Laparoscopia diagnostica e ginecologica

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 8 agosto 2018

Introduzione

La laparoscopia è un approccio chirurgico che consente al chirurgo di accedere all’interno dell’addome (pancia) e del bacino senza dover fare grandi incisioni sulla pelle; si tratta in altre parole di una chirurgia minimamente invasiva.

Le grandi ed estese incisioni possono essere evitate durante laparoscopia perché il chirurgo utilizza uno strumento chiamato laparoscopio, un sottile tubo dotato di una sorgente luminosa e di una telecamera che permette di acquisire immagini dell’interno dell’addome o del bacino e trasmetterle in tempo reale al medico che sta operando.

I principali vantaggi di questa tecnica rispetto alla tradizionale chirurgia aperta sono:

  • un tempo di permanenza in ospedale più breve,
  • una ridotta convalescenza,
  • minor dolore e sanguinamento durante l’intervento,
  • una cicatrice molto più piccola.

La laparoscopia diagnostica potrebbe non essere possibile in caso di importante gonfiore all’intestino, presenza di liquidi nell’addome (ascite) o precedenti interventi chirurgici addominali in passato.

Fotografia di un intervento chirurgico in laparoscopia

iStock.com/vm

Perchè viene eseguita

La laparoscopia può essere utilizzata per diagnosticare o trattare numerose condizioni.

Durante la procedura gli strumenti e i dispositivi chirurgici necessari vengono inseriti attraverso piccole incisioni.

Diagnosi

Quando possibile si preferisce ovviamente ricorrere a formulazioni di diagnosi ricorrendo a metodi non invasivi, come ad esempio:

A volte, tuttavia, l’unico modo per confermare una diagnosi è studiare direttamente la parte interessata del corpo usando un laparoscopio.

Le laparoscopie sono ormai ampiamente utilizzate per diagnosticare molte condizioni differenti e indagare alcuni sintomi specifici, ad esempio possono essere utilizzate per:

La laparoscopia può anche essere utilizzata per diagnosticare alcuni tipi di tumori; il chirurgo può ricorrere al laparoscopio per prelevare un piccolo campione del tessuto sospetto in modo che possa essere inviato a un laboratorio e qui esaminato (nel complesso questo procedimento è conosciuto con il termine di biopsia).

I tumori che possono essere diagnosticati utilizzando laparoscopia includono:

Trattamento

La chirurgia laparoscopica può essere usata per trattare una serie di condizioni diverse, tra cui:

  • rimozione dell’appendice infiammata (quando sussista il rischio di rottura),
  • rimozione della cistifellea in caso di calcoli biliari,
  • rimozione di un tratto dell’intestino in caso di condizioni gravi come morbo di Crohn o la diverticolite se non rispondono più ai farmaci,
  • riparazione di ernie (per esempio inguinali),
  • riparazione di ulcere peptiche,
  • chirurgia bariatrica per la perdita di peso,
  • chirurgia tumorale (ovaie, prostata, fegato, colon, rene, vescica),
  • trattamento della gravidanza extrauterina, dove di solito è necessario rimuovere l’embrione per prevenire danni alle tube di Falloppio,
  • rimozione di fibromi uterini,
  • isterectomia (rimozione dell’utero) per trattare malattia infiammatoria pelvica (PID), endometriosi, …

Come avviene

Un intervento in laparoscopia viene sempre eseguito in anestesia totale, quindi il paziente sarà addormentato e non sentirà alcun dolore; in molti casi è possibile poi che la dimissione avvenga comunque in giornata.

Preparazione

A seconda del tipo di procedura laparoscopica in corso, di solito viene chiesto di non mangiare o bere nulla già nelle 6-12 ore che precedono l’intervento.

In caso di assunzione di farmaci anticoagulanti (per esempio Coumadin) o antiaggreganti (per esempio Cardioaspirin, cioè aspirina) verrà probabilmente prescritto, in accordo con il cardiologo, la sospensione a partire già da qualche giorno prima, sostituendoli con farmaci diversi (in genere eparinici) per evitare il rischio di sanguinamento eccessivo.

In caso di abitudine al fumo sarebbe consigliabile provare almeno a sospendere per qualche giorno a cavallo dell’intervento di laparoscopia, in quanto in grado di ritardare il processo di guarigione e aumentare il rischio di complicanze come le infezioni.

La maggior parte dei pazienti può essere dimesso dall’ospedale il giorno stesso o il giorno successivo, ma è importante essere accompagnati perchè non si potrà guidare per almeno 24 ore.

Procedura

Durante la laparoscopia il chirurgo esegue un piccolo taglio (incisione) di circa 1-1,5 cm, generalmente nei pressi dell’ombelico.

Un piccolo tubo viene inserito attraverso l’incisione e, attraverso questo, viene pompata anidride carbonica per gonfiare la pancia (addome). Gonfiare l’addome consente al chirurgo di vedere più chiaramente gli organi e permette di disporre di maggior spazio per lavorare.

Attraverso questo stesso tubo verrà inserito un laparoscopio, uno strumento che trasmette le immagini dell’interno dell’organismo a un monitor esterno presente in sala operatoria e che consente al chirurgo di vedere in tempo reale l’interno dell’addome.

Se la laparoscopia è usata per eseguire un trattamento chirurgico, come la rimozione dell’appendice, verranno praticate ulteriori incisioni addominali, dove piccoli strumenti chirurgici potranno essere inseriti ed utilizzati dal chirurgo per operare.

Al termine della procedura l’anidride carbonica verrà fatta uscire dalla cavità addominale e le incisioni chiuse con punti o clip, su cui verrà poi applicato un cerotto medicato a protezione.

Quando la laparoscopia viene utilizzata a scopo diagnostico la procedura richiede solitamente 30-60 minuti, mentre in caso di trattamento il tempo potrebbe essere più o meno lungo a seconda della condizione.

Convalescenza

Dopo la laparoscopia è normale che il paziente si possa sentire confuso e disorientato, in quanto si tratta di effetti collaterali dell’anestesia; in alcuni casi può comparire anche nausea e vomito, ma in generale si tratta comunque di disturbi destinati a sparire rapidamente.

A seguito della laparoscopia medici e infermieri seguono da vicino il paziente, per verificare il completo recupero e, in particolare, la capacità di trattenere liquidi/solidi senza vomitare e soprattutto il pieno recupero del controllo della vescica.

Per alcuni giorni dopo la procedura è normale avvertire fastidio e disagio nelle aree delle incisioni e, talvolta, un po’ di mal di gola legato al tubo inserito per l’anestesia; in caso di necessità saranno comunque prescritti efficaci antidolorifici.

Alcuni dei gas possono rimanere all’interno dell’addome dopo la procedura e causare:

  • gonfiore,
  • crampi,
  • dolore riflesso alla spalla (perchè il gas può irritare il diaframma, il muscolo che si usa per respirare, che a sua volta può irritare le estensioni dei nervi della spalla).

Questi sintomi non sono motivo di preoccupazione e dovrebbero risolversi entro pochi giorni, dopo che l’organismo abbia assorbito il gas residuo.

Nei giorni e nelle settimane successive è normale sentirsi stanchi e, per questo, verrà consigliato di osservare un certo riposo.

Tempi di recupero

Il tempo necessario per recuperare dalla laparoscopia cambia sensibilmente da un soggetto all’altro; dipende da numerosi fattori, tra cui:

  • obiettivo e ragioni dell’intervento,
  • stato di salute generale,
  • eventuali complicazioni.

In caso di laparoscopia diagnostica in genere si recupera entro 5 giorni, mentre il tempo richiesto può aumentare in caso di trattamento; per esempio, in caso di laparoscopia per la rimozione dell’appendicite, possono servire fino a due settimane, ma in caso di chirurgia maggiore (per esempio la rimozione delle ovaie o del rene a causa di tumore) il tempo di recupero può arrivare e superare le 12 settimane.

Fotografia di medici che stanno operando il laparoscopia

iStock.com/JazzIRT

Quanto contattare il medico

È consigliabile essere assistiti da una persona di fiducia nelle prime 24 ore dopo la laparoscopia, in modo che possa aiutare in caso di sintomi anomali come:

In caso di comparsa di uno o più di questi sintomi si raccomanda di contattare il medico curante o il Pronto Soccorso (in base alla gravità dei sintomi).

Sicurezza

La laparoscopia è una procedura che ormai fa parte della routine ospedaliera e le complicazioni gravi sono rare.

Fra le possibili complicanze minori, che si verificano indicativamente in 1-2 pazienti su 100, ricordiamo:

Le complicazioni gravi dopo la laparoscopia sono stimolate in un caso ogni 1000 circa e includono:

  • danni a un organo, ad esempio intestino o vescica, che nei casi più gravi ne compromettono la funzionalità,
  • danni ad un’arteria maggiore,
  • complicazioni derivanti dall’uso di anidride carbonica durante la procedura, come bolle di gas che entrano nelle vene o nelle arterie,
  • grave reazione allergica all’anestesia generale,
  • formazione di un coagulo di sangue (trombo) che si sviluppa in una vena, di solito delle gambe (trombosi venosa profonda), e può trasformarsi in un’embolia polmonare se il coagulo riesce a raggiungere i polmoni.

È spesso necessaria un’ulteriore operazione chirurgica, questa volta in laparotomia (ossia con modalità tradizionale) per trattare molte di queste complicazioni più serie.

Fonte principale:

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Buongiorno dottore, volevo sapere perché. Giorno 13 novembre ho avuto il ciclo, un flusso normale, giorno 29 ho avuto una visita ginecologica , la dottoressa mi ha detto nn c’è nessun problema, ieri ho avuto rapporti e ho avuto macchie marroni fino a stamattina! Ma il ciclo nn viene ogni 28 giorni?grz in anticipo, buona giornata

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno. Se non c’è nulla che non va, potrebbero essere state causate da microtraumi causati dal rapporto o potrebbe essere un ciclo anticipato. saluti

  2. Anonimo

    Gent. dottore ho prenotato la visita dal reummatologo..dato che i tempi sono lunghi vorrei che lei desse un parere sui valori che sono: COLESTEROLO TOTALE 236 mg/dl
    colesterolo hdl 60 mg/dl
    trigliceridi 126 mg/dl
    in attesa
    una sua gentile risposta
    distinti saluti

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Ha un LDL calcolato pari a 150, un po’ troppo.

    2. Anonimo

      Grazie dottore.Secondo lei è opportuno prendere già farmaci o posso tentare cn riso rosso integratore o altri rimedi naturali? Le chiedo un parere so che devo sentire il mio medico che ora è assente per motivi di salute, lei mi tranquillizza cn i suoi consigli…dato che prendo altri farmaci e in passato ho avuto problemi cn il pancreas
      distinti saluti

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Se c’è margine sullo stile di vita è probabile che le consiglierà di provare prima così.

  3. Anonimo

    È normale avere perdite di sangue già 7-8 giorni prima del ciclo vero e proprio? Sto cercando la prima gravidanza e inizio a chiedermi se possa essere un problema.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Vale sicuramente la pena segnalarlo al ginecologo per verificare; in alcune donne può essere normale, in altre potrebbe essere spia di una produzione di progesterone insufficiente.