Broncopolmonite in adulti e bambini: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 86 giorni

Introduzione

La broncopolmonite è un’infezione acuta dei bronchi e dei polmoni, generalmente di natura batterica o virale. I batteri coinvolti possono essere

  • pneumococchi,
  • streptococchi
  • o stafilococchi.

I sintomi più comuni della broncopolmonite sono:

  • febbre alta,
  • tosse produttiva (con catarro),
  • dolore al petto,
  • affanno (dispnea) e aumento della frequenza respiratoria.

Nei bambini possono comparire inoltre:

  • disinteresse verso il cibo e il gioco,
  • irritabilità,
  • difficoltà a dormire.

Non è raro inoltre lo sviluppo di sovra-infezioni.

La prognosi è generalmente buona in caso di pazienti altrimenti sani, ma una diagnosi tardiva o una terapia non ottimale possono predisporre allo sviluppo di temibili complicanze come la sepsi (infezione diffusa).

La cura generalmente non può prescindere dal riposo; dal punto di vista dei farmaci la cura antibiotica viene in genere prescritta solo in caso di broncopolmonite batterica, mentre gli anti-virali, di contro, sono prescritti raramente e solo in caso di broncopolmonite virale particolarmente grave.

La broncopolmonite è contagiosa?

In genere la broncopolmonite in sé non è considerata una patologia contagiosa, a meno di casi molto particolari (come la tubercolosi) e/o esposizione di pazienti immunodepressi; essendo causata da batteri e virus, tuttavia, l’esposizione a secrezioni infette potrebbe comunque diventare causa di sviluppo di altre infezioni dell’apparato respiratorio.

Una polmonite virale può infatti essere causata dagli stessi virus responsabili di influenza e raffreddore, che sono invece malattie contagiose a tutti gli effetti. Il virus responsabile è quindi contagioso, mentre non lo è la broncopolmonite.

Cause

La broncopolmonite può avere un’origine infettiva o non infettiva.

Tra gli agenti patogeni infettivi, ritroviamo

  • batteri (broncopolmonite batterica),
  • virus (broncopolmonite virale)
  • e funghi(broncopolmonite).

I più comuni responsabili sono:

  • pneumococchi,
  • stafilococchi,
  • streptococchi,
  • germi Gram negativi (Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa, Escherichia coli, Serratia marcescens, Haemophilus influentiae, Legionella Pneumoniae),
  • mycoplasma pneumoniae,
  • virus influenzali A e B,
  • adenovirus,
  • virus sinciziale,
  • virus del morbillo,
  • virus della varicella,
  • virus della rosolia,
  • rickettsiae,
  • chlamydiae,
  • candida albicans,
  • histoplasma capsulatum,
  • aspergillus fumigatus,
  • protozoi.

L’infezione può essere non di rado contratta in corso di ricovero ospedaliero per altri motivi, favorita soprattutto da una lunga degenza. In questi casi si parlerà di infezione nosocomiale.

Tra gli agenti patogeni non infettivi ricordiamo gli agenti chimici, fisici e ambientali, tra cui ricordiamo:

  • radiazioni,
  • gas nocivi,
  • oli minerali,
  • acidi,
  • sostanza chimiche irritanti,
  • inquinanti atmosferici e ambientali,
  • succhi gastrici o ingestione di materiale estraneo o cibo nell’albero bronchiale (polmonite ab ingestis),
  • malattie croniche gravi,
  • complicanza di un intervento chirurgico polmonare,

ed infine le polmoniti da ipersensibilità, ossia

  • malattia dei trebbiatori,
  • degli allevatori di piccioni,
  • da corteccia di acero,
  • bagassosi,
  • sequoiosi,

La broncopolmonite procura un’infiammazione a focolai multipli in uno o entrambi i polmoni (per cui si parla di broncopolmonite o polmonite lobulare), a differenza della polmonite lobare che è ad estensione lobare, cioè interessa un lobo polmonare.

L’infiammazione è causata da un’infezione promossa da un agente patogeno giunto fino ai bronchioli, agli alveoli ed all’interstizio polmonare generalmente per via aerea. Talvolta l’infezione si trasmette per via linfatica o sanguigna (ad esempio in presenza di una malattia in corso come il morbillo, la pertosse o l’influenza di cui pertanto la broncopolmonite costituisce di fatto una complicanza).

L’infiammazione, a prescindere dal patogeno responsabile e dalla via di trasmissione, produrrà sempre

  • essudato purulento,
  • edema della parete degli alveoli e dei bronchioli respiratori,
  • obliterazione degli acini polmonari che risultano ripieni di essudato

con conseguente ostacolo al flusso dell’aria e agli scambi gassosi (ossigeno/anidride carbonica) tra polmoni e sangue. Ossia, in poche parole, difficoltà a respirare in forma più o meno grave.

Fattori di rischio

È più frequente nei mesi invernali, perché favorita da un clima più rigido, ma può in realtà manifestarsi in qualsiasi periodo dell’anno.

I soggetti più a rischio sono

  • bambini piccoli,
  • e anziani,

tuttavia anche le persone che presentano

  • una compromissione delle normali difese immunitarie per cause varie,
  • una condizione di stasi polmonare dovuta ad una malattia,
  • un intervento chirurgico
  • oppure una condizione di lungo allettamento,

sono più suscettibili allo sviluppo di una broncopolmonite.

Tra i fattori di rischio più rilevanti ricordiamo:

Soprattutto in questi casi gli agenti patogeni possono essere anche virus, protozoi o funghi, microrganismi normalmente poco aggressivi in un soggetto sano, ma che diventano fortemente virulenti in persone con un deficit del sistema immunitario (broncopolmonite atipica).

Sintomi

I principali sintomi della broncopolmonite sono:

In alcuni casi la sintomatologia regredisce in pochi giorni, senza lasciare alcun esito, in altri pazienti i sintomi si possono protrarre per alcune settimane alternando periodi di remissione ad altri di riacutizzazione.

Negli anziani è possibile la comparsa di confusione ed eventualmente delirio.

Il decorso generalmente dipende dallo stato generale del paziente, dall’agente patogeno responsabile dell’infezione e dall’efficacia delle cure praticate.

Sintomi nei bambini

I sintomi di broncopolmonite nei bambini sono essenzialmente sovrapponibili a quelli degli adulti:

  • irritabilità,
  • riduzione di interesse verso il cibo e verso il gioco,
  • febbre,
  • stanchezza,
  • difficoltà a dormire,
  • difficoltà respiratorie,
  • congestione.

Complicanze

Una diagnosi formulata in ritardo, la prescrizione di cure errate o non ottimali, o ancora la presenza di agenti patogeni particolarmente aggressivi o condizioni cliniche favorenti, sono tutti fattori che possono predisporre allo sviluppo di complicazioni; tra le più comuni ricordiamo:

La setticemia, detta anche sepsi, è la complicanza più grave perché legata a un quadro generale di infezione a causa del passaggio dei microorganismi patogeni nel sangue, e quindi in tutto l’organismo. Richiede un intervento medico immediato, perché gravata dallo sviluppo di sintomi gravi comprendenti

In assenza di assistenza medica ospedaliera può diventare fatale.

Diagnosi

Il primo passo verso una corretta diagnosi è la visita medica.

Un paziente che si presenta al medico con un sospetto di broncopolmonite è un soggetto che

  • tossisce di continuo,
  • ha catarro e difficoltà a respirare,
  • mostra una cadenza respiratoria aumentata (tachipnea),
  • può presentare una colorazione tendente al bluastro sul viso e sul petto,
  • è febbricitante.

Il medico effettua innanzitutto un accurato controllo della funzionalità dei polmoni, auscultando il torace del paziente con un fonendoscopio. Questo strumento consente di sentire come funzionano i polmoni e di individuare eventuali focolai infiammatori messi in evidenza dalla presenza di suoni polmonari anomali (fischi, rantoli, ronchi) normalmente assenti.

In presenza di una broncopolmonite atipica, l’auscultazione del torace può tuttavia non evidenziare nessun suono anomalo.

Utili sono inoltre un prelievo del sangue e la radiografia del torace.

Le analisi di sangue consentono di stabilire se ci sia o meno un’infezione e di chiarirne anche la natura,

  • batterica (aumento dei granulociti)
  • o virale (aumento dei linfociti).

La radiografia del torace in doppia proiezione (antero-posteriore e latero-laterale) permette di visualizzare i polmoni e notare la presenza di opacità polmonari non troppo dense, di dimensioni diverse e dai contorni poco definiti tipici di un quadro radiologico di broncopolmonite.

La misurazione della saturazione dell’ossigeno del sangue è un test semplice e di grande utilità per valutare la presenza di un’insufficienza respiratoria (in caso di bassa saturazione). Si effettua tramite un piccolo strumento medico chiamato ossimetro, che viene posto ad un dito o ad un lobo dell’orecchio.

In caso di dubbio diagnostico, possono essere richiesti

  • una TAC del torace,
  • un’analisi colturale dell’espettorato per ricercare il microorganismo patogeno,
  • un’emocoltura
  • o una broncoscopia (che consente tramite un fibroscopio flessibile dotato di telecamera di visualizzare i bronchi dall’interno ed effettuare un prelievo o un lavaggio bronchiale).

Cura

Per il paziente colpito da broncopolmonite è spesso essenziale il riposo a letto, evitando di uscire di casa per non sottoporsi al freddo o a sbalzi di temperatura che potrebbero contribuire ad esacerbare i sintomi. Utile bere molta acqua e bevande calde (tè, camomilla, tisane) per mantenersi idratati.

Una cura antibiotica verrà prescritta solo in caso di broncopolmonite batterica e/o in caso di pericolo o rischio di sovrainfezioni. I farmaci anti-virali, di contro, generalmente sono prescritti raramente e solo in caso di broncopolmonite virale grave.

Il paracetamolo (Tachipirina) è spesso prescritto per contrastare la febbre e sintomi correlati (mal di testa, dolori muscolari, stanchezza).

Seguire con scrupolo le indicazioni e le prescrizioni mediche è di grande importanza al fine di:

  • debellare l’infezione,
  • ridurre il rischio di complicazioni,
  • evitare recidive, ossia che l’infezione possa ripresentarsi a distanza di qualche tempo.

Generalmente la terapia consente un miglioramento dei sintomi già dopo qualche giorno ed una guarigione completa in circa due settimane.

Il ricovero in ospedale, la ventilazione polmonare assistita e la somministrazione di farmaci endovena (antibiotici ed anti-infiammatori) è indicata solo nei casi più gravi e non responsivi alle terapie domiciliari.

La broncopolmonite atipica richiede una correzione del deficit immunologico del paziente ed una terapia che, a seconda dei casi, può essere

  • antibiotica,
  • antiprotozoaria
  • od antimicotica.

In questi casi può essere richiesto più tempo prima di osservare i benefici, dal momento che il paziente non presenta un sistema immunitario forte in grado di coadiuvare i farmaci nel contrastare l’infezione.

Prevenzione

Sottoporsi a specifiche vaccinazioni è un’abitudine che consente di ridurre il rischio di sviluppare una broncopolmonite, soprattutto nel caso di pazienti facenti parte di categorie a rischio.

Si consiglia in particolare il vaccino anti-pneumococco e l’antinfluenzale.

Uno stile di vita sano è sicuramente un buon modo per prevenire infezioni e malattie, broncopolmonite compresa, e si attua

 

A cura della Dr.ssa Tiziana Bruno

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