Epiglottite in bambini e adulti: cause, sintomi e cura

a cura di Dr. Ruggiero Dimonte -Ultimo Aggiornamento: 25 maggio 2019

Introduzione

Per epiglottite si intende l’infiammazione dell’epiglottide e delle strutture vicine.

L’epiglottide è una struttura cartilaginea che fa parte della laringe, un organo che a sua volta appartiene alle vie aeree inferiori, e che possiede 3 importanti funzioni:

  1. Consentire il passaggio dell’aria dai polmoni verso il cavo orale e viceversa.
  2. Permettere la fonazione: durante l’espirazione le corde vocali contenute all’interno della laringe vengono messe in vibrazione e ciò consente l’emissione di suoni e l’articolazione delle parole.
  3. Proteggere la trachea e quindi i polmoni durante la deglutizione: quest’ultima funzione si esplica proprio grazie all’epiglottide.

L’epiglottide possiede una forma anatomica particolare che le permette con dei movimenti di “apertura e chiusura” di:

  • Consentire il passaggio dell’aria ed eventualmente la fonazione in fase di apertura.
  • Proteggere la via aerea dalle particelle di cibo durante la deglutizione, in fase di chiusura. In questa fase la mancata chiusura dell’epiglottide potrebbe portare le particelle di cibo a prendere la via sbagliata. ovvero quella aerea della trachea anziché quella digestiva dell’esofago. Come conseguenza si verificano forti accessi di tosse con rischio di soffocamento e polmonite ab ingestis (polmonite provocata dalla presenza di particelle di cibo nei polmoni).

Come le altre strutture delle vie aeree, anche l’epiglottide può andare incontro ad infiammazione, la cui causa principale è l’infezione batterica da Haemophilus influenzae e altri batteri come pneumococco e stafilococco.

I sintomi principali dell’epiglottite sono rappresentati da:

Alla diagnosi si giunge spesso attraverso il riconoscimento dei sintomi, ma alla luce dell’elevato rischio respiratorio (soprattutto nei bambini) è spesso richiesta l’esecuzione della fibrolaringoscopia.

La cura dell’epiglottite prevede l’utilizzo di antibiotici e antinfiammatori; nei casi più gravi può rendersi necessaria, soprattutto in età infantile, la protezione della pervietà delle vie aeree mediante intubazione endotracheale.

In caso di epiglottite si può verificare un’ostruzione respiratoria che, nei quadri più  gravi, può portare addirittura al decesso per insufficienza respiratoria; grazie allo sviluppo del vaccino contro l’Haemophilus influenzae, la prognosi dell’epiglottite è tuttavia nettamente migliorata, con i casi più gravi diventati sempre più rari.

Ricostruzione grafica della posizione anatomica dell'epiglottide

iStock.com/yodiyim

Cause

Le principali cause di epiglottite sono le infezioni batteriche, provocate da germi patogeni come:

  • Haemophilus influenzae di tipo B,
  • Streptococcus pneumoniae (pneumococco),
  • Staphylococcus aureus (stafilococco),
  • altri batteri.

L’Haemophilus influenzae ha rappresentato per molto tempo il batterio maggiormente coinvolto nella patogenesi dell’epiglottite soprattutto nei bambini, che arrivavano a sviluppare quadri respiratori anche piuttosto gravi.

Prima dell’introduzione vaccinale l’epiglottite mostrava un’incidenza elevata in particolare nella fascia d’età compresa tra i 2 e i 7 anni; oggi la malattia prevale al contrario nell’età adulta, con quadro clinico meno impegnativo o nei bambini non vaccinati.

Soprattutto in soggetti con sistema immunitario indebolito è inoltre possibile talvolta riscontrare epiglottite da funghi o virale.

Altre cause

Anche eventuali insulti fisici possono causare l’epiglottite; tra le possibili cause ricordiamo per esempio

  • trauma alla gola,
  • ustione da liquidi caldi o caustici,
  • fumo da sostanze d’abuso, come crack o cannabis.

Sintomi

Il quadro clinico dell’epiglottite è rappresentato da una batteria di sintomi piuttosto comuni nelle infezioni delle vie aeree:

  • tosse e mal di gola,
  • disfagia (dolore alla deglutizione) ed odinofagia (dolore durante la deglutizione),
  • febbre più o meno elevata,
  • scialorrea (aumento della produzione di saliva),
  • sensazione di muchi in gola con difficoltà nell’espettorazione,
  • astenia e malessere generalizzato.

Nei quadri più gravi possono comparire i primi sintomi di un’asfissia e di insufficienza respiratoria con:

  • cianosi (colorazione bluastra di cute e mucosa dovuta ad una ipo-ossigenazione del sangue),
  • tachipnea (aumento degli atti respiratori) con respiro superficiale e poco efficace,
  • dispnea (sensazione di mancanza d’aria con difficoltà alla respirazione),
  • stridore respiratorio (rumore respiratorio patologico),
  • quadro di sepsi con infezione batterica gravissima che può estendersi ad altri organi ed apparati,
  • sintomi di sofferenza cerebrale nei bambini:
    • assenza di contatto visiva,
    • scarsa vigilanza,
    • irritabilità e pianto inconsolabile,
    • retrazione della cute a livello sovra-claveare, sovra-sternale e giugulare, ad indicare un maggiore sforzo respiratorio.

Negli adulti i sintomi sono di gravità minore e solo raramente vi può essere il rischio di asfissia e di insufficienza respiratoria: questo avviene sia grazie al maggior calibro delle vie aree nell’adulto, che per una maggiore efficienza del sistema immunitario nell’affrontare le infezioni.

Diagnosi

L’epiglottite viene in genere sospettata dal medico sulla base del quadro clinico e quindi sul riconoscimento dei sintomi caratteristici; gli esami strumentali confermano la diagnosi e permettono l’inizio di un trattamento precoce ed efficace.

Soprattutto nei bambini risulta cruciale la diagnosi differenziale tra l’epiglottite ed altre condizioni patologiche come:

L’esame strumentale principe, che deve essere necessariamente richiesto nei casi più gravi, è la fibrolaringoscopia; attraverso uno strumento flessibile dotato di telecamera e di una fonte luminosa poste alla sua estremità, si entra attraverso le narici nella via aerea e si può visualizzare direttamente l’epiglottide e gli eventuali segni di infiammazione.

Cura

La cura dell’epiglottite prevede un approccio essenzialmente farmacologico con l’utilizzo di:

  • farmaci antinfiammatori come i FANS (ketoprofene, ibuprofene, acido acetilsalicilico, paracetamolo)
  • farmaci antibiotici: alla luce della gravità della patologia si attua inizialmente una terapia di tipo empirico a base di penicilline o cefalosporine.

Nei casi più gravi, quando sussista il rischio di asfissia ed insufficienza respiratoria, può rendersi necessario:

  • utilizzo di maschera e palloncino per stabilire una ventilazione efficace,
  • intubazione endotracheale,
  • tracheotomia.

 

Fonti e bibliografia

  • Otorinolaringoiatria – Roberto Albera, Giovanni Rossi. Editore: Minerva Medica
  • Epiglottitis, Amanda M. Guerra; Muhammad Waseem.

Articoli correlati