Dermatite seborroica: sintomi, cause e rimedi

Ultima modifica 26.05.2019

Introduzione

La dermatite seborroica è un disturbo dermatologico molto diffuso che colpisce le zone ricche di ghiandole sebacee, come

  • cuoio capelluto,
  • viso,
  • torace,
  • condotto uditivo

causando

Il nome della condizione deriva da

  • natura infiammatoria (dermatite)
  • che colpisce le ghiandole produttrici di sebo (seborroica).

Si tratta di un disturbo molto comune e tendenzialmente sotto-diagnosticato, che interessa soprattutto la popolazione adulta (nei neonati la dermatite seborroica del cuoio capelluto è detta crosta lattea); si stima che possa soffrirne mediamente il 4% della popolazione e la forfora, un caso particolare di dermatite seborroica del cuoio capelluto, interessa fino alla metà degli adulti.

Sebbene le cause non siano ancora state chiarite completamente, si pensa che la presenza di uno specifico fungo (Malassezia) possa rivestire un ruolo determinante.

La condizione non è legata a complicazioni di salute degne di nota, ma può causare disagio e creare imbarazzo quando si sviluppa su parti del corpo visibili.

La dermatite seborroica non è contagiosa e non è sintomo di una scarsa igiene personale.

È un disturbo che tende a cronicizzare, ma si può imparare a gestirne le fasi acute riconoscendone i sintomi e combinando semplici accorgimenti pratici con l’uso di farmaci da banco. I trattamenti si concentrano prevalentemente su tre aspetti:

  • eliminazione del fungo,
  • riduzione dell’infiammazione,
  • riduzione della produzione di sebo.
Primo piano della crosta lattea in un neonato

iStock.com/russaquarius

Cause

I medici non conoscono ancora con esattezza la causa alla base dello sviluppo della dermatite seborroica, ma si pensa che possa essere il risultato di una combinazione di fattori; negli ultimi anni ha acquisito forza l’ipotesi che un ruolo di primo piano sia rivestito da una reazione sovradimensionata del sistema immunitario verso la malassezia, un lievito (fungo) che si sviluppa normalmente nel sebo, una secrezione oleosa della pelle con funzione di protezione.

Oltre a questo sembrano essere rilevanti fattori quali:

  • predisposizione genetica,
  • clima freddo e secco,
  • stress,
  • stato di salute generale.

Alcuni autori ritengono che anche l’assetto e le eventuali variazioni ormonali possano influenzare la comparsa della condizione e le sue riacutizzazioni.

È invece certo che la dermatite seborroica non sia da considerarsi un’infezione e che non sia contagiosa.

Pur non essendo necessariamente legata a patologie sottostanti, è più frequente in soggetti con:

Potrebbero fungere da innesco anche temporanei indebolimenti del sistema immunitario, anche se causati da stress e affaticamento, condizioni ormonali, carenza di sonno, depressione e carenze vitaminiche (ad esempio della B6).

Gli episodi spesso sono più gravi durante l’inverno e in generale nelle stagioni fredde, mentre non sono mai state individuate connessioni con:

  • dieta (alcune fonti ipotizzano collegamenti con i disturbi dell’alimentazione),
  • pelle secca,
  • allergie,
  • mancanza d’igiene,
  • famigliarità.

Colpisce prevalentemente gli adulti tra i 30 e i 60 anni, mentre una forma particolare (crosta lattea) è tipica dei neonati con meno di tre mesi di vita.

Sintomi

Tra i sintomi frequenti della dermatite seborroica ricordiamo:

  • infiammazione (arrossamento) della pelle,
  • formazione di squame irregolari o di croste spesse sul cuoio capelluto,
  • forfora (squame giallastre o biancastre) sul cuoio capelluto, sulle sopracciglia, nella barba o nei baffi,
  • pelle arrossata ed untuosa coperta di squame biancastre o giallastre in altre parti del corpo, ad esempio: sul petto, sulle ascelle, nell’inguine o sullo scroto,
  • prurito o dolore.

La dermatite seborroica nella maggior parte dei casi colpisce il cuoio capelluto, ma può colpire anche le pieghe della pelle o la pelle delle zone ricche di ghiandole sebacee.

Può presentarsi su

  • sopracciglia,
  • ai lati del naso e dietro le orecchie,
  • sullo sterno,
  • nell’inguine
  • sotto le ascelle.

La sintomatologia può variare sensibilmente sia in entità che modalità da un paziente all’altro, nonché in base alla zona interessata:

  • Nei capelli si presenta principalmente sotto forma di forfora.
  • Sul viso colpisce sopracciglia e pieghe intorno a naso e guance; anche le palpebre possono diventare rosse, gonfie e infiammate (blefarite seborroica).
  • Nelle orecchie può colpire anche il canale auricolare, il padiglione e la pelle dietro all’orecchio; in alcuni casi la pelle può infettarsi ad opera di batteri e andare incontro alla formazione di croste.
  • Sul petto e tra le spalle si presenta come squame ben definite e tondeggianti.
  • Spesso vengono colpite anche aree umide come la pelle sotto il seno nelle donne, a livello dell’inguine, fra le ascelle, … con formazione di tagli cutanei superficiali.

Nella maggior parte dei pazienti è un disturbo cronico. Quasi sempre il paziente alterna periodi di miglioramento dei sintomi ad altri in cui i sintomi peggiorano.

Nei neonati la dermatite seborroica del cuoio capelluto è detta crosta lattea: le squame possono essere spesse e giallastre, oppure formare delle croste o delle zone untuose. La crosta lattea dei neonati può anche presentarsi sul volto o nella zona del pannolino. Nella maggior parte dei bambini, tuttavia, scompare entro il primo anno di vita.

Quando chiamare il medico

È consigliabile rivolgersi al medico se i sintomi peggiorano o non rispondono più al trattamento impostato; più urgente è invece segnalare l’eventuale presenza di infezione, che si presenta con

  • pus,
  • forte rossore,
  • dolore.

Pericoli

La condizione non presenta particolari rischi di salute, ma tra le possibili complicazioni possiamo annoverare:

  • disagio psicologico, bassa autostima, imbarazzo,
  • infezioni batteriche o fungine secondarie.

La dermatite seborroica che colpisce il cuoio capelluto, anche se grave, NON è causa di caduta dei capelli.

Crosta lattea

La crosta lattea del neonato di solito scompare da sola nel giro di alcuni mesi.

Nel frattempo può aiutare lavare i capelli del bambino una volta al giorno con uno shampoo apposito, non aggressivo, e rimuovere delicatamente le squame con una spazzola morbida o un pettinino a maglie fini prima di risciacquare.

Se le squame non si staccano facilmente la pediatra può consigliare specifiche lozioni oleose da applicare sul cuoio capelluto.

Se la crosta lattea non dovesse scomparire o peggiorasse si raccomanda di fare il punto con il pediatra per provare una terapia diversa.

Diagnosi

I medici normalmente diagnosticano la dermatite seborroica attraverso un’anamnesi completa, ascoltando attentamente la descrizione dei sintomi ed esaminando le zone di pelle che danno problemi.

I passaggi che conducono alla diagnosi sono quindi i seguenti:

  1. Anamnesi. Il medico vi chiederà di quali sintomi soffrite, quali farmaci assumete (sia da banco sia con prescrizione medica) e se avete altri problemi di salute.
  2. Visita. Il medico esaminerà il cuoio capelluto e le zone del volto o del corpo in cui si presentano i sintomi.

In alcuni casi è necessario ricorrere a esami del sangue o alla biopsia (prelievo di alcune cellule della pelle, da esaminare al microscopio), per distinguere la dermatite seborroica da altre condizioni con sintomi simili, come ad esempio:

  • Psoriasi. Anche questo disturbo provoca rossore e desquamazione cutanea. Le squame, però, sono di colore argenteo e di solito si presentano anche in zone diverse dal cuoio capelluto: possono essere pochissime oppure formare vere e proprie chiazze che coprono ampie zone del corpo. Le parti del corpo soggette alla psoriasi possono essere diverse da quelle colpite di solito dalla dermatite seborroica. Anche la psoriasi, come la dermatite seborroica, può causare la forfora. In alcuni casi le due condizioni possono sommarsi (sebopsoriasi).
  • Dermatite atopica (eczema). Questa eruzione cutanea provoca prurito e infiammazione. Colpisce perlopiù la piega del gomito, il retro delle ginocchia o la parte anteriore del collo. Ricompare di tanto in tanto, e poi si calma per un po’ di tempo, anche per diversi anni.
  • Tigna (Tinea capitis). Si tratta di un’infezione micotica, che colpisce con particolare frequenza i neonati e i bambini in età scolare. Provoca rossore, prurito e chiazze sul cuoio capelluto.
  • Rosacea. Dermatosi cronica, caratterizzata dalla comparsa di eritema e rossore dei vasi sanguigni del viso.

Cura e terapia

La dermatite seborroica tende a cronicizzare e di solito non c’è alcuna terapia o strategia per liberarsene definitivamente, l’obiettivo è quindi tenere efficacemente sotto controllo i sintomi e prevenire le infezioni.

Le creme e le lozioni da applicare sulle zone colpite e gli shampoo medicati sono le basi della terapia, mentre nei casi più gravi è possibile ricorrere a farmaci per uso orale che hanno effetto sull’intero organismo.

Shampoo

Tra i numerosi principi attivi presenti negli shampoo senza obbligo di ricetta ricordiamo:

  • solfato di selenio,
  • zinco piritione,
  • carbone minerale,
  • acido salicilico (utile a favorire il distacco del le squame dal cuoio capelluto, presente anche in alcune lozioni associato al cortisone).

Salvo occasionali reazioni da ipersensibilità sono in genere prodotti ben tollerati, ma è importante usare i prodotti per la dermatite seborroica seguendo attentamente la prescrizione medica e le istruzioni presenti sulla confezione. Se un tipo di shampoo funziona per un certo periodo e poi sembra perdere efficacia, provate ad alternare tra due tipi diversi.

Ricordate di lasciar agire lo shampoo per tutto il tempo consigliato, in modo che gli ingredienti abbiano il tempo di fare effetto.

Se vi siete lavati i capelli con cura per diverse settimane e avete ancora prurito e desquamazione, andate dal medico. Potreste aver bisogno della ricetta per uno shampoo o una lozione più incisivi.

Principi attivi antimicotici

Obiettivo dei prodotti contenenti antimicotici è ridurre la presenza del lievito Malassezia nelle zone colpite; in questa categoria di prodotti troviamo:

  • shampoo, principalmente a base di ketoconazolo o ciclopiroxolamina
  • preparazioni semisolide (gel, crema, …) a base di ketoconazolo o altri principi attivi antimicotici,
  • compresse, in genere terbinafina.

L’uso di formulazioni sistemiche come le compresse è limitata a episodi con sintomi molto severi, mentre shampoo e creme possono essere usate più spesso, possibilmente alternati con altri prodotti.

Alcuni dermatologi consigliano di usare gli shampoo medicati anche il lavaggio delle altre zone, diverse dal cuoio capelluto, colpite dalla dermatite, al fine di sfruttarne l’effetto antifungino; utile in questo caso lasciarlo in posa per almeno 5-10 minuti.

Corticosteroidi

Questi principi attivi (cortisone) alleviano i sintomi, diminuendo

  • infiammazione,
  • prurito,
  • fastidio.

L’utilizzo deve essere limitato a brevi periodi di trattamento e piccole zone, per ridurre il rischio di effetti collaterali.

Sono disponibili numerose forme farmaceutiche:

  • preparazioni topiche (crema, unguento, gel, lozione, …),
  • preparazioni sistemiche (come compresse, ma che in genere non vengono usate per il trattamento della dermatite seborroica).

Immunosoppressori

Esistono creme in grado di ridurre l’attività del sistema immunitario e, conseguentemente, i sintomi della reazione immunitaria tipici della dermatite seborroica; si tratta di farmaci delicati, prescrivibili solo dallo specialista e per questo limitati ai casi più gravi che non rispondono ad altri trattamenti.

Ricordiamo per esempio:

  • tacrolimus (Protopic®),
  • pimecrolimus (Elidel®).

Ancor più raramente si ricorre alla prescrizione di isotretinoina in compresse, un derivato della vitamina A in grado di ridurre la produzione di sebo, ma con severe controindicazioni e possibili effetti collaterali anche gravi.

Fototerapia

Alcuni pazienti trovano grande beneficio dall’esposizione ai raggi UV-A e UV-B di specifiche lampade, perchè in grado di limitare la proliferazione dei funghi presenti sulla pelle.

Integratori a base di olio di pesce

Alcune ricerche sembrano indicare che gli integratori a base di olio di pesce che contengono gli acidi grassi omega 3 potrebbero essere utili contro la dermatite seborroica, ma ad oggi non esistono riscontri certi in letteratura.

Anche se l’assunzione è considerata ragionevolmente sicura, si raccomanda il preventivo parere del medico.

Non esistono altri rimedi naturali con una qualche evidenza di efficacia.

Stile di vita e rimedi pratici

Una corretta igiene gioca un ruolo fondamentale nella corretta gestione della dermatite seborroica; un frequente lavaggio (quotidiano, quando possibile) delle zone colpite permette la rimozione del sebo in eccesso con conseguente miglioramento dell’infiammazione cutanea. Nelle fasi acute si utilizza in genere solo shampoo medicati, per poi ridurne la frequenza una volta che i sintomi siano sotto controllo.

È molto importante procedere poi a un accurato risciacquo.

Nella maggior parte dei casi anche il viso può essere trattato con lo shampoo, con medesime modalità.

Alcuni pazienti riscontrano sensibili benefici dall’attività all’aria aperta, soprattutto nella stagione estiva.

In caso di persistenza del prurito si può valutare con il medico il ricorso a farmaci antistaminici, generalmente in forma di compresse, che possono dare grande sollievo durante la fase acuta e ridurre la necessità di grattarsi, azione che può peggiorare drasticamente irritazione e sintomi in generale.

In genere è consigliabile radersi regolarmente barba e baffi, se la zona è colpita dai sintomi della dermatite seborroica.

 Fonti e bibliografia

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