica” può invece essere presente in età puberale o durante l’età senile e regredire in maniera spontanea nell’arco di 6 mesi-2 anni.

Generalmente la ginecomastia si riduce spontaneamente o scompare dopo la sospensione del farmaco in causa o dopo trattamento della patologia di base e solo in alcuni casi, il medico, dopo attenta valutazione clinica e strumentale, consiglierà al paziente la corretta strategia terapeutica che potrà essere

  • farmacologica (basata sull’utilizzo di antiestrogeni, inibitori dell’aromatasi o cure topiche con creme a base di diidrotestosterone)
  • o chirurgica (basata sulla rimozione del tessuto mammario in eccesso).

Cause

Durante l’infanzia e la pubertà l’ingrandimento della mammella maschile può essere considerato normale (ginecomastia fisiologica). In questa epoca dello sviluppo il fenomeno è

  • transitorio,
  • bilaterale (interessa entrambe le mammelle),
  • morbido
  • e si distribuisce simmetricamente sotto l’areola,

tendendo poi a regredire nell’arco di 6 mesi- 2 anni.

Modificazioni analoghe possono ricomparire in età senile ed essere monolaterali o bilaterali, principalmente causate da una riduzione dei livelli di testosterone, principalmente nei soggetti obesi.

Tra le cause che ne sono all’origine, riconosciamo:

  • Mutamenti ormonali naturali, cioè fluttuazioni nei livelli di estrogeni e testosterone che possono determinare ginecomastia;
    • Eccesso di testosterone: il testosterone è l’ormone deputato al monitoraggio della crescita delle caratteristiche maschili (massa muscolare, peluria) e il suo aumento può verificarsi normalmente in età puberale, oppure in seguito all’assunzione di steroidi anabolizzanti; in presenza di un eccesso di questo ormone, il corpo reagisce determinando una sua conversione in ormoni femminili (estrogeni), determinando in tal modo l’anomalo sviluppo mammario.
    • Eccesso di estrogeni: monitorano le caratteristiche femminili ( tra cui lo sviluppo del seno) e il loro aumento può essere naturale ( predisposizione genetica) o determinato da altre sostanze, come ad esempio i farmaci.
  • Condizioni di salute differenti, ma in grado di determinare squilibri ormonali, quali
  • Uso di medicinali, principalmente
  • Abuso di sostanze, come alcolici, marijuana, eroina, anfetamine;
  • Aumento dei livelli di prolattina, per uso di medicinali o tumori benigni dell’ipofisi.

Classificazione

In base all’origine è possibile classificare la ginecomastia in:

  • Ginecomastia puberale: transitoria, fisiologica, compare tra i 12 e i 17 anni e regredisce nell’arco di 6 mesi-2 anni;
  • Ginecomastia congenita: è dovuta ad un’alterazione ormonale ereditaria, caratteristicamente presente all’interno del nucleo familiare;
  • Ginecomastia indotta: dovuta all’assunzione di farmaci o sostanze in grado di compromettere la funzione ormonale.

Per le sue caratteristiche distintive, possiamo inoltre classificarla in:

  • Ginecomastia vera: l’aumento di volume delle mammelle è causato dall’aumento esclusivo della componente ghiandolare;
  • Ginecomastia falsa (o pseudoginecomastia): l’aumento di volume delle mammelle è dovuto ad un aumento del tessuto adiposo della regione mammaria;
  • Ginecomastia mista: vi è contemporaneamente un aumento del tessuto adiposo e della componente ghiandolare.

Sintomi e segni di allarme

La ginecomastia è caratterizzata da un aumento di volume delle mammelle maschili che solo occasionalmente è fonte di fastidi o dolore.

Possono destare una particolare preoccupazione i seguenti reperti:

  • gonfiore mammario localizzato, secrezioni dal capezzolo, aree di consistenza dura e fissità ai tessuti sottostanti;
  • segni e sintomi di ipogonadismo:
    • pubertà ritardata (ritardo nella maturazione sessuale),
    • atrofia testicolare (riduzione del volume di uno o entrambi i testicoli),
    • disfunzione erettile,
    • diminuzione della massa magra (muscolare),
    • alterazioni visive;
  • sintomi e segni di ipertiroidismo:
  • comparsa di una massa testicolare;
  • ginecomastia dolorosa e tesa in un soggetto adulto.

L’individuazione di queste condizioni cliniche aiuterà il medico nella ricerca di un’eventuale causa sottostante e nella diagnosi differenziale nei confronti di altre patologie più allarmanti, come il cancro del seno (infrequente, ma non impossibile negli uomini).

Diagnosi

L’esame obiettivo è di fondamentale importanza e verrà condotto dal medico attraverso una semplice palpazione, talora supportata dall’ecografia mammaria, per distinguere l’eventuale natura adiposa del rigonfiamento (falsa ginecomastia) o dall’ecografia testicolare (nel sospetto di una condizione secondaria a patologie della gonade maschile).

Può essere utile effettuare alcuni esami del sangue, quali:

  • esami ormonali per controllare la funzione testicolare,
  • dosaggio dei livelli di prolattina,
  • valutazione della funzionalità epatica, tiroidea e renale.

Come curare la ginecomastia?

Il trattamento varia a seconda della causa che, una volta risolta, determina generalmente una recessione della ginecomastia.

Nell’eventualità in cui non fosse possibile individuare una causa scatenante, può essere impostata una terapia farmacologica “sintomatica” che prevede la somministrazione di

  • antiestrogeni (tamoxifene, entro un anno dall’esordio),
  • inibitori dell’aromatasi
  • o cura topica con creme a base di diidrotestosterone.

Una ginecomastia di lunga data può aver determinato una sostituzione del normale tessuto ghiandolare con parenchima fibroso e non essere pertanto più passibile di trattamento conservativo; in questi casi è possibile valutare la possibilità di effettuare un intervento chirurgico, basato sulla rimozione del tessuto mammario in eccesso con ritorno del paziente alle attività quotidiane nell’arco di pochi giorni.

Prevenzione

È possibile adottare alcune strategie comportamentali per prevenire l’insorgenza della ginecomastia, quali:

  • Limitare il consumo di carne ed accettarsi della provenienza ( in alcuni Paesi extracomunitari, i controlli possono essere inferiori), eliminare inoltre il grasso visibile in cui si accumulano le sostanze tossiche.
  • Mantenere alto l’apporto di fibra, in quanto i vegetali non commestibili possono ridurre l’eccesso di estrogeni nel corpo.
  • Praticare regolare attività fisica ed esercizio di tonificazione mirato.
  • Tenere sotto controllo il peso corporeo (nei soggetti obesi i livelli di testosterone diminuiscono, mentre aumenta il quantitativo degli estrogeni, responsabili dell’eventuale aumento di volume delle mammelle).

Fonti e bibliografia

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