Epatite A,B,C: sintomi e diagnosi

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 1 gennaio 2018

Introduzione

Il fegato è l’organo più grande e più resistente che abbiamo, grazie alla sua alta capacità rigenerativa, ciononostante si stima che nel mondo le sole epatiti virali interessino ancora milioni di persone, con esiti talora fatali.

Le epatiti virali, che sono le malattie del fegato più diffuse, costituiscono ancora un serio problema per la sanità pubblica, anche se negli ultimi anni molto si è speso in prevenzione e in diagnosi precoci con risultati notevoli.

Quali sono le varie forme di epatite virale, come si contraggono e come si manifestano?

L’epatite virale in generale è un’infiammazione del fegato che provoca dolore e gonfiore: la causa più comune è uno dei sei virus dell’epatite (A, B, C, D, E e G), che hanno in comune la capacità di compromettere più o meno gravemente la capacità di funzionamento dell’organo.

Tra le altre possibili cause di epatite ricordiamo:

La principale funzione del fegato è demolire le sostanze di rifiuto presenti nel sangue: quando si infiamma non è più in grado di svolgere un buon lavoro nello sbarazzarsi di queste tossine. Una sostanza di scarto chiamata bilirubina comincia ad accumularsi nel sangue e nei tessuti dal momento in cui il fegato non funziona più correttamente; la bilirubina è ciò che rende la pelle di una persona colpita da epatite di un colore giallo-arancio (ittero). La bilirubina e le altre sostanze di scarto possono anche causare

Riconosciamo due forme principali di epatite:

  • acuta (di breve durata),
  • cronica (della durata di almeno 6 mesi).

Se si soffre di epatite acuta il fegato potrebbe diventare improvvisamente infiammato e potreste avere i sintomi appena descritti, anche se numerosi pazienti rimangono totalmente asintomatici (addirittura la maggior parte delle persone riesce a superare l’infiammazione acuta in pochi giorni o in poche settimane). A volte, tuttavia, l’infiammazione non guarisce e peggiora.

Dal 1991 l’Italia ha adottato la vaccinazione obbligatoria per l’epatite virale di tipo B, che assume oggi un’importanza ancora maggiore di fronte ai flussi migratori che espongono al rischio di un ritorno del virus. Ai virus dell’epatite B e C si possono attribuire metà dei casi italiani di cirrosi.

Mentre solo pochi anni fa si era impotenti di fronte alll’epatite B, oggi, grazie a medicinali simili a quelli che si usano contro il virus dell’HIV, si riesce a bloccare la replicazione virale nella quasi totalità dei casi; nel caso dell’epatite C invece la cura ha subito una vera e propria rivoluzione pochi anni fa, quando sono stati introdotti in commercio farmaci in grado di aumentare quasi al 100% il tasso di guarigione, contro il circa 60% del recente passato.

Grazie a questi nuovi farmaci si spera di riuscire a eradicare la forma C già nei prossimi anni.

Riproduzione grafica del fegato

iStock.com/magicmine

Epatite A

Credit: https://it.wikipedia.org/wiki/File:HAV_prevalence_2005.png

Credit: https://it.wikipedia.org/wiki/File:HAV_prevalence_2005.png

Il virus dell’epatite A (HAV), identificato per la prima volta nel 1973, appartiene alla famiglia Picornaviridae, genere Hepatovirus, ed è rappresentato da un unico sierotipo. Sono sufficienti poche particelle virali per causare l’infezione.

Il virus si riproduce quasi esclusivamente nel fegato, ma sono stati rilevati come sede di replicazione anche l’orofaringe e l’intestino tenue nella sua porzione superiore. L’HAV è neutralizzato dagli anticorpi di tipo IgG e di tipo IgM, infatti la diagnosi avviene attraverso la ricerca degli anticorpi proprio della classe IGM, prima citata.

L’infezione ha generalmente un tempo di incubazione attorno alle 4 settimane e l’esordio dei sintomi è brusco, di tipo simil-influenzale:

  • inappetenza,
  • nausea,
  • astenia,
  • indisposizione generale,
  • possibili episodi di vomito,
  • presenza di dolore al fianco destro in corrispondenza dell’area epatica.

Sempre nei primi giorni può essere presente febbre.

Segue un quadro con remissione di questi sintomi ed inizia la comparsa di segni tipici di epatite acuta:

  • ittero,
  • prurito,
  • colorazione più scura delle urine.

Il virus HAV si trasmette per via oro-fecale attraverso l’ingestione di cibi e bevande contaminate da acque sporche. I più colpiti generalmente sono gli adulti, almeno nei paesi industrializzati, mentre i bambini sono ancora molto a rischio di contrarre l’infezione nei paesi poveri.

L’epatite A è caratterizzata da un’evoluzione spontanea verso la guarigione completa e nel 90% dei casi si presenta in forme acute benigne ed autorisolventi che non necessitano di terapie se non talvolta di supporto. Solamente negli anziani e in persone immunodepresse, e comunque molto raramente, può dare origine a forme croniche.

È disponibile un vaccino la cui durata si attesta attorno ai 10 anni.

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Epatite B

Credit: https://en.wikipedia.org/wiki/File:HBV_prevalence_2005.png

Credit: https://en.wikipedia.org/wiki/File:HBV_prevalence_2005.png

L’agente eziologico dell’epatite B è il virus HBV, appartenente alla famiglia degli Hepadnaviridae, ed è uno dei virus più infettivi al mondo; si trasmette tramite sangue infetto o tramite rapporti sessuali non protetti.

I sintomi legati all’epatite B sono variegati e di non sempre facile individuazione, addirittura l’ammalato potrebbe non presentare alcun sintomo evidente, pur essendo in grado di trasmettere la malattia: in questo caso si parla di portatore sano.

L’esordio dell’infezione può essere a volte segnalato da:

  • alterazione della colorazione cutanea, quale l’ittero (colorazione giallastra della cute e della mucosa, dovuta ad un aumento della bilirubina nel sangue oltre valori di 3mg/100ml),
  • affaticamento,
  • febbre,
  • prurito ed eventuali piccole ferite dovute al grattarsi,
  • nausea e vomito,
  • dolore proiettato all’ipocondrio destro (sede di proiezione del fegato) ed eventualmente alla spalla destra,
  • feci chiare,
  • urine scure,
  • sempre presente è invece l’innalzamento delle transaminasi e della bilirubina.

La corretta diagnosi di epatite B può però essere fatta solamente mediante dosaggio dei marker virali specifici attraverso un esame del sangue.

L’infezione da virus dell’epatite B può evolvere in 4 esiti diversi, a seconda delle condizioni immunitarie del paziente:

  1. Decorso acuto con completo recupero e acquisizione della immunità dall’infezione (circa il 95% dei casi),
  2. epatite fulminante con mortalità del 90% (può richiedere il trapianto di fegato),
  3. infezione cronica (meno del 5% dei casi), ossia persistenza del virus nell’organismo con danno epatico; in questo caso la malattia ha un andamento cronico e può compromettere la funzionalità epatica nel giro di 10-30 anni con l’insorgenza di cirrosi epatica o di carcinoma epatocellulare primitivo (di solito dopo che è già presente la cirrosi),
  4. stato di portatore inattivo: il virus persiste nel fegato ma non provoca danno epatico; può rimanere in questo stato anche tutta la vita, senza arrecare danni nemmeno a lungo termine. È anche poco contagioso per gli altri.

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Epatite C

https://it.wikipedia.org/wiki/File:HCV_prevalence_1999.png

https://it.wikipedia.org/wiki/File:HCV_prevalence_1999.png

L’epatite C è causata dal virus HCV facente parte della famiglia dei Flaviviridae, agente meno infettivo tuttavia molto resistente, la cui diffusione avviene soprattutto per via ematica e non per via sessuale come comunemente si crede. La trasmissione per via sessuale avviene solo in presenza di cicli mestruali o di patologie a carico del sistema urogenitale a causa dei quali avviene uno scambio di sangue infetto.

Una volta penetrato nel fegato il virus causa una epatite acuta che però, nella maggior parte dei casi, è asintomatica. Ciò fa sì che la malattia possa divenire cronica (nell’80% dei casi) senza che il paziente se ne accorga, né possa quindi curarla precocemente. Generalmente i danneggiamenti al fegato non si presentano se non dopo 10-30 anni dall’infezione.

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    SAlve dottore volevo chiederla un informazione ho fatto l’esami dell’epatite A.B.C e risultatto era tutto non reattivo l’unico era epatiteA HAV IgG reattivo mi devo precuparmi si questo risultato o no ne grave???? Grazie

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, sono anticorpi protettivi, indicano che l’ha evidentemente contratta in passato, per cui non ha di che preoccuparsi.

    2. Anonimo

      Salve dott, ieri ho fatto le analasi, risultato :transaminasi got/ast 162 e gtp/alt189,e preoccupante. Grazie

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Diciamo che merita sicuramente di essere approfondito quanto prima con il medico, ma non saltiamo comunque a conclusioni.

  2. Anonimo

    Buongiorno, ieri il mio fidanzato ha ritirato le analisi del sangue anche per epatite b. I risultati sono:
    HBs Ag (antigene australia) positivo; Ac. Anti HBs <3.10 (<10 negativo);
    Ac. Anti HBc totali positivo;
    HBe Ag negativo;
    Ac. Anti HBe positivo;
    HBV DNA quantitativo 816 (int.rif. 13-70000000)
    Io non capisco niente, sono piuttosto preoccupata pero perchè sono incinta e magari il virus, se presente, potrebbe aver contaggiato me e il bambino. Vorrei chiederle se le analisi danno esito positivo all epatite e se io posso aver contratto il virus.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sì, purtroppo sembra affetto da epatite B.
      Contatti URGENTEMENTE il suo medico/ginecologo per pianificare gli esami anche per lei; ovviamente non è detto che sia stata contagiata, ma nel caso è importante saperlo il prima possibile.

  3. Anonimo

    Nel caso in cui io sia stata contaggiata quali sono i rischi per il bambino?

    1. Anonimo

      Dottore ho fatto l’ecografia che si intende x fegato incrementato per dimensioni a diffusa iperiflettivitá da echi fittamente stipati da steatosi di grado lieve

  4. Anonimo

    Gentile dottore,
    le chiedo se è possibile effettuare i test per l’epatite senza l’impegnativa dl medico curante,così come accade per il test hiv . Se è necessario pertanto ricolgersia cliniche specializzate,oppure in qualsiasi ospedale è possibile effettuare tali test,come ripeto senza impegnativa medica. Grazie saluti

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Per le strutture pubbliche (ospedale) deve comunque avere la prescrizione.

    2. Anonimo

      Grazie dottoressa. ..ma quindi esistono anche strutture private dove si può fare il test senza impegnativa?

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Si , in un laboratorio privato può fare qualsiasi analisi senza richiesta. saluti

  5. Anonimo

    buonasera dottore,
    volevo un informazione visto che su internet trovo troppi pareri discordanti..
    7 anni fa ho fatto dei tatuaggi(sembra tutto in regola nel negozio)ma io non prestavo molta attenzione quindi mi è venuto il dubbio di un possibile contagio.
    quet estate ho fatto analisi e transaminasi e sono in regola,volevo sapere secondo lei mi sarei dovuta accorgere di un potenziale contagio?7 anni non sono sufficienti x scongiurare questa malattia?si trasmette con i rappoirti sessuali?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      1. Ritengo che possa stare ragionevolmente tranquillo, per avere la certezza assoluta dovrebbe fare il test specifico.
      2. Sì, anche se non così frequentemente.

  6. Anonimo

    salve,
    12 anni fa mi é stata riscontrata l’epatite c, ma la carica virale e genotipo negativi e questo per 12 anni, 2 settimane fa ho fatto il test anonimo per l’hiv e questa mattina ho ritirato i risultati, la dottoressa mi ha detto tutto negativo, hiv sifilide epatite b e con mia sorpresa negativo anche epatite c, quando ho detto alla dottoressa che 12 anni fa risultai positivo ma sempre con genotipo e carica virale negativo mi ha detto: strano sono scomparsi anche gli anticorpi. volevo sapere se e possibile che anche gli anticorpi siano scomparsi, grazie

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Se sul test non risultano è ovviamente possibile.

    2. Anonimo

      questo vuol dire che non devo più fare analisi per genotipo e carica virale?
      grazie

    3. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Chiederei allo specialista Infettivologo, ma credo di no.

  7. Anonimo

    Esiste l’epatite E? Ne ho sentito parlare in questi giorni, ma ho il dubbio che sia la solita bufala.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Assolutamente vero, si tratta di una forma virale autolimitante, almeno nella maggior parte dei soggetti altrimenti in salute.

  8. Anonimo

    Con un bacio profondo si può prendere l’epatite?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      A meno di presenza di abbondante sangue, ossia attraverso il solo scambio di saliva, è in teoria possibile ma poco probabile; si tratta di un’ipotesi ancora controversa, oggetto di discussione nella comunità scientifica.

  9. Anonimo

    Se ho preso l’epatite A sono immune dalla B e dalla C?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      No, i virus sono diversi e non conferiscono immunità crociata.