Costocondrite: sintomi, cause, pericoli e cura

Ultima modifica 28.10.2019

Introduzione

Per costocondrite s’intende l’infiammazione a carico delle cartilagini costali, che si manifesta con dolore a livello toracico. Nello specifico vengono interessate dall’infiammazione soprattutto le articolazioni costo-sternali (punto di unione delle coste con lo sterno).

Anche detta sindrome costo-sternale o condrite costale, le cause principali possono essere:

I sintomi più comuni della costocondrite sono:

  • dolore toracico, diffuso o localizzato in uno specifico punto, che peggiora coi movimenti o in caso di pressione sulla gabbia toracica,
  • dolore che si irradia alla schiena o all’addome con conseguente mal di schiena e mal di pancia,
  • limitazione funzionale della gabbia toracica nei movimenti,
  • continuo senso di tensione.

In caso di dolore al torace è necessario rivolgersi immediatamente ad un medico per escludere la possibilità di un infarto cardiaco; una volta escluso un problema cardiaco o altre patologie gravi (come un’embolia polmonare o una pleurite), con l’aiuto di anamnesi, esame obiettivo e di alcuni esami strumentali, è possibile giungere per esclusione alla diagnosi di costocondrite.

Tenendo presente che nella maggior parte dei casi la costocondrite si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni, la terapia di tipo sintomatico si basa sul riposo e sull’utilizzo di farmaci antinfiammatori e antidolorifici.

La patologia risponde positivamente alla fisioterapia e ad alcuni trattamenti fisici riabilitativi (come la TENS ed altri).

Anatomia delle cartilagini costali

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Cause

Vengono interessati da questa problematica soprattutto le donne e gli adolescenti, anche se chiunque e a qualsiasi età può soffrire di costocondrite; una grossa percentuale di persone soffrono di costocondrite senza che sia possibile risalire ad una causa certa (idiopatica), mentre tra i fattori scatenanti noti ricordiamo:

  • Trauma al torace: qualunque tipo di trauma alle coste e allo sterno può essere il preludio alla costocondrite. Gli eventi traumatici più frequenti sono traumi durante gli sport (come il calcio, il rugby, il football americano, l’hockey su ghiaccio, sport da combattimento), le aggressioni fisiche e gli incidenti automobilistici.
  • Sforzo fisico eccessivo: parliamo di attività sportiva eccessiva in soggetti non allenati, sollevamento di pesi eccessivi, solo raramente una tosse cronica e continua.
  • Infezioni: possono essere di tipo batterico, virale o micotico, tra cui:
    • sifilide,
    • tubercolosi,
    • aspergillosi,
    • candidosi,
    • stafilococcus aureus,
    • infezioni virali respiratorie.
  • Malattie reumatologiche come ad esempio:
  • Tumori: diversi tipi di tumore possono provocare una costocondrite, tra cui:
  • Fibromialgia: patologia cronica la cui causa è ancora sconosciuta, caratterizzata da dolore muscolare cronico difficilmente alleviabile e da rigidità ed impotenza funzionale. Spesso si manifesta con dolore in corrispondenza di alcuni punti, detti trigger point, presenti anche a livello della gabbia toracica.

Sintomi

Il principale sintomo della costocondrite è il dolore toracico che presenta diverse caratteristiche:

  • Può essere diffuso a tutto il torace o localizzarsi in punti specifici a livello dello sterno o più lateralmente a livello delle coste.
  • Tende a peggiorare con i movimenti del torace (anche con la tosse), o qualora si eserciti pressione in alcuni punti specifici.
  • Tende ad irradiarsi verso la schiena e verso l’addome con conseguente mal di schiena e mal di pancia.
  • Può avere una durata limitata o rimanere fisso per diverso tempo.

Può associarsi ad altri sintomi come

  • un continuo senso di tensione muscolare a livello della gabbia toracica,
  • limitazione funzionale di alcuni movimenti del torace.
Uomo che si tocca il torace a causa del dolore da costocondrite

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Diagnosi

In caso di dolore toracico si raccomanda di rivolgersi immediatamente ad un medico, poiché va esclusa a priori la possibilità che si possa trattare di un infarto cardiaco.

Una volta escluse le problematiche più gravi come quelle cardiache, è possibile giungere alla diagnosi sulla base di

  • anamnesi,
  • esame obiettivo,
  • esami strumentali.

L’anamnesi consiste nella formulazione da parte del medico di una serie di domande, con lo scopo di indagare e ricostruire l’intera storia clinica del paziente. In questo caso è importante capire:

  • quando è sorto il dolore e quali caratteristiche presenta,
  • se può associarsi ad un trauma o ad uno sforzo fisico eccessivo,
  • se viene esacerbato dai movimenti o dalla pressione di alcuni punti trigger.

Al termine di questa fase il medico è spesso già nella condizione di sospettare una possibile costocondrite, ma l’esame obiettivo permette il riconoscimento di tutti i sintomi riferiti dal paziente ed i segni clinici oggettivi, escludendo tra l’altro la presenza di una tumefazione a livello delle cartilagini costali, tipica invece della sindrome di Tietze.

Dal punto di vista strumentale si possono eseguire:

Questi esami sono importanti per escludere

La costocondrite non è infatti riconoscibile da alcun esame strumentale, richiedendo quindi diagnosi clinica (cioè basata sui sintomi) di esclusione.

Diagnosi differenziale

La costocondrite entra in diagnosi differenziale con diverse altre patologie, tra cui le più importanti sono:

  • Frattura costale: in questo caso vi è una lesione vera e propria a livello osseo; dall’anamnesi risulterà un trauma toracico importante, e il dolore è molto intenso e duraturo. Negli anziani per via dell’osteoporosi può presentarsi anche senza un trauma toracico degno di nota.
  • Infarto cardiaco: il dolore è intenso (meno marcato in caso di neuropatia diabetica) e si irradia verso la spalla e il braccio sinistro. È fondamentale escludere sempre un infarto cardiaco, prima di pensare ad una costocondrite.
  • Sindrome di Tietze: è una sindrome dolorosa benigna che si presenta con dolore toracico localizzato a livello delle prime 4-5 coste. Viene oggi riconosciuta come una grave forma di costocondrite cronica. L’elemento essenziale che permette di differenziarla dalla costocondrite è la presenza di gonfiore e tumefazione a livello della cartilagini articolari, del tutto assente nella costocondrite, oltre alla posizione del dolore:
    • la costocondrite interessa in genere la terza, la quarta e la quinta articolazione costosternale,
    • la sindrome di Tietze di norma la seconda o la terza articolazione costosternale.

Cura

Nella maggior parte dei casi la costocondrite si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni.

La terapia medica è quindi di tipo sintomatico, legata cioè alla risoluzione dei sintomi, e si basa su:

  • riposo assoluto per alcuni giorni,
  • utilizzo di farmaci antinfiammatori (come i FANS) e di antidolorifici (tradizionali come il paracetamolo, oppure di origine oppioide per il trattamento di dolore più severo),
  • fisioterapia e trattamenti fisici riabilitativi come la TENS. Quest’ultima rappresenta una metodica moderna utilizzata nella terapia del dolore, molto valida soprattutto nel trattare il dolore cronico di tipo muscolo-scheletrico. Si basa sull’utilizzo di piccole scariche elettriche che vanno a stimolare i nervi attraverso la cute riducendo la percezione del dolore;
  • antibiotici in caso di costocondrite secondaria ad infezione batterica.

I pazienti che lamentano un disagio persistente, che non risponde ai tradizionali farmaci da assumersi per bocca, possono essere gestiti con infiltrazioni di cortisone (mesoterapia).

Rimedi naturali

Poiché il dolore può essere peggiorato da qualsiasi attività che causi una qualche forma di stress sulla zona del torace (attività fisica, movimenti di estensione per prendere un oggetto in alto, applicare pressione dormendo a pancia in giù, …) è nell’interesse del paziente evitare ogni azione che possa causare male.

Alcuni pazienti traggono beneficio dall’applicazione di borsa di acqua calda (per rilassare la muscolatura) o fredda (per ridurre l’infiammazione) sulle zone doloranti,.

Fonti e bibliografia

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