Dolore all’occhio sinistro o destro: cause e rimedi

Ultima modifica 25.09.2019

Introduzione

La percezione di dolore a livello oculare è un sintomo che accomuna diverse patologie, che non sempre riguardano solo gli occhi, oltre a rappresentare motivo di serio disagio per chi ne viene interessato.

A prescindere dal fatto che sia il destro o il sinistro, in base alla localizzazione il dolore all’occhio potrà riguardare:

  • le strutture oculari più esterne, in questo caso è descritto come
    • trafittivo,
    • lancinante
    • e acuto;
  • la porzione situata posteriormente o internamente all’occhio, tipicamente riferito come
    • pulsante,
    • opprimente,
    • lancinante
    • e sordo.

Il dolore superficiale è spesso correlato alla presenza di un corpo estraneo nell’occhio o un’infezione, ma la presenza di un dolore particolarmente severo, soprattutto se accompagnato da disturbi della visione (come una riduzione della stessa), deve indurre il paziente a cercare immediata assistenza medica.

Nonostante il fatto che spesso questa condizione clinica si risolva spontaneamente, è sempre opportuno individuare la causa alla base del dolore rivolgendosi ad un oculista, che sarà in grado di stabilire se si tratta di un’irritazione superficiale o di una patologia più seria, da trattare adeguatamente in maniera specifica.

Donna che si tocca l'occhio a causa del dolore

iStock.com/seb_ra

Cause

In numerosi casi questa sensazione dolorosa è transitoria, aspecifica e tende a risolversi in un arco temporale breve; in altri casi possono coesistere, oltre alla sensazione di dolenzia oculare, altre manifestazioni cliniche riguardanti propriamente gli occhi, come:

Questo corteo di sintomi permette di ritenere, verosimilmente, che alla base del disturbo possano esserci patologie che colpiscono direttamente l’apparato visivo, in particolar modo

  • cornea (la membrana trasparente situata davanti iride e pupilla, una struttura ricca di terminazioni nervosa e sensibile agli stimoli dolorosi),
  • congiuntiva (la membrana sottile che riveste dall’interno le palpebre e ricopre la porzione anteriore dell’occhio).
Semplificazione dell'anatomia dell'occhio e della visione

iStock.com/normaals

Potranno quindi causare dolenzia oculare:

Dolore all’occhio e mal di testa

In altri casi, invece, il dolore oculare può essere in realtà una proiezione di una condizione clinica che interessa gli occhi solo secondariamente, come accade nel caso di:

Queste condizioni sono spesso accompagnate da mal di testa, che tuttavia può assumere forme e localizzazioni differenti a seconda dei casi:

  • Trigemino: il dolore interessa solitamente un solo lato del viso e può essere avvertito anche sulle labbra o sulla lingua, talvolta innescato da semplici azioni come lavarsi i denti o masticare. Si presenta in forma di fitte brevi, lancinanti e ripetute.
  • Sinusite: il dolore può essere bilaterale (interessare entrambi i lati del viso) e concentrarsi, oltre che sull’occhio, sugli zigomi e ai lati del naso.
  • Cefalea a grappolo: il dolore alla testa è localizzato su un solo lato e interessa tipicamente l’intera orbita dell’occhio. SI presenta spesso associata con lacrimazione, arrossamento, congestione nasale.
  • Emicrania: il dolore è monolaterale (un solo lato della testa) ed interessa la parte anteriore o il lato; è spesso accompagnata fa fotofobia (fastidio per la luce).
  • Emicrania oftalmica: è una forma non comune, accompagnata da disturbi della visione, tipicamente la perdita temporanea della vista da un occhio.

Quando preoccuparsi

Il dolore oculare può essere spesso attribuito ad un’irritazione superficiale che si manifesta come la percezione di un graffio o sabbia nell’occhio, ma è bene non sottovalutare altri sintomi che potrebbero essere indicativi di una condizione più preoccupante, quali:

  • vomito,
  • febbre,
  • brividi,
  • affaticamento,
  • dolori muscolari,
  • alterata visione alla luce (percezione di aloni ai margini del fascio luminoso),
  • ridotta nitidezza visiva,
  • protrusione di un occhio,
  • incapacità di movimento dell’occhio nelle varie direzioni.

Quando il dolore è particolarmente intenso, la congiuntiva è arrossata e sono presenti uno più dei sintomi elencati, è importante recarsi immediatamente da un oculista che possa individuarne la causa ed intervenire tempestivamente.

In caso di traumi o ustioni è necessario recarsi senza indugio al più vicino pronto soccorso.

Nel caso di dolenzia oculare lieve, senza altri segni o sintomi, è talvolta possibile temporeggiare per 1 o 2 giorni al fine di valutare se si tratti o meno di una condizione transitoria, magari previo parere telefonico del proprio medico.

Diagnosi

La diagnosi è posta generalmente da un oculista, mediante una scrupolosa visita medica che prevede:

  • Raccolta anamnestica: il medico potrà raccogliere informazioni riguardanti insorgenza, qualità, gravità del dolore e storia precedente di episodi analoghi. Oltre alla ricerca di sintomi oculari associati (come alterazioni visive, sensazioni di corpo estraneo, percezioni dolorose con il movimento oculare), saranno ricercati altri reperti indicativi di patologie che possono essere alla base del dolore, quali:
    • presenza di aurea (corteo sintomatologico tipico dell’emicrania);
    • febbre, brividi (reperti che possono essere suggestivi di infezioni in atto);
    • tosse produttiva, rinorrea purulenta (muco nasale con pus), alitosi, sintomi indicativi di un’eventuale sinusite.

    Si terrà conto, inoltre di:

    • patologie note che possono costituire un fattore di rischio per il dolore oculare (malattie autoimmuni, sclerosi multipla, emicrania, infezioni sinusali),
    • uso o abuso di lenti a contatto,
    • esposizione eccessiva alla luce solare,
    • interventi chirurgici agli occhi svolti recentemente,
    • documentate lesioni oculari.
  • Esame obiettivo: l’esame oculare sarà accurato e completo e potrà avvalersi di alcune indagini, come:
    • Esame del campo visivo: viene svolto appoggiando mento e fronte del paziente ad uno strumento computerizzato che invia stimoli luminosi ad un occhio, mentre l’altro viene occluso. La persona sottoposta all’esame deve premere un pulsante ogni volta che vede uno stimolo luminoso nello spazio davanti a sé. Quest’indagine è molto utile nella diagnosi di glaucoma e in alcune patologie della retina, del nervo ottico e del sistema nervoso centrale, ma può risultare insensibile in caso di pazienti non collaborativi.
    • Esame con lampada a fessura: il paziente appoggia mento e fronte ad uno strumento ottico fornito di una lampada in grado di erogare un fascio luminoso in una zona specifica dell’occhio, consentendone l’analisi da parte dello specialista. Si tratta di un esame sicuro, indolore che consente di visualizzare bulbo, annessi oculari, strati corneali, vitreo, camere anteriori, cristallino ed iride, fornendo un’analisi accurata dell’occhio.
    • Tonometria: metodica che consente la misurazione della pressione oculare, mediante l’utilizzo di un tonometro a contatto oppure a soffio.
    • Oftalmoscopia: è un’indagine che prevede l’utilizzo di un oftalmoscopio, in grado fi osservare il fondo oculare e varie strutture che compongono la tonaca retinica del bulbo oculare.

Cura

Il trattamento è ovviamente stabilito in virtù della causa che ha determinato la comparsa di dolore oculare.

In molti casi, possono essere impiegati degli antidolorifici da banco per fermare il dolore (come paracetamolo o farmaci antinfiammatori non steroidei); in presenza di dolore particolarmente intenso potrebbe essere indicata la somministrazione di oppioidi.

Alcuni disturbi che riguardano la cornea possono estendersi indirettamente alla camera anteriore dell’occhio (lo spazio pieno di liquido localizzato tra iride e porzione interna della cornea) e causare uno spasmo del muscolo ciliare (deputato al controllo dell’iride). Quando è presente questo spasmo, un’esposizione alla luce può determinare una brusca contrazione del muscolo con peggioramento del dolore.

I soggetti che presentano dolore per un’uveite anteriore o per patologie della cornea possono utilizzare un collirio con effetto antidolorifico (come il ciclopentolato).

Tale farmaco, infatti, agisce impedendo la contrazione del muscolo ciliare, dilatando la pupilla ed impedendo che si generi dolore con l’esposizione allo stimolo luminoso.

In ogni caso, prima di fare ricorso ai farmaci per alleviare la propria condizione, è sempre meglio consultare un medico che stabilisca il trattamento e la posologia più indicata.

Fonti e bibliografia

  • MSD
  • Toselli C., Miglior M. Oftalmologia clinica. Monduzzi. (1979). ISBN 88-323-1601-3
  • Buratto L. L’Occhio, Le Sue Malattie E Le Sue Cure. Springer
  • Kanski J. Oftalmologia clinica. Elsevier Masso
  • Gislin Dagnelie, Visual Prosthetics: Physiology, Bioengineering, Rehabilitation, Springer Science & Business Media, 21 febbraio 2011, p. 398, ISBN 978-1-4419-0754-7.

Articoli Correlati