Enfisema polmonare: sintomi, diagnosi, cura

Ultima modifica 17.10.2020

Introduzione

L’enfisema è una condizione che fa parte delle malattie che interessano i polmoni, classificata tra quelle di tipo polmonare ostruttivo; è una patologia caratterizzata da un progressivo e irreversibile danno agli alveoli, le piccole unità polmonari in cui avviene lo scambio ossigeno-anidride carbonica.

Struttura degli alveoli polmonari

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Con la progressione dell’enfisema gli alveoli si trasformano in sacche più grandi e irregolari, con buchi all’interno delle pareti; il risultato pratico è che la superficie polmonare diminuisce e, conseguentemente, diminuisce anche la quantità di ossigeno che raggiunge il sangue.

Enfisema polmonare

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L’organismo non è cioè più in grado di assorbire la quantità di ossigeno necessaria e compaiono così tosse cronica e difficoltà respiratorie durante l’esercizio fisico.

La causa più comune è sicuramente il fumo di sigaretta e smettere di fumare è la miglior prevenzione praticabile, nonché la cura più efficace per rallentare il peggioramento della malattia.

La mancanza di respiro durante l’attività fisica è il sintomo principale e il primo a comparire; altri sintomi legati alle vie respiratorie (tosse secca o produttiva, dolore toracico) non sono particolarmente comuni, a meno che non sia presenta una contemporanea bronchite (peraltro comune nei fumatori).

Le lesioni ai polmoni causate dall’enfisema sono purtroppo permanenti e il danno può variare da lieve a molto grave.

  • Nei casi lievi la mancanza di respiro può verificarsi solo a seguito di esercizio o sforzi fisici,
  • mentre nei casi più avanzati il paziente può avere difficoltà respiratorie anche solo per spostarsi da una stanza all’altra, necessitando quindi costantemente di ossigeno.

Sfortunatamente, non esiste alcun trattamento per invertire o riparare il danno una volta che si è verificato, tuttavia smettere di fumare ed in generale evitare l’esposizione ad inquinanti può impedire che il danno peggiori.

Il trattamento farmacologico è basato sulla gestione dei sintomi e varia in base alla gravità di quest’ultimi; a disposizione dei medici e dei pazienti troviamo farmaci uso orale, da inalare e l’ossigeno.

La terapia può arrestare la progressione dell’enfisema, ma purtroppo non può far regredire le lesioni già presenti.

Polmoni

I polmoni sono due grandi organi situati nel petto che fanno parte dell’apparato respiratorio.

L’aria entra nel corpo attraverso il naso o la bocca, passa attraverso la trachea e i bronchi per giungere quindi ai polmoni.

Quando inspiriamo, i polmoni si espandono con l’aria ed in questo modo il corpo riceve l’ossigeno, mentre quando espiriamo l’aria esce da questi organi ed il corpo si libera dell’anidride carbonica.

Il polmone destro è costituito da tre parti (lobi), mentre quello sinistro è più piccolo ed è costituito da due soli lobi. Lo scambio di gas avviene in un mosaico di cellule specializzate che formano delle piccole sacche d’aria chiamate alveoli.

All’interno del torace due sottili strati di tessuto (pleura) li avvolgono separandoli dagli altri organi e permettendone il movimento.

Ricostruzione grafica dell'anatomia dei polmoni

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Cause

La causa più comune alla base della comparsa di enfisema è senza dubbio il fumo, ma la malattia può derivare anche dall’esposizione prolungata ad altre sostanze aeree irritanti, come ad esempio:

  • inquinanti,
  • fumi e polveri industriali.

In rari casi l’enfisema è causato dalla carenza ereditaria di una particolare proteina che protegge le strutture elastiche dei polmoni: in questo caso si parla di enfisema da deficit di Alfa 1-antitripsina.

Per capire il tipo di danno possiamo immaginare il polmone come una sorta di spugna, costituito cioè da tanti piccoli buchini dove avviene lo scambio gassoso; l’enfisema è responsabile della distruzione delle pareti che separano i diversi buchi (alveoli), creando così buchi di dimensione maggiore. Il risultato finale è che, a parità di volume (la dimensione del polmone almeno inizialmente non cambia), diminuisce progressivamente la superficie di cellule in grado di assorbire ossigeno e viene quindi progressivamente ridotta la capacità polmonare di respirazione.

Il danno è poi peggiorato quando subentra un graduale e progressivo collasso del polmone, che avviene in una seconda fase.

Fattori di rischio

Tra i fattori che fanno aumentare il rischio di soffrire di enfisema ricordiamo:

  • Sesso. Non si rilevano differenze significative fra uomini e donne, se si prescinde dal fatto che tendenzialmente gli uomini sono più spesso fumatori.
  • Fumo. L’enfisema compare con maggior frequenza nei fumatori, con un rischio che è direttamente proporzionale al numero di anni di fumo e alla quantità di tabacco fumata. Anche l’esposizione al fumo passivo rappresenta un fattore di rischio.
  • Età. L’enfisema viene in genere diagnosticato a un’età compresa tra i 50 e i 70 anni.
  • Esposizione professionale ai fumi o alle polveri.
  • Esposizione all’inquinamento interno ed esterno.
  • Malattie genetiche, in particolare in caso di deficienza nella produzione dell’enzima Alfa-1-anitripsina, una proteina prodotta dal fegato in grado di proteggere i polmoni dai processi infiammatori causati da sostanze volatili irritanti.

Il rischio aumenta nel caso di compresenza di più fattori, per esempio un soggetto fumatore esposto a polveri industriali, a parità di altri fattori correrà un rischio maggiore rispetto a un soggetto fumatore che viva e lavori in una zona relativamente non inquinata.

Sintomi

Nelle prime fasi di sviluppo l’enfisema può passare completamente inosservato, perché il margine di tolleranza dei polmoni è piuttosto elevato e l’organismo riesce quindi a compensare i danni iniziali.

Possono poi comparire sintomi lievi, fino a quando non sia stato distrutto circa il 50% del tessuto polmonare, che comprendono

e che spesso vengono sottovalutati e scambiati per un banale malessere. Lo sviluppo dei sintomi è molto graduale e viene in genere notato un progressivo peggioramento del fiato corto nelle attività che richiedono uno sforzo maggiore (anche semplicemente salire le scale).

In seguito possono comparire anche:

Quando chiamare il medico

È consigliabile andare dal medico fin dalla comparsa di uno o più dei sintomi caratteristici di enfisema (il fiato corto nelle attività quotidiane è quello più comune); sottovalutare la situazione attribuendo la colpa all’invecchiamento, senza verificare, può essere causa di ritardo nelle cure e peggioramento irreversibile.

Chiamare il 118 in caso di:

  • comparsa di cianosi (colorazione bluastra della pelle, per esempio delle dita, dovuta a carenza di ossigeno),
  • aumento importante del battito cardiaco,
  • incapacità di parlare a causa della mancanza di fiato.

Pericoli

La presenza di enfisema aumenta il rischio di sviluppare:

  • polmoniti, ossia un’infezione che colpisce i polmoni,
  • bronchiti, ossia un’infezione che colpisce i bronchi,
  • altre infezioni polmonari,
  • pneumotorace (collasso dei polmoni), una complicazione potenzialmente letale
  • disturbi cardiaci, dovuti alla progressiva riduzione della quantità di ossigeno assorbita che obbliga il cuore a un super-lavoro per compensare la carenza.

Diagnosi

La diagnosi di enfisema non può essere formulata in base ai soli sintomi, anche se la contemporanea presenza di

  • abitudine al fumo,
  • età,
  • mancanza di fiato

risulta fortemente suggestiva.

Il medico procederà innanzi tutto a un’accurata anamnesi, cercando di raccogliere quante più informazioni possibili su tempi e modalità di comparsa dei sintomi.

Attraverso la visita obiettiva sarà possibile raccogliere ulteriori indizi, in particolar modo attraverso l’auscultazione del torace.

Per la diagnosi definitiva di enfisema il medico può avvalersi di diversi esami di imaging, esami di laboratorio ed esami della funzionalità polmonare.

  • Radiografia toracica. La radiografia toracica può essere utile per diagnosticare un enfisema in stadio avanzato ed escludere altre cause della mancanza di fiato, mentre non è particolarmente informativo nelle prime fasi.
  • Saturazione dell’ossigeno, per valutare la quantità di ossigeno presente nel sangue.
  • Spirometria, probabilmente l’esame di elezione, in grado di valutare la capacità polmonare residua, che è una buona approssimazione del volume polmonare.
  • Emogasanalisi, in grado di valutare ossigeno e anidride carbonica nel sangue arterioso.
  • Elettrocardiogramma, per escludere cause cardiache della mancanza di fiato.

Cura e terapia

Non esiste cura definitiva per l’enfisema, che come abbiamo visto consiste nell’irreversibile distruzione del tessuto polmonare; l’obiettivo è quindi quello di

  • gestire i sintomi,
  • migliorare la qualità di vita,
  • rallentare la progressione della malattia.

L’approccio prevede numerosi aspetti e differenti modalità, vediamo i principali.

È considerato particolarmente importante smettere di fumare, non è MAI troppo tardi per farlo e trarne benefici.

Farmaci

  • Farmaci per smettere di fumare. Alcuni farmaci con obbligo di ricetta, come il bupropione cloridrato (Zyban®, Wellbutrin®, Elontril®) e la varenichina (Champix®), possono aiutare il paziente a smettere di fumare.
  • Broncodilatatori, per favorire l’apertura dei bronchi e favorire così il passaggio di aria ricca di ossigeno. Sono farmaci usati regolarmente per l’asma e assunti per via inalante, così da ridurre il rischio di effetti collaterali.
  • Steroidi inalatori. Il cortisone sotto forma di spray inalante è di fondamentale importanza per ridurre l’infiammazione e l’irritazione delle vie aeree; quando assunti per via orale esiste la possibilità sul lungo periodo di indebolire le ossa e aumentare il rischio di ipertensione, cataratta e diabete.
  • Antibiotici. Gli antibiotici sono utili nel caso di infezioni batteriche, come la bronchite acuta o la polmonite.
  • Ossigeno. Nel caso di enfisema grave è possibile fornire al paziente ossigeno aggiuntivo, in alcune condizioni anche per 24/24h, generalmente attraverso cannule nasali.
  • È consigliabile sottoporsi annualmente alla vaccinazione antinfluenzale.

Intervento chirurgico

A seconda della gravità dell’enfisema, il medico potrà suggerire uno o più tipi di intervento chirurgico, ad esempio:

  • Riduzione del volume polmonare. In questo intervento i chirurghi rimuovono piccoli spicchi di tessuto polmonare danneggiato. Rimuovere i tessuti malati serve per aiutare i tessuti rimanenti a lavorare con maggiore efficienza e per migliorare la respirazione.
  • Trapianto di polmone, che ovviamente è preso in considerazione solo quando non rimangano alternative.

Altro

Una moderata attività fisica, compatibile con lo stato di salute, può aiutare a rinforzare i muscoli respiratori, aiutare il cuore e in generale alleviare i sintomi, permettendo così di migliorare la qualità di vita del paziente. Anche la ginnastica dolce e attività rilassanti come lo yoga possono aiutare, così come imparare le tecniche di rilassamento.

Prevenzione

Per prevenire l’enfisema il consiglio più importante è sicuramente quello di non fumare, o di smettere immediatamente; non è mai troppo tardi per smettere. Per farlo non si deve aver paura di chiedere eventualmente aiuto al medico e/o appoggiarsi a centri antifumo.

Smettere è davvero possibile.

Altrettanto importante è evitare l’esposizione al fumo passivo e ad altre sostanze irritanti, come l’inquinamento o inalanti irritanti presenti sul posto di lavoro.

Praticare esercizio fisico regolarmente può migliorare concretamente la capacità polmonare e previene anche gravi malattie cardiache causate dalla sedentarietà.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte

Cos'è l'enfisema polmonare?
L'enfisema è una condizione caratterizzata dalla progressiva distruzione del tessuto polmonare, che si traduce in una diminuzione della superficie disponibile a garantire lo scambio di gas necessari alla respirazione (assorbimento di ossigeno, smaltimento di anidride carbonica).

I danni sono permanenti.
Da cosa è causato?
Nella maggior parte dei casi è il risultato dell'esposizione al fumo (attivo o passivo).
Quali sono i sintomi dell'enfisema?
Se inizialmente può comparire solo la sensazione di fiato corto durante l'attività fisica (che può essere semplicemente anche salire le scale), in seguito il paziente sviluppa:
  • tosse grassa
  • respiro sibilante
  • affanno, nelle fasi avanzate anche a riposo
  • senso di oppressione al petto
Come si cura?
Purtroppo non c'è modo di riparare le lesioni occorse, quindi la cura è volta principalmente a dare sollievo ai sintomi e rallentare/fermare la progressione della malattia.
Al paziente viene prima di ogni altro approccio raccomandato di smettere di fumare, parallelamente possono essere prescritti farmaci (ad esempio spray in grado di favorire la respirazione) e, quando necessario, ossigeno o trattamenti più invasivi (come la chirurgia, per rimuovere le parti di polmone troppo danneggiate).

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