Esaurimento nervoso (nevrastenia): sintomi e cura

Ultima modifica 22.10.2019

Introduzione

Il termine esaurimento nervoso (in medicina nevrastenia, “stanchezza dei nervi”) indica uno stato di estremo senso di affaticamento mentale e fisico insorto in seguito a un forte stress che può essere:

  • economico,
  • lavorativo,
  • scolastico,
  • familiare,
  • sociale,
  • interpersonale.

Nell’accezione comune del termine, “esaurimento” significa appunto il consumo, lo svuotamento delle energie personali che comporta un ampio spettro di sintomi in risposta alle elevate richieste, in un determinato momento.

La nevrastenia è stata studiata per la prima volta più di un secolo fa, nel 1869, dal neurologo americano George Beard che la descrisse come una condizione caratterizzata da:

La nevrastenia raggiunse poi un picco agli inizi del XX secolo, estendendosi in seguito nei paesi asiatici, per poi presentarsi nuovamente in quelli occidentali a metà del XX secolo e raggiungere livelli elevati nella popolazione cinese alla fine degli anni ’80.

Donna in macchina con la testa appoggiata al volante e gli occhi chiusi

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Cause

Le cause della nevrastenia sono da ricondursi allo squilibrio esistente fra:

  • richieste dell’ambiente e del mondo esterno (lavorativo, scolastico, sociale, familiare, culturale, interpersonale e così via),
  • capacità individuali di rispondere a tali stimoli.

Sia nel caso in cui siano le richieste a essere eccessive per la persona, sia nel caso in cui sia l’individuo stesso a non avere le risorse adeguate alla gestione dello stress, il risultato sarà invariabilmente un’intensa stanchezza mentale e del corpo, associata a vari sintomi sia fisici sia cognitivi (pensiero, comportamento, memoria).

Le cause possono quindi essere:

  • preoccupazione lavorativa ed economica (perdita del lavoro, debiti, precarietà lavorativa),
  • problemi familiari e relazionali (divorzi, separazioni, problemi di comunicazione),
  • cambiamenti del ruolo sociale (soprattutto nel sesso femminile),
  • traumi e violenze,
  • tratti caratteriali della persona.

Sintomi

I sintomi della nevrastenia sono molto simili a quelli della sindrome da fatica cronica, la nevrosi, i disturbi dell’umore e i disturbi somatoformi, tanto che la loro distinzione nelle classificazioni cliniche non è così netta, con il rischio che i pazienti non siano adeguatamente trattati.

Secondo l’ICD-10 (Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati, redatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità), il sintomo che caratterizza l’esaurimento nervoso è l’intensa stanchezza fisica e mentale che si manifesta in seguito a periodi di sforzi emotivi significativi, che si manifesta attraverso la comparsa di:

Possono inoltre essere presenti sintomi autonomici vari come ad esempio:

Nevrastenia o sindrome da fatica cronica?

In particolare, la condivisione dei sintomi con la più recente sindrome da fatica cronica, ha portato alcuni studiosi a pensare a quest’ultima come a una versione “moderna” della nevrastenia del IXX secolo.

La sindrome da fatica cronica è una diagnosi sempre più popolare al giorno d’oggi e, sebbene l’enfasi sia posta maggiormente sull’aspetto fisico rispetto a quello mentale della nevrastenia, si notano molti sintomi in comune:

  • fatica pervasiva fisica e mentale,
  • sintomi fisici (come dolori muscolo-articolari, mal di testa),
  • sintomi cognitivi (come difficoltà nella concentrazione, perdita di memoria),
  • sintomi emozionali (come irritabilità, eccitazione).

Nevrastenia e sindrome da fatica cronica condividono inoltre le cause, poiché entrambe emergono in seguito a periodi di forte stress e preoccupazione e possono compromettere fortemente la qualità della vita.

La nevrastenia possiede però importanti connotazioni socio-culturali, soprattutto nella popolazione asiatica, per cui il lavoro e le preoccupazioni correlate possiedono un significato diverso rispetto ai paesi occidentali. Per questo, nei paesi asiatici la nevrastenia resta il nucleo centrale della diagnosi, anche se possono essere presenti contemporaneamente altri disturbi.

Diagnosi

I criteri per fare diagnosi di nevrastenia sono controversi e nel tempo si sono susseguite diverse revisioni per quanto riguarda la classificazione clinica, tant’è che il disturbo si ritrova come categoria a se stante in un tipo di classificazione delle malattie (ICD-10 e CCMD-3) mentre è eliminata in un altro tipo di classificazione (DSM V).

Nel DSM V (il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali, redatto dall’American Psychiatric Association), infatti, la nevrastenia è inclusa nel glossario finale come “concetto culturale di sofferenza” tipico della cultura asiatica, questo per porre l’accento sulla relazione esistente fra contesto socio-culturale e definizione di sofferenza emotiva.

“Shenjing shuairuo” (“debolezza del sistema nervoso centrale” in cinese mandarino) è difatti una sindrome che integra i concetti della medicina tradizionale cinese e la diagnosi occidentale di nevrastenia (fatica fisica e mentale, capogiro, mal di testa, dolori, difficoltà nella concentrazione, disturbi del sonno e perdita di memoria).

In altre classificazioni, invece, la nevrastenia è riconosciuta come categoria definita e in base a queste il medico indagherà la storia familiare e personale del soggetto, i sintomi e la presenza di eventuali stress recenti.

  • Diagnosi secondo l’ICD-10 (Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati). La nevrastenia è un tipo di fatica che subentra dopo un intenso sforzo mentale ed emotivo (ma anche in seguito a sforzi minimi), spesso accompagnato da compromissione lavorativa e della vita quotidiana. La diagnosi è clinica e si basa sulla presenza di almeno 2 dei 7 sintomi principali:
    • indolenzimento o dolore muscolare,
    • capogiri,
    • cefalea,
    • disturbi del sonno,
    • difficoltà a rilassarsi,
    • irritabilità,
    • dispepsia (“cattiva digestione”).
  • Diagnosi secondo la CCMD-3 (Chinese Classification of Mental Disorder). La diagnosi è clinica e si basa sulla presenza di almeno 3 dei 5 gruppi di sintomi:
    • debolezza fisica o mentale,
    • irritazione o preoccupazione,
    • eccitazione,
    • dolore neuropatico,
    • disturbi del sonno.

    Con una conseguente difficoltà nel campo lavorativo, scolastico, sociale e nella vita di tutti i giorni.

Diagnosi differenziale

È importante escludere alcune condizioni mentali e mediche che potrebbero mimare o sovrapporsi al disturbo come:

Cura

Attualmente per la nevrastenia non esistono molti studi scientifici, soprattutto se ne cerchiamo di ben strutturati, che analizzino l’efficacia di una particolare cura oppure che confrontino un approccio terapeutico rispetto all’altro, nonostante la condizione non sia più un concetto nuovo.

Come per altri disturbi psicologici, la cura validata a livello internazionale è l’associazione di

Essendo una condizione clinica che si sviluppa a causa di forti preoccupazioni e stress, e che intacca inevitabilmente non solo la mente come la conosciamo, ma anche le funzioni del corpo, è molto importante seguire uno stile di vita incentrato al benessere totale della persona, costituito da

  • alimentazione equilibrata,
  • esercizio o attività fisica regolare,
  • modifica degli agenti stressanti, se possibile (ad esempio abitudini e ritmi lavorativi, relazioni interpersonali disfunzionali),
  • gestione dello stress,
  • cura di se stessi (coltivare degli hobby, mantenere una rete di amicizie valide, prendersi del tempo per se stessi, costituire dei confini solidi per rispettare se stessi).

Fonti e bibliografia

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