Dolore al coccige (coccigodinia): cause e rimedi

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Introduzione

Il coccige è l’ultimo osso della colonna vertebrale.

La coccigodinia è il dolore provato a livello del coccige e alle aree adiacenti.

La coccigodinia è un disturbo poco comune, solitamente imputabile a traumi, si stima che nel 60-70% dei casi sia la conseguenza di una caduta), e viene aggravata da una postura errata, da attività che comportano lo stare seduti per lungo tempo; tipicamente si acuisce durante l’atto di alzarsi dalla sedia e in tutti i casi in cui venga applicata una qualche forma di pressione.

Sono talvolta segnalati anche dolori in caso di

  • movimenti intestinali
  • rapporti sessuali.

La maggior parte dei pazienti trova grande beneficio da terapie conservative (antinfiammatori, massaggi, stile di vita), mentre solo raramente si rivela necessario il ricorso all’approccio chirurgico.

Anatomia della colonna vertebrale

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Cause

Le cause della coccigodinia possono essere molteplici:

  • Può avere origine conseguentemente ad un trauma diretto (fratture, contusioni, lussazioni) e in questo caso il dolore può presentarsi anche diversi anni dopo aver subito il trauma in questione, o a molteplici micro-traumi.
  • Può essere causato dall’obesità che costringe il bacino a sopportare un peso eccessivo.
  • Il dolore può essere secondario ad una forma di neurinoma spinale (Schwannoma), neuroma, cordoma (tumore delle cellule della notocorda), tumore del glomo o cisti aracnoidea.
  • Può presentarsi in seguito a un parto vaginale.
  • Come conseguenza di alcune determinate conformazioni del coccige: coccige angolato fortemente in avanti, coccige con angolazione brusca, coccige eccessivamente rigido (tutti i segmenti sono fusi insieme e a loro volta fusi all’osso sacro), coccige troppo lungo, retroversione, deformità scoliotica, patologie lombosacrali
  • Può anche essere causato da una postura scorretta che sovraccarica il bacino durante la stazione seduta.
  • Contestualmente all’età si può presentare un logoramento delle strutture di cartilagine coccigee.

Molto spesso, tuttavia, la causa rimane sconosciuta (coccigodinia idiopatica).

Il sintomo riguarda soprattutto le donne, probabilmente a causa della conformazione del bacino che risulta essere più esposto e dunque maggiormente soggetto a traumi; è stato anche osservato che il coccige nel sesso femminile risulta essere più lungo rispetto a quello della popolazione maschile. Infine, durante il parto e nel periodo mestruale, è stato osservato come la coccigodonia subisca spesso una notevole acutizzazione. Durante gli ultimi tre mesi di gravidanza la donna è infine particolarmente esposta al rischio di sviluppo di dolore al coccige, in conseguenza del rilascio nell’organismo di ormoni in grado di favorire mobilità ed elasticità in previsione del parto, che tuttavia possono predisporre allo sviluppo di infiammazione coccigea.

La maggior parte dei pazienti soggetti alla patologia sono adulti, con un’età media di 46 anni, mentre è molto raro in età adolescenziale, periodo durante il quale, se si presentasse, comporterebbe una maggiore cronicizzazione.

Fattori di rischio

  • Obesità
  • Sesso femminile
  • Età avanzata
  • Cattiva postura
  • Professioni che costringano a rimanere seduti per molte ore
  • Gravidanza e parto

Sintomi

La coccigodinia può variare manifestazione sintomatologica da soggetto a soggetto, provocando solitamente sensazioni di dolore acuto e di bruciore.

La sintomatologia consente di classificare la coccigodinia come acuta, se il dolore è presente da meno di due mesi, oppure come cronica se il dolore persiste da più tempo.

Il dolore è solitamente indotto o aggravato dalla posizione seduta (ivi compresi sport come ciclismo, equitazione, …) o dal movimento del chinarsi in avanti; solitamente si presenta come un frequente mal di schiena nella zona lombo sacrale, ossia localizzato nelle ultime vertebre costituenti il bacino, nonché nei fianchi e nelle cosce; nelle donne può presentarsi o acutizzarsi durante il periodo mestruale causando dismenorrea.

Dai pazienti che ne sono affetti viene spesso descritto come un dolore intollerabile che pregiudica le normali attività quotidiane dal punto di vista relazionale, sociale e lavorativo.
Può comportare, più raramente, anche dolore durante i rapporti sessuali e dolori intestinali e, nelle condizioni più gravi, può presentarsi anche durante la stazione eretta e la deambulazione, nonché in concomitanza di costipazione, la quale risulta essere un ulteriore fattore acutizzante, e di altri problemi intestinali.

Diagnosi

Per formulare una diagnosi che possa comprendere innanzitutto le cause della coccigodinia, è necessario che il medico specialista in proctologia indaghi la tipologia di dolore: un dolore somatico, che si accentua durante la palpazione della zona, può avere possibili origini traumatiche o legate all’indice di massa corporea; se il dolore è di origine neuropatica potrebbe invece essere collegato a cause più gravi o più complesse come tumori, neuromi, neurinomi, cisti, …

La diagnosi clinica, che richiede tra l’altro la palpazione al fine di individuare la presenza di masse nella zona interessata, dev’essere accompagnata dalla diagnosi strumentale effettuata tramite esami radiologici che indaghino la presenza di eventuali malformazioni del coccige, anomalie nella mobilità coccigea e possibili fratture, quali:

  • risonanza magnetica,
  • Rx
  • radiografia dinamica delle vertebre del coccige in stazione eretta e in posizione seduta.

Eventuali presenze di tumori dovranno essere analizzate e diagnosticate da un oncologo; mentre, nel caso in cui la coccigodinia si presenti in donne durante la gravidanza, dopo il parto o aumenti durante il periodo mestruale, sarà necessario l’apporto clinico di un ginecologo.

Cura

La coccigodinia è solitamente causata da una patologia primaria, dunque nella maggior parte dei casi il trattamento sarà finalizzato alla cura della stessa e al miglioramento dello stile di vita.

L’approccio farmacologico consiste nella somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS come ibuprofene, paracetamolo) e miorilassanti volti al trattamento del dolore e dell’infiammazione in quanto tale; nei casi più severi è possibile ricorrere a iniezioni semestrali, mensili se necessario, di corticosteroidi, che hanno dimostrato un successo maggiore se accompagnate a manipolazioni in anestesia locale (ripetute flessioni ed estensioni).

Per alleviare il dolore possono essere eseguite sessioni di fisioterapia, soprattutto in relazione al trattamento del dolore somatico dovuto a traumi: consistono nel rilassamento pelvico tramite massaggi specifici e utilizzo di ultrasuoni per lenire il dolore. Sono molto funzionali le terapie fisiatriche manuali.

Nei casi in cui le terapie conservative non offrano una risposta soddisfacente può essere presa in considerazione l’ipotesi chirurgica, che consiste nell’asportazione totale del coccige o limitatamente  alla parte che causa dolore. L’atto chirurgico non risulta avere complicazioni successive, oltre alla possibile infezione della ferita, e può essere effettuato in poco tempo e in regime di day hospital; risulta essere l’intervento maggiormente efficace anche se è da tenere in considerazione che il dolore può sparire in un lasso di tempo che va da due settimane, nel migliore dei casi, fino a un anno dopo l’intervento.

Prevenzione

La prevenzione della coccigodinia può essere effettuata tramite il miglioramento del proprio stile di vita tenendo sotto controllo l’indice di massa corporea al fine di evitare il sovrappeso che può essere una delle cause scatenanti, ed evitando sport o attività che possano sovraccaricare il bacino come il ciclismo o l’equitazione. Inoltre, possono essere utilizzati dei cuscini per la protezione delle tuberosità ischiatiche (superficie posteriore dell’ischio ove grava maggiormente il peso del corpo).

Altri utili accorgimenti volti ad evitare un peggioramento dell’infiammazione coccigea sono:

  • Esercizi di potenziamento della muscolatura del bacino
  • Apprendere una corretta postura
  • Evitare sforzi o attività che possano concorrere all’infiammazione.

Fonti e bibliografia