Tallonite (dolore al tallone): sintomi, cause, cura e rimedi

Ultima modifica 22.11.2020

Introduzione

Il dolore al tallone, spesso identificato genericamente come tallonite, è una condizione piuttosto comune che si caratterizza in genere per un esordio graduale e progressivo, che va peggiorando nel tempo e che si fa sentire soprattutto durante l’appoggio del peso sul piede che ne viene colpito.

Nella maggior parte dei casi si manifesta su un solo lato, ma si stima che un paziente su tre sviluppi un’infiammazione bilaterale..

Il dolore di norma è più severo al mattino e dopo i primi passi a seguito di un periodo di inattività (per esempio dopo essere stati seduti a lungo), mentre camminando tende a migliorare (per poi peggiorare dopo lunghi sforzi o anche solo dopo essere stati a lungo in piedi).

Molti pazienti arrivano a zoppicare o camminare in modo anomalo per non sentire dolore e questo può causare complicazioni a gambe e schiena.

La prognosi dipende ovviamente dalla causa che ha scatenato il disturbo.

Donna che si tocca il tallone a causa di dolore

iStock.com/catinsyrup

Cause

Il dolore ha una sua utilità dal punto di vista biologico, è infatti la modalità con cui il nostro organismo ci segnala un possibile infortunio dovuto a una ferita, a un danno muscolare o altro. Serve quindi per proteggerci da complicazioni e problemi più severi.

Se subiamo la distorsione di una caviglia, ad esempio, il dolore che proviamo ci avvisa che i legamenti e gli altri tessuti possono aver subito qualche danno, e continuare a sollecitare l’articolazione potrebbe peggiorare la situazione.

Un dolore al tallone non fa differenza, è un avviso della necessità di consultare un medico; si tratta di un sintomo da non sottovalutare, poiché le patologie in grado di provocare il dolore al tallone sono numerose e di differente gravità.

Fattori di rischio

Al di là di fattori di rischio specifici delle singole patologie, possiamo ricordare che ad aumentare il rischio di sviluppare dolore al tallone possono concorrere aspetti quali:

  • esercizio fisico eccessivo,
  • stile di vita sedentario,
  • obesità,
  • alterazioni posturali,
  • restare in piedi per periodi di tempo prolungati,
  • utilizzo di scarpe non adatte all’attività svolta, di misura errata, con problemi (ad esempio troppo usurate nel caso del running), …

Fascite plantare

Anatomia della fascite plantare

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La fascite plantare è la causa più comune di dolore al tallone, responsabile di circa l’80% dei casi. Si tratta di un’infiammazione della fascia plantare, ossia del cordone fibroso che decorre in avanti dal calcagno fino alla radice delle dita del piede.

Un danno alla fascia si può verificare in due modi:

  • improvviso, tipico di soggetti giovani fisicamente attivi che praticano sport,
  • graduale, in genere in individui adulti con più di 40 anni.

Ad aumentare il rischio di contrarre questa fastidiosa infiammazione ricordiamo:

  • obesità,
  • un lavoro che richiede di restare in piedi per lunghi periodi,
  • indossare scarpe con la suola piatta, come sandali o infradito,
  • soggetti che praticano regolarmente running (corsa),
  • donne in gravidanza,
  • adulti fra i 40 e i 60 anni.

L’infiammazione è causata da un’eccessiva tensione della fascia plantare, che fa sì che le fibre che compongono il tessuto si strappino o si lacerino in alcuni punti. In questo modo si generano infiammazione e dolore e, a volte, si forma una spina ossea nel punto in cui la fascia si innesta nell’osso.

Tipicamente dopo una notte di riposo il paziente a letto non avverte più dolore, che tuttavia peggiora improvvisamente ai primi passi fuori dal letto.

Tendinite d’Achille

Anatomia semplificata del tendine d'Achille

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Il tendine d’Achille è quella fibra elastica che dal tallone si avverte al tatto salendo verso la gamba, nella parte posteriore della caviglia; la tendinite d’Achille è un’infiammazione che colpisce soprattutto gli sportivi e che si manifesta come dolore acuto al tallone e gonfiore lungo il tendine, in prossimità del calcagno; è spesso presente anche rigidità della caviglia.

Spina calcaneare

Semplificazione dell'anatomia della spina calcaneare

iStock.com/medicalstocks

Una delle cause più comuni del dolore al tallone è la spina calcaneare, un’escrescenza ossea che si sviluppa nella parte inferiore dell’osso.

La presenza della spina (o sperone) di per sé non è causa di dolore, infatti in molti pazienti può essere presente senza alcun sintomo;  viene diagnosticata attraverso una radiografia e può causare tensione sui muscoli e i legamenti del piede, poiché va a tirare la lunga striscia di tessuto che collega il calcagno con l’avampiede finendo così per staccare il rivestimento o la membrana che ricopre l’osso del tallone. Le cause della formazione degli speroni possono essere uno squilibrio biomeccanico, la corsa e il jogging, scarpe della taglia sbagliata o troppo consumate, oppure ancora l’obesità.

Pronazione eccessiva

Il dolore al calcagno a volte dipende da un’eccessiva pronazione del piede. La pronazione è quel movimento naturale che consiste nell’appiattimento dell’arco plantare e consente al piede di adattarsi alla superficie del terreno e di assorbire l’impatto con esso durante la camminata.

La pronazione del piede consiste nella rotazione naturale del piede verso l’interno, che serve a ridurre la tensione articolare mentre si cammina (o mentre si corre); si tratta di un movimento fisiologico (normale), risultato dell’evoluzione e utile ad ammortizzare l’impatto con il terreno.

Quando il movimento di rotazione è eccessivo durante l’appoggio (iperpronazione) aumenta il rischio di infortuni a caviglie, ginocchio e anca ed è quindi necessario correggerlo con apposite calzature.

Atrofia del cuscinetto adiposo plantare

L’atrofia del cuscinetto plantare è una condizione caratterizzata dal deperimento dello strato di grasso situato al di sotto dell’osso del calcagno, preposto all’assorbimento degli shock dovuti all’impatto con il terreno durante la camminata e, soprattutto, la corsa.

Ne sono maggiormente colpite le donne.

Altre patologie e dolore al tallone

Il dolore al tallone può avere anche altre cause, che dipendono da diverse situazioni e disturbi:

  • La sindrome del tunnel tarsale è causata dalla compressione del nervo tibiale all’interno del canale chiamato “tunnel tarsale”; è relativamente frequentemente, ma la diagnosi viene spesso ritardata perché confusa con altre condizioni. Il primo sintomo è in genere una sensazione di bruciore (dolore urente) sotto la pianta del piede, oppure al tallone o sotto le dita
  • La malattia di Sever è la causa più comune di dolore al tallone nei bambini e si manifesta durante lo sviluppo (entro i 10 anni circa), causando dolore, arrossamento e tumefazione. È spesso causata dall’infiammazione dei muscoli e tendini sottoposti a tensione durante gli scatti di crescita ossei, ma anche l’inizio della pratica sportiva può favorirne l’insorgenza. Il decorso è in genere benigno e raramente servono interventi medici incisivi oltre a riposo, ghiaccio, …
  • L’artrite reumatoide e altre forme di artrite, come la gotta, che di solito interessano l’articolazione dell’alluce, a volte possono causare fastidi al tallone.
  • A volte il dolore al tallone può dipendere da una borsite, che è l’infiammazione di una o più borse. La borsa sierosa di un’articolazione è una sorta di sacca contenente liquido e utile a lubrificare l’articolazione stessa, tra i tendini e le ossa. Per inciso una borsite si può sviluppare anche in numerose altre zone del corpo (gomito, ginocchio, …).
  • Tra le lesioni più frequenti del tallone ricordiamo inoltre le contusioni, che rappresentano una forma d’infiammazione dei tessuti che coprono il calcagno: è una lesione molto dolorosa causata dall’urto diretto con un oggetto o di una superficie dura.
  • Le fratture del calcagno si verificano infine piuttosto raramente.

Sintomi

I sintomi della tallonite sono ovviamente specifici a seconda della patologia responsabile, ma il dolore al tallone ne rappresenta l’ovvio punto in comune.

La fascite plantare è la causa più comune di dolore ed infiammazione del tallone e si presenta con un dolore

  • tipicamente unilaterale (interessa solo un piede),
  • peggiora sotto il peso corporeo dopo lunghi periodi di riposo (ecco perché fa male soprattutto al mattino appena scesi dal letto),
  • tende a ridursi camminando (peggiora dopo l’attività fisica, non durante),
  • solo raramente è accompagnato da intorpidimento, formicolio, gonfiore o dolore radiante.

Diagnosi

Si consiglia di segnalare al medico un dolore al tallone che persiste da diverse settimane senza migliorare; in genere per la diagnosi sono sufficienti

  • un’accurata anamnesi (raccolta di dati relativi ai sintomi, ai fattori di rischio, storia clinica, …),
  • esame obiettivo di tallone e piede.

A seconda dei casi potranno o meno essere richiesti approfondimenti come:

Complicazioni

Trascurare un dolore al tallone significa in molti casi iniziare a zoppicare o camminare in modo anomalo errato, rischiando così di sviluppare infiammazione e problemi a gambe, ginocchia e schiena.

Cura e rimedi

La terapia ovviamente può variare significativamente in base alla diagnosi formulata, ma è possibile individuare alcuni aspetti comuni alla maggior parte dei casi di dolore al tallone:

  • riposo del tallone, evitando di camminare per lunghi tratti e di restare in piedi per molto tempo,
  • praticare regolarmente stretching ai muscoli di polpaccio e fascia plantare,
  • somministrazione di antinfiammatori,
  • impacchi di ghiaccio,
  • eventuali bendaggi, plantari o dispositivi ortopedici.

Bendare il piede può essere utile per renderlo più resistente, perché mette a riposo i muscoli e i tendini. Insieme a queste terapie può essere utile ricorrere alla fisioterapia.

Può essere prescritto un dispositivo ortopedico funzionale per correggere gli squilibri biomeccanici, controllare la pronazione eccessiva e supportare i legamenti e i tendini attaccati ai talloni. In questo modo si riuscirà a curare efficacemente la maggior parte dei casi di dolore al tallone e all’arco plantare, senza dover ricorrere all’intervento chirurgico.

Le terapie più avanzate o l’intervento chirurgico sono indispensabili in relativamente pochi casi. L’eventuale intervento chirurgico può comprendere il release della fascia plantare, la rimozione della spina ossea, della borsa, del neuroma o di altre escrescenze dei tessuti molli.

Prevenzione

Per evitare il dolore al tallone e i disturbi connessi, si possono prendere diversi provvedimenti:

  1. Se siete inattivi da molto tempo e soffrite di problemi al tallone, chiedete consiglio al podiatra prima di iniziare un nuovo programma di allenamento.
  2. Iniziate il programma di allenamento con gradualità, non percorrete distanze eccessive e non andate troppo veloce.
  3. Prima e dopo l’esercizio, fate esercizi di stretching per i piedi e i tendini d’Achille.
  4. Se in passato avete avuto male al tallone, cercate di tenere le calzature adeguate anche quando siete a casa e non state a piedi nudi.
  5. Indossate scarpe comode, che non creino problemi né alle dita, né al tallone né ai lati, e abbiano suole in grado di assorbire gli urti e un sostegno plantare adeguato per tutto il piede.
  6. Indossate le scarpe adatte all’attività che state eseguendo.
  7. Non indossate scarpe troppo consumate in corrispondenza dei tacchi o delle suole.
  8. Tenete l’andatura giusta durante l’attività atletica, senza forzare oltre i propri ragionevoli limiti.
  9. Non camminate a piedi nudi su superfici dure.
  10. Riposate il tempo necessario.
  11. Seguite una dieta sana.
  12. Segnalate al medico eventuali fastidi e dolori, per valutare precocemente eventuali criticità.
  13. Se siete obesi, cercate di dimagrire.
  14. Se il tallone fa male, fermatevi. Non cercate di continuare sperando che il dolore passi.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte

Che cos'è la tallonite?
Il termine tallonite indica una generica infiammazione che si manifesta con dolore al tallone; si tratta in realtà di un termine ombrello che racchiude diverse possibili cause patologiche.
Dove fa male la tallonite?
Il dolore viene avvertito sul tallone (calcagno); spesso, ma non sempre, peggiora ai primi passi effettuati fuori dal letto al mattino, per poi migliorare leggermente.
Quanto dura la tallonite?
La risposta dipende dalla reale causa dell'infiammazione e da come viene affrontata; il dolore può durare da pochi giorni a diversi mesi e di più, nel caso di infiammazioni gravi che vengono trascurate.
Come si cura e cosa fare in caso di tallonite?
Il consiglio più importante non può che essere quello di rivolgersi al medico per una diagnosi esatta, perché solo una volta individuata la patologia responsabile è possibile impostare una terapia mirata e risolutiva.

Nei primi giorni di dolore, se questo non è troppo severo, è possibile tentare con l'automedicazione attraverso:
  • riposo e sospensione dell'attività sportiva (in genere il riposo assoluto, da letto, è controindicato a meno di diverso parere medico)
  • impacchi di ghiaccio per 20 minuti ogni 2-3 ore
  • utilizzo di scarpe comode senza tacco e con suola morbida
  • eventuale utilizzo di bendaggio se di sollievo
  • stretching
  • eventuale ricorso ad antidolorifici ed antinfiammatori
L'NHS inglese consiglia di evitare l'uso di antinfiammatori nelle prime 48 ore d'insorgenza del dolore (l'infiammazione, quando non esagerata, è IL meccanismo di riparazione dell'organismo).
Quando rivolgersi al medico?
Si consiglia di rivolgersi al proprio curante se:
  • il dolore è tale da impedire le normali attività
  • il dolore non migliora o, addirittura, peggiora
  • il dolore persiste dopo due settimane di automedicazione
  • compare la sensazione di formicolio o la perdita di sensibilità
  • il paziente fosse diabetico.

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