Ansia, tra sintomi, attacchi, rimedi e cure

Ultima modifica 08.05.2020

Introduzione

La paura, la tensione e l’ansia sono emozioni che fanno parte della vita di tutti gli esseri umani e possono essere avvertite  per esempio prima di un esame o quando si cammina in una strada buia e sconosciuta; questo tipo di ansia è utile, perché in grado di aumentare vigilanza, attenzione e capacità di reazione. SI tratta di sensazioni che in genere sfumano e scompaiono poco dopo essere usciti dalla situazione che le ha scatenate.

Soffrire di ansia, invece, significa percepire questa sensazione in modo persistente, senza trovare sollievo, e anzi vivendo un peggioramento nel corso del tempo; i sintomi come

  • sensazione di irrequietezza e nervosismo
  • affaticamento
  • difficoltà di concentrazione
  • irritabilità
  • tensione muscolare
  • incapacità di controllare pensieri e preoccupazioni
  • disturbi del sonno

possono arrivare ad interferire con le relazioni e le attività quotidiane professionali, sociali e famigliari.

disturbi d’ansia vengono curati principalmente attraverso i farmaci, con approcci psicoterapici specifici o con entrambe le terapie.

La scelta della cura dipende dal problema e dalle preferenze del paziente. Prima di prescrivere eventuali farmaci è indispensabile procedere a un’accurata diagnosi, per stabilire se i sintomi siano causati da un disturbo d’ansia oppure da un problema fisico.

Se la diagnosi è ansia, in una qualsiasi delle sue forme, il passo successivo è identificare con precisione il tipo di disturbo o la combinazione di disturbi, ma anche eventuali patologie concomitanti, come la depressione o l’abuso di sostanze (ad esempio l’alcolismo), che possono avere un impatto sull’individuo così forte che è indispensabile risolverle, prima di poter iniziare a curare gli attacchi di ansia.

I pazienti già curati in passato dovrebbero dare al loro medico attuale tutti i dettagli sulla terapia; se si trattava di una terapia farmacologica dovrebbero comunicare al medico attuale il nome del farmaco e il dosaggio iniziale, dovrebbero poi precisare se il dosaggio sia stato diminuito o aumentato nel corso della terapia, se si sono verificati effetti collaterali e se la terapia si è rivelata efficace.

Se si trattava di una terapia psicologica dovrebbero invece precisare il tipo, la frequenza delle sedute e se la terapia si è rivelata efficace.

Spesso i pazienti ritengono che la terapia sia stata un fallimento o che non abbia funzionato quando, in realtà, non è stata seguita per un tempo sufficiente o è stata somministrata in modo scorretto.

In altri casi è effettivamente necessario provare diversi approcci o differenti combinazioni di terapia prima di trovare quella più adatta alla propria situazione.

Donna ansiosa di fronte al portatile

iStock.com/fizkes

Farmaci

La terapia farmacologica non è una vera e propria cura per i disturbi d’ansia, ma è in grado di tenere sotto controllo i sintomi mentre il paziente viene curato con la psicoterapia.

I farmaci devono essere prescritti da medici specialisti, normalmente psichiatri che possono offrire anche le sedute di psicoterapia, oppure da neurologi che collaborando con un team di

  • psicologi,
  • assistenti sociali,
  • counselor

in grado di aiutare il paziente nel suo percorso.

I farmaci usati con maggior frequenza per curare i disturbi d’ansia sono:

Con una terapia adeguata molti pazienti affetti da attacchi d’ansia possono condurre una vita normale e soddisfacente.

Antidepressivi

Gli antidepressivi sono farmaci nati per curare la depressione, ma che si sono rivelati efficaci anche nella terapia dei disturbi d’ansia. Questi medicinali iniziano a modificare i processi chimici cerebrali già dopo la primissima dose, ma per diventare pienamente efficaci devono modificare equilibri che richiedono un’assunzione regolare per almeno 4-6 settimane prima che i sintomi inizino ad attenuarsi.

È importante proseguire la terapia per tutto il tempo necessario (e suggerito dal medico).

SSRI

Alcuni degli antidepressivi di ultima generazione sono detti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, o SSRI. I farmaci SSRI alterano i livelli cerebrali della serotonina, un neurotrasmettitore che, come altre sostanze simili, aiuta i neuroni a comunicare tra di loro.

Tra i farmaci SSRI prescritti più di frequente per la cura del disturbo da attacchi di panico, del disturbo ossessivo-compulsivo, del disturbo post-traumatico da stress e della fobia sociale troviamo:

  • fluoxetina (Prozac®),
  • sertralina (Zoloft®),
  • escitalopram (Cipralex®),
  • paroxetina (Sereupin®),
  • citalopram (Seropram®).

I farmaci SSRI vengono anche usati per curare il disturbo da attacchi di panico, quando si verifica contemporaneamente al disturbo ossessivo-compulsivo, alla fobia sociale o alla depressione.

Per curare il disturbo d’ansia generalizzato, invece, viene usata la venlafaxina (Efexor®), un farmaco appartenente alla classe degli SNRI (strettamente imparentati con gli SSRI). Questi farmaci all’inizio vengono somministrati a basso dosaggio e poi gradualmente aumentati fino a trovare un equilibrio tra efficacia ed effetti collaterali, che sia soddisfacente per il paziente.

I farmaci SSRI presentano meno effetti collaterali degli antidepressivi classici, ma a volte possono provocare lieve nausea o nervosismo nei primi giorni di terapia. Questi sintomi scompaiono nelle fasi successive. Alcuni pazienti soffrono anche di disfunzioni sessuali durante la terapia con SSRI: il problema può essere alleviato adeguando il dosaggio oppure passando a un altro farmaco della stessa categoria.

Triciclici

I triciclici sono farmaci meno recenti rispetto agli SSRI, ma altrettanto efficaci per la cura di quasi tutti i disturbi d’ansia (fa eccezione il disturbo ossessivo-compulsivo).

Anche il dosaggio dei triciclici all’inizio è basso e in seguito viene aumentato gradualmente.

Questi farmaci potrebbero inizialmente provocare capogiro, sonnolenza, secchezza delle fauci e aumento di peso: di solito questi problemi scompaiono adeguando il dosaggio o passando a un altro farmaco della stessa categoria.

Tra i triciclici più usati ricordiamo per esempio

  • imipramina (Tofranil®), prescritta nei casi di disturbo da attacchi di panico e ansia generalizzata,
  • clomipramina, l’unico antidepressivo triciclico efficace per la terapia del disturbo ossessivo-compulsivo.

IMAO

Gli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) sono i primi farmaci antidepressivi scoperti; ad oggi hanno perso d’importanza , ma in alcuni casi trovano ancora indicazione per alcuni pazienti. Ricordiamo ad esempio:

  • fenelzina (Margyl®),
  • tranilcipromina (Parmodalin®),
  • isocarboxazide, utili nei casi di disturbo da attacchi di panico e di fobia sociale.

Chi è in terapia con farmaci IMAO deve prestare grande attenzione ed evitare alcuni alimenti (come il formaggio e il vino rosso) che contengono tiramina, oltre a numerosi farmaci:

queste sostanze, infatti, sono in grado di interagire con gli IMAO e causare pericolosi aumenti della pressione sanguigna.

Gli IMAO, inoltre, possono interagire con i farmaci SSRI e scatenare una sindrome molto grave (sindrome serotoninergica), in grado di provocare:

Ansiolitici

Le benzodiazepine combattono l’ansia e hanno pochi effetti collaterali, sonnolenza a parte.

Chi le assume può tuttavia sviluppare assuefazione, cioè può aver bisogno di dosi sempre più massicce di farmaco per ottenere lo stesso effetto: le benzodiazepine, quindi, vengono prescritte di solito per periodi brevi, soprattutto nei casi di abuso di alcol o stupefacenti e nei pazienti che già sono soggetti a dipendenza dai farmaci. L’eccezione alla regola sono i pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico, che possono assumere le benzodiazepine più a lungo mantenendo un buon rapporto efficacia-rischio di effetti collaterali.

Ricordiamo ad esempio:

  • clonazepam (Rivotril®), usato nei casi di fobia sociale e disturbo d’ansia generalizzato;
  • lorazepam (Tavor®), efficace per il disturbo da attacchi di panico,
  • alprazolam (Xanax®), efficace sia per gli attacchi di panico sia per l’ansia generalizzata.

Alcuni pazienti soffrono di sintomi da sospensione se smettono di assumere le benzodiazepine da un giorno all’altro, anziché diminuire il dosaggio con gradualità come sarebbe corretto fare: in questi casi l’ansia può ripresentarsi dopo la fine della terapia. Questi rischi potenziali hanno portato alcuni medici a prescrivere questi farmaci con eccessiva prudenza o a prescriverli in dosi inadeguate.

Betabloccanti

I betabloccanti come il propranololo (Inderal®), un farmaco usato per curare le patologie cardiache, possono prevenire i sintomi fisici che accompagnano alcuni disturbi ansiosi, in particolar modo la fobia sociale.

Quando è possibile prevedere la situazione che scatena l’ansia (ad esempio un discorso in pubblico), il medico può prescrivere un betabloccante per tenere sotto controllo i sintomi ansiosi come la tachicardia..

Assumere i farmaci

Prima di assumere un farmaco per un qualsiasi disturbo d’ansia è necessario:

  1. Chiedere al proprio medico quali sono gli effetti e gli effetti collaterali del farmaco.
  2. Comunicare al medico quali terapie alternative state seguendo e quali altri farmaci (anche senza ricetta) state assumendo.
  3. Chiedere al medico quando e in che modo dovrete interrompere la terapia. Alcuni farmaci non possono essere interrotti bruscamente, ma il dosaggio deve essere diminuito gradualmente sotto la costante supervisione del proprio medico.
  4. Decidere insieme al medico quale farmaco fa al caso vostro e qual è il dosaggio più adatto.
  5. Ricordare che alcuni farmaci sono efficaci solo se assunti con regolarità e che i sintomi potrebbero ripresentarsi se smetterete di assumerli.

Psicoterapia

La psicoterapia consiste in colloqui con uno specialista di salute mentale (di norma psichiatra o psicologo), volti a scoprire le cause del disturbo d’ansia e i modi migliori per affrontare i sintomi.

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è molto efficace per curare i disturbi d’ansia. L’approccio cognitivo aiuta il paziente a cambiare gli schemi di pensiero che stanno alla base delle sue paure, mentre l’approccio comportamentale modifica il modo di reagire alle situazioni che scatenano l’ansia.

Ad esempio la TCC può aiutare i pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico a rendersi conto che gli attacchi in realtà non sono attacchi di cuore e i pazienti affetti da fobia sociale a superare il pensiero che gli altri stiano sempre con gli occhi puntati su di loro, pronti a giudicarli.

Quando il paziente è in grado di affrontare le sue paure gli viene insegnato come usare particolari tecniche di esposizione che lo desensibilizzeranno nelle situazioni che scatenano l’ansia.

Alle persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo che hanno paura dello sporco e dei germi viene consigliato di tenere le mani sporche e attendere sempre più tempo tra un lavaggio e l’altro. Il terapeuta aiuta il paziente a lottare contro l’ansia che l’attesa del lavaggio produce: dopo molte ripetizioni dell’esercizio, l’ansia diminuirà.

Le persone affette da fobia sociale possono essere incoraggiate a passare del tempo in contesti sociali che le impauriscono senza cedere alla tentazione di fuggire e a commettere piccoli errori per osservare le reazioni degli altri. La reazione degli altri di solito è molto meno grave di quella temuta dal paziente e questo contribuisce alla diminuzione dell’ansia.

Le persone affette da disturbo post-traumatico da stress possono essere aiutate riproducendo o ricordando l’evento traumatico in un contesto sicuro, contribuendo così alla diminuzione della paura. I terapeuti insegnano anche tecniche di respirazione e altri tipi di esercizio in grado di alleviare l’ansia e favorire il rilassamento.

La terapia comportamentale basata sull’esposizione è stata usata per molti anni per curare le fobie specifiche. Il paziente viene gradualmente messo a contatto con l’oggetto o la situazione che scatena l’ansia, magari in un primo tempo con immagini o registrazioni e solo in un secondo momento direttamente. In molti casi il terapeuta accompagnerà il paziente durante l’esposizione, aiutandolo e guidandolo.

La TCC si può iniziare solo quando il paziente si sente pronto, e solo con il suo permesso e la sua cooperazione. Per essere efficace la terapia deve essere mirata alle ansie specifiche del paziente e deve essere costruita su misura sulle sue necessità. Non ci sono effetti collaterali, tranne il lieve disagio dovuto all’aumento temporaneo dell’ansia.

La TCC o terapia comportamentale in molti casi ha una durata di 12 settimane. Le sedute possono essere individuali oppure condividse da un gruppo di pazienti con problemi simili. La terapia di gruppo è particolarmente efficace nel caso di fobia sociale. Spesso ai partecipanti vengono assegnati dei compiti da completare tra una seduta e l’altra.

Alcune ricerche dimostrano che i benefici della TCC hanno una maggiore durata rispetto a quelli della terapia farmacologica, almeno nel caso dei pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico; le stesse conclusioni potrebbero valere anche per il disturbo ossessivo-compulsivo, per il disturbo post-traumatico da stress e per la fobia sociale. Se il disturbo si ripresenta in una fase successiva della vita, è possibile usare di nuovo la stessa terapia per sconfiggerlo nuovamente.

Per i disturbi d’ansia specifici, la terapia farmacologica può essere combinata con la psicoterapia: si tratta dell’approccio più efficace per molti pazienti.

A chi chiedere aiuto

Se pensate di soffrire di un disturbo d’ansia la prima persona a cui chiedere aiuto è il vostro medico di famiglia. Il medico può scoprire se i sintomi che vi spaventano siano dovuti a un disturbo d’ansia, a un’altra patologia oppure a entrambi i fattori.

Se la diagnosi è di attacchi d’ansia il passo successivo di solito è la visita presso uno specialista di salute mentale.

È importante sentirsi a proprio agio quando parlate con lo specialista che avete scelto, se non lo siete dovreste cercare qualcun altro che vi aiuti. Una volta che si è instaurato un clima di fiducia è indispensabile fare gioco di squadra con lui ed elaborare insieme una terapia per curare il disturbo d’ansia.

Ricordate che, una volta iniziata la terapia, è importante non smettere di assumere i farmaci da un giorno all’altro. Il dosaggio di alcuni farmaci deve essere diminuito solo sotto controllo medico, altrimenti potrebbero verificarsi effetti collaterali da sospensione. Ricordatevi di informare il medico che vi ha prescritto il farmaco prima di interrompere la terapia. Se gli effetti collaterali vi danno problemi, è possibile eliminarli adeguando il dosaggio del farmaco oppure gli orari o la frequenza a cui lo assumete.

La maggior parte delle terapie farmacologiche contro i disturbi d’ansia è mutuabile. Chiedete comunque consiglio al vostro medico o al farmacista. Per quanto riguarda la psicoterapia potete rivolgervi a uno specialista che lavora privatamente oppure presso una struttura pubblica.

Aumentare l’efficacia della terapia

Molti pazienti che soffrono di disturbi d’ansia riescono a guarire più facilmente se partecipano a un gruppo di aiuto o supporto, condividendo i propri problemi e anche i risultati raggiunti con altre persone. Da questo punto di vista anche le chat su Internet possono essere utili, ma ricordiamo che qualsiasi consiglio ricevuto in rete dovrebbe essere verificato con attenzione, perché provenienti da sconosciuti.

Parlare con un amico fidato o con un religioso può rivelarsi prezioso, ma non può sostituire l’aiuto fornito da uno specialista di salute mentale.

Le tecniche di gestione dello stress e di meditazione possono aiutare le persone affette da disturbi ansiosi a calmarsi e possono rendere la terapia ancora più efficace.

Alcune ricerche, per ora solo preliminari, dimostrano che l’esercizio aerobico potrebbe avere un effetto calmante.

È inoltre necessario evitare la caffeina, alcune sostanze d’abuso e persino alcuni farmaci antinfluenzali da banco (contenenti per esempio pseudoefedrina, un decongestionante), perché potrebbero aggravare i sintomi dei disturbi d’ansia.

Durante la terapia, prima di assumere qualsiasi farmaco aggiuntivo, è necessario chiedere il parere del proprio medico o di un farmacista.

La famiglia è essenziale nel percorso di guarigione del paziente affetto da disturbi d’ansia. Idealmente la famiglia dovrebbe sostenere il paziente, ma non lasciare che i suoi sintomi si incancreniscano. I famigliari non dovrebbero sottovalutare il disturbo, né pretendere che avvengano miglioramenti senza alcuna terapia. Se i vostri famigliari si comportano già così, potreste far leggere loro quest’articolo: li educherete a diventare vostri alleati e vi aiuteranno a guarire presto e bene.

Combattere l’ansia con lo stile di vita e la dieta

Alimentazione

Affrontare l’ansia non è sempre facile e fare attenzione a ciò che si mangia è importante per farvi sentire meglio.

Anche se i disturbi d’ansia non si possono curare con il cibo, una dieta equilibrata o il fatto di limitare o evitare alcuni cibi può aiutare a sentirsi meglio e a migliorare il proprio stato d’animo. Può anche aiutare a mantenere un livello costante di energia per tutto il giorno.

Provate a seguire questi suggerimenti:

  1. Mangiare pasti non abbondanti, ma frequenti. Ciò contribuirà a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue per tutta la giornata.
  2. Aumentare il consumo di carboidrati (amidi). I pasti e gli snack ricchi di carboidrati portano ad aumentare la quantità di serotonina nel cervello, che ha un effetto calmante. Preferite i cibi ricchi di carboidrati complessi (come i cereali integrali), e cercate di mangiare meno carboidrati semplici (zuccheri).
  3. Bere molta acqua. Una disidratazione anche lieve può influenzare l’umore.
  4. Limitare o evitare l’alcol. L’effetto immediato dell’alcol può essere tranquillizzante per la maggior parte delle persone, ma nel momento in cui l’alcol viene metabolizzato dall’organismo può causare sintomi simili all’ansia.
  5. Limitare o evitare la caffeina. La caffeina è uno stimolante in grado di farvi sentire agitati e nervosi e può interferire con il sonno (tenere a mente che è presente non solo nel caffè, manche nella maggior parte dei te, nelle bibite a base di cola, nelle bevande energetiche, …).
  6. Prestare attenzione alla sensibilità alimentare. In alcune persone, alcuni cibi o additivi alimentari possono causare reazioni avverse, anche di umore , che possono portare a irritabilità o ansia. Gli alimenti che comunemente causano reazioni sono: grano, mais, soia, latte, uova, noci e frutti di mare.
  7. Mangiare alcuni alimenti che contengono triptofano. Il triptofano aiuta il cervello a produrre sostanze chimiche che migliorano l’umore e hanno un effetto rilassante. Latte, banane, avena, soia, pollame, formaggi, noci, burro di arachidi e semi di sesamo sono una buona fonte di triptofano.

Attività fisica

Gli effetti positivi di una vita attiva, basata su una regolare pratica di attività fisica, sono ormai assodati da tempo in termini di prevenzione cardiovascolare, ma ciò che molti pazienti ignorano o sottovalutano è l’impatto che possono avere anche nella gestione di disturbi psicologici come depressione a ansia, attacchi di panico compresi.

L’esercizio fisico è essenziale per mantenere in forma il cuore, ma è in grado di ridurre lo stress e gli studi dimostrano la sua efficacia anche in termini di vigilanza, concentrazione e memoria.

I meccanismi sottesi ai benefici psicologici sono essenzialmente due:

  • durante lo sforzo fisico l’organismo produce molecole chiamate endorfine, sostanze chimiche agiscono nel cervello come antidolorifici naturali, migliorando al contempo la qualità del sonno;
  • la pratica sportiva permette di distarsi dalle preoccupazioni e dai pensieri che affliggono costantemente il soggetto ansioso.

La ricerca ha dimostrato che una costante attività aerobica (come correre, nuotare, camminare a passo svelto, …) è in grado di:

  • diminuire i livelli di tensione,
  • aumentare e stabilizzare l’umore,
  • migliorare la qualità del sonno (sonno e ansia sono spesso legati a doppio filo),
  • incrementare l’autostima.

D’altra parte, come tutte le forme di terapia, l’effetto reale può variare:

  • alcuni pazienti possono rispondere positivamente,
  • altri potrebbero trovare benefici minimi,
  • alcuni potrebbero infine sperimentare solo un modesto beneficio a breve termine.

Se pensiamo ai grandi vantaggi in termini di prevenzione verso infarti e ictus è tuttavia chiaro come l’attività fisica sia comunque consigliabile a tutti i pazienti, salvo eccezioni da valutare con il proprio medico; alcuni lavori recenti hanno infine dimostrato che anche gli sporti di resistenza (come il sollevamento pesi), non solo quelli aerobici, possono fornire un concreto supporto al paziente colpito da attacchi di panico.

Fonte principale

Domande e risposte
Come combattere l'ansia?
I primi passi per gestire ed eventualmente superare l'ansia consistono in alcune modifiche del proprio stile di vita, come ad esempio:
  • praticare regolare attività fisica
  • imparere tecniche di rilassamento e meditazione (yoga, training autogeno, ...)
  • smettere di fumare
  • ridurre il consumo di alcolici e caffeina.
Come si cura l'ansia?
La terapia dell'ansia si può avvalere della combinazione, variabile a seconda del paziente, di:
  • stile di vita
  • farmaci
  • psicoterapia
I farmaci sono utili e rapidi nel tenere sotto controllo i sintomi avvertiti durante gli attacchi, oltre che per prevenire le crisi, ma in genere è attraverso un percorso psicoterapico che il disturbo può essere realmente superato nei pazienti che ne soffrono in modo cronico.

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