Allergia agli acari della polvere: sintomi, rimedi e vaccino

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 11 agosto 2019

Introduzione

Gli acari della polvere sono spesso descritti come esemplificazione del paradosso causato da un continuo miglioramento delle condizioni igieniche, che in alcuni casi porta con sé un parallelo aumento dei problemi di salute.

Le forme di allergia e di asma correlate alla presenza degli acari sono in netto aumento nei Paesi sviluppati, dove l’attenzione all’igiene è particolarmente elevata; al contrario nei Paesi poveri, dove la popolazione vive in condizioni di povertà e spesso di sporcizia, la patologia è significativamente meno comune.

A differenza degli acari della scabbia, gli acari della polvere non si insediano sotto la pelle e non sono parassiti.

L’allergia agli acari della polvere domestica è quindi molto comune in Occidente e può causare reazioni allergiche caratterizzate da

  • asma,
  • eczema
  • e rinite (naso chiuso).

La terapia prevede un accurato controllo e bonifica ambientale per abbattere la quantità di acari presente nell’ambiente e l’eventuale ricorso a farmaci per la gestione dei sintomi.

Ricostruzione grafica di un acaro della polvere

iStock.com/animatedfunk

Cause

Gli acari sono sicuramente la componente più rilevante della polvere nei casi di allergie alla stessa; sono microscopici animali (aracnidi) legati alla famiglia delle zecche e dei ragni, si nutrono principalmente di piccoli frammenti di pelle umana e si ritrovano praticamente in tutte le abitazioni del mondo nei climi umidi, caldi e temperati.

Non sono visibili ad occhio nudo (sono grandi circa 0.25 mm) e trovano diffusione in particolar modo in letti, materassi, moquette, …

Il ciclo riproduttivo dell’acaro varia dai 10-19 giorni dell’esemplare maschio ai 70 circa dell’esemplare femmina, che è in grado di deporre 60-100 uova nelle ultime cinque settimane di vita.

Al di là di eventuali reazioni allergiche sono innocui per l’uomo; i sintomi allergici sono causati dall’inspirazione di sostanze note in ambito medico come allergeni, nel caso degli acari si tratta di molecole (in genere proteine) contenute nelle feci rilasciate nell’ambiente. Gli allergeni sono sostanze generalmente innocue, ma che nei soggetti predisposti sono in grado di causare reazioni allergiche.

Queste particelle sono così piccole e leggere da venire facilmente disperse nell’aria ed essere così respirate dagli abitanti della casa.

I sintomi tendono ad aumentare nei mesi freddi, quando le finestre rimangono chiuse più a lungo e si ricorre sistematicamente all’uso del riscaldamento.

Sintomi

Nel momento in cui gli allergeni vengono a contatto con le mucose nasali e/o oculari si presentano nel paziente i sintomi tipici dell’allergia agli acari, che sono:

In alcuni pazienti l’allergia può manifestarsi anche attraverso sintomi cutanei, quali ad esempio:

  • eczema ed arrossamento,
  • prurito diffuso (viso, cuoio capelluto, …).

Diagnosi

La diagnosi dell’allergia agli acari avviene in genere attraverso:

  • anamnesi (raccolta delle informazioni riguardanti i sintomi e le condizioni in cui si manifestano),
  • test allergici (preferibilmente attraverso il prick test o esami del sangue).

L’esame del prick test prevede l’applicazione di alcune gocce di allergene purificato (nel caso in esame di allergene degli acari) sulla pelle, in genere sull’avambraccio; le zone di contatto vengono successivamente punte con un piccolo ago per favorire la penetrazione della sostanza attraverso gli strati più superficiali della cute.

Dopo circa 15-20 minuti si valuta visivamente l’eventuale reazione cutanea ottenuta in corrispondenza di ogni allergene precedentemente posizionato; in caso di allergia è possibile osservare la formazione di rossore ed eventuale gonfiore, accompagnato da prurito.

In alternativa l’allergologo può richiedere l’analisi delle IgE del sangue; si tratta di un approccio utile soprattutto nei pazienti non collaborativi (come i bambini) o quando il paziente sia in terapia antiallergica e non possa sospenderla. Il sangue prelevato viene esposto all’allergene che si desidera testare, dopodiché vengono misurati i livelli di anticorpi eventualmente prodotti in risposta. Si tratta del cosiddetto test delle IgE allergene specifiche (un tempo conosciuto come RAST test o ImmunoCAP).

Si noti in ogni caso che un esame del sangue positivo per un determinato allergene non significa necessariamente che lo stesso allergene sia responsabile dei sintomi lamentati dal paziente.

Rimedi e cura

Per il controllo dei sintomi i pazienti allergici devono spesso ricorrere all’uso di farmaci antistaminici e/o cortisonici (nel caso di reazioni più gravi), ma nel caso dell’allergia agli acari della polvere riveste un’importanza fondamentale la gestione ambientale, per ridurre il più possibile l’esposizione agli allergeni responsabili dei sintomi.

Spazzare, passare l’aspirapolvere, pulire o cambiare le lenzuola provoca il trasferimento degli acari nell’aria che si respira, dove rimangono sospesi per circa 20-30 minuti.

Le uova dell’acaro sono tolleranti al congelamento, ma la cova può essere normalmente prevenuta attraverso l’esposizione dei tessuti a:

  • luce solare diretta per 3,
  • calore (60-70 °C) per almeno 30 minuti,
  • acqua (l’acaro annega nei liquidi).

Tra le altre abitudini utili a ridurre l’esposizione agli allergeni possiamo ricordare i seguenti accorgimenti:

  1. Utilizzare un deumidificatore o un condizionatore d’aria per mantenere l’umidità relativa a circa il 45% o inferiore, e una temperatura a 22° o inferiore.
  2. Incorporare il materasso e i cuscini in specifiche coperture a prova di polvere o acaro.
  3. Lavare tutte le lenzuola e le coperte una volta alla settimana in acqua calda (almeno 60°) per uccidere gli acari della polvere presenti. Le lenzuola non lavabili possono essere congelate durante la notte per uccidere i parassiti presenti, anche se purtroppo le uova sopravviveranno.
  4. Sostituire la biancheria da letto di lana con materiali sintetici.
  5. Se possibile rimuovere moquette, tappeti e mobili foderati.
  6. Utilizzare un panno umido o uno straccio per rimuovere la polvere (non utilizzare mai un panno asciutto perché questo avrà come unico effetto quello di sollevare acari e allergeni).
  7. Utilizzare un aspirapolvere con filtro HEPA; aver cura di passare anche mobili, tende, materassi e il pavimento sotto i mobili.
  8. Indossare una maschera durante l’aspirazione per evitare di inalare gli allergeni e rimanere fuori dell’area aspirata per 20-30 minuti per consentire a polvere e allergeni di depositarsi nuovamente dopo l’aspirazione.
  9. Rimuovere ogni giorno il piumone dal letto e stenderlo su una sedia.
  10. Procedere alla pulizia del materasso almeno una volta al mese.
  11. Areare ogni giorno la casa aprendo regolarmente le finestre.
  12. L’esposizione alla luce diretta del sole permette di uccidere gli acari della polvere, è quindi possibile sfruttare questa possibilità nei mesi estivi per coperte, materassi, cuscini, …
  13. I peluche sono purtroppo un vettore ideale per gli acari, andrebbero quindi
    • lavati periodicamente,
    • tenuti lontano dal letto,
    • eventualmente tenuti in freezer per 6 ore.
  14. I cuscini andrebbero sostituiti ogni 6 mesi.

Vaccino

Molti pazienti affetti da allergia agli acari della polvere non riescono ad ottenere un completo sollievo attraverso la combinazione di farmaci e bonifica ambientale, in questi casi è possibile valutare il ricorso all’immunoterapia (vaccino).

L’immunoterapia è un trattamento a lungo termine che ha l’obiettivo di prevenire le reazioni allergiche, o almeno ridurne la gravità.

Gli approcci possibili sono essenzialmente due:

  • Immunoterapia sottocutanea: il trattamento prevede l’iniezione di quantità di allergene che progressivamente crescono nel tempo. In genere si procede nelle fasi iniziali ad un’esposizione alla settimana, con un’iniezione sottocute, per scendere a una somministrazione ogni 2-4 settimane nelle fasi di mantenimento. Indicativamente i benefici diventano percepibili a distanza di 2-3 anni, mentre la cura prosegue per almeno 4-5; il sollievo dai sintomi si mantiene per diversi anni dal momento della fine dell’esposizione. Gli effetti collaterali dell’immunoterapia specifica sono generalmente lievi e limitati a reazioni locali, mentre il rischio di anafilassi è minimo; gli allergeni vengono sempre somministrati in un ambiente medicalmente controllato, con la necessità di un periodo di osservazione non inferiore a 30 minuti.
  • In alternativa alle iniezioni sono disponibili formulazioni orali, da assumere sotto la lingua. Concetti e tempistiche sono paragonabili a quanto vista per le iniezioni. Presenta il grande vantaggio che il paziente, superata la prima fase di trattamento, può continuare ad assumere la terapia a domicilio.

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    L’allergia agli acari può essere causa di dolore alle gambe?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non che io sappia.