Contrattura muscolare: cause, sintomi, rimedi e cura

Ultima modifica 03.06.2019

Introduzione

La contrattura muscolare è un sintomo legato ad un’affezione muscolare di varia natura, che si manifesta generalmente per un’intossicazione muscolare, ossia in conseguenza di uno sforzo muscolare effettuato in condizioni sfavorevoli per un tempo più o meno prolungato.

Chiunque può andare incontro ad una contrattura muscolare, ma si tratta di un infortunio più comune nei soggetti sportivi; il muscolo contratto si presenta dolente, talvolta gonfio ed indurito al tatto. Questo stato di contrazione può essere valutato dal medico con la palpazione del muscolo in questione.

La contrattura muscolare può interessare qualsiasi muscolo del corpo, sebbene più comunemente ad essere coinvolti siano uno o più muscoli di

  • schiena,
  • collo,
  • spalle,
  • cosce
  • e/o polpaccio.

Delle diverse possibili lesioni muscolari, la contrattura è quella di più rapida risoluzione; in ordine di gravità ricordiamo:

Una volta stabilito che si tratta di una semplice contrattura, escluse cioè cause più severe di dolore come una lesione

  • muscolare,
  • capsulo-legamentosa o meniscale da trauma

oppure ernie muscolari o ancora affezioni di altra natura (pubalgia, tendinopatia, malattia di Osgood-Schlatter, talloniti, fratture ossee, … ) i possibili approcci terapeutici comprendono

  • riposo attivo per 3-7 giorni,
  • massoterapia,
  • impacchi caldo-umidi,
  • somministrazione di farmaci miorilassanti.

 

Atleta che si tocca la schiena a causa del dolore avvertito per una contrattura

iStockc.com/tommaso79

I muscoli

L’uomo possiede circa 700 muscoli, di cui la metà sono volontari e preposti alla generazione di:

  • movimento e
  • forza

a cui si aggiungono muscoli con funzione specifica, quali i muscoli

  • mimici del viso,
  • erettori della colonna vertebrale,
  • dell’ugola,

nonché muscoli preposti a

  • respirazione,
  • fonazione,
  • udito,
  • calore.

Anche il cuore è un muscolo.

Ogni muscolo volontario è costituito da

  • tessuto connettivo specializzato.
  • fibre muscolari.
  • parti tendinee d’inserzione ossea.
  • vasi sanguigni e
  • nervi.

La fibra muscolare è l’unità elementare del muscolo: ha la forma di un cilindretto di lunghezza compresa tra pochi millimetri e 20-30 cm e spessore tra i 10 e i 100 micron.

Ogni fibra muscolare è costituita da miofibrille che gli conferiscono l’aspetto striato tipico della muscolatura volontaria. Le miofibrille sono lunghi e sottili filamenti muscolari costituite da 2 proteine tra loro in rapporto: la miosina e l’actina. Lo scorrimento l’una sull’altra di queste 2 proteine, accorcia le fibre muscolari e consente la contrazione del muscolo.

I muscoli possono essere classificati in base a:

  • forma:
    • lunghi,
    • larghi,
    • orbicolari;
  • numero di capi d’origine:
    • bicipite,
    • tricipite,
    • quadricipite;
  • funzione:
    • flessori,
    • estensori,
    • adduttori,
    • abduttori,
    • pronatori,
    • supinatori,
    • rotatori interni od esterni,
  • collaborazione/contrasto di azione:
    • agonisti,
    • antagonisti.

Cause e fattori di rischio

Qualsiasi muscolo del nostro corpo può essere colpito da una lesione muscolare che ne compromette la funzionalità in modo più o meno grave. Le lesioni muscolari possono essere causate da:

  • traumi diretti,
  • traumi indiretti.

Il trauma diretto, detto contusione, è un trauma dovuto ad una causa esterna di varia natura più o meno grave in rapporto al danno anatomico prodotto.

I traumi indiretti comprendono:

  • contratture
  • stiramenti o
  • strappi muscolari di vario grado.

La contrattura è un trauma indiretto, frequente e di lieve entità, che non causa rotture delle fibre muscolari e che può interessare tutto il muscolo o una sua parte.

Si tratta di fatto di un meccanismo di difesa dei nostri muscoli che si contraggono in modo involontario ed improvviso, determinando una diffusa alterazione del tono muscolare, in condizioni particolari di affaticamento muscolare.

Da un punto di vista fisiopatologico il trauma indiretto è un trauma che si verifica per effetto di una sollecitazione in trazione sul muscolo, quasi sempre in condizioni di affaticamento: ad esempio quando l’avambraccio è contratto in flessione e si estende improvvisamente e passivamente. Si parlerà in questi casi di contrazione di tipo eccentrico: ossia il muscolo si contrae e produce forza non accorciando le sue fibre muscolari, come avviene normalmente, ma agendo “da freno”.

Metabolicamente il muscolo contratto eccentricamente si ritrova a lavorare senza un adeguato apporto di sangue ed ossigeno (in anaerobiosi) e ciò determina:

  • aumento della temperatura locale della zona muscolare contratta,
  • acidosi metabolica e
  • anossia cellulare (le cellule non sono ossigenate),

condizioni che vanno a compromettere il tessuto muscolare ed il tessuto connettivo di sostegno, rendendoli più fragili.

Diverse condizioni possono predisporre ad una contrattura muscolare, tra i principali fattori di rischio e cause ricordiamo:

  • movimenti bruschi ed improvvisi,
  • mancato riscaldamento muscolare all’inizio di una pratica sportiva,
  • posture scorrette,
  • sforzi muscolari eccessivi,
  • squilibri muscolari, mancanza di coordinazione e/o equilibrio,
  • attività fisiche non eseguite nel modo corretto, ad esempio da sportivi amatoriali,
  • ansia/stress,
  • patologie metaboliche (gastriti croniche, intolleranze alimentari, colon irritabile, ..),
  • eventi cerebro-vascolari (rari),
  • vita sedentaria,
  • sovrappeso o obesità,
  • condizioni atmosferiche (freddo, ma anche caldo intenso..).

Ad essere più colpiti da questa forma di lesione è ovviamente la popolazione sportiva, ma anche chi non pratica alcun sport è passibile di una contrattura accidentale o di un indolenzimento muscolare, ad esempio dopo una lunga passeggiata, una giornata di giardinaggio, lavoretti fai-da-te che richiedono uno sforzo fisico, un trasloco, …

Sintomi

L’aumento involontario ed improvviso del tono muscolare è causa di:

  • dolore muscolare,
  • irrigidimento del muscolo,
  • maggiore sensibilità nei movimenti per perdita di elasticità muscolare e dolore.

 

Questi sintomi generalmente si sviluppano a carico di quei muscoli più utilizzati durante una pratica sportiva o comunque durante la giornata, ad esempio:

  • bicipite femorale,
  • quadricipite femorale,
  • adduttori,
  • gastrocnemio,
  • ischio-crurale,
  • tricipite surale,
  • trapezio,
  • muscolo elevatore della scapola,
  • muscoli paravertebrali,

ossia muscoli di

  • cosce,
  • polpaccio,
  • gambe
  • e braccia

che sono in movimento per buona parte del giorno o che si tende a voler potenziare durante una sessione di sport; oppure, ancora, quei muscoli di

  • collo,
  • spalle
  • e schiena

che risentono in particolare di movimenti bruschi o posture scorrette assunte per lungo tempo.

Il dolore aumenta con il movimento e talvolta anche a riposo nelle forme associate a stress/ansia.

Nel caso di una cervicalgia, ossia una contrattura dei muscoli lunghi del collo, trapezio e/o elevatore della scapola, possono associarsi altri disturbi insieme al dolore della regione muscolare della nuca e delle spalle, come ad esempio:

Contrattura, stiramento o strappo?

  • Il dolore muscolare da contrattura solitamente insorge a distanza di qualche ora od il giorno seguente la pratica di un’attività sportiva; non è localizzato in un punto preciso, non dà impotenza funzionale immediata, ma rende il muscolo più sensibile durante il movimento. Si differenzia dunque dal
    • dolore muscolare da stiramento, caratterizzato dall’insorgenza acuta durante l’attività fisica e il più delle volte ben localizzato; la persona colpita è costretta ad interrompere l’attività, pur non comportando necessariamente un’impotenza funzionale immediata e del quale conserva un preciso ricordo anamnestico;
    • dolore muscolare da strappo, un dolore acuto, violento, che compare durante l’attività sportiva, attribuibile alla lacerazione di un numero variabile di fibre muscolari. Lo strappo muscolare è sempre accompagnato da uno stravaso ematico (ematoma), più o meno evidente a seconda dell’entità e della localizzazione della lesione e dall’integrità o meno delle fasce muscolari. Si distinguono 3 gradi di gravità dello strappo:
      • lieve,
      • moderato
      • e severo.

Se compare dolore muscolare mentre si sta svolgendo un’attività fisica, questa dovrebbe essere interrotta: in tal modo si evita di sforzare ulteriormente il muscolo già traumatizzato e si avranno maggiori probabilità di recupero funzionale del muscolo in tempi brevi.

Diagnosi

La contrattura muscolare è un’entità ben riconosciuta dal medico di famiglia o dallo specialista (fisiatra o fisioterapista) sulla base dei dati clinici:

  • racconto anamnestico del paziente, che riferirà la comparsa del dolore muscolare e le circostanze in cui l’evento si è verificato (a casa compiendo un movimento brusco, mentre ci si allenava anche a distanza di qualche ora dall’attività sportiva, correndo, scrivendo al computer, …),
  • visita medica con palpazione del muscolo contratto che apparirà dolente ed irrigidito al tatto.

Durante la visita medica può essere riscontrato un ematoma, un aumento di volume e di consistenza del muscolo (edema), alterazioni del profilo anatomico del muscolo che devono orientare il medico non più verso una diagnosi di semplice contrattura muscolare, ma ad esempio verso possibili rotture muscolari parziali o totali.

In questi rari casi, così come in presenza di un dolore muscolare persistente oltre i 10 giorni e non responsivo alle cure mediche, può essere utile l’esecuzione di un esame strumentale di controllo quale

per escludere altre cause più gravi di dolore muscolare, quali stiramenti o strappi muscolari, oppure patologie muscolo-scheletriche come ernie, tendinopatie, fratture, …

L’ecografia muscolare permette di valutare dinamicamente il muscolo osservandolo sia durante la fase di rilassamento sia durante la fase di contrazione e di evidenziare eventuali anomali scorrimenti dei piani di clivaggio tra i muscoli e le strutture vicine.

La risonanza magnetica consente di ottenere una fotografia più dettagliata del reale stato dei muscoli coinvolti dal trauma e delle strutture vicine (osso, muscoli, tendini e parti molli superficiali).

Rimedi e cure

Le cure nel caso di una contrattura muscolare comprendono essenzialmente:

È consigliato un periodo di riposo dai 3 ai 7 giorni, a seconda del grado di contrattura. In quei giorni il paziente deve astenersi dalla pratica di attività sportive che possano acutizzare il dolore muscolare. L’uso di stampelle può essere richiesto nel caso di contratture intensamente dolorose dei muscoli delle gambe o polpaccio.

Possono essere indicati impacchi caldo/umidi nella zona del corpo sottoposta a stress muscolare, utilizzando fasce auto-riscaldanti non medicate da applicare su collo o schiena. L’efficacia del calore nel contrastare l’indolenzimento è spiegata dalla capacità di stimolazione della circolazione sanguigna e dal contributo all’eliminazione dell’acido lattico che si accumula nelle fibre muscolari durante l’esercizio fisico o in condizioni di stress emotivo.

In altri casi (se compaiono dolore intenso, ematomi o edemi) possono essere utili impacchi freddi nei primi giorni, utilizzando asciugamani bagnati in acqua fredda o cubetti di ghiaccio tritato avvolti in un asciugamano e nella borsa per il ghiaccio. Le applicazioni devono avere una durata di circa 20 minuti ad intermittenza e vanno ripetuti ogni 2/4 ore per i primi 3/4 giorni. È sconsigliato l’uso di spray congelanti perché producono una refrigerazione limitata a pochi secondi, oltre a poter provocare ustioni da freddo sulla pelle se usati in modo errato.

Nei casi di dolore muscolare acuto e non tollerabile il medico può prescrivere una breve terapia farmacologica con antiinfiammatori (FANS) in compresse, pomate, o fiale da associare eventualmente a farmaci ad azione miorilassante. Il cortisone può essere suggerito per brevi periodi, nel caso di dolore particolarmente severo.

Superata la fase acuta del dolore possono essere suggeriti terapie manuali praticate dal fisioterapista o altre terapie strumentali:

  • idromassaggio e massoterapia, con massaggi decontratturanti ad azione antiinfiammatoria, antidolorifica e miorilassante, mirati sui trigger point (punti dolenti del muscolo),
  • laser Yag, che svolge in maniera più rapida un’azione di beneficio sull’infiammazione ed il dolore muscolare rispetto al massaggio, grazie all’uso di una laser ad alta potenza che facilita i processi cicatrizzanti,
  • ionoforesi per la somministrazione di farmaci ionizzati, ossia sfruttando la corrente prodotta da un apparecchio generatore di ioni. Si tratta di una tecnica indolore che consente la somministrazione di un coktails di farmaci (antiinfiammatori, analgesici e fibrinolitici iono-orientanti),
  • magnetoterapia, che sfrutta le onde elettromagnetiche prodotte da un apparecchio posto a contatto con la parte del corpo contratta al fine di migliorarne la vascolarizzazione.

Prevenzione

Sia lo sportivo professionista l’atleta amatoriale dovrebbero prevedere un’adeguata preparazione dei muscoli e misure preventive dopo ogni allenamento, al fine di ridurre il rischio di comparsa di contratture muscolari o lesioni muscolari più gravi, quali stiramenti o strappi.

Si raccomanda infine di evitare prestazioni e attività non sportive occasionali verso cui il fisico non risulti sufficientemente allenato/abituato.

Fonti e bibliografia

  • Anatomia Umana di G. Balboni ed al., edi.ermes
  • Anatomia Funzionale di A.I. Kapandji, Maloine – Monduzzi editoriale
  • Manuale di Fisioterapia edizione italiana a cura di G. Capra ed al., edi.ermes

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