Gastrite: sintomi, cause, dieta e cura

Ultima modifica 20.05.2020

Introduzione

La parola gastrite viene usata per descrivere un gruppo di disturbi con una caratteristica in comune, l’infiammazione della mucosa gastrica.

La mucosa dello stomaco (o mucosa gastrica) è costituita tra l’altro da cellule specializzate che producono

  • acido ed enzimi che aiutano a frammentare il cibo per la digestione,
  • muco, che protegge la mucosa dagli stessi acidi/enzimi prodotti e quindi dall’auto-digestione.

Quando è infiammata la mucosa gastrica diminuisce la produzione di entrambi, ma soprattutto di tutte quelle sostanze che normalmente rivestono e proteggono le pareti dall’azione degli acidi gastrici.

Il disturbo può

  • apparire all’improvviso e durare per un breve periodo di tempo (gastrite acuta),
  • oppure può protrarsi nel tempo (gastrite cronica) e in alcuni casi trasformarsi in ulcera gastrica, aumentando così il rischio di sviluppare tumore allo stomaco.

Tra le numerose classificazioni possibili di gastrite assume quindi particolare rilevanza differenziare la gastrite

  • erosiva, che causa un danno fisico del rivestimento dello stomaco, sotto forma di piaghe, ulcere, …
  • non erosiva, che provoca l’infiammazione nel rivestimento, ma senza erosioni della parete.

L’infiammazione spesso è il risultato dell’infezione causata dal batterio responsabile della maggior parte delle ulcere gastriche (Helycobacter Pilori), tuttavia anche altri fattori come i traumi, l’uso regolare di antinfiammatori o l’assunzione di alcool in elevate quantità possono scatenare la gastrite.

Tra i sintomi più comuni che indicano la presenza di gastrite ricordiamo:

In caso di gastrite erosiva i sintomi possono includere anche

  • dolore,
  • sanguinamento,
  • presenza di ulcerazioni.

Per la maggior parte delle persone che ne vengono interessate la gastrite non rappresenta un problema serio, al contrario migliora rapidamente se trattata in modo corretto; se trascurata, invece, può durare anni e/o condurre a complicazioni anche importanti.

Differenza tra gastrite e gastroenterite

La gastroenterite (spesso impropriamente chiamata influenza intestinale) consiste in un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino, causata da un’infezione (tipicamente da virus, più raramente batterica).

La gastrite è invece l’infiammazione del solo rivestimento dello stomaco e non sempre è causata da un’infezione.

Infografica riassuntiva sulla gastrite

iStock.com/Macrovector

Cause

Le pareti dello stomaco normalmente sono protette da una mucosa che fa da barriera contro gli acidi responsabili della digestione.

Gli acidi presenti sono così corrosivi che, in assenza di un’adeguata protezione, finirebbero per digerire lo stomaco stesso; se questa barriera si indebolisce i succhi digestivi riescono quindi a danneggiare e infiammare le pareti dello stomaco causando la comparsa di gastrite.

Infezione da helicobacter pylori

L’infezione causata dal batterio helicobacter pylori è la causa principale di comparsa di ulcera gastrica ed è inoltre responsabile di numerosi casi di gastrite, nella maggior parte dei casi cronica.

Si stima che metà della popolazione mondiale sia stata infettata da questo batterio, in grado di trasmettersi da persona a persona. La maggior parte delle persone infette non soffre tuttavia di complicazioni dell’infezione, ma in alcune di esse il batterio può lacerare la mucosa interna dello stomaco modificando così le pareti gastriche. Non si sa con esattezza perché solo alcune persone soffrano delle complicazioni dell’infezione da Helicobacter pylori (circa il 20% del totale), ma i medici ritengono che la vulnerabilità al batterio possa essere ereditaria oppure sia provocata dallo stile di vita errato, ad esempio dal fumo e dagli alti livelli di stress.

L’H. pylori è contagioso, ma l’esatta via di trasmissione non è ancora stata chiarita; l’uomo sembra essere l’unico serbatoio in natura per il batterio e la via di contagio più probabile si pensa essere quella orale o oro-fecale (consumo di alimenti contagiati da feci di soggetti portatori).

  • A sostegno dell’ipotesi di trasmissione orale è il fatto che il batterio sia stato isolato nella placca e soprattutto nella saliva; non è invece chiaro se la bocca sia un passaggio casuale (per esempio causato da rigurgito o vomito) o meno.
  • Per quanto riguarda il rischio di contagio oro-fecale è stato dimostrata una buona sopravvivenza del microrganismo nell’acqua (per diversi giorni), anche se in realtà manca una conferma certa della presenza del batterio nelle feci espulse da un portatore.

Antinfiammatori e altre sostanze

Un uso abituale e/o eccessivo di antinfiammatori non steroidei come aspirina, ibuprofene (Moment®, Brufen®, …), ketoprofene (Oki, …) e naprossene (Synflex®, Momendol®, …), può causare gastrite, sia acuta che cronica; l’abuso di questi medicinali può ridurre la quantità di una sostanza fondamentale che aiuta a proteggere la mucosa interna dello stomaco esponendo così il paziente allo sviluppo di problemi. I problemi di stomaco si presentano con minore probabilità se assumete i FANS sporadicamente.

Gli antinfiammatori sono responsabili di circa il 20% dei casi di gastrite.

Al pari degli antinfiammatori sono responsabili di alcuni casi anche altre sostanze, come:

  • alcool, che è in grado di irritare e corrodere la mucosa gastrica, rendendo lo stomaco più vulnerabile ai succhi digestivi
  • cocaina,
  • bile, la sostanza fluida che contribuisce alla digestione dei grassi, prodotta dal fegato e conservata all’interno della cistifellea; in condizioni normali una valvola impedisce alla bile di risalire verso lo stomaco dall’intestino, ma se questa non funziona adeguatamente il fluido può refluire nello stomaco, causando infiammazione e gastrite cronica,

Gastrite autoimmune

In questa forma di gastrite, il sistema immunitario attacca per errore le cellule sane dello stomaco, scambiandole per una minaccia da combattere.

La gastrite autoimmune si verifica con maggior frequenza nei pazienti affetti da altre patologie autoimmuni e soprattutto nella popolazione anziana; in genere non è erosiva.

Altre cause

Tra le cause meno comuni troviamo lo stress, inteso come reazione psicosomatica a situazioni come lesioni traumatiche, malattie gravi, ustioni severe e necessità di sottoporsi a interventi di chirurgia maggiore, che sono in grado di favorire la comparsa di gastrite nervosa. La causa esatta del perché questo avvenga non è nota, si ipotizza che possa essere correlata alla diminuzione del flusso sanguigno allo stomaco.

In alcuni casi la patologia può essere legata ad altre malattie, come l’HIV/AIDS, il morbo di Crohn, le infezioni da parassiti, …

Ad oggi non esistono evidenze che provino che alimenti specifici, tra cui cibi piccanti e caffè, possano essere di per sé causa di problemi, ma è sicuramente consigliabile evitarli in caso di problemi preesistenti.

Sintomi

Non sempre si manifesta con segni e/o sintomi, ma può insorgere in diversi modi a seconda dei casi (i più comuni sono un senso di fastidio epigastrico e/o senso di bruciore).

Tra i segni e i sintomi della gastrite ricordiamo:

Il dolore può migliorare o peggiorare mangiando.

  • La gastrite acuta compare all’improvviso e provoca con maggiori probabilità la nausea, il bruciore o il fastidio allo stomaco.
  • La gastrite cronica, invece, si sviluppa gradualmente e ha maggiori probabilità di provocare un mal di stomaco sordo, la sensazione di stomaco pieno o la perdita di appetito dopo aver mangiato anche solo pochi bocconi. In molti pazienti, tuttavia, la gastrite cronica non causa alcun sintomo fisico.

Se una forma cronica non viene trattata, può durare anni o anche per tutta la vita.

In alcuni casi evolversi in sanguinamento gastrico, ma raramente questo sintomo è grave; vi ricordiamo però che il sanguinamento gastrico, che comporta la presenza di sangue nel vomito oppure la produzione di feci nere e catramose, richiede cure mediche immediate.

Quando chiamare il medico

Più o meno tutti abbiamo sperimentato, almeno una volta nella vita, un attacco di mal di stomaco o di bruciore di stomaco. La maggior parte dei casi è di breve durata e può essere gestita con farmaci da automedicazione come gli antiacidi, ma si raccomanda di rivolgersi al medico in caso di:

  • persistenza dei sintomi da una settimana o più,
  • dolore particolarmente severo,
  • possibile legame con farmaci in uso (antinfiammatori o altro).

Rivolgetevi al Pronto Soccorso in caso di sintomi legati a un possibile sanguinamento gastrico, come:

Pericoli

L’evoluzione dipende dalla causa, ma è spesso positiva.

La maggioranza della forme aspecifiche di gastrite cronica non causa sintomi, tuttavia la gastrite cronica è un fattore di rischio per lo sviluppo di

  • ulcera gastrica,
  • polipi e tumori dello stomaco benigni e maligni.

Alcuni individui con gastrite cronica da H. pylori o con gastrite autoimmune sviluppano una gastrite atrofica. Quest’ultima distrugge le cellule della mucosa gastrica che producono acide ed enzimi digestivi. La gastrite atrofica può portare a due tipi di cancro: il cancro gastrico e il linfoma del tessuto linfoide associato alla mucosa gastrica.

In caso di gastrite erosiva si può andare incontro ad anemia, a causa della costante emorragia di sangue.

Diagnosi

Se pensate di soffrire di gastrite il primo medico che vi visiterà probabilmente sarà il vostro curante o un medico generico, tuttavia, in alcuni casi, già quando fisserete la visita potreste essere indirizzati verso un medico specializzato nella cura dei disturbi dell’apparato digerente (gastroenterologo).

Il medico probabilmente arriverà alla diagnosi di gastrite dopo avervi chiesto informazioni sulle vostre malattie precedenti e dopo avervi visitato accuratamente, però in alcuni casi dovrete sottoporvi a particolari esami per capire qual è la causa del vostro disturbo. Tra i possibili esami ricordiamo:

  • Esami del sangue. Il medico probabilmente vi prescriverà delle analisi del sangue, mirate a scoprire la presenza degli anticorpi per l’H. pylori. Se l’esame ha risultato positivo significa che siete entrati in contatto con il batterio durante la vostra vita, ma questo non vuol dire necessariamente che c’è un’infezione in corso. Gli esami del sangue possono anche evidenziare anemia, che può essere provocata dal sanguinamento gastrico collegato alla gastrite.
  • Test del respiro. Questo semplice esame può contribuire a capire se è in corso un’infezione da H. pylori.
  • Esame delle feci. Questo esame mira a evidenziare la presenza dell’H. pylori in un campione delle vostre feci. Un test positivo è indice di infezione in corso. Il medico può anche controllare se è presente del sangue nelle feci, un sintomo del sanguinamento gastrico che può essere collegato alla gastrite.
  • Radiografia del tratto gastrointestinale superiore. La radiografia dello stomaco e dell’intestino tenue viene effettuata per scoprire i segni della gastrite e di altri problemi dell’apparato digerente. Di solito viene eseguita dopo che avete assunto un liquido (bario) che va a rivestire le mucose interne dell’apparato digerente, facendole risaltare meglio sulla pellicola radiografica (clisma opaco).
  • Gastroscopia. Questa procedura permette al medico di verificare se ci siano anomalie nel tratto gastrointestinale superiore non rilevabili con una radiografia. Durante l’esame, il medico inserisce un tubicino sottile e flessibile con una fonte di luce a un’estremità (endoscopio) attraverso la bocca: il tubicino viene fatto scendere verso l’esofago, lo stomaco e il tratto iniziale dell’intestino tenue. Prima di inghiottire l’endoscopio, la gola di solito viene anestetizzata e vengono somministrati particolari farmaci con effetto calmante. Se una parte del tessuto gastrointestinale ha un aspetto anomalo, il medico può rimuoverne un piccolo campione (biopsia) usando gli strumenti inseriti all’interno dell’endoscopio. Il campione viene poi inviato in laboratorio dove sarà analizzato da un patologo. L’endoscopia di solito dura 20, 30 minuti, ma normalmente non sarete dimessi finché l’effetto dei farmaci non sarà cessato (di solito dopo una o due ore). I rischi di questo intervento sono molto rari: tra di essi ricordiamo il sanguinamento gastrico e la perforazione delle pareti dello stomaco. La complicazione più frequente è un leggero mal di gola dovuto al fatto di aver ingoiato l’endoscopio.

Cura e terapia

La cura della gastrite dipende dal fattore scatenante specifico, per esempio

  • la forma acuta, provocata dai FANS o dall’alcool, può essere alleviata sospendendo l’uso delle sostanze responsabili;
  • la forma cronica causata dall’infezione da H. pylori viene curata eradicando il batterio, attraverso la prescrizione di una politerapia antibiotica.

La maggior parte dei programmi terapeutici comprende farmaci che curano l’acidità di stomaco, in modo da diminuire la gravità dei sintomi e incoraggiare il processo di guarigione all’interno dello stomaco.

Cura dell’acidità di stomaco

Gli acidi gastrici irritano i tessuti infiammati dello stomaco, provocando dolore e peggiorando l’infiammazione. Proprio per questo le terapie per la maggior parte dei casi di gastrite comprendono farmaci che riducono o neutralizzano l’acidità di stomaco. Tra di essi ricordiamo:

  • Antiacidi. Gli antiacidi disponibili in farmacia senza ricetta medica (Maalox®, Anacidol®, ecc), in forma liquida o in compresse, rappresentano una terapia frequente per i casi di gastrite lieve. Gli antiacidi neutralizzano gli acidi gastrici e sono in grado di diminuire velocemente il dolore.
  • Farmaci antiulcera (o antistaminici anti-H2). Se gli antiacidi non sono abbastanza efficaci, il medico può consigliarvi di assumere un farmaco antiulcera, come la cimetidina (Tagamet®), la ranitidina (Zantac®, Ranidil®), la nizatidina o la famotidina che aiutano a ridurre la quantità di acidi prodotta dallo stomaco.
  • Farmaci inibitori della pompa degli acidi. I cosiddetti inibitori della pompa protonica riducono l’acidità bloccando l’azione delle minuscole pompe all’interno delle cellule dello stomaco che secernono i succhi acidi. Tra i farmaci di questa categoria ricordiamo: l’omeprazolo (Omeprazen®, Mepral®, …), il lansoprazolo (Lansox®, Limpidex®, …), il rabeprazolo (Pariet®) e l’esomeprazolo (Nexium®, Esopral®, …).

Cura dell’infezione da H. pylori

I medici seguono diversi programmi terapeutici per curare l’infezione da H. pylori, la maggior parte dei quali si basa su di una combinazione di due antibiotici e di un inibitore della pompa protonica. In alcuni casi viene aggiunto anche del bismuto. Gli antibiotici distruggono il batterio, mentre l’inibitore della pompa protonica allevia il dolore e la nausea, cura l’infiammazione e può aumentare l’efficacia degli antibiotici.

Per accertarsi che l’H. pylori sia stato eliminato completamente, il medico può sottoporvi di nuovo a esami alla fine della terapia.

(Per approfondire leggi l’articolo dedicato: Helycobacter Pilori)

Stile di vita e rimedi fai da te

I problemi digestivi possono verificarsi per diverse ragioni, comprese alcuni fattori legati allo stile di vita, che siete in grado di controllare in prima persona. In generale, per mantenere l’apparato digerente in buone condizioni i medici consigliano di:

  • Seguire una dieta corretta. Il modo in cui si mangia è altrettanto importante degli alimenti che si assumono. Moderate le porzioni, mangiate a orari regolari e cercate di rilassarvi durante i pasti. Evitate alimenti irritanti (speziati, piccanti, acidi, fritti, grassi) e gli alcolici.
  • Mantenere il peso forma. I problemi digestivi possono verificarsi indipendentemente dal peso. Però il bruciore di stomaco, il gonfiore e la costipazione tendono a colpire con maggior frequenza le persone sovrappeso. Recuperare e mantenere il peso forma spesso può contribuire alla prevenzione o alla scomparsa di questi sintomi.
  • Fare molto esercizio fisico. L’attività aerobica che migliora la respirazione e il battito cardiaco stimola anche l’attività dei muscoli intestinali, aiutandovi a eliminare le scorie dall’intestino più velocemente. Vi consigliamo di svolgere almeno 30 minuti di attività aerobica al giorno, in quasi tutti i giorni della settimana. Prima di iniziare è consigliabile il preventivo parere del medico.
  • Tenere sotto controllo lo stress. Lo stress fa aumentare il rischio di attacchi cardiaci e infarto, deprime il sistema immunitario e può scatenare o aggravare i problemi alla pelle. Per quanto riguarda l’apparato digerente, aumenta la produzione di acidi gastrici e rallenta la digestione. Lo stress, per la maggior parte delle persone, è inevitabile, quindi il segreto è imparare a gestirlo con efficacia: il compito risulta più facile se si segue una dieta nutriente, se si dorme a sufficienza, se si fa esercizio fisico regolare e si cercano dei modi sani per rilassarsi. Se rilassarvi rappresenta un problema, prendete in considerazione l’idea di un corso di meditazione, di yoga o di tai chi. Queste discipline possono aiutarvi a concentrarvi, a diminuire l’ansia e a ridurre la tensione fisica. Inoltre, il massaggio terapeutico è in grado di sciogliere i muscoli contratti e di calmare i nervi esauriti.

Dieta

Una scrupolosa attenzione all’alimentazione è sicuramente il primo passo per una corretta gestione del disturbo; se gli episodi di gastrite o acidità di stomaco sono frequenti, fare pasti più leggeri e più frequenti può essere di grande aiuto, perché consente di diminuire gli effetti dell’iperacidità gastrica.

Vanno poi evitati tutti quegli alimenti con potere irritante, soprattutto quelli speziati, acidi, fritti o grassi, e vanno altresì evitati pasti eccessivamente abbondanti.

(Per approfondire Dieta e Gastrite)

Prevenzione

L’infezione da H. pylori in alcuni casi è inevitabile, ma questi suggerimenti vi aiuteranno a diminuire le probabilità di essere colpiti dalla gastrite:

  • Limitate l’uso di alcool o evitatelo completamente. L’abuso di alcool è in grado di irritare e corrodere la mucosa gastrica, provocando infiammazione e sanguinamento.
  • Non fumate. Il fumo interferisce con l’azione della mucosa protettiva dello stomaco, rendendo lo stomaco maggiormente soggetto alla gastrite e all’ulcera. Il fumo, inoltre, aumenta l’acidità di stomaco, rallenta il processo di guarigione ed è uno dei principali fattori di rischio per il tumore allo stomaco. Nonostante tutto, smettere di fumare non è facile, soprattutto se avete fumato per anni. Chiedete consiglio al medico sui metodi che potranno aiutarvi a smettere.
  • Cambiate analgesici. Se possible, evitate i FANS, cioè l’aspirina, l’ibuprofene e il naprossene. Questi farmaci possono provocare l’infiammazione dello stomaco o far peggiorare l’irritazione esistente. In alternativa, potrete usare gli analgesici a base di paracetamolo (Tachipirina®).
  • Seguite i consigli del vostro medico. Il medico può consigliarvi di assumere un antiacido da banco o un farmaco antiulcera per prevenire la gastrite ricorrente.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte
Cos'è la gastrite?
La gastrite è l'infiammazione delle pareti dello stomaco.
Cos'è la gastrite nervosa?
È una forma di gastrite causata e sostenuta da uno stress eccessivo e persistente.
Quanto dura?
Nella maggior parte dei casi la gastrite è una condizione con ottima prognosi, ma l'evoluzione dipende strettamente dalla causa; quando per esempio è la conseguenza di un abuso di farmaci o alcool è necessario sospenderne l'utilizzo per consentire la guarigione.
Nei casi di gastrite da Helicobacter è invece necessario seguire la terapia antibiotica prescritta dal medico.
Come curare la gastrite?
La cura consiste essenzialmente in una combinazione dei seguenti fattori:
  • evitamento dei fattori di rischio (fumo, alcool, farmaci, ...)
  • miglioramento dell'alimentazione e dello stile di vita in genere
  • terapia antibiotica in caso di infezione da Helicobacter
  • farmaci antiacidi/inibitori di pompa se prescritti dal medico.

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