Depressione stagionale (SAD): cause, sintomi e rimedi

Ultima modifica 04.06.2019

Introduzione

Quando il medico Norman Rosenthal si trasferì nella metà degli anni ’80 negli U.S.A dal Sud Africa, notò che durante i mesi invernali si sentiva depresso e molto meno produttivo, per poi tornare alla normalità nei mesi caldi.

Con altri colleghi comincio così a collaborare alle ricerche su questa condizione, sulla melatonina e sul ciclo sonno-veglia per poi arrivare a definire una nuova malattia.

Indicato impropriamente anche come depressione d’inverno, depressione d’estate o depressione stagionale, il disturbo affettivo stagionale (SAD – Seasonal Affective Disorder) è una malattia ricorrente, facente parte del Disturbo Depressivo Maggiore, che:

  • insorge principalmente all’inizio dell’autunno,
  • si sviluppa durante tutti i mesi invernali,
  • scompare spontaneamente in primavera e in estate.

Quando le giornate sono più corte e la luce solare diminuisce, gli individui sperimentano sentimenti di tristezza e perdita delle energie.

Più raramente (nel 3% dei casi) il SAD può presentarsi in primavera o all’inizio dell’estate, per poi scomparire in inverno; in questo caso si parla di SAD estivo.

La gravità delle manifestazioni cliniche è variabile, in quanto è possibile che le persone possano avere forme più lievi di SAD, conosciute come “sotto-sindromi” o S-SAD.

Grafica che ricostruisce le caratteristiche del disturbo affettivo stagionale

iStock.com/RaStudio

Cause

È difficile calcolare la prevalenza esatta del SAD, poiché il disturbo viene spesso sottovalutato e quindi non diagnosticato.

Si stima che la prevalenza sia dell’1-10% (in Italia del 3,5% per SAD e 11,5% per S-SAD) e che sia correlata alla latitudine, a causa della diversa esposizione delle aree geografiche alla luce solare.

È più frequente nelle donne, che sono associate ad un rischio aumentato di circa quattro volte rispetto agli uomini (4,5% nelle donne rispetto a 1,2% negli uomini in Italia), oltre che nelle persone con storia familiare di

Insorge tipicamente intorno ai 18-30 anni e si presenta in maniera variabile nelle diverse aree geografiche: la frequenza è massima nei Paesi lontani dall’equatore, ad un elevata latitudine, e minima nei paesi a bassa latitudine.

Le cause specifiche sono sconosciute, ma sono stati studiati ed individuati alcuni fattori che possono determinare l’insorgenza della malattia:

  • Anomalie nel funzionamento della serotonina prodotta nel cervello, indispensabile per il mantenimento di un buon tono dell’umore; i pazienti con SAD sembrano possedere livelli più elevati di una proteina, chiamata SERT, che rende inattiva la serotonina. In autunno, quando la luce solare comincia a calare, i livelli della proteina aumentano causando una concomitante diminuzione della serotonina.
  • Anomalie nella produzione della melatonina, un ormone prodotto dalla ghiandola pineale nel cervello, in risposta al buio e responsabile di indurre il sonno; quando le giornate si accorciano nei mesi invernali, la ghiandola pineale produce più melatonina e di conseguenza i soggetti con SAD sperimentano letargia e sonnolenza.
  • La combinazione dei bassi livelli di serotonina e gli aumentati livelli di melatonina modifica l’orologio interno del corpo (responsabile della regolazione del cosiddetto “ritmo circadiano”) causando la perdita di sincronizzazione con i cambiamenti ciclici luce-buio, nel corso di una giornata e durante le stagioni. Come risposta la persona non riuscirà ad adattarsi bene ai cambi di stagione.
  • Diminuzione della produzione di Vitamina D, un ormone sintetizzato nella pelle grazie all’esposizione solare. Nei mesi invernali i livelli di vitamina si abbassano e, data l’importanza di questa per l’attività della serotonina, si avranno dei sintomi depressivi anche rilevanti.
  • Variazione dei livelli di Ipocretina/Orexina, una proteina prodotta dall’ipotalamo nel cervello in base alla luce, responsabile del controllo dei cicli di sonno-veglia.
  • Possibile correlazione fra SAD e sistema immunitario. Alcuni pazienti presentano un aumentato stato infiammatorio durante l’inverno e la fase sintomatica.

I fattori di rischio che possono predisporre allo sviluppo del disturbo includono:

  • Storia familiare. I soggetti con SAD possono avere altri parenti con la stessa diagnosi o con altre forme di depressione.
  • Presenza di depressione o di disturbo bipolare. Nei pazienti con depressione o disturbo bipolare già diagnosticati si può assistere, nei mesi invernali, ad un peggioramento dei sintomi depressivi concomitanti.
  • Lavori notturni, a causa del ruolo importante giocato dalla luce solare nella modifica dei ritmi circadiani.

Sintomi

Nel DSM V (il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali V edizione) la malattia è classificata come una variante stagionale del Disturbo Depressivo Maggiore; i sintomi del SAD sono infatti sintomi depressivi “atipici”, cioè non quelli classici del disturbo depressivo maggiore poiché, per almeno due anni, l’umore

  • è deflesso per la maggior parte del giorno, per quasi tutti i giorni, ma comunque reattivo;
  • tende a peggiorare nelle ore serali (a differenza del disturbo depressivo maggiore nel quale l’umore è maggiormente depresso al mattino, perché la persona sente di avere una lunga giornata davanti a se che non riuscirà ad affrontare);
  • inizia e termina durante una stagione specifica, ogni anno, con una remissione completa durante le altre stagioni.

I sintomi della variante invernale (SAD invernale) appaiono alla fine dei mesi autunnali oppure agli inizi di quelli invernali e spariscono con la bella stagione, manifestandosi in forma di:

  • tristezza,
  • irritabilità,
  • pianto frequente,
  • stanchezza e letargia,
  • difficoltà di concentrazione,
  • ipersonnia (aumento delle ore di sonno),
  • mancanza di energia e di interesse,
  • diminuzione delle attività giornaliere,
  • isolamento sociale,
  • forte desiderio di carboidrati e zuccheri,
  • aumento dell’appetito e del peso,
  • sentimenti di perdita di speranza e di colpa,
  • ideazione suicidaria.

I sintomi della più rara variante estiva (SAD estiva), che insorge nel 5% dei casi, appaiono durante il periodo primaverile-estivo e scompaiono in inverno; possono includere:

La gravità delle manifestazioni cliniche è variabile e le persone possono sviluppare forme più lievi conosciute anche come “sotto-sindromi” (S-SAD).

Altre persone invece possono provare una vera e propria incapacità nello svolgimento delle normali attività quotidiane e dei sintomi così severi da essere sovrapponibili a quelli tipici della depressione maggiore.

Diagnosi

Il medico eseguirà un’attenta valutazione della storia personale del soggetto per escludere eventuali condizioni mediche associate, abuso di sostanze o alcol. La valutazione include

  • Esame fisico e test di laboratorio per indagare la presenza delle malattie fisiche che possono causare fatica, umore depresso, calo dell’energia e modifiche del sonno (come ad esempio ipotiroidismo e anemia)
  • Valutazione specialistica. Attraverso interviste e questionari (come lo SPAQ – Seasonal Pattern Assessment Questionnaire -) viene indagata la presenza e la gravità dei sintomi.

Altre malattie psichiatriche associate o che possono confondere la diagnosi sono

  • altri disturbi depressivi,
  • disturbo bipolare,
  • disturbo da iperattività e deficit dell’attenzione (ADHD),
  • disturbi alimentari.

Prognosi e complicanze

È importante riconoscere i segni e sintomi del disturbo e non sottovalutarlo in quanto, come tutti i disturbi depressivi, può portare a conseguenze anche molto gravi:

  • isolamento sociale,
  • problemi scolastici e lavorativi,
  • abuso di sostanze,
  • altri disturbi mentali come ansia e disturbi del comportamento alimentare,
  • ideazione e comportamenti suicidari.

Cura e rimedi

Il trattamento è fondamentale per prevenire le complicanze, soprattutto se attuato prima che i sintomi peggiorino; si basa sulla combinazione di

  • Fototerapia. Si utilizza la luce chiara artificiale per mimetizzare quella solare, come primo trattamento per la depressione autunnale; esistono dispositivi in grado di emettere uno spettro di luce sovrapponibile a quello solare. I sintomi del SAD possono essere alleviati sedendo di fronte all’emissione di luce al mattino, di solito dagli inizi di autunno fino alla primavera. La fototerapia comincia ad agire dopo qualche giorno o qualche settimana causando minori effetti collaterali rispetto ai farmaci, ma questo non significa che debba essere autogestita; la terapia deve sempre essere monitorata da uno specialista e non dovrebbe essere utilizzata assieme a farmaci che aumentano la sensibilità alla luce come il litio, la melatonina, gli antipsicotici e alcuni antibiotici.
  • Antidepressivi. Gli antidepressivi serotoninergici (SSRI) sono i farmaci di prima scelta, soprattutto quando i sintomi sono severi. È utile assumere il farmaco prima che i sintomi compaiano ogni anno e continuare anche dopo la loro scomparsa. È importante riferire al medico se si stanno assumendo rimedi fitoterapici (come l’iperico) o altre terapie alternative poiché queste possono interagire anche pericolosamente con le molecole farmacologiche.
  • Vitamina D. Assumere la vitamina prima dei mesi invernali può aiutare a prevenire i sintomi depressivi.
  • Psicoterapia. Aiuta a
    • identificare e trasformare i pensieri e i comportamenti negativi;
    • apprendere delle modalità salutari per gestire i sintomi ed evitare l’isolamento sociale.
Donna che si sottopone ad una seduta di fototerapia

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Rimedi

Esistono infine accorgimenti pratici da adottare e mantenere durante tutto l’anno al fine di rafforzare le risorse personali del soggetto ed evitare l’isolamento sociale, lo stress e l’ansia.

  1. Gestione dello stress, per esempio attraverso
    • tecniche di rilassamento e meditazione,
    • arte e musicoterapia.
  2. Aumento dell’esercizio fisico e dell’attività all’aperto, anche nei giorni nuvolosi, soprattutto nelle prime ore del mattino (camminate, pranzo al parco, sedersi sulle panchine al sole, …);
  3. Accorgimenti alimentari (limitare gli amidi e in particolare gli zuccheri).
  4. Rendere il proprio ambiente più luminoso e soleggiato, sedersi vicino alle finestre.
  5. Programmare, se possibile, dei viaggi invernali o estivi (in base al tipo di SAD).

Per quanto riguarda gli antidepressivi e la fototerapia è importante prestare attenzione alla presenza concomitante di un disturbo bipolare.

Fonti e bibliografia

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