Fegato ingrossato: sintomi, cause e dieta

a cura di Dr.ssa Roberta Kayed -Ultimo Aggiornamento: 18 giugno 2019

Introduzione

L’epatomegalia è l’aumento delle dimensioni del fegato, l’organo posto nella parte superiore destra dell’addome, sotto il diaframma.

Più che essere una malattia a se stante, l’epatomegalia è il segno di una patologia preesistente; le condizioni che possono portare a un fegato ingrossato sono molteplici e di gravità differenti, ma possiamo suddividerle in tre macro categorie:

  • epatopatie (malattie del fegato): sono le cause più frequenti, soprattutto la steatosi epatica (accumulo di grasso nelle cellule del fegato);
  • scompenso cardiaco congestizio e ostruzioni al flusso ematico;
  • neoplasie.

Il fegato è un organo molto grande, le cui dimensioni variano in base all’età, al sesso e alle caratteristiche del corpo. Le cellule epatiche svolgono delle funzioni fondamentali per l’organismo, come:

  • metabolizzazione degli ormoni;
  • produzione e metabolismo del colesterolo;
  • produzione della bile, il liquido immagazzinato nella colecisti, indispensabile per la digestione dei grassi e implicato nel metabolismo dell’emoglobina;
  • metabolizzazione e inattivazione delle scorie intestinali, derivate dalla digestione;
  • riserva dinamica di glucosio, immagazzinato e reso prontamente disponibile in condizioni di necessità (come il digiuno).

Per sostenere queste funzioni il fegato riceve 1,5 L di sangue al minuto e, al fine di evitare qualsiasi “sbalzo” di flusso sanguigno, che ne comprometterebbe il lavoro, è protetto da alcuni specifici meccanismi.

Rappresentazione schematica della posizione anatomica del fegato

iStock.com/magicmine

È ovvio, quindi, come sia necessario mantenere il fegato sano, per impedire l’insorgenza di malattie gravi come la cirrosi, l’ipertensione portale e le loro complicanze.

La prognosi dell’epatomegalia dipende dalla patologia sottostante:

  • Nei casi di cisti, angiomi o adenomi benigni la prognosi è buona.
  • Nei casi iniziali dovuti ad alcol o obesità, la prevenzione alimentare potrebbe essere sufficiente a eliminare i fattori di rischio.

La prognosi è diversa nei casi di scompenso cardiaco o neoplasie, dove dipende strettamente dalla severità del quadro.

Cause

L’epatomegalia rappresenta la conseguenza di una malattia preesistente, spesso una malattia propria del fegato, come la steatosi. In altri casi può essere causata da scompenso cardiaco oppure da neoplasie.

Epatomegalia da malattie del fegato

Steatosi e steatoepatite alcolica

L’epatomegalia è, di frequente, il primo segno della steatosi.

Con il termine steatosi s’intende l’accumulo patologico di grasso (trigliceridi) a livello delle cellule epatiche.

La causa più frequente di accumulo è l’eccessivo consumo di alcol, poiché esso agisce come un agente chimico tossico, compromettendo le funzioni metaboliche dell’organo.

Nei casi di steatosi l’anomalo accumulo di trigliceridi può innescare una risposta infiammatoria (steatoepatite).

Quando l’infiammazione non è in grado di riportare le cellule alle condizioni di normalità, o quando la causa scatenante non è stata annullata, l’infiammazione si cronicizza e diventa patologica, sfociando in fibrosi e, spesso, in cirrosi.

Steatosi e steatoepatite non alcolica (Sindrome NASH – Nonalcoholic SteatoHepatitis)

Esistono altre situazioni, diverse dall’eccessiva assunzione di alcol, che possono determinare l’accumulo di trigliceridi e la conseguente infiammazione (NASH):

Cirrosi

La cirrosi rappresenta l’evoluzione di alcune malattie epatiche e si manifesta quando la fibrosi è così avanzata da determinare lo stiramento e il rimaneggiamento della struttura del fegato.

È bene ricordare che, una volta raggiunti gli stadi severi della cirrosi, il fegato risulta più piccolo e più duro, invece che ingrossato, a causa della trazione che le cicatrici esercitano sull’organo.

Epatiti virali

Rientrano in questo gruppo le epatiti virali A, B, C e da virus della mononucleosi.

Amiloidosi

L’amiloidosi è una malattia rara, causata dai depositi di una proteina, chiamata amiloide, a livello delle cellule epatiche.

Disturbi genetici

I disturbi genetici metabolici che colpiscono il fegato possono produrre epatomegalia:

  • Sindrome di Wilson: accumulo di rame a livello epatico;
  • Emocromatosi: accumulo di ferro a livello epatico;
  • Sindrome di Gaucher: malattia metabolica rara dovuta alla mancata funzione di un enzima, chiamato glucocerebroside.

Formazioni benigne del fegato

Cisti, adenomi e angiomi epatici.

Colelitiasi

L’ostruzione al normale flusso della bile causata ad esempio dalla presenza di calcoli all’interno del sistema biliare (formato da colecisti, coledoco e fegato), impedisce al liquido di fluire normalmente, portando a un suo accumulo a livello epatico, con conseguente epatomegalia.

Epatiti tossiche

Infiammazione dovuta a farmaci e a sostanze chimiche tossiche.

Epatomegalia da scompenso cardiaco e da ostruzioni al flusso sanguigno

  • Scompenso cardiaco: è lo stadio finale delle malattie cardiache, per cui i muscoli del cuore non riescono più a pompare la quantità di sangue adeguata a tutti i distretti dell’organismo. Il sangue si accumula a livello delle camere cardiache, e così a monte di esse (vena cava, vene sovraepatiche e vena porta), portando a stasi ematica, epatomegalia e ipertensione portale.
  • Pericardite: l’infiammazione dei foglietti sierosi, che ricoprono esternamente la cavità cardiaca (pericardio), impedisce che il cuore pompi il sangue in maniera adeguata, lasciandolo accumulare a livello della vena cava, delle vene sovraepatiche e del fegato;
  • Sindrome di Budd-Chiari: ostruzione al flusso nelle vene sovraepatiche, con conseguente epatomegalia e ipertensione portale.

Epatomegalia da neoplasie

Fattori di rischio

L’epatomegalia condivide i fattori di rischio con alcune malattie del fegato, poiché essa ne è spesso la conseguenza, tra cui per esempio:

  • Eccessiva assunzione di alcol. L’ingestione di grosse quantità d’alcol porta all’accumulo di grassi nelle cellule dell’organo, configurando quella condizione chiamata epatomegalia steatosica alcolica.
  • Eccessiva assunzione di farmaci, vitamine, integratori o fitoelementi. Il fegato è l’organo deputato alla metabolizzazione di molte molecole, comprese i farmaci, le vitamine, gli integratori, i supplementi e i fitoelementi (rimedi erboristici). Un eccessivo utilizzo di questi principi attivi, compresi quelli acquistabili senza la supervisione del medico (i cosiddetti farmaci OTC “over the counter”, o “da banco”), può sovraccaricare il fegato e comprometterne la funzione.
  • Infezioni virali, batteriche o parassitarie.
  • Epatiti virali A, B e C.
  • Disturbi dell’alimentazione, obesità e sovrappeso.

Sintomi

I sintomi dell’epatomegalia dipendono dalla causa che ne ha provocata l’insorgenza, ma talvolta la presenza di un fegato ingrossato non è associata ad altri sintomi, se non una vaga sensazione di pienezza o di malessere addominale.

In base alla patologia sottostante, e al grado di compromissione della funzionalità epatica, si possono avere:

Diagnosi

Negli stadi iniziali della malattia il medico potrebbe rilevare l’ingrossamento dell’organo come un reperto “occasionale”, in poche parole come una scoperta inaspettata nel corso di una visita generale, o richiesta per altri motivi (ad esempio se il paziente riferisce una vaga sensazione di pienezza, o una modifica dell’alvo).

Durante l’esame obiettivo dell’epatomegalia i margini inferiori del fegato debordano dall’arcata costale durante l’inspirazione profonda, suggerendo al medico la necessità di approfondire il quadro clinico.

La diagnosi dell’epatomegalia comprende un’accurata indagine, soprattutto per quanto riguarda le abitudini alimentari e voluttuarie (alcol), ma anche per la ricerca di

  • patologie metaboliche ed ereditarie,
  • ipertensione portale,
  • segni di scompenso cardiaco
  • o neoplasie.

A questo proposito il medico richiederà degli esami di laboratorio e strumentali specifici come:

  • Esami ematici: per indagare la funzionalità epatica, la presenza di eventuali markers virali, tumorali, …
  • Esami strumentali come
  • Esami endoscopici: come la colangio-pancreato-duodenoscopia (ERCP – endoscopic retrograde cholangiopancreatography) per indagare la presenza di un’ostruzione biliare;
  • Biopsia epatica: per lo studio istologico del tessuto, in caso di alterazioni strutturali come la fibrosi e la cirrosi, o in sospetto di neoplasia.

Cura

Il trattamento dell’epatomegalia ha lo scopo di eliminare il fattore scatenante e, a causa delle possibili eziologie, si avvale di un approccio multi specialistico. Le figure specialistiche implicate nel processo terapeutico sono:

  • nutrizionisti;
  • internisti,
  • gastroenterologi,
  • oncologici;
  • endoscopisti;
  • chirurghi.

Se l’epatomegalia, ad esempio, è il risultato di una steatosi alcolica, sarà necessario eliminare l’assunzione di bevande alcoliche; se invece è la conseguenza dell’obesità o della sindrome metabolica, sarà indispensabile aderire a un piano alimentare e di esercizio fisico volti alla riduzione del colesterolo e dei trigliceridi.

Nei casi di ipertensione portale, cirrosi e ascite la terapia sarà indirizzata alla prevenzione delle complicanze, come la rottura delle varici gastro-esofagee e le emorragie intestinali.

In presenza di neoplasie primitive o secondarie (metastasi), le figure coinvolte saranno oncologi, chirurghi e radioterapisti.

Prevenzione

Per ridurre il rischio di malattia epatica e, quindi, epatomegalia, esistono alcuni accorgimenti che ognuno può seguire:

  • attenersi ad un’alimentazione salutare (vedere paragrafo successivo);
  • cautela nell’assunzione di integratori, supplementi, vitamine e fitoelementi (naturale non significa sicuro): prima di assumere elementi metabolizzati dal fegato, è importante parlarne sempre con il medico;
  • evitare l’abuso di farmaci “da banco”: anche se non è necessaria la prescrizione medica, non significa che non esistano controindicazioni al loro utilizzo;
  • limitare il contatto con sostanze chimiche, come i vapori di candeggina, insetticidi, o altri prodotti, e assicurarsi di utilizzarli in ambienti aerati, indossando guanti o mascherine.

Dieta

Alla luce di come la steatosi possa determinare un ingrandimento del fegato, è importante adottare un regime alimentare con alcune specifiche caratteristiche:

  1. Limitare il consumo di alcol, o eliminarlo in casi di severa steatosi.
  2. Diminuire il consumo di grassi saturi, presenti in particolar modo negli alimenti di origine animale (carne e formaggi).
  3. Preferire il consumo di cibi ricchi in
    • fibre (frutta e verdura di tutti i colori, cereali integrali, …),
    • proteine vegetali (legumi come fagioli, lenticchie, piselli, ceci, fave),
    • carboidrati complessi da fonti integrali (cereali integrali, riso, grano saraceno, amaranto, quinoa, …),
    • acidi grassi poliinsaturi:
      • frutta secca (noci, mandorle, arachidi, anacardi, …),
      • semi oleosi (girasole, lino, zucca, sesamo, papavero, …).

Fonti e bibliografia

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