Sinusite ed intervento: quando e quale operazione?

Ultima modifica 27.08.2020

Introduzione

I seni sono quattro spazi pieni d’aria nelle ossa del viso e della testa. Sono collegati all’interno del naso attraverso piccole aperture e sono necessari per

  • garantire una corretta respirazione attraverso il naso,
  • favorire il flusso di muco nel naso e gola.

Quando i seni funzionano correttamente non ci rendiamo nemmeno conto di averli, ma quando vengono coinvolti in infezioni e infiammazioni possono causare sintomi molto dolorosi; l’infiammazione dei seni prende il nome di sinusite.

La sinusite è causata da seni bloccati, infiammati e/o infetti.

I pazienti che ne sono colpiti spesso si lamentano di

Il disturbo può essere difficile da diagnosticare e lo specialista (otorinolaringoiatra) può
esaminare le cavità nasali con un endoscopio, uno strumento che permette una valutazione diretta della situazione.

La maggior parte dei pazienti migliora senza necessità di terapia, ma in alcuni casi per curare la sinusite acuta è necessario ricorrere all’assunzione di farmaci (che possono comprendere antibiotici, decongestionanti, spray nasali cortisonici, antistaminici) o trattamenti come l’aerosol e i suffumigi.

Nei casi più gravi può essere presa in considerazione la possibilità di un intervento chirurgico per allargare le aperture che permettono il drenaggio dei seni nasali; quest’opzione viene valutata in caso di:

  • elevata frequenza d’infezione,
  • scarsa risposta alle altre terapie disponibili.

In altre parole il ricorso all’intervento è un’evenienza presa in considerazione solo nel caso in cui tutti gli approcci farmacologici abbiano fallito perché, al di là dei disagi causati al paziente, in rari casi se l’infezione non viene curata può portare a complicazioni severe, tra cui per esempio la diffusione dell’infezione nei distretti adiacenti.

Fino a non molto tempo fa l’eventualità di una operazione chirurgica per guarire dalla sinusite destava molte preoccupazioni, perché il chirurgo avrebbe dovuto eseguire un intervento invasivo: i seni nasali venivano raggiunti attraverso la guancia e spesso la procedura lasciava cicatrici brutte a vedersi. I recenti progressi della medicina hanno tuttavia rivoluzionato l’approccio utilizzato: un chirurgo esperto è in grado di curare la sinusite causando solo un lieve disagio, con la necessità di una breve convalescenza e un bassissimo rischio di complicazioni.

Preparazione

Prima di procedere con l’intervento viene creata una cartella clinica che comprende l’anamnesi del paziente: è necessario procedere a una diagnosi attenta per identificare la causa della sinusite e per la diagnosi possono essere richiesti tra l’altro:

  • TAC dei seni nasali (senza mezzo di contrasto),
  • esami della funzionalità nasale (rinomanometria ed esame citologico nasale),
  • test dell’olfatto,
  • esami del sangue specifici per elaborare una strategia operativa.

Ricordiamo che le radiografie sono poco utili per diagnosticare la sinusite acuta e non hanno alcuna utilità per la diagnosi della sinusite cronica.

Radiografia modificata a computer per visualizzare le zone tipiche di comparsa del dolore da sinusite (zigomi, naso, fronte).

Chirurgia endoscopica funzionale (FESS)

“Chirurgia endoscopica” è il nome dato alle operazioni che più comunemente vengono eseguite sul paziente con sinusite cronica e/o ricorrente e/o molto grave; in passato era necessario ricorrere ad approcci molto più invasivi che richiedevano tagli a livello di viso e bocca, mentre l’endoscopia rappresenta un’alternativa che garantisce tra l’altro un elevatissimo margine di sicurezza.

L’intervento avviene passando attraverso le cavità nasali e senza alcun tipo di taglio esterno.

L’obiettivo è quello di ripristinare la fisiologica aerazione dei seni paranasali e facilitare così il drenaggio delle secrezioni all’interno della cavità nasali,

  • sollevando il paziente dal dolore e dagli altri sintomi,
  • prevenendo nuove infezioni.

L’operazione richiede in genere l’anestesia totale, anche se in alcuni casi si ricorre ancora alla sola anestesia locale; il chirurgo lavora solo all’interno del naso e non ci sarà quindi alcuna cicatrice esterna o livido sul viso.

Un particolare dispositivo dotato di telecamera (endoscopio) e altri strumenti chirurgici vengono delicatamente inseriti e guidati attraverso le narici fino a raggiungere i seni nasali, che vengono modificati per ottenere una miglior funzione respiratoria.

I percorsi naturali di drenaggio del muco vengono ingranditi per prevenirne il blocco e il rivestimento infetto e infiammato della mucosa viene rimosso. L’intervento dura circa due ore, ma sono possibili variazioni in relazione alla gravità del problema.

In caso di presenza di polipi nasali questi possono essere rimossi durante lo stesso intervento, così come potrebbe emergere la necessità di intervenire anche sul setto nasale per raddrizzarlo.

Una volta ricostruito un sistema di drenaggio sano, la mucosa malata potrà ritornare alla normalità.

Dopo l’intervento il paziente potrà avvertire un lieve gonfiore e una sensazione di disagio, comunque sopportabile.

Questo tipo di operazione è vantaggiosa per il paziente perché

  • non è invasiva,
  • permette quasi sempre di rimuovere meno tessuti sani,
  • spesso può essere eseguita in day hospital.

Dopo la chirurgia probabilmente il paziente dovrà indossare per qualche giorno un impacco di garza nel naso. Il medico potrà consigliare di effettuare le irrigazioni nasali, a partire da una decina di giorni dopo l’intervento, per evitare che si formino croste.

Chirurgia assistita mediante immagini

I seni nasali sono vicini al cervello, agli occhi e ad alcune importanti arterie, quindi occorre fare molta attenzione quando si inserisce un tubicino in fibra ottica nella zona. Le preoccupazioni in merito, però, possono essere facilmente superate se si tiene conto dell’uso sempre più diffuso delle nuove tecnologie e in particolare della chirurgia assistita mediante immagini. Questa tecnica chirurgica può essere consigliabile per:

  • i casi più gravi di sinusite cronica,
  • le situazioni in cui un intervento precedente nella stessa zona ha alterato l’anatomia,
  • se l’anatomia dei seni nasali del paziente è insolita.

“Assistita mediante immagini” significa che l’intervento viene condotto con l’ausilio di un sistema computerizzato di mappatura tridimensionale, che combina le informazioni della TAC e quelle ottenute in tempo reale mediante raggi infrarossi, relative alla posizione degli strumenti chirurgici. In questo modo il chirurgo può intervenire anche nelle zone più difficili da raggiungere ed operare con maggior precisione.

Prognosi

Un intervento di chirurgia sinusale endoscopica è considerato riuscito se la maggior parte dei sintomi, compresi

  • ostruzione nasale,
  • qualità del sonno,
  • senso dell’olfatto,
  • dolore facciale

vengono risolti a distanza di 1-2 mesi.

Dalla letteratura disponibile si rileva che in effetti la maggior parte dei pazienti riporta un miglioramento della qualità di vita dopo l’operazione:

  • il tasso di successo nel trattamento degli adulti è stimato pari a 80-90%,
  • mentre nei bambini raggiunge il 86-97%.

Fa male?

Il paziente potrebbe avvertire un leggero dolore per alcune settimane, che tuttavia può essere efficacemente controllato attraverso comuni antidolorifici; probabilmente il naso sarà anche chiuso per qualche tempo.

Posso soffiarmi il naso?

È importante non soffiare il naso almeno per le prime 48 ore dopo l’operazione; sarà il chirurgo a consigliare quando si potrà iniziare a soffiare delicatamente il naso.

Dopo l’intervento

In genere si torna a casa il giorno stesso o il giorno dopo l’intervento, a seconda della gravità della sinusite trattata, ma sarà di norma necessario un periodo di riposo di almeno una settimana (di più in caso di lavori fisicamente impegnativi).

In alcuni casi verranno prescritte gocce e/o lavaggi con acqua fisiologica.

Sarà assolutamente normale trovare un po’ di muco e piccole tracce di sangue, sarà quindi importante evitare ambienti polverosi e/o con la presenza di soggetti fumatori.

Possibili complicazioni

Tutte le operazioni possono essere causa di complicazioni e ci sono alcuni rischi che è necessario conoscere prima di dare il consenso a questo trattamento; la possibilità di problemi è comunque molto rara.

  • Piccole perdite di sangue sono come detto assolutamente normali, mentre in circa un paziente su 100 può verificarsi un’emorragia più severa che richiederà assistenza ospedaliera.
  • Circa 1 paziente su 100 può sviluppare una infezione dei seni e richiedere un nuovo trattamento antibiotico.
  • I seni sono molto vicino alla parete dell’occhio. A volte i danni all’occhio possono essere causati da sanguinamento locale. Molto raramente un’altra operazione può essere necessaria per fermare l’emorragia, ma le probabilità che ciò accada sono molto basse, circa 1 su 1000.
  • I muscoli che comandano i movimenti dell’occhio a volte possono venire danneggiati, ma ancora una volta accade molto raramente.
  • I seni sono molto vicini al sottile osso alla base del cervello. Tutte le operazioni del seno sono legate a un piccolo rischio di fuoriuscita di fluidi da questa zona. In questa eventualità sarà necessario rimanere in ospedale fino a risoluzione (1 caso su 200).

Fonte principale

  • NHS, licensed under the OGL

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Domande e risposte
  1. Domanda

    buona sera dottore gentilissimo io o sempre mal di testa continuo non ce la faccio piu sempre con aulin oki basta.. io vorrei trovare una soluzione . mi fa male tutto il naso sugli okki

  2. Domanda

    premetto ke kon laulin mi passa ma poi mi ritorna molto forte se vado dove ce gente kon konfusione mi fa male la testa se sto troppo al caldo mi fa male

    1. Dr. Roberto Gindro

      Visita neurologica, appena possibile; continuare con gli antinfiammatori avrà come unica conseguenza quella di scatenare mal di testa da farmaci.

  3. Domanda

    Salve dottore io 5 anni fa ho fatto un intervento al setto nasale deviato, turbinati nasali e o vutto anche i polipi nasali sono in attesa di fare un altro l’intervento per la sinusite cronica il motivo principale è il olfatto, praticamente Non sento odori quando faccio la cura di antibiotici e spray RINELON un po’ li sento quando non faccio questa cura il problema continua di non respire bene e non sentire li odori quindi sono andato da un otorino e li o fatto questa domanda del olfatto lui mi disse non senti odori perché ai la sinusite cronica i mi a consigliato di operarmi.volevo una sua opinione.GRAZIE.

    1. Dr. Roberto Gindro

      L’intervento potrebbe in effetti essere risolutivo.

    2. Domanda

      Ok grazie.

  4. Domanda

    Salve dottore ho fatto la tac massiccio faciale e mi hanno detto che ho la sinusite cronica e dopo la terapia mi hanno messo in lista d’attesa la mia domanda.. ho un problema quando inspero sento una forte pressione nel naso e tutti il mio corpo si contrae e come se il diaframma e i polmoni nn fanno il loro lavoro per bene

    1. Dr. Roberto Gindro

      La sinusite e un po’ di suggestione probabilmente sono la causa dei sintomi descritti.

  5. Domanda

    Salve soffro di allergie ed asma da circa 4 anni soffro pure di sinusite ma quella più cronica che con tutte le cure possibili non è andata via è quella mascellare riscontrata tramite tac.mi hanno consigliato l intervento ma ho una gran paura!come viene effettuato? Anestesia locale?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Dipende dal tipo di intervento.

    2. Domanda

      Non me l hanno detto ancora!lei cosa pensa?

    3. Dr. Roberto Gindro

      Mi dispiace, ma non ho l’esperienza clinica per consigliarle.

  6. Domanda

    È mutuabile l’intervento?

    1. Dr. Roberto Gindro

      È sempre difficile generalizzare in questi casi, non posso quindi che consigliarle di fare il punto con il suo medico o con un otorino (attraverso il Sistema Sanitario Nazionale).