Ascaridi nell’uomo: foto, sintomi in adulti e bambini, cura

Ultima modifica 11.01.2020

Introduzione

Gli ascaridi sono parassiti responsabili di una fastidiosa infestazione intestinale; si tratta di vermi tondi, in grado di proliferare e riprodursi nell’intestino di uomini ed animali causando l’ascaridiasi, una condizione relativamente comune soprattutto fra i bambini (almeno nei Paesi occidentali, mentre nei Paesi poveri sono numerosi anche gli adulti colpiti).

Questi parassiti

  • vivono,
  • si alimentano
  • e si riproducono

all’interno dell’intestino dell’ospite, mentre le uova sono rilasciate nelle feci come mezzo di diffusione e di contagio di altri soggetti; l’ascariasi è causata dall’ingestione di queste uova, evenienza che può verificarsi quando le mani o le dita sporche (per esempio per aver toccato il terreno) vengono messe in bocca, oppure consumando verdura o frutta che non siano state accuratamente cotte, lavate o pelate.

In genere l’infezione non causa sintomi, a meno che il numero di parassiti presenti non sia particolarmente elevato.

È di fatto un’infezione piuttosto semplice da curare e che nella maggior parte dei casi non causa grosse complicazioni, anche se comprensibilmente la scoperta di un parassita nelle feci o a livello anale può talvolta scatenare un po’ di panico in casa.

Foto

 

Fotografia di ascaridi, causa di ascaridiasi

iStock.com/Sinhyu

Cause

Gli ascaridi vivono nell’intestino e riescono a diffondersi disperdendo le uova nelle feci dell’ospite; la trasmissione è quindi di tipo oro-fecale, avviene cioè per ingestione delle uova eventualmente presenti nell’ambiente.

Nei Paesi in cui gli standard igienici sono tuttora carenti, dove per esempio si usano le feci umane come fertilizzante, è molto comune rilevare una grande diffusione della parassitosi, mentre in Italia è fortunatamente più difficile un contagio, che tuttavia può avvenire:

  • non lavandosi le mani prima di mangiare,
  • consumando frutta e verdura non lavata,
  • portando le mani sporche alla bocca,
  • portando oggetti non puliti (per esempio giochi, nel caso dei bambini) alla bocca,

Il contagio non può avvenire direttamente da un soggetto all’altro, ma presuppone sempre la via di trasmissione oro-fecale (ingestione di uova disperse nell’ambiente attraverso le feci).

Nel momento in cui le uova vengono ingerite raggiungono il primo tratto dell’intestino (duodeno) e dopo 1-2 settimane si schiudono rilasciando le larve, che rappresentano il primo stadio del ciclo vitale e che migreranno attraverso le pareti intestinali fino a raggiungere il torrente circolatorio.

Sfruttando la circolazione sanguigna si faranno trasportare fino ai polmoni, per spostarsi fino alla gola ed essere nuovamente deglutiti; tutto questo processo si svolge mentre la dimensione del parassita è ancora ridottissima, quindi l’ospite rimane assolutamente ignaro di quanto stia accadendo (in altre parole non si avvertono sintomi).

Raggiunto nuovamente l’intestino la larva andrà incontro all’ultima fase di maturazione fino a diventare un verme adulto, che può sopravvivere fino a due anni.

Un esemplare di ascaride femmina è in grado di depositare fino a 200000 uova al giorno, che vengono rilasciate nelle feci; il ciclo vitale prevedere che servano circa due mesi dal contagio per raggiungere il momento della prima deposizione.

Si noti tuttavia che la riproduzione NON può concludersi nell’intestino dell’ospite, quindi saranno presenti al massimo tanti parassiti quante sono le uova ingerite inizialmente e non potranno aumentare di numero a meno di ulteriori e successive ingestioni di uova.

Fattori di rischio

Le condizioni che aumentano il rischio di contrarre la parassitosi da ascaridi prevedono:

  • condizioni igieniche carenti,
  • sovraffollamento,
  • povertà,
  • età infantile (a causa delle ridotte attenzioni igieniche).

Sintomi

Nella maggior parte dei casi i soggetti colpiti da ascaridi non manifestano alcun sintomo, quando compaiono passano attraverso due stadi possibili.

Sintomi precoci

Si tratta di sintomi che appaiono raramente e sono causati dalle larve del parassita, che si spostano dall’intestino ai polmoni; non è chiaro il motivo per cui solo alcuni soggetti siano soggetti a questo fenomeno, che si manifesta con la comparsa di

Questi sintomi possono comparire da 4 a 16 giorni dall’ingestione delle uova (tempo di incubazione).

Sintomi tardivi

Si tratta di sintomi causati dai parassiti ormai adulti che si trovano stabilmente nell’intestino quindi non prima che siano passate 6 settimane dal contagio:

Nei casi di presenza di un numero particolarmente elevato di parassiti è possibile che si verifichino anche blocchi intestinali o ritardi di crescita nei bambini, ma si tratta di situazioni ormai non più riscontrabili nei Paesi industrializzati.

Nella maggior parte dei soggetti colpiti dagli ascaridi tuttavia non è presente alcun sintomo.

Quando contattare il medico

Si raccomanda di contattare il medico o il pediatra nel caso di:

  • presenza di parassiti nelle feci,
  • sintomi simil-asmatici che insorgono di ritorno da un viaggio in Paesi tropicali.

Diagnosi

La diagnosi avviene in genere attraverso un esame delle feci; con l’analisi al microscopio è infatti possibile individuare la presenza delle uova del parassita.

Più raramente è possibile accorgersi della parassitosi notando il verme nelle feci o dopo un colpo di tosse.

Cura e terapia

Il medico di solito prescrive farmaci con principi attivi antiparassitari (tipicamente Vermox® o Combantrin®) da assumere per via orale per uccidere i nematodi intestinali. Sono farmaci in genere ben tollerati anche nei bambini, anche se talvolta possono causare effetti collaterali gastrointestinali come ad esempio:

  • diarrea,
  • flatulenza,
  • dolore addominale,
  • nausea,
  • vomito,

I sintomi della parassitosi, se presenti, scompaiono in genere nel giro di una settimana dall’inizio del trattamento e spesso si procede a un esame delle feci di controllo qualche settimana dopo il trattamento.

Nei casi di infezione in gravidanza spesso si preferisce aspettare il parto prima di somministrare la cura antiparassitaria.

Prevenzione

L’azione chiave per la prevenzione consiste nell’osservazione delle più basilari norme igieniche, tra cui in particolare il lavaggio delle mani

  • dopo essere stato al bagno,
  • dopo aver cambiato un pannolino,
  • dopo aver lavorato con la terra,
  • prima di mangiare o di toccare del cibo

Quando si viaggia è poi consigliabile:

  • bere solo da bottigliette chiuse ed evitare il ghiaccio,
  • evitare il consumo di frutta e verdura cruda,
  • lavarsi bene le mani dopo aver toccato la terra,
  • mangiare cibo caldo che sia stato cotto adeguatamente anche all’interno.

Fonti e bibliografia

Articoli Correlati

Domande e risposte
  1. Domanda

    Come si prendono i vermi intestinali?

    1. Dr. Roberto Gindro

      La presenza di vermi intestinali è legata all’ingestione accidentale delle loro uova, disperse nell’ambiente attraverso le feci di soggetti infetti; in genere nei Paesi sviluppati questo avviene a causa dell’inosservanza di norme igieniche, come dimenticare di lavarsi le mani dopo essere andati in bagno o prima di mangiare.

      Più raramente, ma non vale per gli ascaridi, alcuni parassiti vengono contratti attraverso il consumo di alimenti infetti.

  2. Domanda

    Come vederli? Come riconoscerli?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      È possibile osservarli nelle feci, spesso in grado di muoversi:
      1. Gli ossiuri sono simili a piccoli pezzi di cotone bianco.
      2. Gli ascaridi sono vermi tondi, simili a quelli che vivono nel terreno.

  3. Domanda

    Come eliminarli?

    1. Dr. Roberto Gindro

      È possibile risolvere efficacemente un’infestazione da ascaridi attraverso la somministrazione di specifici farmaci antiparassitari, che richiedono prescrizione medica.

  4. Domanda

    Cosa mangiare per eliminare i vermi? Il farmaco Biochetasi va bene?

    1. Dr. Roberto Gindro

      In molte zone d’Italia si parla talvolta di vermi intendendo il cosiddetto acetone dei bambini (https://www.farmacoecura.it/malattie/acetone-nel-bambino-sintomi-cause-cura/), condizione che non è in alcun modo collegata alla presenza reale di parassiti.
      1. In caso di acetone è consigliabile consumare moderate quantità di zuccheri ed evitare i grassi, mentre in caso di parassiti non c’è alcun alimento che sia realmente risolutivo.
      2. Allo stesso modo Biochetasi viene in genere prescritto per curare l’acetone, non i vermi intestinali propriamente detti.

      In caso di dubbi, quindi, meglio sentire il pediatra.