Aderenze addominali: cause, sintomi, cura e pericoli

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 10 ottobre 2018

Introduzione

Le aderenze addominali sono zone di adesione che si formano tra i tessuti e gli organi addominali; normalmente i tessuti e gli organi interni hanno una superficie scivolosa, che permette loro di muoversi facilmente seguendo i movimenti del corpo, le aderenze fanno invece incollare i tessuti e gli organi tra loro.

Di solito le aderenze non provocano sintomi né problemi, però in alcuni casi possono causare dolore addominale o pelvico cronico; le aderenze inoltre sono una delle cause principali delle ostruzioni intestinali e dell’infertilità femminile.

Donna che si tocca la regione addominale a causa di dolore da aderenze

iStock.com/elenaleonova

La cavità addominale

La cavità addominale è l’area interna del corpo compresa tra petto e anche, che contiene tra l’altro:

  • la parte inferiore dell’esofago,
  • stomaco,
  • intestino.

L’esofago è il canale in grado di portare cibo e liquidi dalla bocca allo stomaco, da cui più lentamente verranno trasferiti verso l’intestino per terminare l’assorbimento delle sostanze nutritive, prima di espellere i residui con le feci.

Cause

La causa più frequente delle aderenze addominali sono gli interventi chirurgici: quasi tutti i pazienti (nell’ordine del 90% circa) che si sottopongono a un intervento nella zona addominale soffriranno di aderenze, tuttavia il rischio è maggiore in seguito ad interventi sulla parte bassa dell’addome e sulla zona pelvica (ad esempio gli interventi all’intestino e gli interventi ginecologici).

Con l’andare del tempo le aderenze possono ingrandirsi e indurirsi, causando problemi anche ad anni di distanza dall’operazione.

Tra le cause chirurgiche delle aderenze addominali ricordiamo:

  • incisioni dei tessuti, soprattutto quelli degli organi interni,
  • manipolazione degli organi interni,
  • asciugamento dei tessuti e degli organi interni,
  • contatto dei tessuti interni con corpi estranei, come garze, guanti chirurgici e punti di sutura,
  • sangue o coaguli non perfettamente puliti durante l’intervento.

Tra le cause meno frequenti delle aderenze addominali ricordiamo l’infiammazione dovuta a cause non collegate all’intervento chirurgico; ad esempio:

  • appendicite, e in particolare rottura dell’appendice,
  • radioterapia,
  • infezioni ginecologiche,
  • infezioni addominali.

In rari casi le aderenze addominali si formano senza un motivo apparente.

Sintomi

Nella maggior parte dei casi le aderenze addominali sono asintomatiche, ma il sintomo più frequente è il dolore addominale o pelvico cronico, che spesso assomiglia a quello provocato da altri disturbi come l’appendicite, l’endometriosi e la diverticolite, ossia una sensazione intermittente di fastidiosi crampi.

Nei casi di ostruzioni più importanti possono comparire:

Pericoli

Aderenze addominali e ostruzioni intestinali

Le aderenze intestinali possono spostare l’intestino e/o causare torsioni in grado di determinare un’ostruzione intestinale. L’ostruzione intestinale impedisce completamente o parzialmente il movimento degli alimenti o delle feci nell’intestino, è una situazione pericolosissima per la quale è necessario ricorrere immediatamente al medico e spesso anche all’intervento chirurgico.

Tra i sintomi dell’ostruzione intestinale ricordiamo:

  • dolore o crampi addominali severi,
  • vomito,
  • sensazione di gonfiore o di “aria ferma” nella pancia,
  • pancia che brontola,
  • gonfiore addominale,
  • stitichezza.

Chi soffre di questi sintomi dovrebbe rivolgersi immediatamente al medico o al Pronto Soccorso.

Aderenze e infertilità femminile

Le aderenze intestinali possono essere causa di infertilità femminile se impediscono agli ovuli fecondati di raggiungere l’utero, dove dovrebbe svilupparsi il feto. Le aderenze possono far torcere o spostare le tube (i tubicini che permettono il passaggio degli ovuli dall’ovaio, dove vengono conservati, all’utero).

Diagnosi

Per diagnosticare le aderenze purtroppo non esiste alcun esame specifico: le aderenze, infatti, non possono essere diagnosticate con gli esami tradizionali come le radiografie o le ecografie.

Nella maggior parte dei casi vengono scoperte durante nuovi interventi chirurgici; fanno eccezione le ostruzioni intestinali, che possono invece essere diagnosticate con radiografia e/o tomografia computerizzata.

Cura e terapia

La maggior parte delle aderenze addominali non causa alcun problema e quindi non richiede alcuna terapia.

L’intervento chirurgico attualmente è l’unico modo per eliminare le aderenze che provocano dolore, ostruzioni intestinali o problemi di fertilità, però fa aumentare il rischio di formazione di nuove aderenze e quindi dovrebbe essere evitato a meno di assoluta necessità.

Per l’ostruzione intestinale completa normalmente è necessario un intervento chirurgico d’urgenza; l’ostruzione parziale, in alcuni casi, può essere alleviata ricorrendo a una dieta liquida o povera di scorie. La dieta povera di scorie è povera di latte e derivati e fibre, e composta principalmente da alimenti facilmente digeribili.

Prevenzione

È molto difficile prevenire le aderenze addominali, tuttavia alcune tecniche chirurgiche sono in grado di minimizzare il rischio.

La laparoscopia è una tecnica chirurgica che evita di praticare incisioni vistose sull’addome, l’addome viene gonfiato con un gas, mentre gli strumenti chirurgici e la videocamera vengono inseriti attraverso alcune piccole incisioni. Il gas serve per gonfiare l’addome e per aumentare lo spazio di manovra del chirurgo.

Se invece si deve forzatamente procedere con un intervento tradizionale, alla fine dell’operazione può essere inserita dal chirurgo una sorta di pellicola tra gli organi oppure tra gli organi interni e l’incisione addominale. La pellicola, simile alla carta oleata, verrà riassorbita dall’organismo nel giro di una settimana, ma nel frattempo manterrà idratati gli organi prevenendo la formazione di aderenze.

Per diminuire il rischio di aderenze durante gli interventi chirurgici è anche possibile:

  • usare guanti senza amido né lattice,
  • maneggiare con prudenza i tessuti e gli organi,
  • diminuire la durata dell’intervento,
  • non permettere ai tessuti di disseccarsi,
  • ricorrere all’idratazione con soluzione salina.

Non si conoscono influenze della dieta in ottica di prevenzione, mentre in caso di ostruzione (parziale o totale) il medico suggerirà una dieta a basso tenore di fibra o, nei casi più gravi, una dieta liquida.

Fonti e bibliografia

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Buongiorno dottoressa mia figlia è stata operata di appendicite il 6 ottobre 2016 sono 45 giorni dopo l’intervento che ha fortissimi dolori tra la ferita e il colon,l’abbiamo ricoverata a bari all’ospedaletto ci hanno escluso problemi di natura renale dopo tante ecografie e rx ci hanno detto che se il dolore continua bisogna tornare perchè probabilmente è un problema di aderenze.quando mangia vomita o va a diarrea

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Mi dispiace, ma non mi sento di fare ipotesi.

  2. Anonimo

    Buongiorno, ho avuto due parti cesarei l’ultimo 9 anni fa. Sono poi rimasta incinta facilmente 2 volte, ma in entrambi i casi ho avuto un aborto all’undicesima settim con relativo raschiamento dovuto ad assenza di battito fetale, nelle ecografie precedenti invece si era sentito chiaramente ed era tutto apposto. Vorrei sapere se i miei aborti possono imputarsi ad aderenze visto che tutti gli altri esami che si fanno in questo caso risultano buoni. Mi sembra strano che ci possano comunque essere aderenze visto che resto incinta facilmente e che l’embrione si annida tranquillamente vivendo fino all’undicesima settimana. Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Onestamente non credo, ma è comunque solo una mia opinione.

  3. Anonimo

    Buongiorno, ho mio padre in ospedale, é stato operato tre volte in due settimane a causa di una massa legnosa credo provocata dai diverticoli. Ieri lo hanno aperto per la terza volta causa il tubo del drenaggio dall’uretra al rene perdeva. Il chirurgo ha detto che ha molte aderenze ma che speriamo vada tutto bene. Purtroppo non ci ho parlato io ma mia madre. Adesso leggendo su Internet mi sto molto preoccpando. Com’è possibile che abbia molte aderenze e che dica che dovrebbe andare tutto bene? Vi prego datemi una risposta. Grazie
    Come faccio a visualizzare la risposta?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Lascio la parola al Dr. Cracchiolo che ha sicuramente competenze decisamente maggiori delle mie per rispondere; la risposta la vedrà qua sotto, verso le ore 15:00.

    2. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, le aderenza sono complicanze possibili degli interventi chirurgici addominali. Probabilmente con l’ultimo intervento hanno anche cercato di rimuovere le aderenze che potevano ostacolare la normale funzione degli organi vicini e quindi si immagina che la situazione possa andare migliorando. Almeno questa è la mia interpretazione. saluti

  4. Anonimo

    Ciao ho fatto il cesareo 7anni fa dopo circa 15 giorni sentivo come un ago voleva uscire dalla pancia sono andata dal dottore che mi aveva operato e mi ha detto che aveva dimenticato un punto che andava tolto prima di chiudere, e che con il tempo si sarebbe assorbito. Dopo tanto tempo ogni tanto mi punge ancora, cosa comporta tenerlo? Può essere rischioso?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Probabilmente no, anche perchè verosimilmente ormai c’è solo più tessuto cicatriziale.

  5. Anonimo

    In settimana dovrò operarmi di ernia inguinale destra e ho il terrore di sviluppare aderenze; cosa posso o devo chiedere di fare al chirurgo per ridurre il più possibile il rischio?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non è necessario dire nulla al chirurgo, che adotterà già tutte le precauzioni necessarie a ridurre al minimo il rischio (l’intervento per ernia non è comunque considerato ad alto rischio in questo senso).

  6. Anonimo

    Le aderenze possono essere causa di infertilità?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Purtroppo in alcuni casi sì.

  7. Anonimo

    Esistono farmaci in grado di “sciogliere” eventuali aderenze?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Purtroppo no, solo approcci chirurgici (che vengono ovviamente limitati ai casi in cui non sia possibile farne a meno).