Desquamazione della pelle e/o del cuoio capelluto: cause e rimedi

Ultima modifica 30.05.2019

Introduzione

La pelle, in quanto primo rivestimento e barriera dell’organismo, è costantemente esposta a elementi ambientali in grado di aggredire e irritare lo strato più esterno, che è per questo motivo soggetto a un ricambio cellulare particolarmente accelerato che inizia dagli strati più profondi.

Tra i fattori esterni in grado di causare danni alla pelle ricordiamo gli elementi ambientali come sole (ancor più in caso di ustioni), vento, umidità dell’aria, … Un’aggressione ripetuta, così come numerose malattie dermatologiche, possono condurre a sviluppare desquamazione, termine che significa letteralmente “distacco di squame”.

Le squame sono agglomerati di cellule dello strato corneo, ovvero le cellule piatte e prive di nucleo (quindi non vitali) che costituiscono il livello più superficiale dell’epidermide, che a sua volta è lo strato più superficiale della cute (al di sotto dell’epidermide si trovano il derma e l’ipoderma).

Le squame possono variare per dimensioni, aderenza alla pelle sottostante e colore.

La desquamazione non è una malattia da diagnosticare, quanto piuttosto il segno di una condizione facilmente visibile e riconoscibile all’esame clinico.

In presenza di un adeguato trattamento della malattia che è alla base della desquamazione, la prognosi è buona.

Non sussistono complicazioni legate a questo processo, mentre In tutte le condizioni cutanee che possono determinare desquamazione, dalla dermatite seborroica alla psoriasi all’ittiosi, la prevenzione consiste unicamente nel mantenere sempre la cute ben idratata mediante l’applicazione di creme e lozioni emollienti.

Desquamazione sulla dita dei piedi

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Causa

La desquamazione può rappresentare la fase secondaria (ovvero evolutiva) di una malattia caratterizzata da lesioni primitive tipo

  • papule (lesioni cutanee rilevate),
  • vescicole (lesioni cutanee rilevate delle dimensioni inferiori a mezzo centimetro e contenenti materiale liquido),
  • placche (lesioni cutanee rilevate che spesso derivano dalla confluenza di placche).

In alternativa, più raramente, la desquamazione è il segno di una condizione che ha come lesioni primitive proprio le squame, come accade nelle ittiosi, malattie caratterizzate da un difetto genetico della produzione di profilaggrina, una proteina essenziale per il mantenimento della funzione barriera della pelle; questo difetto genetico si traduce clinicamente in una abbondante desquamazione.

Manifestazioni cliniche e sintomi

Le squame variano per

  • dimensioni (da piccole o pitiriasiche a grandi o lamellari),
  • aderenza alla cute (possono essere facilmente staccabili come nella psoriasi o aderenti come nel lupus eritematoso)
  • e per colore (bianco nella psoriasi, grigiastro nelle ittiosi).

In base a questi fattori è possibile operare la seguente classificazione:

  • Desquamazione scarlattiniforme (o a larghi lembi): costituita da squame grandi che rivelano una produzione di cellule cornee eccessiva ma transitoria, come avviene ad esempio nella fase risolutiva della scarlattina;
  • Desquamazione a collaretto: caratterizzata da squame fini che ricoprono una lesione cutanea infiammatoria; le squame risultano aderenti nella parte centrale della lesione ma non in periferia, dalla quale si staccano facilmente (ne sono un esempio le squame che ricoprono le lesioni della pitiriasi rosea di Gilbert);
  • Desquamazione pitiriasiforme (o furfuracea): in cui le squame sono piccole, biancastre, farinose e poco aderenti. Sono tipiche della pitiriasi capitis o dermatite seborroica del cuoio capelluto (comunemente definita “forfora”);
  • Desquamazione ittiosiforme: costituita da grandi squame poligonali simili alle squame dei pesci che si staccano facilmente da una cute intensamente e globalmente secca (xerotica);
  • Desquamazione psoriasiforme: in cui le squame sono grandi, bianco-argentee, brillanti e numerose e spesso ricoprono lesioni cutanee ovalari arrossate (eritematose); sono caratteristiche della psoriasi.

La desquamazione, o perdita di squame, solitamente non è sintomatica, ovvero di per sé non è causa di altri sintomi; in presenza di dermatite seborroica o di psoriasi il sintomo del prurito è legato alla condizione di infiammazione cutanea (e quindi alla presenza delle lesioni eritematose) e non alla desquamazione.

Rimedi e cura

Poiché spesso la desquamazione è secondaria ad una malattia cutanea, il trattamento consiste nella cura della patologia di base.

Una delle condizioni che più frequentemente induce desquamazione è la dermatite seborroica, seguita dalla psoriasi.

La cura per la dermatite seborroica si basa sugli antimicotici in lozione, creme o schiume, poiché alla base di questa dermatite c’è una proliferazione eccessiva o una sensibilizzazione della cute nei confronti della Malassezia furfur, un lievito facente parte della flora cutanea. Per rimuovere efficacemente le squame, specialmente quelle psoriasiche, si possono utilizzare sostanze cheratolitiche (esfolianti), ovvero che hanno la proprietà di facilitare l’assottigliamento dello strato corneo ispessito per ragioni patologiche. I cheratolitici più usati sono:

  • l’acido salicilico al 5-10%;
  • l’urea, che in concentrazioni comprese tra il 5 e il 20% è idratante, antipruriginosa e antibatterica; in concentrazioni comprese tra il 20 e il 50% ha invece un potere cheratolitico crescente; da ricordare che se applicata su cute irritata o escoriata può determinare sensazioni di bruciore o formicolio;
  • gli acidi α-idrossicarbossilici come l’acido lattico in concentrazioni tra il 5 e il 20%.

In caso la desquamazione del cuoio capelluto sia inquadrata dal medico come dermatite seborroica, risulta utile una lozione a base di antimicotico da abbinare ad uno shampoo con azione cheratolitica (ovvero esfoliante) che favorisca la rimozione delle squame con il lavaggio della testa.

In caso di desquamazione dovuta “solo” ad una secchezza cutanea intensa (xerosi), può essere sufficiente idratare la cute con creme a base di urea al 5-10%; anche nelle ittiosi il trattamento si fonda sull’impiego di prodotti topici (creme, balsami) ad azione emolliente e moderatamente cheratolitica.

Fonti e bibliografia

  • Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di dermatologia medica e chirurgica. McGraw-Hill 4° edizione.
  • Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.

A cura della Dr.ssa Giulia Ciccarese, medico chirurgo specialista in Dermatologia e Venereologia