Epatite B: vaccino, sintomi, virus e trasmissione

Ultima modifica 26.04.2020

Introduzione

L’epatite B è una grave infezione del fegato causata dal virus HBV, che viene trasmessa attraverso sangue e altri fluidi corporei.

L’infezione da epatite B può essere di breve durata (acuta) o di lunga durata (cronica):

  • L’infezione da epatite B acuta dura meno di sei mesi. Se la malattia è acuta il sistema immunitario è generalmente in grado di eliminare il virus dal corpo per poi riprendersi completamente entro pochi mesi.
  • L’epatite B cronica dura sei mesi o più. Quando il sistema immunitario non riesce a vincere la lotta contro il virus, l’infezione può diventare permanente e causare gravi complicazioni. La maggior parte dei neonati con infezione da HBV alla nascita e molti bambini infettati prima dei 5 anni di età diventano cronicamente infetti. L’infezione cronica può restare silente per decenni, per poi comparire in seguito in tutta la sua gravità.

Il periodo d’incubazione del virus dell’epatite B è in media 75 giorni, ma può variare da 30 a 180 giorni. Il virus può essere rilevato entro 30-60 giorni dall’infezione.

Spesso non provoca sintomi evidenti e, soprattutto negli adulti, in molti casi passa in genere nel giro di pochi mesi, senza trattamento; in alcuni pazienti invece l’infezione può diventare cronica, portando a

La maggior parte delle persone infettate dal virus dell’epatite B in età adulta riescono a riprendersi completamente, anche in caso di sintomatologia grave, mentre neonati e bambini hanno molte più probabilità di sviluppare un’ infezione cronica.

Anche se non esiste ad oggi alcuna cura per l’epatite B e per questo il vaccino, che rappresenta un’efficace arma di prevenzione, è stato reso obbligatorio dal 2001.

Siringa e flaconcino del vaccino contro l'epatite B

iStock.com/Gam1983

Virus

L’epatite B è un’infezione causata dal virus HBV, che si trova nel sangue e nei fluidi corporei di una persona infetta.

Molte persone con epatite B manifestano in realtà pochi o nessun sintomo e potrebbero quindi anche non sapere di essere stati infettati, diffondendo così l’infezione senza rendersene conto; nell’ambiente il virus è in grado di sopravvivere almeno 7 giorni, durante i quali può ancora causare l’infezione se riesce a penetrare le difese di un organismo non vaccinato.

Nel mondo l’OMS stima che ci siano più di 250 milioni di persone positive al virus e nel 2015 sono state quasi 900000 le morti correlate (a complicazioni).

Fattori di rischio

Il rischio di infezione da epatite B è maggiore se:

  • hai rapporti sessuali non protetti con più partner,
  • hai rapporti sessuali non protetti con un paziente infetto da HBV,
  • hai una malattia sessualmente trasmissibile come la gonorrea e la clamidia,
  • condividi aghi usati (droghe, tatuaggi, trasfusioni in Paesi in via di sviluppo, …),
  • condividi la casa con qualcuno che ha un’ infezione cronica da HBV,
  • svolgi un lavoro che ti espone al sangue umano,
  • vivi o viaggi nelle regioni con elevati tassi di infezione del virus dell’epatite B come l’Africa, il Centro e il Sud-Est asiatico e l’Europa orientale.
Cartina geografica che mostra la diffusione dell'epatite B

Di Nanoxyde – travail personnel / adaptation en SVG de l’image Image:HBV prevalence 2005.png, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Trasmissione

L’infezione da epatite B è causata dal virus HBV, che si trova principalmente in

  • sangue,
  • saliva (carica virale molto bassa),
  • sperma e secrezioni vaginali.

Tracce del virus sono state individuate anche in

  • feci,
  • secrezioni nasali,
  • espettorato,
  • sudore,
  • lacrime,
  • urina,
  • vomito,
  • liquido sinoviale (lubrificante articolare),
  • liquido amniotico,
  • liquido cerebrospinale,
  • fluido peritoneale (presente nella cavità addominale),

ma l’impatto che questi liquidi hanno nella diffusione è del tutto trascurabile nella maggior parte dei casi.

Quando l’HBV entra nel fegato ne invade le cellule ed inizia a moltiplicarsi: questo ne causa l’infiammazione e la comparsa dei sintomi.

Le modalità più comuni di trasmissione sono:

  • Rapporti sessuali. Si può venire infettati avendo rapporti sessuali non protetti con un partner malato il cui sangue, la saliva, lo sperma o le secrezioni vaginali entrino in contatto con il corpo sano. Il virus HBV è considerato da 50 a 100 volte più contagioso dell’HIV.
  • Condivisione di siringhe. L’HBV si trasmette facilmente attraverso aghi e siringhe contaminati con sangue infetto.
  • Condivisione di rasoi o spazzolini da denti.
  • Tatuaggi, piercing, trattamenti odontoiatrici, … effettuati in carenza delle necessarie attenzioni igieniche (strumenti sterili).
  • Contatto diretto con il sangue di un soggetto infetto, su ferite o mucose.
  • Punture accidentali con ago contaminato. Il rischio di contagio da epatite B è una fonte di preoccupazione per gli operatori sanitari e per chiunque viene a contatto con sangue umano.
  • Trasmissione da madre a figlio. Le donne in gravidanza con infezione da HBV possono trasmettere il virus ai loro bambini durante il parto.

È bene ricordare che un soggetto può essere infetto senza saperlo.

Il virus NON può essere trasmesso attraverso:

Il virus può sopravvivere al di fuori del corpo per almeno 7 giorni.

Sintomi

  • Solo alcune persone manifestano i sintomi legati all’infezione, che di solito si sviluppano due o tre mesi dopo l’esposizione al virus dell’epatite B (in media il tempo d’incubazione è di 90 giorni, ma l’intervallo possibile è compresa tra le 6 settimane e i 6 mesi).
  • Adulti e bambini di età superiore ai 5 anni hanno maggiori probabilità di avere sintomi; circa il 70% degli adulti ne sviluppa le classiche manifestazioni, ma allo stesso tempo riusciranno con maggior probabilità a superare l’infezione.

I principali sintomi di epatite B sono:

Molti di questi sintomi possono essere scambiati per malattie più comuni, come l’influenza o gastroenterite.

Per quanto tempo durano i sintomi?

L’epatite B negli adulti di solito passa in 1-3 mesi; si parla in questi casi di infezione acuta e non lascia complicazioni.

Di tanto in tanto l’infezione può durare per sei mesi o più: questa forma è nota come epatite B cronica e colpisce soprattutto neonati e bambini piccoli. I sintomi sono uguali a quelli sopra menzionati, ma tendono ad essere molto lievi e possono andare e venire. Alcune persone potrebbero non manifestare alcun sintomo, ma in assenza di trattamento possono sviluppare problemi come la cicatrizzazione del fegato (cirrosi), evenienza che si verifica nel 15-25% dei soggetti.

La maggior parte delle persone con epatite cronica B rimangono senza sintomi per circa 20 o 30 anni.

Pericoli

Avere una infezione cronica da HBV può portare a gravi complicazioni, quali:

  • Cicatrizzazione del fegato (cirrosi). L’infezione da epatite B può provocare una reazione infiammatoria che genera estese cicatrici nel tessuto del fegato, che possono compromettere la capacità del fegato di funzionare.
  • Cancro del fegato. Le persone con infezione cronica da epatite B presentano un maggior rischio di cancro al fegato.
  • Insufficienza epatica. L’insufficienza epatica acuta è una condizione in cui vengono meno tutte le funzioni vitali del fegato. Quando ciò si verifica un trapianto di fegato è necessario per garantire la sopravvivenza.
  • Infezione da epatite D. Chiunque abbia un’infezione cronica da HBV è sensibile anche alle infezioni con un altro ceppo di epatite virale, l’epatite D. Non è possibile infettarsi con il virus dell’epatite D a meno che non stiate già infettati da HBV. Avere sia l’epatite B che l’epatite D rende più probabile che si sviluppino delle complicanze.
  • Problemi ai reni. L’infezione da epatite B può causare problemi ai reni, fino a causare insufficienza renale. I bambini hanno maggiori probabilità di riprendersi da questi problemi ai reni rispetto agli adulti.
  • Infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite). L’infiammazione dei vasi sanguigni può causare ulteriori complicazioni, anche se questa è in realtà una complicazione rara di infezione da epatite B.

Gravidanza

Se una donna incinta ha l’epatite B, può trasmettere l’infezione al suo bambino durante il parto, ma questo può essere evitato attraverso una serie di vaccinazioni e trattamenti per il neonato. Senza la vaccinazione i bambini nati da donne con infezione da HBV possono sviluppare un’infezione cronica, che può causare gravi problemi di salute.

Quasi tutti i casi di epatite B possono essere evitati se il neonato riceve le iniezioni necessarie nei tempi corretti (immunoglobuline e vaccino).

La maggior parte dei neonati che si infettano con il virus dell’epatite B non hanno sintomi, ma hanno una probabilità del 90% di sviluppare l’epatite cronica B. Questa può portare a gravi problemi di salute, tra cui

  • danni al fegato,
  • cancro al fegato,
  • persino la morte.

Quando chiamare il medico

Cercate assistenza medica se avvertite segni e sintomi che vi destano preoccupazione; se sapete di essere stati esposti al virus dell’epatite B, contattate immediatamente il medico. Un trattamento preventivo può ridurre il rischio che il virus infetti il vostro corpo, ma l’intervento deve essere iniziato il più rapidamente possibile.

Diagnosi

Quale medico consultare

È probabile che all’inizio vi facciate controllare dal medico di famiglia o da un medico generico: se il medico sospetta che possiate avere l’epatite B, allora potrà indicarvi un medico specialista, di norma facente parte di una delle seguenti categorie:

  • medici che curano le malattie dell’apparato digerente (gastroenterologi),
  • medici che curano le malattie del fegato (epatologi),
  • medici che curano le malattie infettive (infettivologi).

Test e diagnosi

Premesso che per i nati dal 2001 il vaccino è obbligatorio, in alcuni casi si procede a sottoporre a test di screening soggetti considerati a potenziale rischio, in modo da consentire una diagnosi precoce.

Le persone che dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di effettuare regolarmente un test di screening per l’infezione da epatite B sono:

  • Chi vive con una persona che ha l’infezione da epatite B,
  • Chiunque abbia avuto rapporti sessuali con una persona che ha l’infezione da epatite B,
  • Chiunque riscontra inspiegabili ed anomali livelli degli enzimi del fegato,
  • Bambini nati da donne con epatite B,
  • Persone sieropositive,
  • Gli immigrati, compresi i bambini adottati a livello internazionale, provenienti da aree del mondo in cui l’epatite B è più comune, tra cui l’Asia, le isole del Pacifico, l’Africa e l’Europa dell’Est,
  • Persone che fanno uso di droga per via iniettiva,
  • Detenuti,
  • Persone che hanno uno o entrambi genitori provenienti da una zona del mondo in cui l’epatite B è più comune,
  • Persone in dialisi,
  • Donne incinte.

Esame del sangue

Gli esami del sangue utilizzati per diagnosticare l’infezione da epatite B includono:

  • Un test per determinare se è possibile trasmettere facilmente l’ HBV. L’esame per l’antigene di superficie del virus B dell’Epatite (HBsAg) consente di individuare l’antigene di superficie dell’epatite B, parte della superficie più esterna del virus. Se i test per l’antigene sono positivi significa che c’è un’ infezione attiva da epatite B e si può facilmente trasmettere il virus ad altre persone. Un test negativo significa invece che probabilmente non siete attualmente infetti.
  • Un test per determinare l’immunità da HBV. L’esame per l’anticorpo per l’antigene di superficie dell’epatite B (anti-HBs) permette di determinare se si dispone di anticorpi anti HBV. La presenza degli anticorpi si può spiegare con il fatto di essere stati infetti dall’HBV e di essersi poi ripresi. Oppure, può dipendere dal fatto che si è già stati vaccinati. In entrambi i casi un test anti-HBs positivo significa che non è possibile essere infetti né contagiare altre persone, perché siete protetti dal vaccino o perchè siete naturalmente immuni.
  • Un test per determinare se avete avuto o se avete attualmente un’ infezione da epatite B. Anche se il test per l’antigene Core del virus B dell’Epatite (anti-HBc) segnala un’infezione cronica, i risultati possono essere talvolta ambigui. Se il test è positivo, si può avere un infezione cronica che si può trasmettere agli altri, ma può anche essere che ci si sta riprendendo da una grave infezione o che si abbia una lieve immunità al virus dell’epatite B, che non può essere rilevata altrimenti. Come questo test viene interpretato dipende spesso dai risultati delle altre due prove. Se i risultati sono incerti, potrebbe essere necessario ripetere tutte e tre le prove.

Se viene diagnosticata l’epatite B il medico può eseguire dei test per verificare la gravità dell’infezione nonché la salute del fegato. Questi test includono:

  • Test per determinare quale sarà la probabilità di diffusione del virus dell’HBV. Le analisi del sangue per l’antigene E rilevano la presenza di una proteina secreta dalle cellule infette da HBV. Un risultato positivo significa che si hanno alti livelli di virus nel sangue e quindi è anche facile contagiare gli altri. Se il test è negativo nel sangue i livelli del virus dell’epatite B sono più bassi e c’è meno probabilità di diffondere l’infezione.
  • Test per determinare la quantità di HBV DNA nel sangue. Quest’esame individua le parti di DNA del virus nel sangue, indicando la quantità di virus presente nell’organismo (carica virale). Monitorare la carica virale può aiutare a controllare come procede la terapia antivirale.
  • Test per misurare la funzionalità epatica. I test di funzionalità epatica possono misurare l’entità del danno che si è verificato nelle cellule del fegato.
  • Rimozione di un campione di tessuto epatico per gli esami (biopsia). Nel corso di una biopsia epatica il medico inserisce un ago sottile attraverso la pelle e nel fegato. Viene così rimosso un piccolo campione di tessuto epatico per le analisi di laboratorio. La biopsia può mostrare l’entità di eventuali danni al fegato e può aiutare a determinare quale sia il trattamento migliore.

Cura e terapia

Prevenire l’infezione da epatite B dopo l’esposizione

Contattare il Pronto Soccorso il più presto possibile se si pensa di essere stati esposti al virus dell’epatite B, perché si può valutare un trattamento per ridurre il rischio di contagio:

  • una dose di vaccino (ne seguiranno altre due nei mesi successivi);
  • immunoglobuline, una preparazione di anticorpi che attaccando il virus dell’epatite B e in grado di offrire protezione immediata, ma a breve termine fino a quando il vaccino inizia ad avere effetto

Questi trattamenti sono più efficaci se somministrati entro 48 ore dall’eventuale esposizione al virus, ma si può averne ancora beneficio fino a una settimana dopo l’esposizione.

Trattamento epatite B acuta

Se il medico diagnostica un’infezione da epatite B acuta, questa sarà presumibilmente di breve durata e tenderà a risolversi spontaneamente, cioè potrebbe non essere necessario alcun trattamento. Diversamente il medico cercherà di trattare i sintomi che si verificano mentre il corpo combatte l’infezione e potrà raccomandarvi degli ulteriori esami del sangue per assicurarsi che il virus sia stato sconfitto dal vostro corpo.

Trattamento epatite B cronica

Se gli esami del sangue mostrano segni di epatite ancora attiva dopo sei mesi, il medico può consigliare farmaci per ridurre il rischio di complicazioni e periodici test per valutare la salute del fegato; il trattamento è di solito offerto se:

  • il sistema immunitario non appare in grado di controllare l’infezione,
  • ci sono prove di danni al fegato in corso

I farmaci possono aiutare a mantenere il virus sotto controllo e impedire che danneggi il fegato, anche se non necessariamente eradicano l’infezione e quindi alcune persone hanno bisogno di essere in trattamento per tutta la vita.

I principali farmaci per l’epatite cronica B sono:

  • Peginterferone alfa-2a: Se il fegato sta funzionando abbastanza bene, il primo trattamento offerto è di solito un medicinale chiamato peginterferone alfa 2-a.
    Questo stimola il sistema immunitario ad attaccare il virus dell’epatite B per riprendere il controllo. Di solito è somministrato per iniezione una volta alla settimana per 48 settimane. Gli effetti indesiderati comuni includono sintomi simil-influenzali, come febbre e dolori muscolari e articolari, ma tendono in genere a migliorare con il tempo.
  • Farmaci antivirali: Se il fegato non funziona bene, o il peginterferone alfa-2a non è adatto o non funziona, il medico può consigliare un farmaco antivirale (generalmente in compresse), Gli effetti indesiderati comuni di questi farmaci includono sensazione di malessere, vomito e vertigini.

Precauzioni

Se siete stati infettati dal virus dell’epatite B è bene che prendiate alcune misure per proteggere chi vi sta accanto, ad esempio:

  • Prendete le precauzioni necessarie per rendere il sesso più sicuro. L’unico modo sicuro per proteggere il vostro partner dall’infezione da epatite B è quello di evitare il contatto sessuale. Se non volete evitare di avere rapporti sessuali, discutete con il vostro partner del rischio di trasmissione di HBV, utilizzate un preservativo di lattice nuovo ogni volta che avete un rapporto sessuale; ricordate però che anche se l’uso del preservativo può ridurre il rischio di diffusione di HBV, non lo elimina completamente.
  • Specificate al vostro partner sessuale che avete l’HBV. Permettete a chiunque abbia avuto rapporti sessuali con voi di sapere che avete l’ HBV. I vostri partner devono essere esaminati e devono ricevere cure mediche se hanno il virus. E’ poi necessario che essi conoscano il loro status di HBV in modo da non infettare gli altri.
  • Non condividete aghi o siringhe. Se fate uso di sostanze da abuso non condividete aghi e siringhe con nessuno.
  • Non donare il sangue o gli organi. La donazione di sangue o di organi infetti diffonde il virus.
  • Non condividete lame di rasoio o spazzolini da denti, che possono portare tracce di sangue infetto.
  • Se siete in gravidanza, dite al medico di avere l’HBV. In questo modo, il bambino può essere trattato sin dalla nascita.

Vaccino

Il vaccino per l’epatite B consiste di norma in 3 iniezioni nell’arco di 6 mesi l’una dall’altra.

Non è possibile contrarre la malattia dal vaccino.

Il vaccino può essere somministrato praticamente a tutte le categorie di persone, inclusi bambini (dai 3 mesi in poi), anziani e pazienti immunocompromessi.

In Italia il vaccino è raccomandato per le seguenti categorie a rischio (Fonte: Cesmet):

  • Neonati e bambini (è obbligatoria dal 1991).
  • Conviventi, in particolare bambini, e altre persone a contatto con soggetti HBsAg positivi.
  • Politrasfusi, emofilici, emodializzati.
  • Vittime di punture accidentali con aghi potenzialmente infetti.
  • Soggetti affetti da lesioni croniche eczematose e psoriasiche della cute delle mani.
  • Detenuti negli istituti di prevenzione e pena.
  • Persone che si rechino all’estero, per motivi di lavoro, in aree geografiche ad alta endemia di HBV.
  • Tossicodipendenti.
  • Soggetti con numerosi partner occasionali.
  • Pazienti sieropositivi.
  • Personale sanitario di nuova assunzione nel SSN e personale già impegnato in attività a maggior rischio di contagio, segnatamente che lavori in reparti di emodialisi, rianimazione, oncologia, chirurgia generale e specialistica, ostetricia, malattie infettive, ematologia, laboratori di analisi, centri trasfusionali, sale operatorie, studi dentistici, medicina legale e sale autoptiche, pronto soccorso.
  • Soggetti che svolgono attività di lavoro, studio e volontariato nel settore della sanità.
  • Personale e ospiti di istituti ritardati mentali.
  • Personale religioso che svolge attività nell’ambito dell’assistenza sanitaria.
  • Personale addetto alla lavorazione degli emoderivati.
  • Personale della Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo degli agenti di custodia, Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, Comandi Municipali dei Vigili Urbani.
  • Addetti ai servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti.

Altre precauzioni per diminuire il rischio di contagio prevedono:

  • Avere la certezza che nuovi partner sessuali non siano infetti; in caso di dubbio è d’obbligo l’uso del preservativo, che tuttavia non è garanzia di protezione.
  • Non fare uso di droghe iniettabili o, quantomeno dal punto di vista dell’epatite non utilizzare siringhe usate.
  • Porre particolare cautela nel fare piercing e tatuaggi.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte

Cos'è l'epatite B?
L'epatite B è un'infezione del fegato causata da un virus (HBV).
Come si trasmette?
Il virus dell'epatite B si trasmette attraverso il sangue, lo sperma ed altri fluidi corporei infetti; in contagio avviene in genere in seguito a:
  • nascita da madre affetta da epatite B
  • rapporti sessuali con pazienti infetti
  • condivisione di siringhe, rasoi, spazzolini da denti, ...
  • contatto diretto con sangue infetto

Non è trasmesso attraverso cibo o acqua, posate, allattamento al seno, abbracci, baci, strette di mano, tosse o starnuti.
Come si cura?
Le forme acute guariscono spontaneamente, mentre non esiste ad oggi una cura sempre risolutiva per la forma cronica, per cui si valutano quindi di volta in volta sintomi, complicazioni e velocità di progressione.
Si guarisce?
La forma acuta dura meno di 6 mesi e tende alla risoluzione spontanea, mentre la forma cronica non è al momento risolvibile (e la progressione dipende da un caso all'altro).
Come faccio a sapere se sono vaccinato?
È possibile valutarlo attraverso uno specifico esame del sangue (Anti-HBs o HBsAb positivo).

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