Ematocele: cause, sintomi, pericoli e cura

Ultima modifica 12.12.2019

Introduzione

Con il termine “ematocele” si indica una raccolta di sangue localizzata in una cavità sierosa dell’organismo; in particolar modo, con questa accezione, si è soliti fare riferimento a

  • versamenti ematici che si formano in corrispondenza della tunica vaginale del testicolo (generalmente attribuibili a traumi o a processi infiammatori), una sacca che avvolge i due testicoli all’interno dello scroto,
  • o nella tasca formata dal peritoneo (la membrana sierosa che riveste le cavità corporee), situata tra l’utero e l’intestino retto e chiamata cavo di Douglas ( in questo caso la raccolta ematica consegue generalmente a gravidanza tubarica).

La forma più diffusa è comunque quella che colpisce il testicolo, oggetto del presente articolo, mentre l’ematocele femminile che si forma a livello dello spazio retrouterino (dove causa solitamente dolore e gonfiore addominale) è decisamente meno diffuso.

I sintomi caratteristici dell’ematocele scrotale sono:

  • gonfiore,
  • senso di pesantezza scrotale,
  • dolore,
  • ematoma.

La diagnosi di questo disturbo è prettamente clinica e si fonda su:

  • scrupoloso esame obiettivo,
  • raccolta anamnestica,
  • esame ecografico testicolare.

Una volta identificata la causa è poi possibile stabilire e pianificare la terapia, che potrà essere farmacologica e/o clinica.

Cause

L’ematocele che si sviluppa attorno ai testicoli è solitamente attribuibile alla perdita di sangue da parte di un vaso sanguigno situato a livello scrotale.

Le cause principali di queste perdite ematiche sono:

  • infortuni traumatici allo scroto,
  • interventi chirurgici ai testicoli.

Più raramente è dovuto alla presenza di tumori ai testicoli, dovuti a proliferazione incontrollata delle cellule testicolari germinali o non-germinali che possono far luogo a neoplasie in grado di lesionare i vasi scrotali.

Sintomi e complicanze

L’ematocele si manifesta principalmente con:

  • senso di pesantezza e indurimento a livello scrotale (lo scroto è la sacca che racchiude i testicoli),
  • fastidio o aumentata dolorabilità del testicolo,
  • gonfiore,
  • presenza di ematoma di dimensioni variabili a livello scrotale.

Nonostante spesso questa raccolta ematica non sia responsabile di complicanze cliniche rilevanti, bisogna sempre considerare da cosa sia determinata, ad esempio:

  • traumi scrotali possano causare anche uno spostamento del testicolo dalla propria sede,
  • neoplasie testicolari non trattate possono determinare, oltre che versamenti emorragici, anche una diffusione metastatica del tumore dalla sede di partenza.

Quando rivolgersi al medico

Qualora sia evidente la presenza di un ematoma a livello scrotale, in concomitanza di dolore e gonfiore testicolare, è sempre opportuno consultare un medico e richiedere una visita di controllo.

È importante farlo tempestivamente, specialmente nei casi in cui non si rintraccino come causa traumi testicolari o pregressi interventi chirurgici scrotali, per escludere la possibilità che l’ematocele sia dovuto ad una neoplasia del testicolo.

Diagnosi

La diagnosi è basata principalmente su:

  • Anamnesi ed esame obiettivo: molto spesso è sufficiente una scrupolosa visita, accompagnata dalla raccolta della storia clinica del paziente e dalla valutazione dei segni e sintomi presenti, per porre il sospetto clinico di ematocele.
  • Ecografia testicolare: costituisce il test strumentale più utile per la conferma diagnostica; è svolto attraverso l’impiego di una sonda ad ultrasuoni in grado di fornire immagini dettagliate dei testicoli, delle strutture circostanti e di quelle situate nello scroto. Questo esame è sicuro, poco costoso, e consente di stabilire con precisione la causa alla base della raccolta emorragica; risulta quindi fondamentale soprattutto per l’identificazione precoce di lesioni tumorali aventi sede nei testicoli (che potranno, successivamente, essere meglio caratterizzate attraverso una biopsia).

Cura e rimedi

A seconda delle cause scatenanti e della sintomatologia lamentata dal paziente, il trattamento è variabile e si possono valutare terapie di tipo conservativo o di strategie di tipo chirurgico; in generale, almeno inizialmente, si preferisce una terapia conservativa (limitatamente ai casi di ematocele dovuti a traumi allo scroto o a interventi di chirurgia testicolare), che prevede:

  • Riposo: è importante riposare per almeno 1-2 giorni, stando a letto, preferibilmente con una tavola o un cuscino al di sotto delle cosce.
  • Applicazione di ghiaccio: il ghiaccio ha un importante potere antinfiammatorio, per cui si consiglia di effettuare delle applicazioni della durata di 15-20 minuti ogni 3-4 ore; si raccomanda di avvolgere il ghiaccio in un panno, onde evitare il contatto diretto con la cute e le mucose.
  • Terapia farmacologica: a seconda dei casi, dopo consiglio medico, è possibile assumere farmaci antinfiammatori, come paracetamolo, ibuprofene o altri FANS.

Nel caso in cui all’ematocele si associ un fenomeno di dislocazione testicolare (spostamento del testicolo) è possibile intervenire attraverso l’attuazione di una manovra di riduzione manuale dei testicoli.

La terapia chirurgica, invece, è attuabile in caso di ematocele testicolare non responsivo a trattamenti di tipo conservativo; in questi casi, è possibile intervenire mediante un intervento di resezione della membrana che riveste lo scroto, finalizzato al drenaggio della raccolta di sangue.

Nel caso di tumore, laddove possibile, si può intervenire combinando alla rimozione chirurgica dello stesso, l’eliminazione del versamento ematico dalla tunica vaginale.

Fonti e bibliografia

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