Dolore allo sterno: cause e preoccupazioni

Ultima modifica 16.03.2020

Introduzione

Il termine “dolore allo sterno” si riferisce ad un’ampia gamma di condizioni mediche, accomunate tra loro da una sensazione dolorifica spesso acuta e improvvisa avvertita nella zona del torace, sia più esternamente (a livello di coste e sterno), che più internamente.

Altri sinonimi indicativi dello stesso sintomo sono

A prescindere dalla terminologia scelta, il dolore allo sterno è sicuramente uno dei motivi più comuni per cui le persone consultano il medico di base (e spesso con una certa apprensione), e il secondo per cui ci si reca in pronto soccorso per escludere malattie pericolose per la vita.

Anche se il termine potrebbe far pensare ad un problema scheletrico, o comunque riferito ad una regione ben delimitata, è bene sapere che non è sempre così.

Il disturbo, infatti, comprende un’ampia gamma di possibili cause, che possono andare da condizioni transitorie e non preoccupanti a problemi che invece vanno indagati a fondo e trattati tempestivamente per arrestarne l’evoluzione.

È fondamentale quindi differenziare e riconoscere velocemente:

  • Le condizioni che sono meno frequenti, ma più pericolose (come la sindrome coronarica acuta o l’embolia polmonare).
  • Le malattie che si presentano più comunemente ma che fortunatamente non mettono in pericolo la vita del paziente (come i dolori muscolo-scheletrici).
Uomo che si tocca il petto a causa del dolore allo sterno

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Cause

Le possibili cause di dolore allo sterno sono numerose, dalle più innocue come il reflusso gastrico e i dolori muscolari, a quelle potenzialmente gravi come l’infarto.

Le condizioni da escludere in prima battuta e tempestivamente sono sicuramente quelle che coinvolgono il cuore e i polmoni:

Sintomi

Il dolore allo sterno si può manifestare in diversi modi e con differenti tempistiche; la presentazione clinica dipende da alcune variabili:

  • Tempo e frequenza: è importante valutare
    • da quanto è insorto il dolore,
    • se l’esordio sia avvenuto a riposo o mentre si stava facendo qualcosa in particolare,
    • che cosa si stava facendo,
    • frequenza di comparsa.
  • Sede: Per parlare di localizzazione del dolore è necessario fare una distinzione fra due tipi di sensazione dolorifica, quella viscerale e quella somatica; può infatti capitare che che il paziente localizzi il dolore in una determinata area corporea, ma questo non significa sempre che corrisponda a una malattia dei tessuti presenti in quel distretto. Il tipico esempio è il dolore al braccio o alla spalla sinistra in caso di infarto, o un dolore alla schiena in caso di reflusso gastro-esofageo.
    • Dolore viscerale. Questo tipo di dolore è difficile da localizzare con precisione da chi ne soffre. Quando si chiede alla persona di indicare con un dito dove senta male, questa indica di solito una zona ampia e non circoscritta, muovendo la mano per sottolineare la natura poco definita della sensazione. In questi casi sono spesso associate anche le sensazioni di nausea e/o vomito. Chi soffre di dolore viscerale usa di solito questi aggettivi:
      • Sordo
      • Profondo
      • “una pressione”
      • “un pizzicore”
      • Fastidio

      Una caratteristica tipica del dolore viscerale è che può essere riferito ad altre aree del corpo, ciò significa che la malattia di un organo (ad esempio il cuore) può presentarsi con dolore in un’area che apparentemente non c’entra niente (come braccio e spalla sinistra). Questo a causa della comune innervazione delle due zone.

    • Dolore somatico: Questo dolore è più specifico, ben localizzato (quindi facilmente individuabile da chi ne soffre) e raramente può essere riferito a altre zone del corpo. Spesso è definito come:
      • una lama,
      • una pugnalata,
      • una trafittura.
    • Durata: I dolori toracici acuti hanno una durata variabile che dipende dalla patologia in corso, ad esempio per l’infarto cardiaco la durata è spesso più di 30 minuti, mentre per il reflusso gastroesofageo può essere dai 10 a 20 minuti.
    • Fattori che aggravano o alleviano il dolore: come cambia il dolore con
      • la respirazione profonda,
      • l’alimentazione,
      • la posizione assunta,
      • l’attività fisica
      • l’assunzione di farmaci.

Sintomi di accompagnamento

Ad orientare nella diagnosi sono poi utili gli eventuali sintomi associati al dolore allo sterno, tra cui:

Diagnosi

È necessario consultare il proprio medico se si accusa un dolore allo sterno perché, anche se potrebbe essere dovuto a cause non preoccupanti come un reflusso gastrico, è bene escludere qualcosa che interessi il cuore o i polmoni, condizioni potenzialmente molto gravi se non trattate tempestivamente.

Per questo motivo la diagnosi e la diagnosi differenziale fra più patologie sono di fondamentale importanza.

Non è possibile formulare una diagnosi certa solamente basandosi sui sintomi, poiché come abbiamo visto il dolore può assumere caratteristiche multiformi che non rendono specifico il quadro clinico.

Per questo il medico si avvarrà di:

  • Valutazione clinica. Raccolta dei dati personali del paziente, sintomi, variabili associate al dolore (come sede, tipologia e forma di comparsa, tempo), possibile presenza di rischi per malattie cardiache e polmonari (come ad esempio ipertensione, dislipidemia e diabete).
  • Indagini di laboratorio (esami del sangue e delle urine).
  • Esami strumentali (come elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo, ecocardiografia, angiografia, radiografia del torace, TAC).

Cura

Ovviamente non esiste una terapia unica che curi tutte le malattie responsabili della comparsa di dolore allo sterno, ma il tipo di trattamento sarà diverso a seconda della patologia presente.

Alcuni esempi:

  • Malattie cardiache: la terapia ha l’obiettivo di ripristinare il corretto flusso sanguigno al cuore.
  • Embolia polmonare: il trattamento mira a ripristinare la vascolarizzazione del
    polmone.
  • Dissezione aortica: la chirurgia mira a correggere il difetto della parete dell’aorta.
  • Reflusso gastroesofageo: è trattato con farmaci che diminuiscono la secrezione acida e proteggono la mucosa dello stomaco.

Fonti e bibliografia

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