Collo rigido e rigidità dei muscoli cervicali

Ultima modifica 31.05.2019

Introduzione

La rigidità al collo è una condizione che si manifesta con rigidità alla nuca e/o alla parte superiore della schiena, accompagnata da difficoltà a muovere la testa o le spalle e talvolta dolore.

Si tratta di un sintomo molto comune, le cui cause possono essere molteplici, dalle più frequenti come

  • posture scorrette,
  • stress,
  • freddo,
  • artrosi cervicale,

fino a condizioni cliniche meno frequenti ma più gravi, come

  • meningite,
  • encefalite,
  • emorragia subaracnoidea,
  • infarto del miocardio,

solo per citarne alcune.

Da un punto di vista fisiopatologico la rigidità al collo può verificarsi a causa di

  • un’alterazione della fisiologica lordosi del tratto cervicale della colonna vertebrale,
  • un’infiammazione e/o una compressione dei nervi spinali o dei vasi sanguigni,
  • una degenerazione della struttura delle vertebre cervicali,
  • una contrazione eccessiva dei muscoli lunghi del collo, dello sternocleidomastoideo e/o del muscolo trapezio.

La rigidità al collo può colpire sia uomini che donne, di tutte le fasce d’età, compresi i bambini.

Donna con collo rigido che si rivolge al medico

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Cause

Il collo rigido è una manifestazione clinica che può insorgere in seguito alla presenza di una grande varietà di cause, più o meno frequenti e più o meno gravi, tra cui ricordiamo:

La causa più comune di rigidità al collo è quella legata a cattive posture, soprattutto se mantenute per lungo tempo, come accade in coloro che passano molte ore al cellulare o al computer per lavoro o svago e tendono ad inclinare troppo in avanti il collo o la schiena, oppure in chi si addormenta in una posizione poco comoda o resta per molte ore in piedi.

Anche chi svolge un lavoro pesante o specifiche attività sportive, come il sollevamento pesi, è a maggior rischio di esser colpito da rigidità al collo.

Le persone ansiose tendono a scaricare le tensioni emotive irrigidendo i muscoli del collo e della schiena, innescando così un circolo vizioso di fastidi e dolore.

Un dolore al collo molto forte che compare all’improvviso e si associa a difficoltà a piegare la testa e/o il busto dal lato dello spasmo muscolare, può esser dovuto ad un semplice torcicollo provocato da un brusco movimento, oppure fattori atmosferici quali un colpo di freddo o clima particolarmente umido.

Un tamponamento stradale, un incidente sportivo o una brutta caduta possono essere causa di rigidità del collo, conseguente ad una brusca ed acuta sollecitazione dei muscoli del collo e della colonna del tratto cervico-dorsale: anche in questo caso il paziente manifesterà un dolore molto intenso.

Ci sono condizioni che possono alterare la normale struttura delle vertebre cervicali, come la presenza di un’ernia discale cervicale o dell’artrosi cervicale: in questi casi le superfici articolari delle vertebre e/o i dischi di cartilagine che si trovano tra una vertebra e l’altra appaiono usurate ed il paziente manifesterà dolore e rigidità nucale, associata a parestesie del braccio e/o della mano.

Ci sono infine condizioni extra-rachidee gravi (come l’encefalite, la meningite acuta, un evento emorragico, un infarto al cuore, ecc.) che possono esser causa di rigidità al collo improvvisa, accompagnata da sintomi neurologici e/o sistemici.

Rigidità al collo ed altri sintomi

La rigidità al collo può essere l’unico sintomo avvertito dal paziente, che manifesta una sensazione sgradevole di rigidità dei muscoli della nuca e difficoltà a compiere anche un comune movimento della testa e/o delle spalle come girarsi o piegare il capo da un lato.

Questo deficit del movimento può talvolta associarsi a dolore nucale, più o meno intenso, che può

  • comparire all’improvviso, in forma acuta,
  • oppure presentarsi periodicamente nell’arco della vita ed in tal caso essere associato ad una malattia di base cronica, di cui già il paziente sa di soffrire.

Alcuni soggetti possono invece manifestare altri sintomi insieme al dolore, alla rigidità e al deficit funzionale del collo, come ad esempio

  • la percezione di rumori simili ad uno schiocco muovendo la testa
  • una sensazione di attrito interno toccando il collo o ruotando la testa, come se ci fosse della sabbia tra le ossa vertebrali del colonna cervicale.

In presenza di un’infiammazione o una compressione dei nervi spinali del collo è possibile avvertire

  • un intorpidimento, una sensazione di formicolio o piccole scosse, che dal collo si estendono alle braccia e alle dita delle mani,
  • una diminuzione di forza muscolare del braccio o della mano.

Una persona colpita da rigidità al collo infine, specie se dovuta ad un quadro di artrosi cervicale, può manifestare

  • intolleranza ai rumori,
  • nausea,
  • capogiri cambiando posizione.

Quando rivolgersi al Pronto Soccorso

Si raccomanda di rivolgersi tempestivamente al medico in caso di rigidità acuta del collo con totale incapacità a muovere la testa in avanti, accompagnata da uno o più dei seguenti sintomi neurologici o sistemici:

Diagnosi

Per una corretta diagnosi il medico per prima cosa interroga il paziente (anamnesi) o, se il caso lo richiede, i famigliari circa le caratteristiche cliniche della sensazione di rigidità nucale avvertita, con particolare attenzione a:

  • tempi e modalità di comparsa del disturbo (improvviso, persistente, episodico, cronico),
  • eventuale presenza di dolore,
  • eventuale presenza di altri sintomi (neurologici, sistemici, …),
  • eventuale presenza di altre patologie croniche note,
  • eventuale predisposizione all’ansia o esposizione a particolare condizione di stress,
  • professione,
  • sport praticai.

Una volta raccolta un’anamnesi accurata e dettagliata, ed osservati eventuali segni fisici patologici, il medico è solitamente in grado di formulare una diagnosi.

Qualora il sintomo persistesse per più giorni senza migliorare nonostante le cure praticate, oppure in presenza di un dubbio diagnostico, si rendono necessari esami di approfondimento, come:

Cura e rimedi

Alcuni casi di rigidità del collo non necessitano di particolari cure, se non l’allontanamento di tutte quelle condizioni e stili di vita errati associati al disturbo, ad esempio l’assunzione di posture scorrette assunte durante lo studio, il lavoro o il riposo notturno, colpi di freddo, movimenti bruschi, stress.

Impacchi caldi o freddi (quest’ultimi in presenza di infiammazione), possono essere utili nelle forme lievi di torcicollo, inoltre è utile praticare giornalmente esercizi di respirazione e stretching specifici per il collo (ad esempio lenti movimenti in avanti, indietro e lateralmente del collo, oppure lente rotazioni della testa).

In alcuni casi tuttavia può essere più utile mantenere il collo a riposo, soprattutto durante le crisi dolorose, ad esempio utilizzando un collare ortopedico: in questo modo si impediscono movimenti bruschi della testa e della schiena, e si evita che si esercitino pressioni forti sui muscoli, nervi e vasi sanguigni del collo.

Massaggi, terapie fisiche (TENS, termoterapia, ..) e fisioterapia sono indicati nei periodi che intercorrono tra una crisi dolorosa e l’altra, nel caso di malattie croniche responsabili del disturbo ad esempio.

Una terapia farmacologica può essere prescritta, in base alla cause della rigidità del collo, con analgesici, miorilassanti, antidepressivi, antibiotici, corticosteroidi, … in compresse, cerotti transdermici, pomate, infiltrazioni, iniezioni.

Un intervento chirurgico in elezione è in genere richiesto solo in caso di gravi compressioni dei nervi spinali o dei vasi sanguigni del collo, come ad esempio un’ernia discale cervicale o una severa artrosi cervicale.

In caso di gravi cause di rigidità nucale può essere richiesto un intervento chirurgico d’urgenza.

Fonti e bibliografia

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