Forame ovale pervio: sintomi e quando operare?

Ultima modifica 07.10.2020

Introduzione

Il forame ovale pervio (anche detto FOP) è una delle più diffuse anomalie congenite del cuore, ossia presenti fin dalla nascita; interessa statisticamente circa il 20-25 % della popolazione e si manifesta come un’apertura a livello del setto che mette in comunicazione l’atrio destro con l’atrio sinistro (DIA), le due camere superiori del cuore.

Questa alterazione, pur essendo potenzialmente grave, di norma non comporta particolari complicazioni, per cui chi ne è affetto, conduce una vita sostanzialmente normale (non lamentando alcun sintomo) e spesso si accorge in ritardo della sua esistenza.

Qualora invece si presenti in soggetti con concomitanti patologie cardiache o neurologiche, le conseguenze possono essere potenzialmente più gravi, favorendo l’insorgenza di embolie o ictus cerebrali.

Richiami di anatomia cardiaca

Il cuore è una vera e propria pompa che rappresenta il perno della circolazione sanguigna; la sua funzione principale è quella di favorire il trasporto di sangue ricco dell’ossigeno proveniente dai polmoni verso i tessuti e gli organi del nostro corpo e di raccogliere da questi ultimi l’anidride carbonica, che sarà eliminata attraverso gli scambi gassosi polmonari. Garantisce quindi il nutrimento e la vitalità dell’intero organismo.

Semplificazione della circolazione cardiaca

iStock.com/Elisa Lara

È possibile dividere il cuore in due porzioni:

  • Il cuore di destra, è composto dall’atrio destro e dal ventricolo destro. Dall’atrio destro, il sangue non ossigenato proveniente dalle vene cave, raggiunge il ventricolo destro per essere trasportato, tramite le arterie polmonari, verso i polmoni dove avverrà l’ossigenazione.
  • Il cuore di sinistra, è costituito dall’atrio sinistro e dal ventricolo sinistro. L’atrio sinistro riceve il sangue ossigenato di ritorno dai polmoni, attraverso le vene polmonari, mentre il ventricolo sinistro, pompa questo sangue ossigenato verso organi e tessuti dell’organismo, mediante l’aorta.
Circolazione polmonare

By OpenStax College – Anatomy & Physiology, Connexions Web site. http://cnx.org/content/col11496/1.6/, Jun 19, 2013., CC BY 3.0, Link

Quattro valvole, consentono che avvenga la comunicazione tra atri e ventricoli e tra i ventricoli e i vasi efferenti.

Cos’è il forame ovale pervio?

Il forame ovale pervio è un difetto anatomico interatriale del cuore, che si manifesta con la presenza di una via comunicazione tra atrio destro e atrio sinistro.

Difetto inter-atriale

LA: Atrio sinistro, RA: atrio destro – By Centers for Disease Control and Prevention – Centers for Disease Control and Prevention, CC0, Link

In realtà, questa comunicazione, è assolutamente normale prima della nascita, in quanto consente, considerata l’immaturità dei polmoni del feto, che il sangue ossigenato proveniente direttamente dalla madre raggiunga i tessuti fetali grazie alla placenta e ai vasi del cordone ombelicale.

Dovendo oltrepassare i polmoni il sangue fluisce direttamente dalla parte destra del cuore del nascituro alla parte sinistra, grazie a due aperture:

  • Il dotto di Botallo, posto tra arteria polmonare e aorta toracica;
  • Il forame ovale, situato, appunto, tra i due atri.

Alla nascita, le differenze di pressione (la pressione del cuore di sinistra diventa maggiore di quella del cuore di destra) che si instaurano con l’interruzione della circolazione placentare e con l’inizio dell’attività respiratoria fanno sì che al forame ovale si accolli una piccola membrana già presente, chiamata septum primum e che chiude in maniera permanente la possibilità di comunicazione tra i due atri entro il primo anno di vita.

Il forame ovale è definito pervio, cioè aperto, quando questa saldatura

non si verifica,

risulta imperfetta

o manca completamente,

con il risultato che il septum primum si accosta al forame ovale, ma non lo chiude in maniera definitiva.

In presenza di pazienti altrimenti sani questo difetto può non comportare alcun sintomo, contrariamente a quanto avviene in caso di contemporanea presenza di altre alterazioni cardiache o disturbi neurologici che possono contribuire all’instaurarsi di una variazione di pressione che favorisce il nuovo passaggio di sangue tra i due atri.

Cause

Nonostante molti ricercatori identifichino una mutazione genetica alla base di questa anomalia, le ricerche sono ancora in corso e, anche questa ipotesi, è ancora al vaglio della comunità scientifica.

Sintomi e complicazioni

Essendo questa anomalia strutturale cardiaca di solito asintomatica, la comparsa di segni o sintomi patologici è riconducibile in genere alla presenza di altre malattie cardiache o non cardiache (ad esempio polmonari o neurologiche).

Molto spesso il riscontro è occasionale, ad esempio in seguito all’esecuzione di un ecocardiogramma, dopo un episodio improvviso di svenimento o perdita di coscienza.

Il FOP può essere associato a:

  • Emicrania con aura (mal di testa prevalentemente unilaterale, pulsante, accompagnato a nausea o vomito, la cui comparsa è preceduta da disturbi psichici, visivi e motori);
  • Neoplasie (in cui la contemporanea presenza del FOP favorirebbe la formazione di coaguli sanguigni capaci di provocare episodi di ictus);
  • Trombosi venosa profonda (il trombo, formatosi in un vaso degli arti inferiori, potrebbe raggiungere l’atrio destro e, per effetto di una pressione anomala, passare attraverso il forame ovale, nella porzione sinistra del cuore, causando una grave occlusione arteriosa, detta embolia paradossa);
  • Valvulopatie o ipertensione polmonare (in presenza di FOP l’ossigenazione si riduce in maniera significativa, con comparsa di ipossia).

Diagnosi

Il metodo diagnostico attualmente più impiegato è l’ecocardiogramma, un esame ecografico non invasivo che consente di valutare l’anatomia del cuore, identificando eventuali difetti valvolari o malformazioni.

Altri esami strumentali, meno diffusi, ma comunque utilizzati per valutare questa anomalia, sono:

  • Ecocardiogramma color- Doppler (un classico ecocardiogramma associato ad una valutazione del flusso sanguigno attraverso le camere cardiache).
  • Ecocardiogramma con contrasto o “bubble test” (in questo caso, prima dell’esame, viene iniettata una soluzione salina capace di formare bolle i cui movimenti, possono mettere in risalto eventuali anomalie del setto interatriale).
  • Ecocardiogramma trans-esofageo (la sonda ecografica viene inserita in esofago attraverso la bocca, per fornire proiezioni ed immagini più chiare di quelle ottenute con i precedenti esami).

Cura ed intervento

Negli individui asintomatici e in buono stato di salute potrebbe non essere richiesto alcun tipo di trattamento, mentre i soggetti con forame ovale pervio che sono predisposti alla formazione di coaguli sanguigni, vengono sottoposti a terapia anticoagulante (warfarin, rivaroxaban, dabigatran) e antiaggregante piastrinica (aspirina, clopidogrel), con lo scopo di ridurre la probabilità di ictus.

A tutti coloro che presentino questa anomalia, è consigliato di adottare, nel caso di lunghi viaggi aerei, precauzioni volte ad impedire la stasi venosa: bere acqua, mobilizzare gambe ed anche, evitare la sedentarietà.

L’intervento chirurgico è consigliabile nei bambini o negli adulti che presentino anche difetti cardiaci più gravi o che manifestino grave ipossia o frequenti ictus non spiegabili con altre cause; è possibile effettuare una chiusura percutanea (tramite cateterismo cardiaco, viene posizionato un piccolo ombrellino che chiude la comunicazione tra gli atri) o, meno frequentemente, chiudere la comunicazione degli atri, tramite riparazione chirurgica (attraverso l’apertura del torace).

La scelta del trattamento, in definitiva, è il risultato della collaborazione di un insieme di specialisti, tra cui, principalmente, il neurologo e il cardiologo interventista, a cui è bene fare riferimento.

Fonti e bibliografia

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