Bile: funzione, sintomi e disturbi (bile nello stomaco, nel vomito, …)

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Cos’è la bile?

La bile (talvolta anche chiamata fiele) è un fluido giallo-verde prodotto dal fegato, che viene accumulato nella cistifellea (o colecisti) e sospinta nel primo tratto dell’intestino durante i pasti; la sua funzione principale è quella di contribuire alla digestione dei grassi, ma consente anche di eliminare alcune sostanze di rifiuto come bilirubina, colesterolo e sottoprodotti di varie reazioni metaboliche.

La composizione esatta è piuttosto complessa, ma può essere così immaginata:

  • colesterolo,
  • acidi biliari,
  • bilirubina (responsabile del caratteristico colore della bile)
  • acqua
  • elettroliti (potassio e sodio)
  • altri minerali (come il rame).

Un uomo adulto produce giornalmente circa 400-800 ml di bile, che viene successivamente raccolta e concentrata nella cistifellea (gran parte dell’acqua viene riassorbita, fino al 90%, rendendo conto della densità con cui si presenta la bile).

Viene riversata nell’intestino durante i pasti, di norma in quantità pari a 50-75% del totale, ma alcuni alimenti ne stimolano una maggior fuoriuscita (azione colagoga, tipica ad esempio del carciofo). Al termine del processo digestivo, i sali biliari (una frazione della bile) vengono riassorbiti nell’ultimo tratto dell’intestino tenue e, attraverso il sangue, tornato al fegato e poi nuovamente secreti nella bile (questo circolo si ripete fino a 10 a 12 volte/giorno). È importante notare che In altre parole, l’aspetto chiave da comprendere è che un fegato in salute mantiene la quantità di acidi biliari circolanti nel sangue sempre molto bassa, anche subito dopo un pasto.

A cosa serve? Qual è la sua funzione?

Funzione digestiva

La principale funzione della bile è quella di coadiuvare la digestione dei grassi e l’assorbimento dei grassi, strettamente legati anche all’assorbimento delle vitamine liposolubili (ovvero che si sciolgono proprio nei grassi, la A, D, E e K).

Questo obiettivo viene raggiunto attraverso due meccanismi principali:

  • consente l’emulsificazione dei grassi introdotti con gli alimenti, processo immaginabile come una frammentazione degli aggregati di grassi in parti più piccole e per questo più facilmente assorbibili dall’intestino;
  • solubilizzazione dei grassi così ottenuti, che vengono così disciolti in soluzione acquosa.

Partecipa inoltre alla neutralizzazione degli acidi provenienti dallo stomaco.

Funzione di smaltimento dei rifiuti

Molti prodotti di scarto, tra cui la bilirubina (prodotto di rifiuto derivante dallo smaltimento dei globuli rossi), vengono eliminati dal corpo mediante secrezione nella bile e successiva eliminazione con le feci.

La secrezione nella bile è peraltro una delle vie principali cui ricorre l’organismo per eliminare il colesterolo in eccesso, che è pressoché insolubile nelle soluzioni acquose (come l’olio nell’acqua); la presenza degli acidi biliari e dei lipidi come la lecitina ne permettono invece la dissoluzione nella bile (i calcoli biliari, responsabili di dolorose coliche, sono generalmente costituiti da colesterolo precipitato).

Patologie associate alla bile

Tra le più comuni patologie associate alla bile si annoverano

  • Formazione di calcoli alla colecisti: quando per ragioni non ancora completamente chiarite parte delle sostanze disciolte precipitano, si possono formare dei cristalli prima, ed in seguito dei veri e propri accumuli di dimensioni anche notevoli, in grado di ostruire i dotti di passaggio della bile, portando allo sviluppo di dolorose coliche. L’approccio farmacologico è solo raramente di sollievo, spesso è necessario ricorrere all’intervento chirurgico di rimozione della colecisti.
  • Altre forme di blocco dei dotti: tumori, stenosi da infezioni o per cause sconosciute nella colangite sclerosante primitiva.
  • Reflusso biliare: si verifica quando la bile risale nello stomaco e, in alcuni casi, fin nell’esofago (il canale che collega gola e stomaco). È spesso associato al reflusso gastroesofageo ma, a differenza di questo, non risponde altrettanto bene alle modifiche allo stile di vita richiedendo un approccio farmacologico o chirurgico.

Domande frequenti

Bile densa, cosa fare?

La bile è un fluido denso per definizione, contenendo una quota importante di grassi; il problema nasce tuttavia quando piccole particelle composte da colesterolo, composti di calcio, bilirubina e altri materiali tendono ad accumularsi a formare il cosiddetto fango biliare; non si tratta propriamente di calcoli, anche se possono rappresentarne una possibile evoluzione o arrivare comunque a bloccare i dotti per effetto tappo.

Il fango si produce con più probabilità quando la bile ristagna troppo a lungo nella cistifellea, come accade ad esempio in gravidanza, soprattutto in caso di dieta stretta.

La presenza di fango biliare, responsabile dell’eccessivo addensamento della bile, tende a risolversi quando viene superata la causa (ad esempio al termine della gravidanza), ma nei casi più a rischio è possibile intervenire con farmaci (tipicamente acido ursodesossicolico).

Va notato che la presenza di fango biliare asintomatico in genere non richiede alcun trattamento.

Bile nello stomaco e reflusso biliare

Il reflusso biliare è una condizione caratterizzata dalla risalita della bile nello stomaco e, spesso, anche nell’esofago (quando associato al reflusso gastroesofageo).

Cistifellea e dotti biliari

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Normalmente lo sfintere pilorico impedisce alla bile di risalire nello stomaco, ma quando questa valvola è danneggiata o non funziona correttamente la bile può raggiungere lo stomaco; se la sua presenza in tracce è relativamente comune e priva di sintomi, quantità più elevate sono causa di irritazione e infiammazione, oltre che correlate al possibile sviluppo di complicazioni anche gravi.

Vomito con bile

Il vomito biliare si riconosce dal colore giallo-verde che assume (a meno che ovviamente non sia il risultato di alimenti colorati); tra le possibili cause si riconoscono

Fonti e bibliografia