Catarro in gola e tosse, come scioglierlo?

Ultima modifica 15.10.2020

Introduzione

Il muco viene costantemente prodotto lungo le vie respiratorie, è una sostanza densa e lubrificante che svolge diverse funzioni tra cui la principale è quella di protezione nei confronti di sostanze estranee (batteri, inquinanti ambientali, pollini, …); permette inoltre di mantenere le mucose del tratto respiratorio sempre umide, onde evitarne l’essiccamento.

Generalmente il muco non viene percepito quando presente in quantità fisiologiche, si mescola con la saliva e viene ingerito, oppure eliminato attraverso il naso.

La produzione di una quantità eccessiva, tuttavia, può rappresentare un problema e viene percepita dal paziente come senso di disagio; la presenza di catarro in gola deriva da un’eccessiva produzione di muco da parte delle ghiandole mucipare secernenti lungo le vie aeree, come risposta ad un processo infiammatorio; è un sintomo solitamente associato al raffreddore e alla tosse, ma è possibile che venga rilevato anche nei pazienti con altre forme d’infiammazione, come una faringite, adenonoidite, otite media, sinusite o tonsillite.

Come sciogliere/eliminare il catarro?

Il trattamento per il catarro in gola dipende in gran parte dalla causa sottostante, ma da un punto di vista generale si consiglia di:

  • mantenersi idratati bevendo abbondantemente, questo consentirà una fisiologica espettorazione del catarro,
    • in molte culture si ritrova l’abitudine di assumere liquidi caldi per dare sollievo ai sintomi del raffreddore, perché in grado di lenire le mucose infiammate, alleviare la congestione e favorire la fluidificazione del muco, per esempio attraverso tisane (malva, zenzero, …) o più semplicemente brodi vegetali o di pollo,
    • bere in particolare quando si sente il bisogno di schiarirsi la gola, atto che può peggiorare l’infiammazione,
  • in caso di contemporanea congestione nasale praticare più volte al giorno il lavaggio nelle narici con gli spray di acqua marina in vendita in farmacia (o preparati in casa con mezzo cucchiaino di sale in mezzo litro di acqua, preventivamente fatta bollire),
    • è molto importante scaricare il più possibile dal naso, per evitare che il muco presente scorra verso le vie aeree aumentando la presenza di catarro in gola (ma è consigliabile soffiare il naso senza un’eccessiva pressione, che aumenterebbe la produzione di muco),
  • utilizzare umidificatori (o almeno piccole ciotole d’acqua appoggiate sui caloriferi) negli ambienti di casa; l’aria secca irrita il naso e la gola, causando la formazione di una quantità maggiore di muco;
  • dormire con più cuscini: stare sdraiati può aumentare il disagio, perchè il catarro può scivolare nella porzione posteriore della gola;
  • non fumare ed evitare il fumo passivo;
  • evitare alcol e bevande a base di caffeina (caffè, , …) che hanno effetto disidratante,
  • fare un bagno o una doccia caldi (il vapore acqueo aiuterà a eliminare il muco da naso e gola).

Farmaci

Le forme virali, come il raffreddore o la maggior parte delle malattie da raffreddamento tipiche della stagione invernale, sono solitamente autolimitanti e non necessitano quindi di particolari terapie.

Se la causa è di tipo infettivo di natura batterica potrebbe essere opportuno, a giudizio del medico, l’utilizzo di antibiotici eventualmente associati ad antinfiammatori.

Eventualmente se è presente congestione nasale (naso chiuso) è possibile ricorrere a:

  • spray decongestionanti: riducono l’infiammazione locale. È opportuno che non vengano utilizzati per più di 5/7 giorni perché forniscono un sollievo a breve termine e l’uso prolungato può aggravare i sintomi (irritazione alla mucosa nasale, cefalea, nausea, dipendenza);
  • inalazione di vapore acqueo (non consigliati nei bambini, dove il rapporto rischio beneficio non è favorevole a causa della possibilità di gravi ustioni).

Se la causa è la rinite allergica è sufficiente evitare i fattori ambientali scatenanti o gli allergeni che causano il catarro, quando ciò non fosse possibile è possibile ricorrere alla somministrazione di farmaci antistaminici e/o spray nasali contenenti corticosteroidi, in grado di di ridurre infiammazione e congestione.

E gli sciroppi per la tosse?

Ad oggi non esiste alcuna evidenza di efficacia che giustifichi l’utilizzo di sciroppi fluidificanti/espettoranti/mucolitici in caso di forme acute e autolimitanti come i classici malanni invernali (fonte: Cochrane).

In alcuni pazienti affetti da forme croniche (ad esempio bronchiti) i limitati benefici possono talvolta superare il ridotto rischio di effetti collaterali.

Ripiano grigio, a destra rimedi naturali, a sinistra farmaci

iStock.com/bondarillia

Cause

Il catarro, espettorato in termini medici, è un accumulo di muco all’interno delle vie aeree o di una cavità del corpo, tipicamente la parte posteriore del naso, la gola o i seni paranasali (cavità piene d’aria formate dalle ossa del viso); è costantemente prodotto dalle mucose respiratorie, ma in condizioni di salute la quantità risulta limitata.

Esistono diversi fattori che possono contribuire a un eccesso di catarro nella gola:

  • infezioni: la presenza di un processo infettivo che provochi influenza, raffreddore, polmonite, bronchite sia di natura virale che batterica, può causare un’eccessiva produzione di muco;
  • fumo: comporta l’inalazione di diverse tossine con conseguente infiammazione e disidratazione delle vie aeree;
  • rinite allergica: il rivestimenti interno dei bronchioli può infiammarsi e creare un’eccessiva quantità di muco che può ostruire le vie aeree
  • setto nasale deviato,
  • ipertrofia dei turbinati: strutture ossee localizzate all’interno delle fosse nasali che permettono il riscaldamento, la purificazione e l’umidificazione dell’aria. Se la mucosa che li riveste risulta essere troppo abbondante può ridurne la loro funzione, causando problemi respiratori, formazione di catarro, infezioni frequenti e, talvolta, sanguinamento nasale (epistassi),
  • polipi nasali: sono delle escrescenze non cancerose che crescono principalmente dalla mucosa dei seni paranasali. Possono impedire al muco di defluire correttamente, causando congestione nasale e formazione di catarro (che se non drenato può accumularsi in gola),
  • inquinanti atmosferici e sostanze chimiche irritanti,
  • reflusso gastro-esofageo: causa relativamente comune di tosse secca, può in alcuni casi portare alla sensazione di catarro in gola.

Colore del catarro

Solitamente il muco è chiaro ed costituito da acqua, sali, anticorpi e altre cellule del sistema immunitario.

In condizioni patologiche può assumere un colorito e una consistenza diversa, diventando quindi un utile informazione durante il processo diagnostico:

  • Biancastro: segnala congestione nasale (naso chiuso). Quando la cavità nasale è congestionata, i tessuti sono gonfi e infiammati; ciò rallenta il passaggio del muco attraverso il tratto respiratorio rendendolo più cospicuo. Quando ciò accade, il catarro diventa più denso.
  • Giallognolo: presenza di pus e cellule del sistema immunitario che cercano di debellare l’infezione che solitamente è presente.
  • Verde: identifica una risposta immunitaria robusta e diffusa, tipica delle bronchiectasie, ascesso o gangrena polmonare. Il catarro è molto denso e gelatinoso.
  • Rosso: un colore rossastro è ovviamente da riferire alla presenza di sangue (emoftoe); anche se non necessariamente è sempre indicativo di gravi patologie, va in ogni caso segnalato al medico.

Diagnosi

Tra i principali fattori in grado di consentire al medico una diagnosi troviamo:

  • eventuali segni e sintomi associati (febbre, mal di gola, tosse, lacrimazione, cefalea, affaticamento generale, …),
  • consistenza e il colore del catarro,
  • condizioni di comparsa ed eventuale peggioramento dei sintomi (per individuare per esempio una possibile allergia),
  • ispezione visiva delle cavità nasali.

Fonti e bibliografia

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