Aritmia cardiaca: cuore, sintomi, trattamento

Ultima modifica 10.04.2019

Introduzione

È possibile operare una prima grande classificazione delle patologie che colpiscono il cuore, a seconda che siano causate da disturbi che coinvolgono:

  • l’impianto idraulico (cioè i diversi vasi sanguigni),
  • l’impianto elettrico (cioè i meccanismi elettrici alla base del battito).

Le aritmie sono condizioni causate da guasti all’impianto elettrico e che si manifestano attraverso un disturbo del ritmo o della frequenza del battito cardiaco, in altre parole indica un cuore che batte

senza una ragione fisiologica, come per esempio la pratica dell’attività che induce ad un temporaneo aumento della frequenza dei battiti cardiaci.

 

  • Quando il cuore non batte correttamente, non può pompare il sangue in modo efficace.
  • Quando il cuore non pompa efficacemente il sangue, i polmoni, il cervello e tutti gli altri organi non possono funzionare correttamente e, nei casi peggiori, possono andare incontro a danni anche severi.

Sono numerosi i fattori in grado di influenzare il ritmo del cuore, tra cui l’infarto, i difetti congeniti cardiaci, ma anche semplicemente

  • fumo,
  • stress,
  • caffeina,
  • alcolici,
  • farmaci e sostanze d’abuso.

Tra i sintomi principali che possono caratterizzare un’aritmia ricordiamo:

A seconda della situazione il cardiologo può ricorrere a diverse soluzioni per curare il disturbo, tra cui

La forma più comune di aritmia è la fibrillazione atriale, una pericolosa condizione che causa un battito cardiaco irregolare e accelerato.

Fotografia di uno stetoscopio appoggiato su un tracciato del battito cardiaco

iStock.com/geckophotos

Cuore ed aritmia

Prima di approfondire l’argomento aritmia può essere utile una veloce panoramica sul funzionamento del muscolo cardiaco.

Il cuore è il più importante muscolo dell’organismo e ciascun lato presenta 2 camere, atrio e ventricolo. Le contrazioni del cuore sono sincronizzate: prima gli atri si contraggono insieme e poi lo stesso fanno i ventricoli e la normale frequenza cardiaca si aggira generalmente tra i 60 ed i 100 battiti al minuto.

  • L’atrio destro raccoglie il sangue venoso, ricco di anidride carbonica raccolta da tutto l’organismo.
  • L’atrio destro si contrae e il sangue viene pompato nella camera sottostante (ventricolo destro).
  • Il ventricolo destro a sua volta si contrae e il sangue viene pompato ai polmoni, dove cede l’anidride carbonica, che viene sostituita dall’ossigeno inspirato.
  • Dai polmoni il sangue ricco di ossigeno viene spinto verso l’atrio sinistro, poi verso il ventricolo sinistro che, contraendosi, lo è in grado di distribuirlo a tutto l’organismo.

I muscoli del cuore si contraggono e pompano il sangue grazie ad una piccola scossa elettrica che origina da una zona interna al cuore chiamata nodo senoatriale (SA); con ogni battito un impulso parte dalla parte alta del cuore e scorre verso il basso o, in termini più medici, dal nodo senoatriale la corrente elettrica viaggia attraverso le fibre del cuore che fungono da cavi elettrici sino ad arrivare ad un’altra area dei ventricoli chiamata nodo atrio-ventricolare, o nodo AV. Dal nodo AV, la corrente elettrica arriva ai ventricoli facendoli contrarre a loro volta.

Un problema qualsiasi durante questo processo può causare la comparsa di un’aritmia, ad esempio nella fibrillazione atriale i segnali elettrici attraversano l’atrio in modo veloce e disorganizzato, causando un tremore anziché una corretta contrazione.

Tipi di aritmia

Le aritmie possono essere classificate in molti modi diversi, ma i due approcci più semplici prevedono una distinzione in base a:

  • origine dell’aritmia:
    • camere superiori (aritmia sopraventricolare),
    • camere inferiori (aritmia ventricolare),
  • effetto sul battito:
    • tachicardia (aumento della velocità),
    • bradicardia (riduzione della velocità).

Di queste le più comuni sono:

  • camere superiori:
    • battito prematuro atriale,
    • aritmie sopraventricolari,
  • camere inferiori (aritmie ventricolari),
  • bradiaritmie.

Battito prematuro atriale

Si tratta del tipo più comune di aritmia, meglio conosciute come extrasistole; sono generalmente innocue e spesso non causano alcun sintomo. Solo occasionalmente il paziente può avvertire:

  • sensazione di battito saltato,
  • una sorta di tonfo al petto.

Nella maggior parte dei casi non richiedono alcun trattamento, soprattutto in soggetti altrimenti sani.

Il battito prematuro può avere origine atriale o ventricolare e spesso si verifica per ragioni non patologiche; la sua comparsa può essere favorita da

Aritmia sopraventricolare

Le aritmie sopraventricolari sono episodi di tachicardia che hanno origine nel nodo atriale o atrioventricolare; fra i diversi tipi di aritmia sopraventricolare ricordiamo la fibrillazione atriale, il flutter atriale, la tachicardia parossistica sopraventricolare, la Wolff-Parkinson-White (WPW).

Fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è probabilmente la più temibile fra le aritmie, perché causa di battiti particolarmente veloci e irregolari degli atri.

L’impulso del battito cardiaco non parte dal nodo seno-atriale, come succede normalmente, bensì da aree nei pressi delle vene polmonari in atrio sinistro; i segnali non decorrono più normalmente e possono diffondersi in tutta l’atrio in modo rapido e disorganizzato.

Le pareti degli atri “fibrillano” e non si contraggono più in modo sincrono, battendo invece in modo caotico e senza regolarità, spesso coinvolgendo anche i ventricoli.

Il rischio maggiore è l’ictus tromboembolico, ossia la formazione di coaguli (trombi) a causa del ristagno di sangue; il pericolo nasce quando questi trovano il passaggio per tornare nel torrente circolatorio, dove sono in grado di occludere un’arteria

o diretta ad altri organi.

Aritmie ventricolari

Queste aritmie hanno origine nelle camere inferiori del cuore, i ventricoli. Possono essere molto pericolose, tanto da richiedere assistenza medica immediata.

Malattie cardiache coronariche, attacchi cardiaci, indebolimento del cuore e altri disturbi ne sono la causa più comune.

Ricordiamo per esempio la tachicardia ventricolare, un’aritmia che origina dai ventricoli e che induce un battito cardiaco ritmico accelerato; può avere durata limitata a pochi battiti o durate più a lungo (tachicardia ventricolare sostenuta), diventando di fatto un’emergenza medica perché il cuore diventa incapace di pompare sangue in modo adeguato; può inoltre degenerare in fibrillazione ventricolare, un’aritmia caotica che causa contrazioni ventricolari non sufficienti a pompare il sangue in circolo. Può diventare fatale in pochi minuti, a meno di poter intervenire con un defibrillatore.

Bradiaritmie

Si tratta di aritmie caratterizzate da una frequenza cardiaca più lenta del normale; se troppo bassa il sangue potrebbe non essere più in grado di raggiungere il cervello, risultando quindi fatale per il paziente interessato.

Negli adulti una frequenza cardiaca inferiore a 60 battiti al minuto è considerata una bradiaritmia, ma alcuni soggetti hanno fisiologicamente un battito lento (soprattutto se sportivi) e ovviamente in questi casi non è pericoloso e non è causa di sintomi.

Le bradiaritmie possono essere causate da:

  • infarti,
  • condizioni che danneggiano o modificano l’attività elettrica del cuore, come una tiroide pigra o l’invecchiamento,
  • un’alterazione di specifiche molecole nel sangue, come il potassio,
  • alcuni medicinali, come i beta bloccanti, alcuni farmaci antiaritmici e la digossina.

Cause

Un’aritmia può verificarsi quando i segnali elettrici che controllano il battito cardiaco vengono ritardati o bloccati; questo può succedere se le cellule nervose in grado di innescare i segnali elettrici non funzionano correttamente, oppure se i segnali non attraversano normalmente il cuore.

Alcune forme sono invece causate dalla comparsa di battiti che nascono in zone del cuore non preposte a questo scopo, andando quindi ad alterare il battito fisiologico.

Tra i fattori esterni in grado di causare alterazioni del battito ricordiamo:

  • fumo,
  • abuso di alcolici,
  • sostanze d’abuso (cocaina, anfetamine, …),
  • alcuni farmaci,
  • eccessivo consumo di caffeina o/o nicotina.

Forti stress emotivi e anche la rabbia possono costringere il cuore a un super lavoro, diventando anche causa di aumento della pressione sanguigna, attraverso il rilascio in circolo di elevate quantità di ormoni dello stress. Anche queste reazioni possono talvolta portare allo sviluppo di aritmie.

Un attacco di cuore, o altre condizioni che ne danneggiano il sistema elettrico, possono scatenare alterazioni del ritmo; a questo proposito ricordiamo per esempio

I difetti cardiaci congeniti possono causare alcune aritmie meno comuni, come la sindrome di Wolff-Parkinson-White. Con il termine “congenito” si indica che il difetto è presente sin dalla nascita.

A volte la causa dell’aritmia è semplicemente sconosciuta.

Fattori di rischio

Le aritmie sono molto comuni negli anziani; la fibrillazione atriale per esempio colpisce milioni di persone e il numero è purtroppo in aumento; le forme più gravi colpiscono in genere dopo i 60 anni, perchè aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiache e altri problemi di salute che possono favorirne l’insorgenza.

La popolazione anziana tende inoltre ad essere più sensibile agli effetti collaterali dei farmaci, alcuni dei quali possono causare aritmie. Alcuni farmaci usati per trattare aritmie, possono paradossalmente causare aritmie come effetto collaterale.

In generale l’aritmia è più comune nei soggetti che che presentano malattie o condizioni in grado di indebolire il cuore, come ad esempio:

  • infarto,
  • insufficienza cardiaca o cardiomiopatia, che indeboliscono il cuore e cambiano le modalità di trasmissione e propagazione dei segnali elettrici,
  • un tessuto cardiaco che è troppo spesso, rigido o che non si è formato normalmente,
  • disturbi alle valvole cardiache,
  • disturbi cardiaci congeniti in grado di alterare la struttura o la funzione del muscolo.

Altre condizioni che possono aumentare il rischio sono:

  • pressione alta,
  • sovrappeso,
  • infezioni che danneggiano il muscolo cardiaco,
  • diabete, che aumenta il rischio di pressione alta e problemi alle coronarie,
  • sindrome delle apnee notturne, che riduce l’apporto di ossigeno al cuore,
  • disturbi tiroidei,
  • alterazioni del livello del potassio nel sangue,
  • interventi cardiaci,
  • utilizzo di sostanze d’abuso (cocaina, anfetamine, alcolici),

Sintomi

Molte aritmie non causano alcun segno o sintomo, ma se presenti i più comuni sono:

  • palpitazioni,
  • battito cardiaco accelerato,
  • battito cardiaco irregolare,
  • percezione delle pause tra i battiti.

Segni e sintomi più gravi includono:

Si può morire d’aritmia?

Un’aritmia non deve mai essere sottovalutata ed è sempre raccomandabile che venga segnalata ed approfondita con l’aiuto di un medico; molti pazienti con palpitazioni non sono a rischio, ma i loro sintomi devono essere comunque verificati per escludere con certezza il rischio di complicazioni.

In pazienti con preesistenti patologie cardiache, come una storia di attacco cardiaco o disturbi alle valvole, la comparsa di aritmia è con maggior probabilità indicativa di problemi più seri.

Quando rivolgersi al medico?

L’Arrhythmia Alliace ha predisposto un’utile checklist che permette, attraverso una rapida autovalutazione, di individuare potenziali casi di aritmia; da sola non permette una diagnosi certa, ma nel caso in cui ci si riconosca in uno o più sintomi è consigliabile procedere ad accertamenti:

  • Hai mai percepito palpitazioni e/o mancanza di respirto?
  • Sei mai svenuto durante una sessione di attività fisica o a causa di emozioni/sorprese?
  • Sei mai svenuto a seguito di esercizio fisico?
  • Senti il cuore battere rapidamente o più rapidamente del normale?
  • Senti il ​​cuore battere in modo irregolare?
  • Hai mai percepito disagio, dolore o un senso di pressione al petto durante l’esercizio fisico?
  • Ti è mai stata diagnosticata una crisi convulsiva inspiegata o che non risponde ai farmaci?
  • Hai mai avuto crisi d’asma indotte dall’esercizio fisico non efficacemente controllate dai farmaci?
  • Hai famigliari deceduti in modo improvviso, inaspettato, inspiegabile prima dei 40 anni (compresa sindrome della morte della culla, incidente stradale o annegamento)?
  • Hai famigliari che abbiano avuto svenimenti o episodi di convulsioni inspiegabili?
  • Hai parenti con condizioni quali:
    • cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva,
    • sindrome del QT lungo,
    • sindrome del QT corto,
    • sindrome di Brugada,
    • sindrome di Marfan,
    • attacco di cuore prima dei 40 anni,
    • portatore di pacemaker o defibrillatore impiantabile?

Diagnosi

Nel caso di persistenza dei sintomi, o in presenza di significativi fattori di rischio, il medico curante potrebbe inviare il paziente a un cardiologo per i necessari approfondimenti.

Il modo più efficace per diagnosticare un’aritmia è attraverso un elettrocardiogramma (ECG), che potrebbe venire consigliato anche sulle 24 ore (ECG dinamico secondo Holter).

Se i sintomi sembrano essere innescati dall’esercizio fisico potrebbe essere necessario un ECG sotto sforzo per registrare e valutare il ritmo cardiaco durante una corsa sul tapis roulant o sulla cyclette.

Altri test utilizzati per diagnosticare aritmie includono:

Cura e terapia

Molte forme di aritmia non richiedono alcun trattamento, mentre nei casi più severi l’approccio terapeutico dipende dal tipo e dalla gravità del disturbo.

In alcuni casi il paziente potrebbe scoprire che evitare o limitare il consumo di caffeina potrebbe essere sufficiente a ripristinare il normale ritmo cardiaco, così come migliorare il proprio stile di vita (che permette anche miglioramenti significativi e misurabili su diversi fattori di rischio).

Numerosi sono i farmaci che i cardiologi hanno a disposizione, che a seconda dei casi possono avere diversi effetti:

  • rallentare il battito cardiaco,
  • regolarizzare il battito.

Ad oggi non esistono invece farmaci in grado velocizzare il battito, che sarebbero in teoria utili per le bradiaritmie; in questi pazienti vengono invece usati i pacemaker, piccoli dispositivi impiantati a livello toracico e dotati di sensori in grado di rilevare ritmi anomali, per poi poter intervenire di conseguenza attraverso l’emissione di impulsi elettrici direttamente sul cuore.

Nei casi in cui invece il ritmo del cuore sia troppo veloce, potrebbe essere impiantato un defibrillatore tramite intervento chirurgico. Il defibrillatore riesce ad avvertire quando il cuore sta battendo troppo velocemente per trasmettere uno shock elettrico al cuore, in modo da far ritornare il battito cardiaco alla normalità.

In alcuni casi sono necessari dei farmaci in grado di fluidificare il sangue, per per prevenire la formazione di coaguli nel cuore. Potrebbe essere utile anche tenere sotto controllo la pressione alta o altre condizioni di base, come i problemi di tiroide.

Se nessuno di questi trattamenti riesce a migliorare l’aritmia cardiaca, si devono tentare altre procedure. Il medico potrebbe provare a resettare il ritmo cardiaco attraverso degli shock elettrici (cardioversione e defibrillazione).

In certi casi le aritmie sono causate da aree del cuore iperattive: in questo caso il medico potrebbe provocare l’inattivazione di specifiche aree cardiache attraverso una sorta di sovrastimolazione (ablazione); può essere effettuata in diversi modi, ma si tratta di opzioni già piuttosto invasive e limitate a casi in cui quanto visto finora non abbia sortito effetti.

Sono infine disponibili diversi approcci chirurgici destinati per esempio alla correzione di difetti congeniti, riparazione delle valvole, …

Ricordiamo infine la possibilità di ricorrere a manovre vagali, ossia esercizi da svolgere autonomamente per regolarizzare alcune forme di aritmia sopraventricolare:

  • pressione costante sugli occhi chiusi,
  • pressione profonda sulle carotidi,
  • pressione addominale,
  • bere acqua fredda e gassata.

Agiscono stimolando il nervo vago, che coadiuva la regolazione del battito cardiaco; non essendo adatti a tutti i casi di aritmia si raccomanda sempre il preventivo parere del medico.

Prevenzione

Il miglior modo per prevenire lo sviluppo di una grave aritmia cardiaca è mantenere il cuore in salute attraverso uno stile di vita sano e attivo, che permetta di tenere sotto controllo i principali fattori di rischio:

Attraverso una dieta sana ed equilibrata e la pratica regolare di attività fisica è spesso possibile raggiungere un ottimo stato di salute, che può essere migliorato

  • smettendo di fumare,
  • perdendo peso se necessario,
  • riducendo o eliminando gli alcolici,
  • limitando la quantità di caffeina consumata giornalmente,
  • evitando l’utilizzo di sostanze d’abuso.

Anche se non è sempre facile, è infine importante:

Fonti e bibliografia

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Domande e risposte