Cheratosi seborroiche: cause, sintomi, pericoli e cura

Ultima modifica 29.07.2019

Introduzione

La cheratosi seborroica è una lesione rilevata sul piano cutaneo, a superficie verrucosa (è anche definita verruca seborroica), di colore variabile dal marrone chiaro al nero, molto comune nell’età adulta specialmente dopo i 40 anni ed anziana.

Si tratta di una lesione benigna che non necessita di trattamento, se non per fini estetici.

Cause

La cheratosi seborroica non riconosce una causa precisa.

Corrisponde istologicamente alla proliferazione dei cheratinociti (le cellule che costituiscono l’epidermide), in particolare ad un ispessimento delle cellule dello strato corneo, la porzione più superficiale dell’epidermide, composta da cellule prive di nucleo (corneociti); non si conosce però cosa determini questo ispessimento.

Pelle e cheratinociti, schema grafico

iStock.com/ttsz

L’associazione tra l’esposizione alle radiazioni ultraviolette ed il numero delle lesioni non è certa, mentre è probabile che esista una predisposizione genetica. Le forme eruttive di cheratosi seborroiche, ovvero multiple cheratosi che insorgono contemporaneamente ed improvvisamente, potrebbero essere legate alla circolazione ematica di fattori di crescita nell’ambito di una neoplasia maligna di un organo interno, neoplasia di cui potrebbero rappresentare un primo segno (segno di Leser-Trelat, vedi foto seguente).

Anche se talvolta hanno un aspetto simile alle verruche virali, le cheratosi seborroiche non hanno una causa infettiva, pertanto non sono contagiose né trasmissibili da una persona all’altra.

Manifestazioni cliniche e sintomi

Le cheratosi seborroiche

  1. iniziano come delle lesioni piane (macule)
  2. che progressivamente si ispessiscono, trasformandosi in
    • papule (lesioni rilevate di dimensioni inferiori al centimetro)
    • o placche (lesioni rilevate di dimensioni maggiori di 1 centimetro che spesso derivano dalla confluenza delle papule).

A questo punto possono rimanere tali per sempre, a meno che non vengano rimosse o traumatizzate.

Cheratosi seborroica in rilievo

Fonte immagine: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/cheratosi-seborroica.html

Sono lesioni superficiali che sembrano semplicemente appoggiate alla pelle, senza infiltrazione sottostante. Specialmente la parte superficiale verrucosa, infatti, è ricoperta da squame untuose ed è poco aderente, tanto che si può staccare con un colpo d’unghia o con una curette (un bisturi di forma rotonda).

Il colore è variabile dal giallo al marrone chiaro/marrone scuro, fino al nero. Si tratta spesso di lesioni multiple, in numero variabile da poche unità fino a centinaia, di forma tonda, ovale o irregolare.

Quando le cheratosi seborroiche sono numerose possono essere disseminate disordinatamente oppure disporsi linearmente seguendo le pieghe cutanee o le direzioni verso cui si esercita lo sfregamento degli indumenti (ad esempio le pieghe sottomammarie). La localizzazione preferenziale è nelle zone seborroiche di

  • volto,
  • torace (regione sternale),
  • dorso,

ma si trovano spesso anche sull’addome e nelle pieghe ascellari e inguinali.

Sugli arti inferiori le lesioni sono poco frequenti e possono comparire sotto forma di elementi multipli di colore grigiastro (stuccocheratosi). Quando la cheratosi seborroica è clinicamente molto scura può essere chiamata melanoacantoma: in essa, dal punto di vista istologico, oltre alla proliferazione dei cheratinociti, si osserva un cospicuo aumento dei melanociti, le cellule cutanee che producono la melanina e sono responsabili della pigmentazione cutanea.

Diagnosi

La diagnosi di una cheratosi seborroica si basa sul semplice esame clinico, supportato dalla dermatoscopia manuale, metodica non invasiva che consente di visualizzare con un ingrandimento di 10 volte le caratteristiche morfologiche degli strati superficiali della cute e quindi delle lesioni cutanee, non altrimenti apprezzabili ad occhio nudo.

La cheratosi seborroica deve essere differenziata da altre lesioni cutanee, specialmente da quelle maligne con decorso e prognosi ben diversi:

  • Melanoma a diffusione superficiale, che si presenta come una lesione piana, isolata, con pigmento distribuito in modo non uniforme e a bordi irregolari.
  • Melanoma nodulare, lesione rilevata di colore scuro ed in fase avanzata talvolta sanguinante.
  • Carcinoma basocellulare pigmentato, lesione piana, di forma irregolare con orletto rilevato periferico.
  • Carcinoma spinocellulare, lesione talvolta spessa, verrucosa e sanguinante, infiltrata sui piani sottostanti.

La cheratosi seborroica deve essere anche distinta da altre lesioni benigne tra cui:

  • Lentigo solare (o macchia solare), lesione piana non palpabile, marrone.
  • Nevo melanocitario che ha una superficie liscia non desquamante.
  • Cheratosi attinica pigmentata, più rara, interessa il volto ed ha una superficie più secca della cheratosi seborroica; è una lesione che, in assenza di trattamento ed in un periodo di tempo variabile, può evolvere in carcinoma spinocellulare.

Prognosi e complicazioni

L’evoluzione e la prognosi sono benigne: le cheratosi seborroiche progressivamente si moltiplicano e si ingrandiscono, ma alcune possono sfaldarsi spontaneamente. Fattori irritativi o traumatici locali possono modificare la morfologia della lesione che aumenta di volume, si arrossa e può andare incontro a sanguinamento (cheratosi seborroica irritata o infiammata).

Rimedi e cura

La cheratosi seborroica non richiede alcun trattamento, se non per finalità puramente estetiche. Per via della localizzazione superficiale e della morfologia esofitica, la rimozione della lesione può avvenire mediante creme cheratolitiche (ad esempio con concentrazioni di urea al 40-50%) che però vanno applicate solo entro i limiti della cheratosi risparmiando la cute sana circostante; si possono anche trattare con

  • crioterapia con azoto liquido,
  • diatermocoagulazione
  • o curettage.

L’escissione chirurgica con successivo esame istologico viene riservata ai casi dubbi in cui ci sia il sospetto di una possibile neoplasia cutanea maligna.

Prevenzione

Non sono possibili misure di prevenzione.

Fonti e bibliografia

  • Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di dermatologia medica e chirurgica. McGraw-Hill 4° edizione.
  • Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.

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