Dolicocolon: sintomi, cura, dieta, conseguenze

Ultima modifica 09.04.2019

Introduzione

Per dolicocolon si intende un’alterazione della normale anatomia del colon (intestino crasso) che, come suggerisce la sua etimologia greca “dolilchos”, si presenta di lunghezza maggiore rispetto alla norma.

Il colon è una porzione di intestino che origina dalla valvola ciecale (dove termina l’intestino tenue) e termina a livello dell’ano; è composto complessivamente da 6 porzioni:

  • intestino cieco con appendice
  • colon ascendente
  • colon trasverso
  • colon discendente
  • sigma
  • intestino retto

Il dolicolon è un’anomalia relativamente rara che si presenta soprattutto in soggetti

  • soggetti longilinei, molto alti e magri,
  • oppure che vanno incontro a dimagrimento notevole in breve lasso di tempo (almeno 10 kg).

Il dolicocolon colpisce prevalentemente il colon discendente ed il sigma (prendendo il nome di dolicosigma); spesso questa condizione si associa anche ad una dilatazione del colon, come avviene nella malattia di Hirschsprung, patologia congenita che si presenta nei bambini molto piccoli con impossibilità alla defecazione come conseguenza di un difetto dell’innervazione della parete intestinale, che causa paralisi della peristalsi intestinale impedendone lo svuotamento.

Rappresentazione grafica dell'anatomia del colon

In figura è evidenziato il colon (Photo Credit: iStock.com/sankalpmaya)

I sintomi più comuni del dolicocolon sono:

  • stipsi cronica, a volte anche ostinata,
  • formazione di fecalomi (feci molto secche e compresse) tali da causare frequenti sub-occlusioni intestinali, che spesso richiedono l’ospedalizzazione,
  • predisposizione al volvolo intestinale, poiché il colon più lungo del normale tende a ripiegarsi più facilmente su se stesso,
  • distensione addominale,
  • dolore addominale,
  • malessere generalizzato.

La diagnosi è basata su anamnesi ed esame obiettivo, corredati da esami strumentali, essenzialmente:

La cura per il dolicolon prevede un regime dietetico ricco di fibre (frutta e verdura, cereali e legumi) e di acqua (almeno 2 litri al giorno), con l’obiettivo di regolarizzare l’alvo intestinale evitando la stipsi cronica e le sue complicanze, come i fecalomi e le subocclusioni intestinali.

Cause

Le cause del dolicolon sono ad oggi sconosciute; si tratta nella maggior parte dei casi di una malformazione geneticamente determinata che si presenta nei soggetti con habitus longilineo, ovvero molto alti e magri.

Forme di dolicolon acquisite si sono invece osservate secondariamente a:

  • dimagrimento notevole, di almeno 10 kg in un breve lasso di tempo,
  • intossicazione da piombo,
  • intossicazione da morfina,
  • abuso nell’utilizzo di clisteri a scopo evacuativo,
  • malattia di Hirschsprung, dove l’allungamento e la dilatazione del colon è secondaria ad una paralisi della muscolatura intestinale per anomalie congenite nella sua innervazione.

Sintomi

Il dolicolon può restare una condizione silente dal punto di vista clinico per molto tempo tuttavia spesso, soprattutto in età adulto-anziana, tende a sviluppare diversi sintomi tra cui:

  • stipsi cronica, a volte ostinata anche dopo assunzione di lassativi; una stipsi cronica che duri da diversi anni può portare allo sviluppo di alcune complicanze come
  • formazione di fecalomi ovvero feci molto secche e compresse che formando una sorta di “tappo” a livello intestinale impediscono la defecazione. Soprattutto negli anziani che vanno incontro frequentemente a disidratazione, questi fecalomi possono causare sub-occlusioni intestinali, che spesso richiedono l’ospedalizzazione;
  • predisposizione al volvolo intestinale, poiché il colon più lungo del normale tende a ripiegarsi più facilmente su se stesso. Per volvolo si intende una rotazione dell’asse vascolare intestinale, con i vasi che possono “strozzarsi” con grave rischio di infarto intestinale; un volvolo che non si autorisolve con terapia medica, richiede un intervento chirurgico d’urgenza;
  • distensione addominale con addome gonfio,
  • dolore addominale, soprattutto in ipogastrio (parte bassa dell’addome),
  • malessere generalizzato.

Diagnosi

Il percorso diagnostico prevede l’esecuzione dell’anamnesi e dell’esame obiettivo.

Dall’anamnesi è possibile ricavare importanti informazioni sulla storia clinica del paziente, sia recente che passata:

  • pregressi episodi di stipsi ostinata e subocclusione,
  • dimagrimento notevole in un periodo di tempo ristretto.

Con l’esame obiettivo è possibile repertare:

  • soggetto molto alto e longilineo, habitus che predispone al dolicolon,
  • dolore addominale con addome gonfio,
  • presenza di fecaloma all’esplorazione digito-rettale.

Dal punto di vista strumentale si possono eseguire:

  • radiografia diretta addome che può mostrare un quadro di subocclusione intestinale con anse distese e presenza di livelli idroaerei,
  • radiografia clisma opaca, che utilizza mezzo di contrasto baritato per lo studio morfo-funzionale del colon,
  • TCc addome, utile per escludere tutte le altre cause di occlusione intestinale come il tumore del colon,
  • colonscopia, esame endoscopico con visione diretta.

Dieta e cura

Essendo il dolicolon un’anomalia anatomica, non esiste una cura per ridurre le dimensioni del colon. È possibile invece porre in essere una serie di terapie farmacologiche e altri tipi di rimedi, al fine di ottenere una canalizzazione intestinale regolare ed evitare così la formazione di fecalomi e gli episodi di occlusione intestinale.

Come rimedi generali ricordiamo:

  • bere molta acqua, almeno 2 l al giorno, in modo da favorire il normale transito intestinale ed evitare la disidratazione delle feci che predispone alla formazione dei fecalomi,
  • consumare cereali integrali e molta frutta e verdura: le fibre apportate con questi alimenti assorbono l’acqua e rendono le feci più molli favorendone l’espulsione,
  • moderare il consumo di alimenti contenenti caffeina,
  • evitare il consumo di alcolici,
  • praticare regolare attività fisica per favorire la motilità intestinale,
  • uso di lassativi orali (olio di mandorla, olio di vaselina) o clistere evacuativo.

Il ricorso alla chirurgia è richiesto soltanto in casi molto gravi come:

  • occlusione intestinale complicata da perforazione,
  • episodi frequenti di sub-occlusione intestinale,
  • formazione di volvolo intestinale con sofferenza vascolare.

Fonti e bibliografia

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