Candida auris: le domande più frequenti

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 9 aprile 2019

Cos’è la Candida auris?

Il genere Candida è un grande gruppo di microrganismi appartenenti al regno dei funghi che comunemente vivono sulla pelle umana e all’interno dell’organismo, spesso in equilibrio con gli altri microrganismi e senza causare disturbi (si parla in questo caso di colonizzazione in soggetti portatori).

La Candida auris è una delle poche specie del genere Candida che causa candidosi nell’uomo, come per esempio la ben più nota Candida albicans, responsabile per esempio delle comuni candidosi vaginali o orali (mughetto).

Candida auris è molto meno comune di altri tipi di Candida.

Ricostruzione grafica della forma della Candida Auris

iStock.com/Dr_Microbe

Ne ho sentito parlare al telegiornale, è stata appena scoperta?

In realtà no, è stata scoperta per la prima volta nel 2009 (sebbene alcune revisioni datano il primo isolamento del microrganismo al 1996 in Corea); è stato scelto il nome auris (dal latino orecchio) perché l’isolamento è avvenuto nel canale auricolare di una paziente ricoverata in un ospedale giapponese.

Sono stati condotti diversi studi sul codice genetico dei ceppi isolati nei Paesi coinvolti e il sequenzialmento del DNA ha permesso di scoprire che, con buona probabilità, i ceppi di C. auris sono emersi indipendentemente fra loro in più regioni e all’incirca nello stesso periodo.

È davvero così pericolosa come dicono i giornali?

Purtroppo sì, potenzialmente è davvero molto pericolosa.

È in grado di infettare

  • sangue,
  • sistema nervoso centrale,
  • reni,
  • fegato,
  • ossa,
  • muscoli,
  • articolazioni,
  • milza,
  • occhi.

La causa della crescente preoccupazione è tuttavia legata al fatto che è resistente a TUTTI i farmaci che abbiamo attualmente a disposizione.

I più importanti organismi internazionali che si occupano di salute si sono così espressi:

  • Il CDC americano l’ha definita “una seria minaccia per la salute globale”.
  • L’European Centre for Disease Prevention and Control ha sottolineato che a causa della “sua propensione a causare epidemie e la sua resistenza antimicotica, Candida auris rappresenta un rischio per i pazienti nelle strutture sanitarie in Europa”.

I motivi di preoccupazione sono quindi i seguenti:

  1. È spesso resistente ai farmaci disponibili.
  2. Dal momento della scoperta nel 2009, si è osservata una rapida diffusione che l’ha portata ad essere isolata in più di una dozzina di paesi.
  3. È difficile riconoscerla attraverso i comuni metodi di analisi, potendo essere confusa con altri microrganismi in laboratori non specializzati (con la conseguenza di trattamenti errati).
  4. Ha già causato epidemie in diverse strutture sanitarie, per questa ragione è importante riconoscerla tempestivamente per adottare le necessarie precauzioni volte ad arrestarne la diffusione.
  5. Può causare infezioni invasive che coinvolgono l’intero organismo, soprattutto in pazienti fragili, risultando fatale in un caso su tre.

Devo preoccuparmi per la mia salute? Posso essere contagiato?

No, ad oggi non esiste il rischio per un contagio nel quotidiano, ma una continua diffusione dei ceppi resistenti può realmente diventare un concreto e grave problema di salute pubblica.

Come avviene il contagio?

Candida auris può diffondersi nelle strutture sanitarie attraverso il contatto con superfici o attrezzature ambientali contaminate, oppure direttamente da persona a persona.

Sono tuttavia in corso studi per comprenderne più a fondo i meccanismi di contagio.

Chi può essere contagiato dalla Candida auris?

La C. auris è ancora relativamente rara e i pazienti contagiati sono in genere già affetti da altre condizioni mediche importanti, quindi più indifesi verso infezioni tipicamente ospedaliere.

Gli attuali dati a disposizione, assolutamente preliminari, suggeriscono che i principali fattori di rischio sono sovrapponibili a quelli per altri tipi di infezioni da Candida, tra cui:

  • recenti operazioni chirurgiche,
  • lungodegenza ospedaliera,
  • diabete,
  • terapie immunosoppressive (in grado cioè di ridurre le difese immunitarie),
  • terapie antibiotiche ed antifungine ad ampio spettro,
  • dispositivi invasivi come tubi per la respirazione, cateteri venosi, sondini per l’alimentazione, …

L’età dei pazienti interessati fino ad oggi è estremamente variabile, dai neonati pretermine agli anziani.

Esiste il rischio di contagio attraverso viaggi in Paesi stranieri?

Il CDC ritiene improbabile che viaggi di routine in Paesi con infezioni documentate da C. auris espongano alla possibilità di contrarre l’infezione, infezione che peraltro si è verificata quasi esclusivamente in pazienti già ospedalizzati per altre cause.

Quali sono i sintomi della Candida auris?

I sintomi più comuni dell’infezione invasiva da Candida sono febbre e brividi che non migliorano dopo il trattamento antibiotico somministrato per sospetta infezione batterica.

Sintomi più specifici dipendono dal distretto corporeo interessato dall’infezione, per esempio in caso di ferite infette queste possono mostrare un peggioramento dei classici segni d’infiammazione (rossore, gonfiore, calore, presenza di pus, …).

Le sedi più comuni d’infezione sono:

  • orecchio,
  • ferite,
  • sangue.

Può essere mortale?

Sì, le infezioni invasive sostenute da qualsiasi specie di Candida possono essere fatali.

Ad oggi i pochi dati raccolti non permettono di trarre conclusioni definitive su eventuali differenze in termini di mortalità della Candida auris rispetto ad altri ceppi; le statistiche riportano un esito fatale in circa un caso su tre, ma relativamente ad infezioni invasive in pazienti già severamente provati da altre condizioni, in cui quindi è difficile stabilire chiaramente il peso e il nesso causale dell’infezione da Candida nell’esito finale.

Come si cura?

La maggior parte delle infezioni da C. auris sono curabili con il ricorso ad una classe di farmaci antifungini chiamati echinocandine, tuttavia alcuni ceppi si sono dimostrati resistenti a tutte le principali classi di farmaci antifungini.

In questi casi si rende necessario un approccio più aggressivo, fondato sulla somministrazioni di dosi elevate delle diverse classi in contemporanea.

Posso fare qualcosa per prevenire la diffusione e ridurre il rischio di contagio?

Al momento sono soprattutto le strutture sanitarie a doversi preoccupare di prevenire la diffusione del fungo, attraverso la messa in pratica di linee guida dedicate; dal nostro punto di vista restano invece valide le comuni indicazioni, come ad esempio:

In ospedale è possibile che un paziente venga testato durante la fase di accettazione e, se riconosciuto positivo alla colonizzazione da Candida auris trattato con detergenti antisettici per eradicarne la presenza e ridurre così il rischio di diffusione e contagio.

Fonti e bibliografia

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