Difterite: vaccino, sintomi, cura

Ultima modifica 24.03.2020

Cos’è la difterite?

La difterite è un’infezione batterica potenzialmente mortale che colpisce principalmente naso, gola e talvolta anche la pelle.

È una malattia estremamente contagiosa che si diffonde

  • attraverso colpi di tosse e starnuti,
  • per contatto ravvicinato o prolungato con un paziente,
  • tramite oggetti contaminati dal batterio, per esempio lenzuola o indumenti di un malato; è per esempio possibile venire contagiati da un convivente.

La difterite è oggi molto rara in Europa occidentale, perché la maggior parte della popolazione è stata vaccinata. Tende a essere un problema in quelle parti del mondo in cui vengono vaccinati pochi soggetti, come l’Africa, l’Asia meridionale e l’ex Unione Sovietica (dove nel 1993 e nel 1994 furono registrati più di 50.000 casi durante una grave epidemia).

I bambini di età inferiore ai cinque anni e gli anziani over 60 corrono maggiori rischi di contrarre l’infezione, ma sono a rischio anche le persone che vivono in ambienti affollati od in condizioni igieniche precarie, quelle denutrite ed i bambini e gli adulti che non sono stati vaccinati o non hanno ricevuto le dosi di richiamo del vaccino.

Come si prende?

La difterite è causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae.

È una malattia estremamente contagiosa, che la persona infetta la trasmettere con facilità agli altri starnutendo, tossendo o addirittura ridendo. Può anche diffondersi tra le persone che usano gli stessi fazzoletti, asciugamani o bicchieri del malato

Ci si può infettare venendo in contatto con ulcere aperte (lesioni della pelle) o indumenti che ne sono venuti a contatto ed è infine possibile anche contrarre la difterite per contatto con un oggetto contaminato dal batterio, per esempio un giocattolo.

Le persone contagiate dal batterio della difterite possono trasmettere la malattia agli altri per un periodo che può durare fino a quattro settimane, anche se non presentano alcun sintomo.

Rappresentazione grafica del batterio che causa la difterite

iStock.com/Dr_Microbe

Sintomi

Il periodo d’incubazione (il tempo che trascorre tra l’esposizione al batterio e l’infezione vera e propria) va generalmente dai 2 a 4 giorni, ma può variare dalle 24 ore ai 6 giorni.

Nei primi stadi la difterite può essere scambiata per un brutto mal di gola, tra i primi sintomi troviamo infatti una lieve febbre e il gonfiore delle tonsille.

La tossina, cioè il veleno prodotto dai batteri, può causare la formazione di una membrana spessa all’interno del naso, della gola o delle vie respiratorie. Questa membrana di solito è grigiastra o nera e può causare difficoltà nella respirazione e nella deglutizione. La formazione di questa membrana è una caratteristica che distingue la difterite da altre infezioni più comuni (come ad esempio quelle da streptococchi) che provocano faringite (infiammazione della gola).

Durante il decorso dell’infezione il paziente può:

 

Quando chiamare il medico

Premesso che i soggetti vaccinati in genere non sono a rischio e che in Italia il rischio di contagio è estremamente basso, chiamate immediatamente il medico in caso di sintomi suggestivi di difterite (o nel caso di esposizione a pazienti infetti).

È importante ricordare che la maggior parte delle infezioni della gola non sono casi di difterite, soprattutto nei Paesi in cui il vaccino contro questa malattia è ormai la prassi.

Se non siete sicuri che vostro figlio sia già stato vaccinato contro la difterite andate dal medico e, se è il caso, fatelo vaccinare. Inoltre assicuratevi di aver seguito tutte le dosi di richiamo. Alcune ricerche internazionali hanno dimostrato che, in percentuale significativa, gli adulti over 40 non sono adeguatamente protetti contro la difterite e il tetano.

Pericoli

Nei casi in cui l’infezione non si limita a colpire la gola, la tossina della difterite si diffonde nel sangue e può causare complicazioni potenzialmente letali a carico di altri organi: la tossina può provocare danni al cuore, intaccando la capacità di pompare il sangue, oppure la capacità dei reni di filtrare le scorie. Può anche provocare danni al sistema nervoso, che a loro volta possono risolversi con una paralisi.

Più in particolare le complicanze della difterite includono:

La difterite può essere fatale per una percentuale variabile tra il 40 e il 50% delle persone che non vengono curate, percentuale che scende a 1 su 10 nel caso di terapia.

Cura e terapia

In genere, la diagnosi viene posta clinicamente, osservando segni e sintomi. Può essere eseguito un tampone faringeo (gola) per evidenziare il batterio della difterite. Potrà essere prelevato anche un campione da una lesione cutanea (ulcera), da sottoporre a coltura batterica per confermare la diagnosi.

È importante avviare il trattamento tempestivamente, non appena c’è il sospetto medico di difterite, senza aspettare le conferme di laboratorio. Negli Stati Uniti, prima che ci fosse un trattamento anti-difterico, la mortalità della malattia raggiungeva il 50%.

Oggi il trattamento della difterite avviene in ospedale e consiste in:

  • Somministrazione di antitossina difterica per contrastare gli effetti sull’organismo prodotti dalla tossina batterica.
  • Somministrazione di antibiotici per uccidere ed eliminare i batteri.

Se l’infezione è già in uno stadio avanzato i pazienti potrebbero aver bisogno di ventilazione artificiale per respirare; nei casi in cui le tossine si siano già diffuse nel cuore, nei reni o nel sistema nervoso centrale i pazienti potrebbero aver necessità di liquidi somministrati per endovena, di ossigeno o di farmaci per il muscolo cardiaco.

I pazienti con difterite in genere vengono tenuti in isolamento fino a non essere più contagiosi; in genere, ciò avviene dopo 48 ore di antibiotici. Dopo aver completato il ciclo di antibiotici, il medico eseguirà comunque delle analisi per assicurarsi di aver eradicato completamente il batterio.

Ai famigliari, come pure alle altre persone che hanno trascorso molto tempo con il malato, non ancora vaccinati, oppure molto piccoli o anziani, deve essere impedito qualsiasi contatto con il paziente. Ai soggetti entrati in contatto con il malato verrà probabilmente prescritto un trattamento di copertura attraverso:

  • accertamento dello stato immunitario (verifica copertura vaccinale),
  • tamponi faringei,
  • e dosi di richiamo del vaccino contro la difterite,
  • somministrazione di antibiotici, in via precauzionale.

Con il ricovero immediato ed un intervento rapido la maggior parte dei pazienti guarisce completamente. Dopo che gli antibiotici e l’antitossina hanno fatto effetto alcuni malati dovranno ancora stare a letto a riposo per un po’ (da 4 a 6 settimane, oppure finché non saranno completamente guariti). Il riposo è importante soprattutto se la malattia ha colpito il cuore. La difterite, infatti, può avere come complicazione la miocardite, cioè l’infiammazione del muscolo cardiaco.

Nonostante il trattamento, la mortalità si aggira intorno a un malato su 10.

Dopo la guarigione ci si dovrebbe comunque far vaccinare contro la difterite per prevenire le ricadute, non è infatti garantita l’immunizzazione definitiva, pur avendo già contratto la malattia.

Vaccino

La prevenzione della difterite si basa quasi esclusivamente sulla vaccinazione dei bambini con il vaccino trivalente DTP contro la difterite, il tetano e la pertosse e degli adulti non ancora vaccinati con il vaccino bivalente contro la difterite e il tetano.

La maggior parte dei casi di difterite si verifica in persone non vaccinate oppure che non hanno ricevuto tutte le dosi previste del vaccino.

Il calendario dei vaccini prevede:

  • Vaccinazioni DTP a 3, 5 e 11 mesi d’età
  • Dose di richiamo somministrata dai 4 ai 6 anni d’età
  • Ulteriore dose di richiamo fra gli 12 ed i 18 anni
  • Il vaccino richiederebbe un richiamo ogni 10 anni

Il vaccino è ben tollerato da quasi tutti i bambini, ma a volte può causare effetti collaterali di lieve entità, come ad esempio

  • rossore o dolore nella zona in cui è stato iniettato,
  • febbre di lieve intensità,
  • irritabilità e sbalzi d’umore generalizzati.

La frequenza di queste reazioni è più bassa nei bambini al di sotto dei due anni d’età (nei bambini di età superiore ai dieci anni e negli adulti si scelgono in genere formulazioni a contenuto ridotto di anatossina difterica, specifiche per questa fascia d’età).

Le complicazioni gravi, come le reazioni allergiche, sono rare.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte
Cos'è la difterite?
La difterite è una grave infezione delle vie respiratorie; è molto contagiosa e può causare gravi complicazioni al cuore e al sistema nervoso. In assenza di trattamente può diventare mortale in quasi un paziente su due.
Quali sono i sintomi?
La malattia si manifesta attraverso febbre, gonfiore dei linfonodi, mal di gola, debolezza e perdita d'appetito; è caratteristica la comparsa di una membrana grigiastra su gola e tonsille.
Come si prende?
La trasmissione avviene prevalentemente attraverso le goccioline emesse attraverso starnuti e tosse; il contagio può essere anche indiretto, attraverso oggetti contaminati.
Esiste il vaccino?
Il vaccino per la difterite fa parte di quelli obbligatori e garantisce un'elevata efficacia; sono previste tre dosi, generalmente somministrate in una formulazione trivalente che comprende anche tetano e pertosse, o esavalente (che prevede in aggiunta anche epatite B, poliomieltite e Haemophilus influenzae).

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