Attacchi e crisi di panico: sintomi, cause e rimedi

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 7 luglio 2018

Introduzione

Attacchi improvvisi di ansia e paura travolgente che dura diversi minuti? Magari con batticuore, sudorazione, affanno e cervello paralizzato. L’attacco avviene improvvisamente, senza motivi evidenti, lasciando il terrore di possibili recidive.

Un attacco di panico è un episodio improvviso di paura intensa che si sviluppa senza una ragione apparente e che può manifestarsi anche sotto forma di sintomi fisici e concreti, come ad esempio:

Gli attacchi di panico possono essere davvero spaventosi, perché il paziente può essere portato a pensare di

ma in genere non rappresentano un pericolo fisico per l’organismo.

Gli attacchi di panico possono colpire in qualunque momento, dovunque e senza preavvisi; elemento imprescindibile per la formulazione della diagnosi è la durata dell’episodio, che nel caso di attacco di panico non è superiore a pochi minuti (diversamente si tratta di condizioni differenti, come ad esempio ansia generalizzata, crisi isteriche, …).

Un tempo riconosciuti come forme di nervosismo o stress, oggi sono ormai considerati una reale condizione medica a sé stante, con il disturbo di panico rientra tra i disturbi d’ansia. Se uno o due episodi nell’arco della vita sono considerabili potenzialmente fisiologici, una frequenza superiore può essere il segno di un possibile disturbo ansioso, il disturbo di panico (non tutti i soggetti che sperimentano attacchi di panico sviluppano il disturbo).

Il disturbo di panico è più frequente nelle donne. Compare in genere per la prima volta nei giovani adulti, talvolta quando un soggetto è sottoposto a stress intensi. Molti casi migliorano con il trattamento, perché la terapia può mostrare come riconoscere e cambiare le modalità del pensiero prima che si scateni il panico (terapia cognitivo comportamentale). Anche i farmaci possono essere di aiuto.

Quando non viene trattato, il disturbo di panico si ripercuote pesantemente sulla qualità della vita, perché può scatenare altre paure e disturbi mentali, problemi al lavoro o a scuola e isolamento sociale. Possono infatti generare la paura di recidive e portare il soggetto a evitare posti in cui si siano verificati. In alcune persone la paura prende il sopravvento sul quotidiano, tanto da non riuscire più a uscire di casa.

Disegno artistico raffigurante un attacco di panico in mezzo ad altre persone.

iStock.com/Malombra76

Cause

Il disturbo ha talvolta un andamento famigliare, anche se non ci sono certezze sui motivi per cui alcuni membri della famiglia ne soffrano e altri no.

La ricerca ha scoperto che diverse aree del cervello, nonché processi biologici, giocano un ruolo fondamentale in paura e ansia. Alcuni ricercatori pensano che nel disturbo di panico il soggetto interpreti erroneamente sensazioni del corpo come minacce e reagisca attraverso meccanismi vecchi di migliaia di anni e chiamati fight-or-flight (combatti o fuggi); pensiamo per esempio a un uomo preistorico che si trovi improvvisamente di fronte a predatore, senza alcun interessamento della parte razionale del cervello il soggetto reagirebbe di istinto cercando la fuga se possibile, preparandosi alla lotta in assenza di alternative. L’organismo in questa situazione si prepara alla reazione aumentando il battito cardiaco per favorire forza e esplosività nella reazione, sintomo tipico anche degli attacchi di panico.

Nel caso delle fobie, pensiamo per esempio agli attacchi di panico da agorafobia, i comportamenti vengono quindi declinati in due modi:

  • fuga (il soggetto vuole scappare dalla situazione all’insorgere dei primi sintomi),
  • evitamento (il soggetto tenderà in futuro ad evitare luoghi e situazioni che considera a rischio).

L’allontanamento dalla situazione ha l’effetto di ridurre rapidamente l’ansia, ma ha come grave effetto collaterale quello di sensibilizzare il paziente per il futuro..

Il miglioramento delle conoscenze su come cervello e corpo funzionino nei soggetti con disturbo di panico potrà aiutare a individuare trattamenti migliori. La comunità scientifica sta anche indagando i ruoli possibili di stress e fattori ambientali.

Fattori di rischio

I sintomi compaiono per la prima volta in genere nella tarda adolescenza (e comunque entro i 30 anni) e vengono diagnosticati più spesso alle donne che agli uomini. Altri fattori di rischio importanti sono:

  • famigliarità,
  • stress (anche inteso come lutto, nascita di un bambino, …),
  • passato di abusi fisici o sessuali,
  • eventi traumatici.

Quando una persona si trova sotto forte stress per lunghi periodi si espone al rischio di di andare incontro a un attacco di panico; si stima che il rischio maggiore inizi dopo circa 6-8 mesi di tensione, ma chiaramente subentrano in questo caso numerosi fattori soggettivi ed esterni.

Sintomi

Un giorno, senza preavviso o motivi apparenti, mi sono sentito schiacciato da una terribile ansia. Mi è mancata l’aria, nonostante i continui tentativi di respirare profondamente. Il cuore mi batteva forte, come se volesse uscire dal petto, tanto che credevo di morire. Sono iniziati sudorazione e vertigini e sentivo dentro di me che stavo perdendo il controllo, mi sentivo come affogare e non riuscivo a pensare in modo lucido.

Dopo un tempo che sembra durare in eterno, il respiro si normalizza e la paura e i pensieri di morte scompaiono, lasciando però il soggetto svuotato ed estenuato. Questi attacchi tipicamente si manifestano un paio di volte al mese; chi ne è vittima comincia a pensare di stare impazzendo.

Un soggetto affetto da disturbo di panico subisce attacchi improvvisi e ripetuti di paura che durano alcuni minuti. Questi attacchi si chiamano attacchi di panico. Gli attacchi di panico sono caratterizzati dalla paura di disastri impellenti o dalla perdita di controllo in assenza di pericoli reali. Possono comparire anche intense reazioni fisiche, così concrete da sembrare un attacco cardiaco.

Gli attacchi di panico possono insorgere in qualunque momento, tanto che molti soggetti con disturbi di panico vivono con la preoccupazione che ricompaiano.

Il disturbo di panico può portare una persona a sentirsi scoraggiata e vergognosa per l’incapacità di gestire routine normali come andare a scuola o al lavoro, fare la spesa o guidare.

I più caratteristici sintomi da attacco di panico sono:

  • attacchi improvvisi e ripetuti di ansia e paura soverchianti,
  • sensazione di perdere il controllo, o un senso di morte o tragedia impellente durante l’attacco,
  • sintomi fisici associati, come batticuore o polso accelerato, sudorazione, brividi, tremori, affanno, debolezza o vertigini, formicolio o insensibilità alle mani, dolore toracico, dolore gastrico e nausea,
  • forte preoccupazione su quando insorgerà l’attacco successivo,
  • paura o elusione dei posti in cui si siano verificati attacchi.

Spesso il soggetto che subisce l’attacco tende a immaginarsi spiegazioni gravi relativamente ai sintomi fisici che avverte, costruendosi paure legate a infarto, ictus e paura di morire in genere. Questo atteggiamento ha come conseguenza un peggioramento dei sintomi fisici, con l’innesco di un interminabile circolo vizioso fatto di paure ed eccessiva attenzione ai segnali del proprio corpo.

Detto questo, poiché alcuni sintomi possono effettivamente far pensare a condizioni pericolose per la vita, è importante ottenere una diagnosi ed un trattamento accurati.

Si possono presentare pochi o molti di questi sintomi; di norma iniziano di colpo, senza preavviso, e raggiungono il loro picco entro 10 minuti. Durano circa mezz’ora, ma sono comunque molto variabili, persistendo anche delle ore o, in rare occasioni, fino ad un giorno intero. Ci si può sentire stanchi e logori dopo che un attacco di panico si è placato. Uno degli aspetti peggiori è la paura intensa di avere un altro attacco.

Il numero di attacchi dipende dalla situazione, alcuni pazienti sviluppano 1-2 attacchi al mese, mentre altri più episodi alla settimana.

Possono colpire in qualsiasi momento senza preavviso: mentre si guida, a scuola, sul lavoro o al cinema, anche durante il sonno.

Pericoli

Se non trattati gli attacchi e i disturbi di panico possono condurre chi ne soffre a gravi ripercussioni sociali, famigliari e professionali (o scolastiche), in grado di interferire significativamente in ogni ambito della vita del soggetto colpito.

Alcuni pazienti sviluppano fobie specifiche (come la paura di guidare), depressione e aumento del rischio di abuso di sostanze stupefacenti o di alcool, nonché di suicidio; si noti invece che la depressione NON porta a sviluppare attacchi di panico.

Nei pazienti dove sono stati esclusi problemi cardiaci pre-esistenti, in genere non sussistono invece rischi diretti per la salute fisica.

Diagnosi

Tutti i soggetti affetti da disturbo di panico manifestano attacchi di panico, ma non è vero il contrario, quindi è importante per il medico e soprattutto per il paziente procedere a una diagnosi corretta e accurata, che escluda anche con certezza problemi cardiaci o di altra natura (per esempio ipertiroidismo, che può causare sintomi simili).

Il primo passo è in genere un esame fisico, che prevede il controllo dei segni vitali come

e l’auscultazione di cuore e polmoni.

Quando necessario il medico prescriverà esami del sangue, come un emocromo e i dosaggi degli ormoni tiroidei, mentre in pazienti selezionati potrebbe essere necessario un elettrocardiogramma per escludere problemi cardiaci.

Il passo successivo è la valutazione psicologica, effettuata in genere da uno specialista.

Se gli attacchi di panico non vengono riconosciuti e adeguatamente trattati possono peggiorare e trasformarsi in disturbo di panico o altre fobie.

Cura e terapia

Il trattamento per gli attacchi e i disturbi di panico è di norma molto efficace e l’obiettivo è quello di eliminare tutti i sintomi legati agli episodi.

Il primo passo, indispensabile, è esporre i sintomi al proprio medico, che esaminerà il paziente e ne ricostruirà l’anamnesi, per avere la certezza che non ci siano problemi fisici all’origine dei sintomi. Potrà quindi essere indicato il ricorso a uno specialista di salute mentale, ossia uno psichiatra o uno psicologo

Il disturbo di panico in genere viene trattato con psicoterapia, farmaci, o una combinazione di entrambi gli approcci, ma si noti che il percorso di risoluzione non è sempre necessariamente lungo e sofferto, perché non tutti i “trattamenti” prevedono o richiedono tempistiche dilatate nel tempo.

Psicoterapia

La psicoterapia può aiutare a capire la cause di attacchi e disturbi di panico e ad individuare il modo per affrontarli.

L’approccio denominato psicoterapia cognitiva comportamentale è particolarmente utile nel disturbo di panico come prima linea di trattamento; vengono insegnati al paziente modi alternativi di pensare, comportarsi e reagire alle sensazioni associate all’attacco di panico. Gli attacchi inizieranno a scomparire una volta acquisite modalità di reazione diverse alle sensazioni fisiche di ansia e paura che li caratterizzano.

Farmaci

Sono disponibili numerose famiglie di farmaci per il trattamento degli attacchi di panico, tra cui:

  • inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI),
  • inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI),
  • beta-bloccanti,
  • benzodiazepine.

I farmaci SSRI e SNRI, tipicamente usati nel trattamento della depressione, si dimostrano utili anche sui sintomi del disturbo di panico. Possono richiedere diversi giorni per raggiungere la piena efficacia e, come tutti i farmaci, potrebbero causare effetti indesiderati, quali

In genere, gli effetti secondari non sono gravi, specialmente se la dose terapeutica viene raggiunta gradualmente, partendo da una dose bassa. Gli effetti secondari vanno comunque segnalati al medico.

Tra le molecole più comuni ricordiamo per esempio

  • SSRI
    • citalopram (Seropram®),
    • escitalopram (Cipralex®),
    • fluoxetina (Prozac®),
    • paroxetina (Sereupin®),
    • sertralina (Zoloft®)
  • SNRI
    • duloxetina (Cymbalta®),
    • venlafaxina (Efexor®).

In alcuni pazienti è possibile il ricorso a molecole antidepressive più vecchie, appartenenti per esempio alla famiglia dei triciclici o dei MAO-inibitori.

Un’altra famiglia di farmaci, i beta-bloccanti, può essere di aiuto nel tenere sotto controllo alcuni sintomi fisici associati al disturbo di panico, come il polso accelerato. Benché di solito il medico non li prescriva a questo scopo, possono essere utili in alcuni pazienti che manifestano sintomi cardiaci.

Le benzodiazepine, una categoria di farmaci ad effetto sedativo, sono molecole decisamente efficaci nel ridurre rapidamente i sintomi di un attacco di panico, ma causano tolleranza e dipendenza se usate continuativamente. Il medico può quindi prescriverli solo per brevi periodi e solo quando davvero necessarie.

Tra i più usati ricordiamo:

È di fondamentale importanza non abbandonare la terapia troppo velocemente, a prescindere dall’approccio scelto. Sia la psicoterapia che il trattamento farmacologico richiedono un po’ di tempo prima di essere efficaci.

Anche uno stile di vita sano può aiutare a combattere gli attacchi di panico:

Cosa fare durante un attacco di panico

Un attacco di panico è caratterizzato da sintomi fisici, come

  • agitazione,
  • sensazione di disorientamento,
  • nausea,
  • battito cardiaco accelerato e irregolare,
  • secchezza delle fauci,
  • mancanza di respiro,
  • sudorazione
  • e vertigini.

I sintomi sono tanto innocui quanto spaventosi per chi li prova, scatenando la paura di un attacco cardiaco o addirittura il terrore di morire.

La maggior parte degli episodi dura da pochi minuti a mezz’ora, ma anche un tempo relativamente breve può sembrare infinito per il paziente che ne viene colpito.

L’aspetto più importante quando si vive un’esperienza di panico è sforzarsi di ripetere a sè stessi che i sintomi che si stanno provano non sono pericolosi e sono invece causati solo e soltanto da ansia; è molto importante non lasciarsi controllare dalla paura e rimanere focalizzati sulla razionalità e sulla lucidità di pensiero.

Molti specialisti consigliano di affrontare la paura, accettarla, per scoprire e toccare con mano che non accadrà nulla di terribile.

Utile in questi casi avere accanto una persona di fiducia, così come applicare tecniche di rilassamento (yoga, training autogeno, …) che prevedano anche un’adeguata tecnica respiratoria; ricordiamo infatti che favorire l’aumento della frequenza respiratoria può causare iperventilazione e aumento dell’ossigenazione del sangue, con conseguente peggioramento dei sintomi, meglio invece sforzarsi di rallentare la respirazione.

Prevenzione

  1. Praticare yoga, pilates, training autogeno o altre tecniche di rilassamento.
  2. Un regolare esercizio fisico, soprattutto se di tipo aerobico, aiuterà a ridurre stress e tensione, oltre a favorire il rilascio di neurotrasmettitori cerebrali che possono migliorare umore e benessere.
  3. Una dieta varia e sana può concretamente aiutare a gestire e prevenire gli attacchi di panico, per esempio evitando alterazioni improvvise dei livelli di zucchero circolante, fenomeno in grado di scatenare i sintomi dell’attacco.
  4. Evitare caffeina, alcolici e fumo.

Fonte principale: Panic Disorder: When Fear Overwhelms

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Salve sono un ragazzo di 35 anni e ho sempre sofferto di ansia ma da quando faccio sport mi è passato tutto, a febbraio ho cambiato lavoro e dentro di me cominciavano a venire fuori i primi segnali di ansia perché il nuovo lavoro non mi piace. Mentre facevo un allenamento ho portato le pulsazioni a 190 (ero su in salita) e sono andato in paranoia perché ho pensato di avere danneggiato il cuore al chè mi è venuta una forte agitazione. Da lì è nato il mio calvario anche se ho fatto la prova del sotto sforzo con eco dal cardiologo ed è tutto ok ho smesso di correre da maggio, e cominciato a soffrire di attacchi di panico ho iniziato ad andare da uno psichiatra che mi voleva dare dei farmaci ma io non li voglio prendere perché ho già avuto altre esperienze in passato e se ritornano vuol dire che il farmaco serve a poco. Mi potete dare un consiglio? Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Se in passato i farmaci l’avevano aiutata a superare la fase peggiore possono aiutarla anche oggi, mentre il supporto psicoterapico servirà a curare le cause del disagio.

    2. Anonimo

      In passato mi hanno aiutato ma i DPA sono ritornati quindi il farmaco serve o non serve?

    3. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      I farmaci servono, sono sicuramente utili specie nelle fasi acute, ma da soli non risolvono questo genere di problemi, su cui si deve lavorare con la psicoterapia.

  2. Anonimo

    Salve dottore ,sono distrutta non ho più una vita…ho ipotiroidismo ansia fin da bambina..l anno scorso dopo un periodo di stress ho avuto un crollo totale non riuscivo più a fare nulla,ansia fissa,inappetenza ,terrore delle malattie,incapacità di reagire,mi stavo lasciando morire…la psichiatra mi aveva dato enctac da 20mg e xanax 15 GC x 3 volte al di…ora sto male di nuovo sento come un rumore in testa acufenie il dramma che mi sveglio in uno stato di panico tremendo…cosa ne pensa? Sara la terapia da rivedere ho se riamente bisogno di un parere grazie…

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, è sempre in cura dallo psichiatra? fa anche della psicoterapia, oltre a prendere i farmaci? non dovrebbe avere questi sintomi, c’è qualcosa che non va nel modo di gestire la situazione, per cui sì rivaluterei con lo psichiatra.

    2. Anonimo

      Buona sera vorrei sapere ho mia nonna di 87 anni soffre di panico già usa zolf come antidepressivi gli sale e scende la pressione come fare grazie

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Si tratta di situazioni da gestire con il medico, che valuterà se sia necessario provare a stabilizzarla con farmaci.

    4. Anonimo

      Lei va da un neurologo però gli raccontano molti problemi è possibile anche questo che gli vengono attacchi di panico

    5. Anonimo

      Lo so che si deve stabilire con il dott e farmaco lei usa pillola della pressione zoloft solo che raccontano molti problemi pesanti cioè il figlio alla mamma e dopo gli vengono crisi di panico

    6. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      “Tutto fa”, ma è anche vero che essere tenuta all’oscuro di tutto potrebbe indurre altri problemi facendola sentire trascurata; serve grande sensibilità in questi casi, per trovare una linea di condotta che sia il male minore. Il neurologo potrà consigliare i parenti sotto questo aspetto.

    7. Anonimo

      In questo caso meglio che non sa nulla dei problemi no la figlia non la trascura va tutti i giorni dalla mamma ma lei cariarteramente è sempre stata un po’ pesante già da giovane

    8. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Probabilmente la terapia deve essere rivista per migliorare il tono dell’umore e limitare le crisi di panico. saluti

    9. Anonimo

      Grazie saluti anche a voi

  3. Anonimo

    sono in cura da uin psicologo psichiatra il quale mi ha prescritto lyrica 50mattina e 100 la sera con xanax 15 gocce sera.a seguito stressx discopatia e situazioni ambientali .ora pero ogni tanto come oggi ho avuto un attacco di panico mentre ero alla guida.preciso che la sera prendo integratore magnesiom a la mettina OLIGOELEMENTI X ANSIA GRAZIE

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Lo segnali allo specialista, ma purtroppo può occasionalmente capitare; con il tempo dovrebbe verificarsi sempre più raramente fino a non comparire più.

  4. Anonimo

    Buona sera
    Vi porgo un quesito
    L altra mattina mi sono alzata dalla sedia, ero al lavoro ho iniziato a sentirmi vascillare e dopo un poco ho sentito molto freddo internamente ed ho iniziato a sudare ma la cute non era fredda.
    Ho avuto brividi come se avessi avuto una forte scarica adrenalinica
    Mi sono recata al pronto soccorso e la pressione e arrivata a 200/115
    Ho avuto molta paura sto facendo una nuova cura con paroxitina da 8 giorni.
    Da che ho iniziato ho nausea crampi ai piedi mal di pancia dolore alla testa astenia dolori muscolari e incubi .
    Può essere la nuova cura anche l innalzamento della pressione in questo modo spaventevole?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Riporto dalla scheda tecnica: “Sono stati riportati aumenti o cali transitori della pressione arteriosa in seguito a trattamento con paroxetina, di solito in pazienti con preesistente ipertensione o ansia.”

    2. Anonimo

      Quindi la sintomatologia può addursi alla paroxitina? Anche tutti gli altri che ho avuto? Pallore tremori e brividi interni sudore?

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Il farmaco è stato prescritto per ansia?

    4. Anonimo

      Si passata da entact 10mg a sereupin 20mg ma sintomatologia tremenda

    5. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Viene il dubbio che possa essere stato un attacco di panico, ma il medico sarà comunque più preciso.

    6. Anonimo

      OK, sentirò il medico a me sembrava una crisi seritogenica visto che continuo a stare male con questo farmaco

  5. Anonimo

    BUONGIORNO
    Ho sempre i piedi freddi fino a provocare attacchi di panico.
    Tremori in tutto il corpo,ingerendo 10 gocce di Xanax
    sotto la lingua,sparisce tutto in 20 minuti.Da cosa è dovuto?
    Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Ansia/attacchi panico.

  6. Anonimo

    Buonasera dottore. ..volevo chiedervi se quando ce un ataco di panico la pressione arteriosa sale ….e in quanto tempo può ritornare al normale ….

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sì la pressione può salire, in quanto tempo torni normale dipende dalle situazioni, da quanto dura l’episodio e dalla sua entità.

  7. Anonimo

    Perché durante un attacco di panico dicono di respirare dentro un sacchetto?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Perchè si riduce la quantità di ossigeno respirata e si contrasta così l’iperventilazione, che può invece peggiorare lo stato ansioso.

  8. Anonimo

    Si può morire a causa di un attacco di panico? Intendo per esempio di cuore.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      In un soggetto altrimenti sano sicuramente no, ma questo non significa che gli attacchi di panico non debbano essere trattati.

  9. Anonimo

    Meglio valeriana o melatonina per l’ansia?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      A meno che non ci siano anche difficoltà di riposo, senza dubbio la valeriana è più indicata; la melatonina è più utile in caso di insonnia (anche, ma non solo, da jet-lag).