Ernia ombelicale: sintomi, intervento, cause

Ultima modifica 07.07.2020

Introduzione

Le ernie ombelicali sono molto comuni nei neonati e nei bambini piccoli, specialmente in caso di parto prematuro; un’ernia ombelicale si manifesta come un nodulo indolore vicino all’ombelico (ombelico), che può aumentare di volume in specifiche condizioni (ridendo, tossendo, piangendo, sforzandosi nell’atto della defecazione, …).

In molti casi l’ernia ombelicale rientra completamente prima del compimento del primo anno, senza causare ulteriori complicazioni, ma possono svilupparsi anche negli adulti e, in questo caso, in assenza di trattamento l’ernia probabilmente peggiorerà nel tempo.

Le ernie sono disturbi comuni che possono colpire uomini e donne di tutte le età e, se soffrite di ernia ombelicale, il vostro medico potrebbe avervi consigliato di operarla.

Quando necessario, infatti, questo tipo di ernia può essere affrontata e risolta con un intervento chirurgico che permetta di riposizionare l’intestino in una posizione più corretta, contribuendo a rafforzare la debolezza della parete addominale.

Quest’operazione può essere raccomandata se l’ernia è grande o non è scomparsa al raggiungimento dei 3 o 4 anni.

Prima di quest’età il rischio che il bambino sviluppi complicanze è molto basso e si preferisce quindi attendere.

La chirurgia è invece raccomandata per la maggior parte degli adulti interessati dal disturbo, perché difficilmente l’ernia migliora da sola quando si è anziani e il rischio di complicanze è più alto.

L’intervento ha in genere prognosi ottima, anche se sono possibili recidive.

Anatomia di un’ernia

Lo stomaco e l’intestino aiutano a digerire ed assorbire gli alimenti che mangiamo; sono organi che si trovano dentro il nostro addome, coperti e protetti da tre strati.

  1. Il primo strato, quello a contatto con gli organi interni, è una sottile membrana chiamata peritoneo,
  2. il secondo è una parete composta da numerosi muscoli,
  3. il terzo e ultimo strato è la pelle.

Se i muscoli dell’addome diventano deboli, gli intestini, insieme con il loro primo strato di copertura (il peritoneo), possono spingersi fuori attraverso il punto indebolito. Questo forma come un rigonfiamento sotto la pelle, è ciò che viene chiamato ernia.

Anatomia semplificata dell'ernia ombelicale

iStock.com/Sakurra

Le ernie addominali vengono classificate sia come

  • Ernie della parete addominale
    • Ernia inguinale: è più frequente nel maschio, fuoriesce nel canale inguinale e si può portare a livello dello scroto.
    • Ernia femorale: fuoriesce al di sotto del legamento inguinale che è teso tra la spina iliaca e il pube.
    • Ernia epigastrica: fuoriesce attraverso un punto di debolezza posto nella parte superiore dei muscoli retti dell’addome.
    • Ernia di Spigelio: è un’ernia rara che si forma a livello dei vasi epigastrici inferiori.
    • Ernia lombare: si forma posteriormente in due punti di debolezza della parete muscolare.
    • Ernia ombelicale: tipica dei pazienti obesi o con ascite.
  • Ernie inguinali, di gran lunga le più diffuse.

Ricordiamo infine le ernie post-laparotomiche, ossia quelle conseguenti ad un intervento chirurgico.

Questo articolo descrive il trattamento delle ernie ombelicali.

Un’ernia ombelicale è un’ernia che colpisce la zona attorno all’ombelico. Sebbene sia di solito presente fin dalla nascita (congenita), potrebbe non diventare un problema fino all’età adulta.

Si tratta infatti di una condizione molto comune nei neonati, soprattutto in caso di parto prematuro.

L’ernia ombelicale si presenta come un rigonfiamento generalmente indolore nell’ombelico o nella zona adiacente; può aumenta di volume quando si ride, si tossisce, si piange, si evacua, … e può ridursi quando ci si distende.

Cause

La debolezza della muscolatura in età adulta può essere il risultato del sollevamento di oggetti troppo pesanti, oppure la conseguenza di un graduale indebolimento delle fasce muscolari per il continuo stiramento.

Le ernie tendono a diventare più grandi con il tempo, diventando pericolose perché molte delle strutture che sono dentro l’addome, come gli intestini, possono incastrarsi o attorcigliarsi attorno all’ernia riducendo o interrompendo l’afflusso di sangue. Quest’eventualità è conosciuta come ernia strozzata. Questo tipo di ernia può portare alla morte di quella parte di intestini e potrebbe richiedere una più complicata, urgente e quindi rischiosa operazione chirurgica.

La chirurgia è l’unico modo definitivo per correggere il problema relativo ad un’ernia ombelicale.

Tra i fattori di rischio principale per gli adulti ricordiamo:

Sintomi

Il sintomo più comune dell’ernia ombelicale è il caratteristico rigonfiamento che si nota visivamente a livello dell’ombelico, o poco distante.

Primo piano dell'ernia ombelicale nell'adulto

iStock.com/Willowpix

Nella maggior parte dei casi l’ernia è peraltro totalmente asintomatica, ma se la parete addominale è causa di pressione sui contenuti dell’ernia possono comparire dolori addominali o disagio. Questi sintomi possono peggiorare in caso di sollevamento di oggetti pesanti o altri tipi di sforzo.

Complicazioni

Le complicazioni che possono svilupparsi in presenza di ernia ombelicale, soprattutto nell’adulto, includono:

  • ostruzione (una sezione dell’intestino si blocca all’esterno dell’addome, causando nausea, vomito e dolore),
  • strangolamento (una sezione di intestino viene intrappolata e il suo afflusso di sangue viene interrotto; questo richiede un intervento d’urgenza entro poche ore per liberare il tessuto intrappolato e ripristinare il flusso sanguigno in modo che non muoia).
Ernia strangolata

Non è più possibile far rientrare l’ernia, il cui afflusso di sangue viene pericolosamente ridotto (iStock.com/blueringmedia)

Intervento

Negli adulti in genere si ricorre sempre alla riparazione chirurgica, mentre nell’infanzia, quando possibile, si aspetta il compimento del quinto anno per valutare un’eventuale risoluzione spontanea.

La riparazione chirurgica dell’ernia ombelicale può essere eseguita in anestesia locale od anestesia generale a seconda della grandezza dell’ernia e delle preferenze del paziente, ma la durata è in genere molto breve (20-30 minuti).

Viene eseguita un’incisione sopra l’ernia, poi il contenuto viene spinto indietro nell’addome. I muscoli sono quindi suturati a richiudere la fascia indebolita. Se la lacuna è grande e i muscoli non possono essere suturati assieme, il chirurgo potrebbe scegliere di posizionare una rete (mesh) per coprire il difetto, scelta che sembra mostrare un ridotto tasso di recidiva (almeno per ernie di dimensioni inferiori ai 4 cm).

Il chirurgo, infine, richiude la pelle attorno all’incisione e sutura.

Pericoli dell’operazione

Questa operazione chirurgia è molto sicura, anche se ovviamente esistono possibili rischi e complicazioni; esserne informati vi permetterà di aiutare il vostro medico a rilevare tempestivamente eventuali problemi.

I rischi e le complicanze includono rischi legati all’anestesia e rischi correlati a qualunque tipo di chirurgia, tra cui ad esempio

In caso di anestesia generale è in teoria possibile andare incontro a

Il vostro anestesista discuterà con voi dei rischi e vi chiederà se siete allergici a qualche medicinale.

È anche possibile che si formino dei coaguli di sangue alle gambe (trombi) dovuti all’inattività durante e dopo la chirurgia. Questi di solito si mostrano qualche giorno dopo l’intervento, facendo gonfiare e dolere le gambe. I coaguli di sangue possono inoltre spostarsi dalla gamba e migrare verso i polmoni (embolo) dove causano respiro affannato, dolori al petto e possono complicarsi fino a diventare fatali. È molto importante che informiate il vostro medico in caso si verifichino alcuni di questi sintomi. A volte il respiro affannato si verifica senza preavviso, alzarsi brevemente dal letto dopo l’intervento può aiutare a diminuire il rischio di coaguli di sangue alle gambe.

Altri rischi possono presentarsi sono tipici di qualsiasi intervento chirurgico, come ad esempio

  • Infezioni. Le infezioni possono riguardare le incisioni addominali. Trattare le infezioni richiede antibiotici ed eventualmente un intervento chirurgico per drenare l’eventuale accumulo di pus o altro materiale accumulato..
  • Sanguinamento, sia durante che dopo l’operazione. Può causare la comparsa di un colorito bluastro della pelle.
  • Le cicatrici sulla pelle possono essere dolorose o antiestetiche.

Altri rischi e complicazioni sono correlate specificatamente a questo intervento; questi, di nuovo, sono molto rari, tuttavia è importante esserne consapevoli; le strutture addominali possono essere danneggiate e gli intestini possono venire perforati. Le lesioni potrebbero condurre a a danni permanenti e necessitano di procedere con altre operazioni.

È bene infine ricordare che l’ernia potrebbe verificarsi di nuovo (recidiva).

Se è stata posizionata una rete durante l’operazione e avete sviluppato un’infezione potreste aver bisogno di rimuoverla per aiutare ad eliminare l’infezione.

Dopo l’intervento

Dopo che l’operazione è stata eseguita il paziente viene trasferito dalla sala di rianimazione ad una stanza normale.

Molti pazienti tornano a casa lo stesso giorno dell’intervento (day hospital).

È normale che si verifichi un qualche gonfiore intorno all’incisione e compaia un colorito bluastro, mentre per prevenire il ritorno dell’ernia vanno evitati i sollevamenti, i piegamenti e le torsioni per un paio di settimane.

A seconda della vostra condizione il medico vi aiuterà a decidere quando tornare al lavoro e sotto quali condizioni.

Assicuratevi di contattare il medico in caso di nuovi sintomi, come

  • febbre,
  • forti dolori addominali,
  • debolezza,
  • gonfiore,
  • sanguinamento,
  • nausea e/o vomito,
  • mancanza di fiato,
  • incapacità di urinare o evacuare,
  • altri sintomi di infezione.
Domande e risposte
Quando è necessario operare un'ernia ombelicale?
L'intervento è raccomandato per tutti gli adulti, mentre nel caso dei bambini si attende almeno il compimento dei 3-4 anni perché in genere in quest'arco di tempo può andare incontro a regressione spontanea (e a quest'età il rischio di complicazioni è molto basso).

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Domande e risposte
  1. Domanda -

    Buonasera, sono preoccupata x una persona anziana ha 77 anni(mia suocera), dice che dopo che ha mangiato si gonfia, oggi dice che si sente vicino allo stomaco duro, nn riesce a stare dritta(ha unapiccola ermia paraombelicale),cosa possono essere questi sintomi legati all’ ernia?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo) -

      Probabilmente ha un disturbo digestivo, o a livello di colon, non sono sintomi riconducibili all’ernia. Non mi sembra nulla di importante, ma ne parlerei comunque col medico.

  2. Domanda -

    Salve sono una ragazza che 3 mesi fa si è operata di ernia ombelicale, era una puntina, infatti non mi hanno messo la rete. Solo che da tre mesi vivo con l’ansia che possa fuori uscire di nuovo. Ogni volta che starnutisco sento delle piccole fitte, è normale? Cosa posso fare per togliermi questa paura? Sono ossessionata guardo sempre l’ombelico e me lo tocco. Datemi dei consigli, vi prego. Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo) -

      E’ normale, sta ancora cicatrizzandosi la ferita interna, se era così piccola il rischio di recidiva è minimo; stia tranquilla, è una paura che andrà scemando col tempo.

    2. Domanda -

      Grazie per la risposta. Era una punta di ernia, neanche 2 centimetri.

  3. Domanda -

    Un’ernia ombelicale può guarire spontaneamente?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Nel lattante e nel bambino sì, molto spesso va incontro a regressione spontanea.

      Nell’adulto che io sappia è quantomeno improbabile, per non dire impossibile; raccomando di parlarne con il medico curante, che valuterà l’eventuale necessità di visita chirurgica (anche se in alcuni casi si può pensare di conviverci, a patto di essere consapevole dei rischi e della possibilità che peggiori diventando da operare).

  4. Domanda -

    Fa male l’operazione?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Con gli attuali standard anestesiologici si parla ormai più di fastidio che di dolore vero e proprio.

  5. Domanda -

    Un’ernia operata può ripresentarsi?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Sì, può succedere, ma nella maggior parte dei pazienti la possibilità che succeda è davvero minima.