Senna (pianta) come lassativo: uso e controindicazioni

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Introduzione

La senna è un fitoterapico che si ottiene a partire dalla Cassia Angustifolia Vahl. (senna Tinnevelly) o dalla Cassia Acutifolia Delile (senna Alessandrina). Facente parte della famiglia delle Fabaceae e della sottofamiglia Caesalpinoideae, si tratta di una pianta di origine desertica: nativa dello Yemen, della Somalia e dell’Arabia, ma la cui coltivazione è ormai diffusa in tutto il mondo.

Le proprietà farmacologiche della senna erano in realtà sconosciute agli antichi: fu Serapide il Vecchio, medico arabo vissuto tra il IX e X secolo, a descrivere per la prima volta gli effetti lassativi delle foglie e dei germogli di tale pianta (sono le parti aeree della pianta ad essere più ricche di composti attivi, le foglie, quando i frutti sono ancora immaturi, e i frutti non giunti ancora a maturazione vengono raccolti, essiccati e successivamente triturati per poi essere utilizzati come lassativo).

Nonostante venga utilizzata a partire dal IX secolo come rimedio alla costipazione intestinale, la senna è stata riconosciuta come pianta medicinale solo nel 1950 e come farmaco a livello mondiale nel 1983. Grazie al suo largo e consolidato utilizzo nella medicina Unani, è stata riconosciuta come medicamento nella medicina ayurvedica, omeopatica ed allopatica, ed è stata inserita in numerose Farmacopee mondiali, quali quella Americana, Indiana e Britannica.

Fiori di senna (Cassia surattensis)

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Senna come lassativo

Somministrabile anche a bambini, anziani e donne in allattamento, la senna è principalmente un lassativo, grazie alla sua capacità di favorire la secrezione di acqua e di elettroliti a livello intestinale, oltre a favorirne la motilità.

La stipsi (o stitichezza) è una condizione molto comune, anche se risulta colpire con maggiore frequenza la popolazione anziana.

I sintomi più caratteristici della stipsi sono:

  • frequenza di defecazione inferiore a tre volte a settimana
  • consistenza delle feci troppo dura
  • sforzo eccessivo nell’espulsione
  • sensazione di defecazione incompleta

La stipsi in alcuni casi può essere una condizione funzionale ed in altri la conseguenza di alcune patologie (diabete, malattie metaboliche) o dell’assunzione di farmaci (oppiacei).

Quando l’aumento dell’apporto di fibre mediante la dieta, insieme ad una maggior attenzione allo stile di vita, non determina un miglioramento del disturbo si rende necessario valutare l’assunzione di lassativi, che sulla base del meccanismo d’azione possono essere classificati in:

  1. lassativi osmotici
  2. lassativi formanti massa
  3. lassativi lubrificanti/emollienti
  4. lassativi modificatori di motilità/secrezione/assorbimento

La senna appartiene al quarto gruppo in virtù della presenza dei sennosidi, molecole in grado di esplicare un effetto di irritazione sulle pareti intestinali che ha come conseguenza l’aumento

  • della quantità di acqua riversata nel lume dell’organo,
  • della peristalsi intestinale (movimenti naturali che favoriscono il transito del materiale presente).

Sono noti diversi tipi di sennosidi, ma quelli responsabili dell’attività lassativa sono principalmente i sennosidi A e B, che vengono poi trasformati ad opera della flora batterica nel vero e proprio principio attivo, la reina (di fatto i sennosidi sono quindi considerabili dei profarmaci).

Indicazioni terapeutiche minori

Oltre che per il trattamento della costipazione, la senna è stata proposta per il trattamento di

ma per nessuna di queste indicazioni sono disponibili dimostrazioni di efficacia.

È efficace?

L’analisi della letteratura disponibile mostra che la senna è efficace per il trattamento della stipsi a breve termine; consigliata nella costipazione atonica, nella costipazione acuta e prima di un esame endoscopico del tratto intestinale, può essere somministrata da sola o in associazione ad altri lassativi (come lo psyllio) o medicamenti coleretici e/o colagoghi, sostanze che agiscono a livello della secrezione e del flusso biliare.

L’estratto è disponibile in diverse forme farmaceutiche, tra cuiinfusi, sciroppi, macerati, estratti fluidi, decotti e capsule/pastiglie.

Dopo quanto fa effetto?

In genere inizia a manifestare la sua azione in circa 30 minuti se somministrato per via rettale, entro dodici ore se somministrato per via orale (per questa ragione in genere viene assunto la sera per beneficiarne al mattino al risveglio).

 

Effetti collaterali

La senna può causare diarreacrampi e dolori addominali a causa delle sostanze resinose presenti in foglie e frutti. Un uso prolungato/abuso può indurre melanosi, perdita di elettroliti ed impartire alle urine una colorazione bruno-giallastra (pH acido) o rossa (pH basico).

Sono stati sollevati dubbi su un possibile effetto cancerogeno legato alla presenza di aloe-emodina, ma ad oggi si ritiene che sia sul breve che lungo periodo, non solo l’assunzione della senna non provoca tumori intestinali, ma potrebbe esibire anzi un’azione protettiva, inibendo la formazione di tumori da parte dell’azossimetano, sostanza dichiaratamente cancerogena.

I lassativi sono una delle classi di farmaci più usate in assoluto e vengono in genere assunti senza controllo medico: questo porta spesso ad eccessi di auto-prescrizione, con un concreto rischio di abuso e uso cronico e con conseguente tolleranza ed assuefazione. La senna in particolare è utile come rimedio a breve termine e non deve essere usata per periodi prolungati (superiori alle 2 settimane), né deve sostituire l’adozione di uno stile di vita corretto. L’utilizzo protratto può esporre al rischio di squilibri elettrolitici, responsabili di disturbi della funzione cardiaca, debolezza muscolare, danni al fegato ed altre complicazioni.

Controindicazioni

È controindicata nei pazienti con disturbi gastrointestinali diversi dalla stitichezza e nei bambini con meno di due anni (nella popolazione pediatrica vengono comunque in genere preferiti rimedi con effetto più delicato, per esempio fibra o lassativi osmotici).

Interazioni farmacologiche

Pazienti in terapia con glicosidi cardiaci, antiaritmici, diuretici, corticosteroidi dovrebbero consultare il medico prima di assumere senna.

L’etinilestradiolo è una forma di estrogeno presente in alcune pillole anticoncezionali. La senna può ridurre la quantità di estradiolo assorbita dal corpo, riducendo quindi potenzialmente l’efficacia del contraccettivo.

Fonti e bibliografia

  • F. Capasso (auth.), F. Capasso (eds.)-Farmacognosia_ Botanica, chimica e farmacologia delle piante medicinali -Springer Milan (2011)
  • C.P. Khare-Indian Medicinal Plants – An Illustrated Dictionary-Springer (2010)
  • Cassia Angustifolia, a versatile medicinal crop, Y.C. Tripathi, International Tree Crops Journal, 1999, Vol. 10, pp, 121-129
  • Morphological and anatomical properties of the Senna Alexandrina Mill. (Cassia Angustifolia Vahl.), E. Savulescu, Sciendo