Embolo: cause, pericoli, interventi ed incisione

Ultima modifica 09.03.2020

Cos’è un embolo?

Un embolo è una formazione anomala che si muove attraverso i vasi del sangue fino a raggiungere una vena o un’arteria di dimensioni inferiori, andando così a ostruirne il flusso sanguigno.

Nella maggior parte dei casi un embolo è costituito da un coagulo di sangue, ma può essere formato anche da

  • un accumulo di grasso,
  • liquido amniotico,
  • bolle d’aria,
  • un tumore,
  • una sostanza estranea come
    • granuli di talco,
    • fibre di cotone,
  • parassiti,
  • un catetere venoso a permanenza.

La presenza di un embolo che ostruisce completamente un vaso impedisce l’afflusso sanguigno ad organi e tessuti e può quindi risultare fatale se non viene trattata tempestivamente.

Il caso più comune è l’embolia polmonare, in cui un embolo (spesso nato a seguito di trombosi venosa profonda) può nascere in una gamba e raggiungere attraverso il torrente circolatorio i polmoni.

Tromboembolismo venoso

Semplificazione del processo di trombo-embolia polmonare; a causa di una trombosi venosa profonda a livello della gamba si forma un embolo che raggiunge la circolazione polmonare (iStock.com/medicalstocks)

Embolo o trombo? La differenza

  • Un trombo è una massa solida costituita esclusivamente da elementi del sangue (globuli rossi, fibrina, piastrine e globuli bianchi) che si forma e rimane in sede. Può essere di origine venosa o arteriosa, a seconda che si formi rispettivamente a livello di una vena o di un’arteria.
  • Un embolo può migrare in altre sedi fino a quando non incontra un vaso di dimensioni inferiori, occludendolo. Può essere formato non sono da elementi sanguigni, ma anche da altre sostanze.

Cause

L’embolo può dare origine a diverse condizioni cliniche a seconda della sostanza di cui è costituito.

Embolia arteriosa

È caratterizzata dalla presenza di un coagulo di sangue che può bloccare o limitare il flusso sanguigno a livello di un’arteria di un qualsiasi organo (cervello, cuore, polmoni, reni, …) o tessuto.

Quando un’arteria viene ostruita completamente può causare danni ai tessuti o finanche la morte della zona interessata, per questo motivo un’embolia arteriosa è considerata un’emergenza medica che richiede un trattamento immediato per la prevenzione di lesioni permanenti.

Tra le numerose cause possibili ricordiamo le più comuni:

Embolia gassosa

È definita dalla presenza di bolle d’aria che vanno ad ostruire il normale flusso sanguigno. Le cause principali sono:

  • Iniezioni e procedure chirurgiche: con una siringa o una flebo possono essere iniettate accidentalmente piccole bolle d’aria, ma anche attraverso cateteri venosi centrali che vengono inseriti a livello della vena succlavia o giugulare. Un intervento chirurgico a livello cerebrale comporta un aumentato rischio di embolia gassosa, che tuttavia nella maggior parte dei casi viene rilevato precocemente non rappresentando un pericolo per la salute del paziente.
  • Traumi polmonari: talvolta, dopo un incidente in cui sia presente un danno ai polmoni è necessario utilizzare un ventilatore meccanico che supporti il paziente in caso di insufficienza respiratoria. In caso di danno ai vasi, l’aria può penetrare causando embolia gassosa.
  • Immersioni subacquee: può derivare dall’ostruzione arteriosa causata dalla presenza di bolle gassose di azoto, formatosi in caso di risalita troppo rapida in superficie.

Embolia adiposa

L’embolo è formato in questo caso da grasso; si verificano generalmente dopo la frattura delle ossa della porzione inferiore del corpo, in particolare femore, tibia e bacino. Solitamente questo tipo di emboli si risolve spontaneamente, ma in una piccola percentuale di casi si può instaurare una grave condizione clinica denominata Sindrome da Embolia Adiposa (FES) che si caratterizza per la presenza di emboli grassi diffusi che possono causare infiammazione e disfunzione multiorgano. È un’emergenza medica che dev’essere trattata tempestivamente.

Embolia amniotica

Definita anche sindrome anafilattoide della gravidanza, è una complicanza grave e potenzialmente letale che può causare complicazioni come l’insufficienza cardiaca. Si verifica quando il liquido amniotico, normalmente confinato nell’utero, entra nel sistema circolatorio; quest’evenienza può verificarsi durante il travaglio o nel post-partum ma anche in corso di amniocentesi. È fortunatamente una patologia rara.

Embolia da colesterolo

Si verifica quando il colesterolo viene rilasciato nel torrente circolatorio, solitamente da una placca aterosclerotica, e viaggia come embolo nel flusso sanguigno fino a causare un’ostruzione nei vasi sanguigni più lontani.

Più comunemente questo provoca sintomi cutanei, in particolare livedo reticularis, ossia la formazione di chiazze cutanee rosso-bluastro attorno a zone di cute normale, oppure cancrena delle estremità, dovute a una scarsa irrorazione sanguigna. Talvolta può instaurarsi un quadro di insufficienza renale.

È una forma rara di embolismo che si verifica in pazienti con grave aterosclerosi dei grossi vasi come l’aorta in seguito a frammentazione della placca, oppure come complicanza di procedure diagnostiche come l’angiografia o interventi di chirurgia vascolare.

Embolia da talco

È una forma rara di embolismo che tipicamente si manifesta nei soggetti che abusano di sostanze stupefacenti. Le particelle di talco possono raggiungere le piccole arteriole polmonari e capillari provocando una reazione granulomatosa a cellule giganti da corpi estranei.

Segni e sintomi

Le manifestazioni cliniche dipendono dalla forma e dalla localizzazione dell’embolo.

La rapidità con cui si instaurano i sintomi dipende dalle dimensioni dell’embolo e dalla capacità di ostruire parzialmente o lentamente il flusso sanguigno.

I sintomi di un’embolia arteriosa nelle braccia o nelle gambe comportano la comparsa a livello dell’arto colpito di:

  • braccio o gamba freddi
  • diminuzione o assenza di polso
  • dolori o spasmi muscolari
  • intorpidimento e formicolio al braccio o alla gamba
  • pallore
  • debolezza

I sintomi di un’embolia gassosa possono includere:

Un’embolia adiposa generalmente si risolve in modo spontaneo senza alcun tipo di trattamento; raramente può instaurarsi la cosiddetta Sindrome da Embolia Adiposa (FES) che si caratterizza per la presenza di emboli grassi diffusi che possono causare infiammazione e disfunzione multiorgano. Le possibili conseguenze sono:

L’embolia amniotica si sviluppa improvvisamente e rapidamente. Segni e sintomi potrebbero includere:

  • dispnea
  • edema polmonare
  • bassa pressione sanguigna
  • sanguinamenti
  • alterazione dello stato mentale fino alla perdita di coscienza
  • alterazioni nel feto (anomalie cardiache)
  • convulsioni

Diagnosi

I test per arrivare a una diagnosi di embolia sono numerosi e sono necessari per la rilevazione dell’embolo e dell’area coinvolte dall’ostruzione, ma prima di questo è importante conoscere la storia clinica del paziente e valutarne i singoli fattori di rischio, seguiti da un accurato esame obiettivo sul paziente.

Gli esami possono includere:

Cura ed interventi

Gli obiettivi del trattamento sono il controllo dei sintomi e miglioramento del flusso sanguigno interrotto a livello dell’area coinvolta dall’embolo; la causa del coagulo, se individuata, dovrebbe essere trattata per prevenire ulteriori problemi.

Il trattamento sarà diverso a seconda della causa scatenante:

  • in caso di embolia arteriosa si ricorre a farmaci che rendano il sangue più fluido e impediscano la formazione di nuovi coaguli (warfarin, eparina, …). In situazioni di emergenza possono essere utilizzati medicinali trombolitici (streptochinasi, urochinasi, …) che tuttavia richiedono grande cautela, in virtù dell’elevato rischio di effetti collaterali, tra cui il sanguinamento;
  • in corso di embolia gassosa secondaria ad immersione subacquea è fondamentale l’utilizzo della camera iperbarica, che favorisce il riassorbimento e l’eliminazione delle bolle d’aria oltre che migliorare l’ossigenazione dei tessuti sofferenti.

Intervento chirurgico d’incisione

Nelle situazioni di emergenza può rendersi necessario l’intervento chirurgico, che attraveso un’incisione permette di rimuovere l’embolo (embolectomia); è possibile ricorrere a principalmente a tre diverse tecniche:

  1. Embolectomia con catetere di Fogarty, che si basa sull’utilizzo di un tubicino (catetere) e un palloncino che, una volta inserito all’interno dell’arteria interessata, verrà gonfiato per permettere la rimozione graduale dell’embolo. È una tecnica molto rischiosa perché può comportare lesioni interne al vaso, con il rischio che si formi un nuovo coagulo di sangue. In casi peggiori la procedura può lesionare completamente il vaso, portandone alla rottura con conseguente copioso sanguinamento.
  2. Embolectomia di aspirazione, in cui l’embolo viene rimosso mediante aspirazione.
  3. Embolectomia chirurgica attraverso la rimozione dell’embolo in seguito all’incisione diretta del vaso mediante chirurgia a cielo aperto sull’arteria.

Fonti e bibliografia

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