Bruciore e fastidio urinando: cause, pericoli e rimedi

Ultimo Aggiornamento: 24 giorni

Introduzione

La sensazione di bruciore mentre si urina è un sintomo relativamente frequente che colpisce sia gli uomini che le donne e generalmente indica una problematica a livello dell’apparato uro-genitale.

Sono molte le cause in grado di causare questo sintomo, tra le quali spiccano per l’elevata incidenza:

  • infezioni urinarie o infezioni genitali,
  • condizioni di immuno-depressione,
  • stato di gravidanza.

Il bruciore durante la minzione (ossia l’atto dell’urinare) spesso è associato ad altri sintomi come:

  • nausea e vomito (soprattutto nel neonato),
  • irritabilità (nel lattante),
  • ematuria (emissione di sangue con le urine),
  • disuria e stranguria (rispettivamente emissione di urina difficoltosa e dolorosa).

L’osservazione di tutti questi sintomi può aiutare il medico a formulare una diagnosi, che potrà poi essere confermata da altri esami come:

  • esami del sangue,
  • analisi delle urine ed urino-coltura,
  • ecografia.

Una volta confermata la diagnosi, in base a questa verranno suggerite una serie di indicazioni volte alla risoluzione del disturbo, quali ad esempio:

  • accurata igiene personale,
  • bere molta acqua (almeno 2 litri al giorno),
  • farmaci antibiotici,
  • disinfettanti urinari.

Il bruciore nella maggior parte dei casi scompare spontaneamente o dopo terapia, solo raramente diventa persistente e indicativo di una patologia sottostante più seria.

Cause

Il bruciore durante la minzione è un sintomo molto frequente che può colpire chiunque; il sesso femminile ha un’incidenza nettamente maggiore rispetto al maschile, per motivi per lo più anatomici: infatti la donna possiede un’uretra di minore lunghezza rispetto all’uomo ed in stretta vicinanza con l’orifizio vaginale, dal quale diversi agenti patogeni sono in grado di risalire attraverso l’uretra innescando un’infezione.

Il bruciore durante la minzione può presentarsi anche nei bambini, con maggior incidenza alla nascita a in fase pre-pubere.

Le cause di bruciore durante la minzione sono ovviamente numerose, vediamo quindi le principali.

Infezione delle vie urinarie

Molto frequenti nella donna, si tratta più frequentemente di uretrite e cistite (rispettivamente infezione dell’uretra e della vescica). Gli agenti patogeni responsabili più comuni sono:

Si sviluppano per via di una scorretta igiene personale o per contaminazione ano-genitale. Oltre al bruciore sono presenti:

  • dolore,
  • ematuria,
  • disuria (emissione difficoltosa delle urine),
  • stranguria (emissione dolorosa delle urine),
  • pollachiuria (emissione con elevata frequenza di piccole quantità di urina).

Questo tipo di infezione non va mai sottovalutato, poiché l’agente patogeno è in grado di risalire lungo tutto il tratto urinario fino a raggiungere il rene: l’infezione a livello renale viene chiamata pielonefrite e rappresenta un quadro piuttosto grave che, in casi complicati, può portare anche alla perdita del rene infetto.

Malattie sessualmente trasmesse

Molto frequenti in passato ed oggi nei paesi meno sviluppati, le MST si presentano con

  • bruciore,
  • emissione di urine torbide
  • e dolore.

Le malattie più frequenti sono:

Calcoli renali

La presenza di calcoli a livello della pelvi renale, degli ureteri o della vescica, provocando stasi urinaria, aumenta notevolmente il rischio di infezioni urinarie con relativo bruciore durante la minzione.

Sono accompagnati anche da dolore (che si irradia dalla zona lombo-sacrale all’inguine) ed ematuria (presenza di sangue nelle urine).

Prostatite e tumore alla prostata

Nell’uomo la prostatite e il tumore alla prostata (condizioni diverse e non collegate tra loro) possono essere una causa piuttosto frequente di bruciore, soprattutto nei soggetti dopo i 50 anni. La patologia a livello della prostata porta ad un restringimento dell’uretra (che in una sua porzione passa proprio attraverso la prostata) e di conseguenza si crea il presupposto per un’infezione delle vie urinarie. Sono in genere presenti anche:

Vaginite

Nella donna quest’infezione è provocata da batteri o funghi come la Candida. Oltre al bruciore possono comparire:

Gravidanza

Secondo uno studio condotto dall’American Pregnancy Association, le donne in gravidanza hanno fino al 30% di rischio di sviluppare un’infezione delle vie urinarie e quindi di provare bruciore durante la minzione. Le cause di questo aumentato rischio sono da ricercare nelle modifiche anatomo-fisiologiche cui la donna va incontro con la gestazione.

  • Il corpo dell’utero, ingrossandosi, può esercitare una leggera compressione sulla vescica e sull’uretra, ostacolandone il flusso.
  • Il progesterone e altri ormoni prodotti durante la gravidanza aumentano il rilasciamento muscolare e questo si traduce a livello vescicale e degli ureteri in una perdita di tono, che a sua volta diminuisce la capacità della vescica di svuotarsi completamente.

Anche al termine della gravidanza, dopo l’espletamento del parto, può comparire bruciore durante la minzione; in questo caso l’origine è da ricercare nelle eventuali abrasioni e lacerazioni vaginali comuni durante il parto naturale.

Essendo la gravidanza un periodo cruciale per la salute, non solo della gestante ma anche del feto, è opportuno non sottovalutare mai nemmeno i sintomi più banali, rivolgendosi prontamente al curante o al ginecologo.

Fattori di rischio

I fattori di rischio principali sono:

  • sesso femminile per i motivi anatomici già descritti,
  • diabete, che aumenta il rischio di infezione e diminuisce le difese immunitarie,
  • iperplasia prostatica benigna, frequente negli uomini dopo i 50 anni,
  • calcolosi renale, ureterale o altre stenosi a vari livelli del tratto urinario,
  • presenza di catetere urinario, presidio che aumenta notevolmente il rischio di infezioni urinarie.

Diagnosi

Il bruciore durante la minzione è solo uno dei sintomi che può presentare la patologia che ne è causa; a partire da esso il medico dovrà prima porre un sospetto diagnostico, per poi confermarlo eventualmente con l’ausilio di esami ed altri approfondimenti.

Si parte dall’anamnesi e dall’esame obiettivo: il medico indagherà sui sintomi presentati dal paziente, sulla loro comparsa e sulla loro gravità; nello specifico riguardo il bruciore potrà chiedere:

  • Se compare all’improvviso o gradualmente.
  • Se è maggiore all’inizio o alla fine della minzione.
  • Se è la prima volta che si presenta o si è già presentato in passato.
  • Se è accompagnato da dolore, ematuria, febbre e altri disturbi della minzione (pollachiuria, disuria, stranguria).
  • Se è associato alla presenza di secrezioni.
  • Se è stato recentemente effettuato un intervento chirurgico o altra procedura invasiva che abbia previsto tra l’altro l’inserimento di un catetere vescicale.

Terminata questa prima fase il medico potrebbe prescrivere uno o più fra i seguenti esami:

  • Esami ematochimici: la presenza di un’infezione è dimostrata da
    • leucocitosi (aumento dei globuli bianchi),
    • innalzamento della PCR (Proteina C-reattiva) e della VES (Velocità di eritro-sedimentazione)
  • Esame fisico-chimico delle urine.
  • Urino-coltura (per la ricerca di batteri nelle urine) con associato antibiogramma (metodica che valuta la sensibilità dei batteri ad un determinato antibiotico, fondamentale per impostare la terapia più appropriata ed efficace).
  • Ecografia: esame che permette la visualizzazione di gran parte dell’apparato urinario, importante per scovare la causa patologica che sta provocando bruciore urinario (ad esempio calcolosi renale).

Cura e rimedi

La terapia è di tipo eziologico, cioè mirata alla rimozione della causa scatenante.

In caso di infezione delle vie urinarie, sulla base dell’urino-coltura e dell’antibiogramma si imposta una terapia farmacologica a base di antibiotici e anti-infiammatori.

Generalmente utile in caso di bruciore durante la minzione bere abbondantemente durante il giorno, fino a raggiungere un minimo di 2 litri di acqua.

Prevenzione

Al fine di diminuire il rischio infezione delle vie urinarie, e quindi di bruciore durante la minzione, si consiglia di:

  • Evitare cibi ricchi di zuccheri o speziati che favoriscono la proliferazione batterica.
  • Evitare alcolici e caffeina.
  • Idratarsi correttamente, soprattutto nelle stagioni più calde e secche.
  • A giudizio dell’urologo, controllare regolarmente il PSA (antigene prostatico specifico) negli uomini dopo i 50 anni.
  • Praticare un’accurata igiene personale.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero

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