Diplopia (visione doppia): cause e cura

Ultima modifica 29.05.2019

Introduzione

La visione doppia, anche detta diplopia consiste nella visione sdoppiata di un oggetto singolo.

Può presentarsi per cause di diversa natura, quali ad esempio:

  • neurologiche,
  • infettive,
  • infiammatorie,
  • vascolari,
  • degenerative
  • o neoplastiche.

La diplopia si associa tipicamente nei bambini all’ambliopia (chiamata comunemente “occhio pigro”), caratterizzata dalla riduzione della capacità visiva dell’occhio, in modo più o meno severo.

La diplopia rappresenta di per sé un sintomo presente in diverse patologie di pertinenza oculare o neurologica ed è spesso associata ad altri sintomi come:

  • dolore all’occhio,
  • mal di testa,
  • vertigini,
  • nausea,
  • ptosi palpebrale (palpebra superiore che tende a cadere coprendo l’occhio e disturbando quindi la visione)

In caso di diplopia è opportuno rivolgersi prontamente ad un medico specialista che, a seconda dei casi, potrà essere l’oculista o il neurologo; sulla base dei sintomi e dei segni clinici è in genere possibile risalire alla causa della diplopia e provvedere quindi alla messa in atto di un trattamento quanto più specifico ed efficace.

Ricostruzione grafica del difetto di visione della diplopia

By Jonathan Trobe, M.D. – University of Michigan Kellogg Eye Center – The Eyes Have It, CC BY 3.0, Link

Cause

La diplopia può essere classificata in base alla durata come:

  • costante, quando persiste nel tempo,
  • transitoria, quando si presenta solo in talune circostanze e persiste per poco tempo.

Può inoltre essere classificata in

  • monoculare (la visione doppia persiste se si copre uno dei due occhi),
  • binoculare (la visione doppia diminuisce fino a scomparire se si copre uno dei due occhi).

A seconda dei muscoli oculari estrinseci coinvolti nel disturbo, potremo infine avere una diplopia:

  • orizzontale (le immagini sdoppiate sono affiancate lateralmente),
  • verticale (le immagini vengono percepite una sull’altra),
  • obliqua (le immagini sono affiancate in diagonale dall’alto verso il basso).

Infine esiste la diplopia fisiologica, cioè il fenomeno della visione doppia che si manifesta in tutti i soggetti con una visione normale. Questo fenomeno è facilmente spiegabile, ipotizziamo di portare due oggetti davanti ai nostri occhi ad una distanza diversa:

  • se con lo sguardo fissiamo l’oggetto più vicino, quello più lontano ci apparirà sdoppiato (si parla in tal caso di diplopia omonima);
  • se invece fissiamo l’oggetto più lontano allora ad apparire sdoppiato sarà l’oggetto più vicino (in tal caso si parla di diplopia crociata).

Le cause di visione doppia possono essere molte, alcune di entità minore, altre di maggiore gravità, che richiedono un intervento medico tempestivo.

Visione doppia transitoria

È un tipo di diplopia che si manifesta solo in alcuni casi a seguito di

Essendo una diplopia temporanea, tende a durare per un periodo limitato e scompare non appena viene rimossa la causa sottostante.

Visione doppia monoculare

In questa forma di diplopia la visione doppia interessa un unico occhio.

Le cause sono soprattutto di tipo strutturale, tra le più comuni ricordiamo:

  • cataratta: opacizzazione del cristallino, in genere dovuta a fisiologico invecchiamento,
  • astigmatismo: errore refrattivo dovuto ad una curvatura irregolare della cornea,
  • cheratocono: deformazione della cornea che si assottiglia e prolassa al centro e in basso
  • cicatrici, distrofie o altre patologie a carico della cornea
  • patologie della retina
  • lussazione del cristallino: di solito secondaria trauma o a patologie congenite come la sindrome di Marfan.

Visione doppia binoculare

Più frequente della forma monoculare, questa forma è dovuta ad un disallineamento dei due occhi con l’oggetto che viene proiettato in punti diversi sulle due retine. A livello cerebrale l’alterazione sensitiva è tale da non riuscire a fondere le due immagini dando una visione unica di un singolo oggetto.

In questo caso coprendo uno dei due occhi, la visione doppia tende a scomparire, visto che essa è dovuta essenzialmente alla mancata coordinazione di entrambi gli occhi.

Le cause più frequenti sono:

  • Strabismo: è un difetto di convergenza in cui manca la coordinazione nei movimenti dei muscoli oculari dei due occhi, questo impedisce ai due occhi di convergere sullo stesso oggetto, portando così ad una visione doppia di un singolo oggetto.
  • Patologie neurologiche: sono molte le cause neurologiche che possono portare a diplopia, e quasi tutte piuttosto gravi:
    • sclerosi multipla,
    • ictus cerebrale, TIA (attacco ischemico transitorio),
    • tumori cerebrali od oculari,
    • paralisi dei nervi cranici III, IV, VI (che controllano la muscolatura oculare estrinseca),
    • pseudotumor cerebri (ipertensione endocranica benigna, cioè senza una causa organica apparente).
  • Diabete: danneggia il distretto oculare sia in senso vascolare che nervoso, con danni soprattutto alla retina (si parla di retinopatia diabetica, diagnosticabile con l’esame del fundus oculi).
  • Miastenia gravis: una malattia muscolare autoimmune che si presenta con autoanticorpi diretti contro il recettore dell’acetilcolina, che impediscono l’attivazione della contrazione muscolare. Essa si presenta nelle prime fasi proprio con diplopia binoculare e ptosi palpebrale.
  • Trauma a livello cranico o a carico delle strutture oculari.
  • Ipertensione arteriosa: ovvero avere una “pressione alta”.
  • Endocrinopatie: ipertiroidismo per malattia di Graves-Basedow, che a livello oculare può portare ad edema periorbitale, protrusione dei globi oculari (esoftalmo) e diplopia.

Diplopia nei bambini

Nei bambini la diplopia può presentarsi in maniera piuttosto frequente e, peraltro, nella prima infanzia questa condizione è anche più difficile da diagnosticare.

In caso di visione doppia le strutture cerebrali che controllano la visione grazie a fenomeni di “plasticità neuronale”, possono adattarsi a tale fenomeno e portare alla soppressione dell’immagine che proviene da uno dei due occhi: grazie a questo espediente la visione di un oggetto torna ad essere normale.

Questo meccanismo determina l’ambliopia (od “occhio pigro”), il quale se non rapidamente riconosciuta e trattata può portare alla riduzione visiva permanente dell’occhio coinvolto.

Sintomi

La diplopia spesso si associa a sintomi come:

  • dolore oculare,
  • mal di testa,
  • vertigini,
  • nausea,
  • ptosi palpebrale: la palpebra superiore che tende a cadere coprendo l’occhio,
  • nistagmo: movimenti oscillatori, ritmici e involontari dei bulbi oculari.

Diagnosi

La diagnosi di visione doppia è piuttosto articolata e si basa su anamnesi ed esame obiettivo.

A seconda della causa sottostante possono inoltre essere richiesti

Durante l’anamnesi il medico effettua una serie di domande, tra cui:

  • Se la diplopia è monoculare o binoculare; se costante o transitoria; se orizzontale, verticale od obliqua.
  • Se ha avuto un’insorgenza improvvisa o più graduale.
  • Se ci sono sintomi associati.
  • Se ci sono patologie sistemiche che possono coinvolgere la funzione visiva (diabete, ipertensione, ipertiroidismo, miastenia o altre malattie neurologiche).
  • Se ci sono alterazioni di nervi cranici, o se c’è nistagmo.
  • Se ci sono alterazioni a carico delle strutture oculari (cornea, cataratta, congiuntiva, palpebra, muscoli oculari,…).

Gli esami di laboratorio sono importanti nell’inquadrare un’eventuale patologia sistemica che ha coinvolto il sistema oculare con conseguente diplopia, come il diabete, l’ipertiroidismo, la miastenia gravis o la sclerosi multipla.

Gli esami strumentali come TC e RM sono importanti per lo studio delle strutture oculari e cerebrali, nel sospetto di ictus, TIA, tumori, emorragia, ascesso, fratture craniche post-traumatiche.

Cura

La cura è di tipo eziologico, cioè mirata alla rimozione della causa sottostante.

Tra i diversi trattamenti che si possono intraprendere in caso di diplopia ricordiamo ad esempio:

  • esercizi oculari specifici (terapia ortottica),
  • utilizzo di specifici occhiali (con lenti prismatiche).

Nei casi più gravi potrebbe essere necessaria la chirurgia

Nei bambini che stanno sviluppando ambliopia si utilizzano delle bende monoculari od occhiali appositi: andando a coprire l’occhio sano dominante, si stimola quello “pigro” che deve “recuperare il gap” nei confronti del controlaterale. Questo bendaggio va mantenuto per diverse ore al giorno e si consiglia ai genitori di stimolare i loro bambini con tanta lettura ed eventualmente giochi di coordinazione occhio-mano.

Fonti e bibliografia

  • NHS
  • Medscape
  • Kanski – Oftalmologia clinica. Brad Bowling, C. Azzolini, S. Donati (a cura di). Ed. EDRA

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