Frenulo linguale corto: cause, sintomi e cura

Ultima modifica 05.01.2020

Introduzione

Il frenulo corto è una malformazione congenita, quindi già presente al momento della nascita, che interessa circa il 5 % dei neonati ed il 7% dei bambini in età prescolare.

Può inizialmente passare inosservato, specie se presente in forma lieve, ed essere diagnosticato solo in età adulta per la comparsa di alcuni sintomi come disturbi del sonno (ad esempio russamento o apnee notturne) oppure mal di schiena o torcicollo da cattiva postura.

È più frequente nei maschi rispetto alle femmine, con un rapporto di 2 maschi ogni femmina (2:1).

Il frenulo linguale si trova nella porzione ventrale della lingua, ossia quella parte più sottile e trasparente della lingua che possiamo osservare allo specchio, sollevandone la punta fino a toccare il palato: facendo questo giochino, il frenulo linguale ci apparirà come una pieghetta di pelle, simile ad un filo delicato.

Ma a cosa serve? Sappiamo due cose:

  • è formato da tessuto fibroso e mucoso,
  • collega la lingua al pavimento della bocca.

Alcune persone nascono con un frenulo linguale corto, più spesso, o più stretto rispetto al normale: ne consegue che la lingua sarà più o meno ancorata alla bocca e potranno sorgere difficoltà a muoverla. Quando il frenulo linguale corto è inserito nella punta della lingua, si parla di anchiloglossia o “lingua legata”.

Richiami di anatomia

Il primo abbozzo della lingua compare nell’embrione di quattro settimane ed origina da una struttura chiamata primo arco branchiale, da cui originano anche altre parti del nostro corpo quali epiglottide, tiroide, mandibola, tonsille, condotto uditivo, ghiandole sottomandibolari e sottolinguali.

La lingua è un organo mobile, ricco di vasi sanguigni e nervi, e dotata di sensibilità tattile e gustativa. Grazie alla lingua, possiamo

  • masticare,
  • deglutire,
  • parlare.

Questa mobilità è fornita dai muscoli di cui la nostra lingua è formata: se ne contano circa 17, anche se il loro numero può variare da 9 a 28, a seconda del nostro patrimonio ereditario.

Anatomicamente si distinguono 2 parti della lingua:

  • la radice, che corrisponde alla porzione più interna e posteriore della lingua, unita attraverso alcuni muscoli alla mandibola, al palato ed all’osso ioide (presente nella gola);
  • il corpo, in cui si trovano le papille gustative che ci permettono di distinguere i sapori dei cibi, suddiviso a sua volta in tre porzioni:
    • superiore (o dorso), quella che mostriamo quando facciamo una linguaccia,
    • inferiore (o ventrale),
    • punta.

Il frenulo linguale di norma si trova nella porzione inferiore (o ventrale) della lingua.

Cause

Non sono note le cause responsabili della formazione del frenulo linguale corto, ma si pensa che possa esistere una predisposizione genetica, così come probabilmente è possibile, dal momento che si tratta di un difetto congenito, che sia causato da anomalie di sviluppo embrionale che impediscono lo scollamento corretta del pavimento della bocca dalla lingua.

Classificazione

Il difetto del frenulo corto può dare disturbi della mobilità della lingua più o meno severi, a seconda di dove si trova il frenulo linguale stesso. In particolare possiamo classificare questa malformazione in 4 gradi di severità, denominati dalla lettera F e da un numero che va da 0 ad 1.

Secondo questa classificazione, intendiamo con:

  • F0: non c’è frenulo (raro),
  • F1:il frenulo è inserito alla punta della lingua,
  • F2: il frenulo è poco distante dalla punta della lingua,
  • F3: il frenulo è lontano dalla punta della lingua.

Sintomi e complicazioni

I bambini o gli adulti con frenulo linguale corto possono lamentare:

  • difficoltà
    • nel leccarsi le labbra,
    • nell’usare la lingua per rimuovere cibo fra i denti,
    • nel mangiare un cono gelato,
    • nel suonare uno strumento a fiato,
  • fastidio e sensazione di dolore sotto la lingua.

Un neonato con frenulo linguale corto avrà difficoltà nell’allattamento nel caso di bambini allattati al seno, che devono fare un uso attivo della lingua portandola verso l’alto per comprimere il capezzolo contro il palato e succhiare il latte. Nel caso di allattamento con biberon il neonato al contrario non avrà problemi ad alimentarsi perché la sua lingua viene schiacciata verso il basso dalla tettarella del biberon e per nutrirsi basta semplicemente che mandi giù il latte riversatogli direttamente in bocca.

I bambini con frenulo linguale corto possono manifestare problemi di linguaggio. La difficoltà riguarda in particolare la pronuncia di alcuni suoni che richiedono il sollevamento della lingua in su, come: t, d, n, l, z, s,r. L’errata pronuncia dei vocaboli contenenti questi suoni prende il nome di dislalia.

Il frenulo linguale corto può peggiorare la postura, in particolare è possibile notare:

  • tendenza a portare troppo in avanti la testa,
  • emergenza delle scapole,
  • anomalie della normale curvatura della colonna vertebrale,
  • piede piatto,
  • ginocchia valghe,
  • spalle non in linea.

In alcuni casi infine, possono osservarsi alcune smorfie facciali atipiche o problemi del sonno (come russamento o apnee notturne).

Diagnosi

La diagnosi di frenulo corto si basa essenzialmente sulla valutazione clinica che il medico effettua osservando l’aspetto della lingua del paziente e valutando:

  • l’elasticità,
  • lo spessore
  • ed il punto d’inserzione

del frenulo linguale.

Quello che il medico osserva è ad esempio se il frenulo linguale appaia ispessito, breve oppure se è molto vicino alla punta della lingua.

Il solo aspetto però non basta per formulare una diagnosi, dal momento che esiste tra le persone una grande variabilità anatomica; non siamo insomma fatti tutti uguali e capire se si è di fronte ad un frenulo corto solo basandosi sull’aspetto non sarebbe corretto.

Ciò che conta dunque e che il medico deve valutare è anche il grado di movimento della lingua.

In particolare nel caso di neonati il pediatra durante la visita:

  • solleva passivamente la lingua per esaminare la costituzione del frenulo,
  • misura la capacità del neonato nella suzione, inserendo un dito nella sua bocca e notando quanta forza aspirante riesce ad esercitare,
  • lo pesa per valutarne la crescita (se cresce poco, forse non si allatta bene),
  • chiede alla madre se ha dolore ai capezzoli o mastite (potrebbero insorgere a causa del traumatismo dato dalla difficoltosa suzione del neonato),
  • può assistere ad un pasto per osservare come il bambino succhia il latte e deglutisce.

Nel caso di bambini più grandi o adulti, la diagnosi di frenulo corto può essere posta partendo dall’osservazione di una malocclusione, oppure nell’anziano con protesi dentale per il dolore o l’instabilità della protesi stessa che il frenulo corto può creare.

La malocclusione è valutata innanzitutto constatando l’apertura della bocca che deve essere circa 4 cm; questo si può fare facendo aprire il più possibile la bocca al paziente o con l’aiuto di uno specchietto adatto per la bocca da inserire verticalmente tra i primi molari del paziente.

Possibili anomalie di occlusione della bocca possono inoltre evidenziarsi facendo tenere chiusa la bocca del paziente ed osservando

  • la simmetria del viso,
  • il profilo del viso (armonia attaccatura capelli-sopracciglia, sopracciglia-naso, naso-mento),
  • il profilo della mandibola.

La diagnosi di frenulo corto infine può essere posta nel caso in cui il paziente:

  • non riesca a toccare con la punta della lingua il palato,
  • abbia difficoltà a tirare fuori la lingua o quando ci riesce un po’, la sua lingua mostri un tipico aspetto a cuore, a farfalla o bifido,
  • abbia lo spazio sotto la lingua chiaramente ridotto.

Nella raccolta della storia (anamnesi) il medico si preoccuperà di chiedere al paziente:

  • se soffra o abbia sofferto di malattie quali,
  • se si sia sottoposto ad interventi chirurgici otorino-laringoiatrici,
  • quali siano le abitudini nel sonno (russa? soffre di apnee notturne? o di bronchite asmatica?),
  • se abbia o abbia avuto problemi ai denti che abbiano richiesto trattamenti odontoiatrici (otturazioni, estrazioni, applicazione di apparecchi o protesi dentali, …),
  • se ci siano state problematiche legate al parto, il tipo di allattamento (materno o artificiale),
  • se abbia abitudini posturali viziate (soffre frequentemente di mal di schiena? dolore al collo?)

Cura e rimedi

Una volta fatta diagnosi di frenulo linguale corto è possibile valutare un intervento

  • logopedico
  • e/o chirurgico.

Il trattamento logopedico può essere indicato nel caso in cui ci sia una brevità del frenulo linguale non eccessiva; si tratta di esercizi di allungamento del frenulo linguale, generalmente indicato nel caso di bambini che vengono portati per la prima volta dal medico intorno ai 4-5 anni a causa della comparsa di difficoltà ad articolare la bocca e pronunciare alcune parole, a deglutire o per aver notato anomalie di postura.

L’intervento chirurgico invece, quando indicato, non ha tempi precisi di esecuzione:

  • secondo alcuni chirurghi andrebbe effettuato il prima possibile (entro i 3 mesi di vita) per evitare che si instaurino abitudini compensatorie errate con conseguenze negative per la fonazione, deglutizione e/o postura del piccolo paziente,
  • per altri sarebbe opportuno temporeggiare di qualche anno e valutare una possibile regressione spontanea del difetto.

In ogni caso l’intervento chirurgico va eseguito solo in presenza di un deficit nel movimento della lingua tale da ostacolare il parlare e/o l’alimentarsi.

Esistono 3 tipi di intervento chirurgico:

  • frenulotomia , che consiste in un piccolo taglio orizzontale del solo frenulo (che può essere effettuato anche ambulatorialmente),
  • frenulectomia, che prevede anche la rimozione di un po’ di mucosa e richiede un’anestesia locale,
  • frenuloplastica, ossia un riposizionamento del frenulo.

In tutti i casi è un intervento chirurgico semplice, di breve durata e privo di rischi importanti; i trattamenti logopedici sono consigliati anche dopo l’intervento chirurgico.

Infine possono essere d’aiuto esercizi di fisioterapia, specie nel caso di abitudini viziate e/o dolore.

Fonti e bibliografia

  • Embriologia Medica di Langman di Sadler T.W. Masson.
  • Anatomia umana di Martini-Timmons-Tallitsch EdiSES.

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