Dito a scatto: rimedi e cause

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 5 maggio 2018

Introduzione

Il dito a scatto, anche detto tenosinovite stenosante, è una condizione che colpisce uno o più  tendini della mano, rendendo difficile o impossibile piegare il dito colpito. Le dita più frequentemente interessate sono pollice, medio e anulare.

Se il tendine che permette il movimento non è più in grado di scorrere liberamente all’interno della guaina in cui è contenuto a causa di un’infiammazione, la capacità di piegare liberamente il dito può venire compromessa; il disturbo può colpire uno o più dita alla volta, una sola mano o entrambe, anche se è più comune nella mano destra (perchè è la più usata dalla maggior parte delle persone).

I sintomi del dito a scatto possono includere

  • dolore alla base del dito colpito quando si prova a muoverlo,
  • spiccata rigidità,
  • caratteristico rumore (come un clic) durante lo spostamento, soprattutto al risveglio al mattino.

Se la condizione peggiora il dito potrebbe rimanere bloccato in una posizione piegata e poi, improvvisamente, tornare dritto a seguito dello sforzo condotto per muoverlo, come un grilletto, per rimanere infine del tutto bloccato se il disturbo venisse ulteriormente trascurato.

Chi per lavoro o per hobby deve eseguire movimenti di presa ripetuti è maggiormente soggetto al dito a scatto che, tra l’altro, è più diffuso tra le donne e nei pazienti diabetici.

Il tipo di terapia dipende dalla gravità del disturbo.

Fotografia delle mani di un medico che massaggiano quella di un paziente affetto da dito a scatto

iStock.com/Ake Ngiamsanguan

Cause

Il dito a scatto è causato dal restringimento della membrana che circonda il tendine del dito colpito: i tendini sono cordoni fibrosi che collegano il muscolo all’osso e sono circondati da una membrana protettiva, a sua volta rivestita da una sostanza detta tenosinovia. Questa sostanza rilascia un fluido lubrificante che fa scorrere il tendine senza attriti nella sua membrana, quando pieghiamo e raddrizziamo le dita. Il tendine, quindi, può essere paragonato a una corda che scorre all’interno di un tubo lubrificato.

Se la tenosinovia si infiamma frequentemente o per lunghi periodi, lo spazio all’interno della membrana del tendine si restringe. Il tendine, quindi, non riesce a scorrere nella membrana e il dito rimane bloccato in posizione piegata prima di raddrizzarsi con uno scatto. Ad ogni scatto il tendine si irrita e si infiamma sempre più, peggiorando ulteriormente il problema. Se l’infiammazione è prolungata si possono formare cicatrici, ispessimenti (fibrosi) e gonfiori (noduli).

Fattori di rischio

Tra i fattori di rischio per il dito a scatto ricordiamo:

  • Sesso. Il dito a scatto colpisce con maggior frequenza le donne.
  • Età. Il disturbo colpisce prevalentemente soggetti tra i 40 e i 60 anni.
  • Precedenti infortuni alla mano.
  • Movimenti di presa ripetuti. Se siete costretti a movimenti di presa con le dita, ad esempio per lavoro o perché suonate uno strumento, potreste essere maggiormente soggetti al dito a scatto.
  • Problemi di salute. Siete maggiormente a rischio di soffrire di dito a scatto se soffrite di particolari disturbi, come

Sintomi

I segni e i sintomi del dito a scatto possono essere di varia gravità e comprendono:

  • rigidità del dito, soprattutto al mattino,
  • sensazione di schiocco o scatto quando si muove il dito,
  • dolore o nodulo alla base del dito colpito,
  • dito bloccato in posizione piegata e che si raddrizza all’improvviso,
  • dito bloccato in posizione piegata, senza che il paziente riesca a raddrizzarlo.

Il primo sintomo lamentato dal paziente è in genere un solo rumore (“clic”) indolore durante l’utilizzo del dito colpito; se il disturbo progredisce inizia a comparire la sensazione di dolore sia nel movimento di chiusura che di estensione. Alcuni soggetti avvertono poi una una sensazione di rigidità e progressiva perdita della capacità di flessione/estensione completa.

Un nodulo doloroso può essere spesso avvertito alla base del dito e, soprattutto al mattino, può essere presente gonfiore e una completa incapacità di muovere autonomamente il dito, che tende poi a ridursi gradualmente durante il giorno.

In caso di progressione del disturbo il dito può bloccarsi del tutto (in posizione flessa) e, per essere sbloccato, diventa necessario il ricorso all’altra mano.

Il dito a scatto colpisce con maggior frequenza la mano dominante (quindi la destra per la maggior parte dei soggetti) e più comunemente

  • pollice,
  • medio,
  • anulare.

Possono essere colpite più dita contemporaneamente, anche di entrambe le mani.

Lo scatto, di norma, è più pronunciato al mattino, oppure quando si afferra saldamente qualcosa o quando si estende il dito.

Quando chiamare il medico

In caso di presenza di sintomi tipici è consigliabile rivolgersi al medico, per iniziare subito un trattamento che possa evitare la progressione del disturbo.

Se l’articolazione del dito è calda e infiammata è raccomandabile un immediato parere del medico, in quanto potrebbe esserci un’infezione in corso.

Diagnosi

La diagnosi di dito a scatto non richiede in genere esami particolarmente approfonditi e nella maggior parte dei pazienti sono sufficienti

  • visita (soprattutto in presenza dei sintomi caratteristici),
  • e anamnesi.

Raramente il medico può ritenere utile iniettare un anestetico locale per diminuire il dolore durante la visita delle dita e della mano e permettere così di verificare la funzionalità articolare grazie al movimento delle dita (impossibile in caso di forte dolore).

Cura e terapia

La terapia del dito a scatto varia a seconda della gravità e della durata del disturbo; in alcuni casi si osserva un miglioramento spontaneo attraverso il solo riposo, ma più spesso è invece necessario un trattamento più o meno invasivo per evitare di perdere la capacità di movimento del dito e il ricorso successivo a cure più invasive.

Approccio conservativo

La gestione iniziale prevede il semplice riposo per la mano colpita, associato eventualmente alla prescrizione di farmaci antinfiammatori, in grado di alleviare il gonfiore che restringe la membrana del tendine che ne impedisce il movimento. Questi farmaci possono anche alleviare il dolore connesso al dito a scatto.

Viene spesso consigliata la steccatura in posizione estesa, per prevenire la frizione causata dal movimento del tendine colpito fino alla guarigione completa dell’infiammazione; è il trattamento di prima scelta nei pazienti che preferiscono evitare il ricorso ai farmaci cortisonici. La durata della steccatura è in genere di almeno 6 settimane. Nei pazienti in cui i sintomi fossero particolarmente spiccati al mattino può talvolta essere sufficiente steccare il dito colpito solo la notte.

L’iniezione di cortisone nelle vicinanze o direttamente nella membrana del tendine può essere utile per diminuire l’infiammazione ed è un approccio utilizzato fin dagli anni ’50. Si dimostra efficace nella maggior parte dei casi, soprattutto quanto utilizzata all’insorgere dei sintomi.

I risultati iniziano a comparire dopo pochi giorni, ma per una completa regressione dei sintomi possono servire anche alcune settimane.

L’iniezione viene di norma effettuata direttamente all’interno della guaina, tuttavia si ritiene quasi altrettanto efficace l’iniezione appena al di fuori, con il grosso vantaggio di ridurre il rischio di danneggiamento del tendine (per quanto sia un’evenienza molto rara).

Questo approccio si dimostra meno efficace in pazienti con specifiche patologie (per esempio artrite reumatoide) o non praticabile in caso di diabete (a causa del rischio di iperglicemia).

L’iniezione di cortisone è spesso risolutiva, ma in alcuni pazienti il dito a scatto potrebbe ripresentarsi anche dopo il trattamento; è possibile procedere nuovamente con lo stesso approccio, che tuttavia risulta in genere meno efficace rispetto alla prima somministrazione.

Intervento chirurgico

Pur essendo meno frequente rispetto alle altre terapie, l’approccio chirurgico può essere necessario per situazioni di blocco più problematiche, per le quali le altre terapie si sono dimostrate inefficaci.

Il chirurgo inciderà alla base del dito, per poi intervenire al fine di sbloccare il tendine interessato e restituirgli la capacità di scorrimento nella guaina.

L’intervento viene valutato quando l’approccio conservativo non ha dato i risultati sperati o quando altri fattori (patologie concomitanti, entità del dolore, …) non rendano praticabili altre strade.

Nella maggior parte dei casi il dito a scatto è un fastidio piuttosto che una malattia grave, ma se trascurato può rendere molto difficili le attività quotidiane perchè con il tempo andrà a bloccarsi in modo permanente in posizione piegata.

L’intervento è semplice, rapido (5-20 minuti) ed effettuato in anestesia locale (talvolta in endoscopia), ma potrebbe essere necessario un certo riposo dal lavoro per qualche giorno. Non è doloroso e non richiede in genere la permanenza in ospedale nella notte successiva.

Può essere utile in seguito un breve percorso fisioterapico, per il completo recupero funzionale della mano.

Rimedi

Per alleviare i sintomi del dito a scatto possono essere utili diversi rimedi pratici:

  • Riposo. L’infiammazione, quando non è particolarmente severa, può regredire nell’arco di qualche settimana attraverso un completo riposo del dito, che è poi il senso della steccatura (che impedisce la chiusura a pugno soprattutto durante la notte).
  • Ghiaccio/Caldo: Valutare con il medico se il ghiaccio per diminuire l’infiammazione e/o la terapia del caldo per rilassare la muscolatura possano essere utili; in alcuni casi viene per esempio consigliato un maniluvio in acqua tiepida.
  • Stretching: È possibile valutare con un medico ortopedico o con un fisioterapista una serie di piccoli esercizi di stretching.
  • Massaggiare il dito colpito può dare un senso di benessere e contribuire ad alleviare il dolore, anche se è purtroppo inutile ai fini della guarigione.

Fonti Principali:

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Salve dottore,qualche anno fa sono stata operata al tunnel carpale.La prima volta in ortopedia senza risolvere il problema,la seconda in neurochirurgia e non ho più avuto fastidi. Ora ho il pollice a scatto sull’altra mano . A chi mi devo rivolgere in questo caso? Grazie dottore.

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, può intanto far valutare il problema al suo medico, eventualmente consiglierei un’ortopedico esperto in questo tipo di problema (chirurgia della mano comunque).

  2. Anonimo

    Il dito a scatto può colpire tutte le dita?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sì.

  3. Anonimo

    È possibile soffrire sia di dito a scatto che di tunnel carpale nella stessa mano?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non solo è possibile, ma è anche relativamente comune.

  4. Anonimo

    Salve dottore, quante volte al giorno si può applicare Voltaren 2%?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Due, ogni 12 ore circa.