Fratture: sintomi e riabilitazione

Ultima modifica 15.10.2020

Introduzione

Una frattura dal punto di vista medico consiste nella rottura di un osso.

Le fratture spesso si verificano a causa di traumi, che possono per esempio essere causati da

  • incidenti stradali,
  • cadute,
  • lesioni sportive.

Possono anche essere causate da un’insufficiente densità ossea e/o osteoporosi, patologie alla base di un indebolimento delle ossa. Un’eccessiva sollecitazione ossea può invece causare fratture da stress, ossia piccole crepe nell’osso.

I sintomi tipici di una frattura sono:

  • dolore intenso,
  • deformità (l’arto o l’osso colpito sembra fuori posto),
  • gonfiore e lividi attorno alla lesione,
  • intorpidimento e formicolio,
  • difficoltà a spostare l’arto.

In caso di sospetta frattura è necessario ricevere immediata assistenza medica; il paziente verrà probabilmente sottoposto ad una radiografia per una conferma della diagnosi e la terapia potrebbe consistere nell’ingessatura o nella steccatura.

A volte è necessario un intervento chirurgico che posizioni lastre, perni o viti al fine di mantenere l’osso in posizione durante la guarigione.

Frattura composta o scomposta?

Limitando l’esposizione alle classificazioni più comuni, una frattura può essere:

  • composta, se le due parti di osso rimangono nella corretta sede anatomica;
  • scomposta, se i segmenti ossei perdono il loro allineamento e si trovano in posizione diversa rispetto a quella d’origine (il medico ortopedico si trova quindi di fronte alla necessità di ridurre la frattura, attraverso manipolazione o intervento chirurgico);
  • esposta, se l’osso fuoriesce dalla cute, attraverso una lacerazione della stessa.
Rappresentazione di fratture composte, scomposte ed esposte

iStock.com/Paladjai

I sintomi di un osso rotto

I tre segni/sintomi più comuni di una frattura sono:

  • dolore,
  • gonfiore,
  • deformità.

In caso di rottura in genere è possibile osservare l’evoluzione in queste diverse fasi:

  1. Si avverte o si sente un rumore caratteristico nel momento in cui si verifica il trauma.
  2. Compaiono gonfiore e dolore a livello dell’area interessata.
  3. Il dolore aumenta in caso di pressione, al tocco e con qualsiasi manipolazione.
  4. La parte danneggiata può sembrare deformata; in caso di rotture gravi l’osso rotto fuoriuscire dalla pelle (frattura esposta).
  5. A causa dello shock dovuto alla frattura possono comparire

Se la rottura è modesta il dolore può essere estremamente limitato o addirittura nullo, ma in caso di dubbi è indispensabile verifica con un supporto medico; è infatti necessario che l’osso rotto venga allineato correttamente e mantenuto in posizione (spesso con un gesso) in modo che guarisca nella posizione fisiologica. In assenza di trattamento si potrebbe andare incontro a una grave infezione e/o a una deformità permanente. È anche possibile sviluppare problemi a lungo termine con le articolazioni.

È importante non mangiare/bere a seguito di possibile rottura, in quanto in Pronto Soccorso potrebbe essere ritenuto necessario un intervento chirurgico che richiedere l’utilizzo di un anestetico generale per consentire ai medici la riduzione della frattura.

Frattura alla gamba

Una gamba rotta (frattura della gamba) può causare un dolore particolarmente severo ed essere accompagnata da gonfiore e lividi; in genere il soggetto colpito non è più in grado di camminare.

In caso di sospetto di frattura:

  • evitare di tentare di camminare,
  • sollevare la gamba (per esempio con l’aiuto di un cuscino),
  • non tentare di riallineare eventuali deformità,
  • interrompere eventuali sanguinamenti applicando pressione alla ferita con un tampone o una medicazione.

Se il soggetto è pallido e suda freddo (shock) lasciarlo sdraiato con le gambe sollevate rispetto al cuore per favorire il ritorno venoso; mantenerlo al caldo e tranquillo fino all’arrivo dei soccorsi.

In ospedale si procederà a:

  • Somministrare antidolorifici per ridurre il dolore.
  • Effettuare una radiografia per una diagnosi esatta.
  • Se l’osso è in posizione sarà sufficiente ingessare la gamba,
  • diversamente sarà necessario ridurre la frattura manualmente o chirurgicamente.
  • Nei casi più gravi durante l’intervento verrà anche fatto ricorso a piastre, viti o altri supporti.

Il recupero avviene in genere in 6-8 settimane nel caso di fratture minori, mentre fratture più importanti possono richiedere fino a 3-6 mesi e più; sarà probabilmente necessario il ricorso a carrozzella o stampelle.

Potrebbe essere necessario sottoporsi a sedute di fisioterapia e si raccomanda di non provare ad accelerare i tempi di guarigione, prendendosi il tempo di riposo suggerito dal medico.

In alcuni casi possono verificarsi complicazioni:

Frattura al femore

Il femore è l’osso più lungo del corpo e, semplificando, è quello che si trova all’interno della coscia.

Il trattamento di una frattura al femore richiede quasi sempre il ricorso alla chirurgia.

Si tratta di un evento molto comune nel soggetto anziano, spesso affetto da osteoporosi e/o a seguito di una caduta; in questi casi la frattura del femore si localizza quasi sempre a livello dell’estremità superiore (testa o collo del femore), limitando di conseguenza la mobilità dell’arto.

Quando la frattura del femore è scomposta, cioè quando le due ossa perdono il loro naturale allineamento, si presenta con forte dolore e impossibilità di muovere la coscia mentre in caso di frattura composta il dolore può essere più lieve, tanto da riuscire talvolta a camminare.

La diagnosi viene in genere confermata dalla radiografia.

La terapia è sostanzialmente di tipo chirurgico, almeno nei soggetti in grado di affrontare un’operazione, per ridurre il rischio di complicazioni; la tecnica dipende dal tipo di frattura e dall’età del paziente.

La frattura del femore nel soggetto giovane è invece un evento molto più raro e di solito conseguenza di un trauma grave (per esempio un incidente stradale).

Frattura a piede o malleolo

Una caviglia o un piede rotto (fratturato) deve essere trattata al più presto e richiede in genere 6-12 settimane per guarire.

Spesso la rottura della caviglia avviene a livello di uno o entrambi i malleoli.

In caso di sospetto di rottura recarsi al più vicino Pronto Soccorso e nel frattempo:

  • Evitare di muoversi o di caricare il peso sulla gamba interessata; cercare di mantenerla sollevata (ad esempio attraverso l’uso di un cuscino).
  • Interrompere eventuali sanguinamenti applicando pressione alla ferita con un tampone o una medicazione.
  • Applicare ghiaccio.
  • Non mangiare né bere, nel dubbio di dover ricorrere a un intervento chirurgico.

Nel caso di fratture minori in genere si procede a steccare o ingessare la caviglia, talvolta dopo qualche giorno per consentire al gonfiore di venire almeno parzialmente riassorbito; in questi casi è comunque indispensabile evitare di caricare peso sulla caviglia e verrà quindi consigliato il ricorso alle stampelle.

Per fratture più gravi l’ortopedico tenta di riallineare le ossa rotte manualmente a paziente sottoposto a blanda anestesia, seppure sveglio; quando non fosse possibile si ricorre a un intervento chirurgico che potrebbe comportare l’inserimento di piastre, viti o altro supporto all’interno della gamba, oppure attraverso un telaio temporaneo esterno.

L’eventuale ingessatura in genere viene lasciata circa sei settimane, ma può essere necessario per più tempo se la frattura è stata grave. Potrebbe essere necessario nel frattempo l’uso di stampelle.

Durante questa fase vanno ovviamente evitate attività sportive, guida, sollevare pesi, …

Tenere tutte le volte che è possibile la gamba sollevata, per esempio attraverso il ricorso a cuscini e muovere le dita dei piedi e piegare regolarmente il ginocchio per ridurre la rigidità.

Frattura a polso o braccio

La rottura del polso o del braccio richiede in genere 1-2 mesi per guarire.

Ricostruzione grafica di una frattura del polso.

iStock.com/horillaz

In attesa di arrivare al Pronto Soccorso si raccomanda di:

  • evitare il movimento del braccio,
  • interrompere eventuali sanguinamenti applicando pressione alla ferita con un tampone o una medicazione,
  • applicare ghiaccio,
  • non mangiare nulla nell’eventuale di doversi sottoporre ad anestesia generale.

Nel caso di fratture minori

  • verrà applicato un gesso o supporto analogo, talvolta dopo qualche giorno in attesa del calo del gonfiore.

Nel caso di fratture più importanti

  • l’osso verrà riallineato manualmente o chirurgicamente,
  • si procederà a ingessare l’arto o il polso.

Durante la convalescenza si raccomanda di:

  • evitare di sollevare pesi con il braccio interessato, ma è importante cercare di usarlo un pochino per quanto possibile nel quotidiano,
  • tenerlo sollevato ogni volta che è possibile per favorire il ritorno venoso,
  • praticare un leggero stretching seguendo le indicazioni del medico.

A seguito della rimozione del gesso è normale avvertire l’arto indebolito, nel caso fare riferimento a un fisioterapista per il recupero funzionale.

Dieta

La guarigione di una frattura può essere supportata attraverso una dieta adeguata; per i pazienti che già seguono un’alimentazione sana e varia non è necessario apportare grandi cambiamenti, ma ci sono alcuni aspetti che può essere utile conoscere.

La disponibilità di calcio, fosforo e alcune specifiche vitamine (la D su tutte) può influenzare i tempi di guarigione ed è quindi importante che questi nutrienti siano presenti in adeguate quantità nell’alimentazione quotidiana.

Il calcio è abbondantemente presente in latte e latticini, di cui tuttavia vanno preferiti nutrizionalmente quelli magri (latte parzialmente scremato, ricotta, certosino, …), ma ci sono anche numerose acque minerali che ne sono particolarmente ricche (in questo senso è tuttavia spesso sufficiente la semplice acqua del rubinetto).

Alcool, sodio e caffeina sono tre sostanze in grado di limitare l’assorbimento del minerale, oltre che di favorirne l’eliminazione, per questo motivo durante la convalescenza da una frattura il consumo andrebbe sensibilmente limitato in quantità e preferito lontano dai pasti (il sodio viene assunto prevalentemente attraverso il sale da cucina, aggiunto durante la preparazione dei cibi o naturalmente presenti in moltissimi alimenti industriali).

Quando si aumenta l’assunzione di calcio, a maggior ragione in caso di integrazioni, è bene limitare  l’assunzione di alimenti ricchi di ossalati (ne sono ricche le barbabietole rosse, le arachidi, gli spinaci, il rabarbaro, …) per non favorire la comparsa di calcoli renali, ma soprattutto perché a livello intestinale si possono formare sali in grado di impedire l’assorbimento.

Da limitare infine il consumo di proteine animali (carne, pesce escluso), che tuttavia dovrebbero già occupare una minima parte di un regime alimentare sano, in quanto la presenza di aminoacidi solforati tende a stimolare l’escrezione del calcio.

Quando consultare il medico

Segnalare al medico

  • eventuali cambiamenti nel colore della pelle,
  • sensazioni insolite (soprattutto a livello degli arti, ma non solo),
  • segni di infezione (arrossamento, gonfiore, dolore, calore),
  • dolore grave o persistente,
  • problemi con il gesso (troppo stretto, troppo largo, rotto, …),
  • dolore alle gambe inferiori.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte

Cos'è una frattura composta?
La rottura di un osso in cui le due parti rimangono nella corretta sede anatomica (nella stessa posizione, anche se in presenza di frattura).
Cos'è una frattura scomposta?
La rottura di un osso in cui i due segmenti perdono il loro naturale allineamento e si trovano in posizione diversa rispetto a quella d'origine (il medico ortopedico si trova quindi di fronte alla necessità di ridurre la frattura, attraverso manipolazione o intervento chirurgico).
Cos'è una frattura esposta?
La rottura di un osso che ne causa la fuoriuscita dalla pelle, lacerandola; l'osso è quindi visibile dall'esterno.

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