Influenza 2018-2019: sintomi, cura e altri rimedi

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 11 novembre 2018

Introduzione

L’influenza è un’infezione respiratoria causata da virus; la trasmissione avviene attraverso piccole goccioline espulse nell’aria da pazienti infetti, che possono essere inalate direttamente attraverso bocca/naso, oppure essere portate a contatto di una mucosa con le mani, dopo aver toccato una superficie contaminata.

Anche se ha generalmente decorso benigno, l’infezione può essere grave o addirittura mortale per

  • persone anziane,
  • neonati,
  • pazienti affetti da malattie croniche (cardiache, respiratorie, …).

L’infezione è responsabile di circa 650000 morti ogni anno nel mondo (fonte: OMS) e questo dato è limitato al conteggio dei casi fatali legati a complicazioni respiratorie, quindi l’impatto reale è con buona probabilità ancora maggiore; se la maggior parte dei pazienti si riprende entro pochi giorni/settimane, i pazienti a rischio possono sviluppare complicanze a seni paranasali, orecchie, tratto respiratorio e addirittura a cuore e cervello.

I sintomi dell’influenza compaiono improvvisamente e sono più severi rispetto al raffreddore; possono includere:

  • dolori diffusi (muscolari e/o articolari) e senso di ossa rotte,
  • brividi,
  • tosse,
  • febbre,
  • mal di testa,
  • gola infiammata e/o naso congestionato.

La maggior parte delle persone colpite recupera completamente nel giro di 7-10 giorni, ma possibilmente dovrebbe restare in casa per ridurre il rischio di diffusione del virus.

Per l’imminente stagione influenzale si prevede che possa colpire non meno di 5 milioni di italiani (l’anno scorso ne sono stati interessati più di 8 milioni e mezzo), corrispondente quindi ad un’intensità media; la previsione è che la diffusione inizi a verificarsi con un impatto significativo non prima delle vacanze natalizie.

Il modo principale per evitare il contagio è ricorrere alla vaccinazione antinfluenzale, ma anche una buona igiene è di grande importanza: un accurato e frequente lavaggio delle mani può concretamente ridurre il rischio di trasmissione.

Prima di entrare nel dettagli, ricordiamo alcuni aspetti poco noti:

  • L’infezione rappresenta una delle principali cause di assenza dal lavoro, consulto medico e ricovero ospedaliero; in Italia è a tutt’oggi con 8000 decessi l’anno la terza causa di morte per malattie infettive, preceduta solo da tubercolosiAIDS.
  • I pazienti più colpiti sono annualmente i neonati e i soggetti con più di 65 anni di età: queste sono infatti le fasce di popolazione, con sistema immunitario rispettivamente non ancora sviluppato o debilitato, che rischiano quindi anche lo sviluppo di complicazioni come polmoniti e/o bronchiti.

Da lunedì 15 ottobre 2018 è iniziato come d’abitudine la raccolta sistematica delle segnalazioni dei casi di influenza (o di sindrome simil-influenzale) da parte dei medici sentinella (composti da medici di famiglia e pediatri di libera scelta), per l’elaborazione e la diffusione settimanale del bollettino InfluNet sull’andamento dell’infezione sul territorio.

Il secondo rapporto della stagione, inerente la settimana dal 29 ottobre al 4 novembre 2018, indica 67000 pazienti colpiti, che portano a un totale dall’inizio della sorveglianza pari a circa 185000 casi (la diffusione è considerata ancora a livelli base).

Fotografia di una donna sdraiata sul divano a causa dell'influenza.

iStock.com/BartekSzewczyk

Sintomi

Per valutare i tuoi attuali sintomi puoi provare a sottoporti al seguente test (che non può e non vuole in alcun modo sostituire la visita medica):

I sintomi compaiono generalmente da 1 a 4 giorni dopo il contagio.

I sintomi principali dell’influenza, peraltro comuni a diverse altre patologie da raffreddamento, sono:

Dal punto di vista medico la definizione di malato influenzale prevede una sintomatologia respiratoria comparsa improvvisamente, febbre oltre i 38° e almeno uno tra i seguenti sintomi:

  1. cefalea,
  2. malessere diffuso,
  3. aumento della sudorazione,
  4. brividi,
  5. mancanza di appetito;

ed almeno uno dei  seguenti sintomi respiratori:

  1. tosse,
  2. mal di gola,
  3. congestione nasale.

Influenza nei bambini

Sintomi

Nei bambini l’influenza si manifesta più rapidamente di un raffreddore e con sintomi più severi. I bambini con il raffreddore hanno di solito abbastanza energia per continuare a giocare e portare avanti le loro attività quotidiane mentre con l’influenza, in genere, preferiscono stare a letto.

I sintomi influenzali tipici sono:

  • febbre improvvisa,
  • brividi e tremori,
  • cefalea,
  • dolori muscolari,
  • fatica estrema,
  • tosse secca e mal di gola,
  • perdita di appetito.

I bambini contagiati possono avere quindi gli stessi sintomi di un adulto, ma ci possono essere differenze:

  • Neonati e lattanti possono avere inspiegabili febbri molto alte, senza altri segni di malattia.
  • I bambini piccoli in genere hanno temperature sopra 39,5°C e possono avere convulsioni.
  • Fastidi e dolori gastrici, vomito e diarrea sono frequenti nei bambini più piccoli.
  • Sono anche frequenti dolore alle orecchie e occhi rossi.
  • In alcuni casi, braccia e gambe possono essere estremamente dolenti per l’infiammazione muscolare.

Complicazioni

La maggior parte dei soggetti in giovane età in salute guarisce dall’influenza senza alcuna conseguenza. Febbre e dolori muscolari in genere durano solo 2 – 4 giorni, ma la tosse e la stanchezza possono protrarsi per 1 – 2 settimane o più.

Nei bambini più piccoli l’influenza può causare

  • croup (un’infezione della gola e delle corde vocali che causa raucedine, tosse canina, respiro rumoroso),
  • polmonite (infezione dei polmoni),
  • bronchiolite (infezione delle piccole vie aeree che portano ai polmoni, con conseguenti sibili e difficoltà respiratorie).

L’influenza può indebolire il sistema immunitario, favorendo infezioni batteriche di

  • orecchie (otite),
  • polmoni (polmonite)
  • o seni paranasali (sinusite).

La malattia è più grave nei bambini con meno di due anni e in bambini affetti da condizioni croniche come problemi cardiaci, polmonari o neurologici.

Raramente, l’influenza può arrivare ad interessare il cervello o il cuore.

Ricorrere al medico se…

Consultare un medico o portare al pronto soccorso il bambino se ha meno di 6 mesi e:

  • respira male,
  • non mangia o vomita,
  • oppure ha la febbre (temperatura rettale di almeno 38,5°C).

Consultare il medico o portare al pronto soccorso il bambino con 6 mesi o più se:

  • respira rapidamente o sembra respirare con difficoltà,
  • ha dolore toracico o tossisce materiale (denso o liquido) sanguinolento,
  • tossisce così tanto da soffocare o vomitare,
  • beve molto poco e non urina almeno ogni 6 ore quando sveglio,
  • vomita per più di 4 ore o ha tanta diarrea,
  • è molto più assonnato del solito, non mangia e non gioca, è lamentoso e inconsolabile,
  • non migliora entro 5 giorni e continua ad avere febbre, oppure dopo essere migliorato sviluppa improvvisamente una nuova febbre, o mostra segni dell’influenza e soffre di una grave malattia cronica.

Portare subito il bambino al pronto soccorso o chiamare il 118 se:

  • ha gravi difficoltà respiratorie o le labbra blu (cianosi),
  • è fiacco o non riesce a muoversi,
  • è difficile da svegliare o non risponde,
  • ha il collo rigido (possibile meningite),
  • sembra confuso,
  • ha convulsioni.

Cura e terapia per i bambini

  1. Mettere il bambino più a suo agio possibile. Proporgli spesso da bere e piccoli pasti nutrienti.
  2. Se ha la febbre, vestirlo con abiti leggeri e mantenere la temperatura ambiente intorno a 20°C.
  3. Per ridurre la sofferenza, i dolori o la febbre, se superiore a 38,5°C, usare il paracetamolo. L’ibuprofene può essere somministrato a bambini con più di 6 mesi. A meno di indicazioni mediche diverse, somministrare la dose raccomandata sulla confezione ogni 4 ore fino a riduzione della temperatura. Non somministrare acido acetilsalicilico (aspirina), o composti che lo contengono, a bambini e adolescenti con il raffreddore perché può determinare danni cerebrali ed epatici (sindrome di Reye).
  4. Non dare farmaci da banco per la tosse o per il raffreddore a bambini sotto i 6 anni di età a meno di prescrizione medica.
  5. Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di somministrare farmaci da banco a bambini o a individui in cura con altre medicine o affetti da malattie croniche.
  6. Leggere attentamente le istruzioni a corredo della confezione. Non aumentare la dose rispetto a quanto raccomandato.
  7. La tosse aiuta a eliminare il muco dal torace. Molti prodotti da banco per la tosse o per il raffreddore contengono elementi che la attenuano. In genere, contengono destrometorfano (anche detto DM o DXM) e/o difenidramina. La maggior parte degli studi su questi composti è stata fatta negli adulti. I pochi condotti su bambini non mostrano benefici.
  8. Gargarismi con acqua tiepida aiuteranno a ridurre il mal di gola. Nei bambini di almeno 3 anni in grado di succhiare caramelle dure senza strozzarsi si possono usare caramelle dure senza zucchero o pastiglie a base di miele, erbe o pectina. Le pastiglie per la tosse a base di farmaci che attenuano la sensibilità della gola (diclonina, benzocaina, esilresorcinolo, mentolo e fenolo) non dovranno essere date a bambini piccoli perché possono risultare troppo difficili da inghiottire.

Fonte: CaringForKids

Trasmissione

I malati di influenza possono contagiare gli altri nel raggio di circa 2 metri. Molti esperti ritengono che i virus dell’influenza si diffondano principalmente tramite le goccioline di saliva emesse tossendo, starnutendo o parlando. Queste goccioline possono arrivare in bocca o nel naso di individui vicini o essere eventualmente inalate nei polmoni.

Meno spesso, un soggetto potrebbe infettarsi toccando prima una superficie o un oggetto contaminati dal virus influenzale e poi la propria bocca o il proprio naso.

Per evitare il contagio, si dovrebbe stare lontano dagli ammalati e stare a casa se colpiti in prima persona. È importante anche lavarsi le mani spesso con acqua e sapone. Se acqua e sapone non sono disponibili, si possono usare salviettine a base di alcool. Biancheria, posate e piatti degli ammalati non dovranno essere condivisi senza averli prima lavati con attenzione. Le posate possono essere lavate o in lavapiatti o a mano con acqua e sapone, non occorre lavarle separatamente. Inoltre, superfici di casa, lavoro e scuola, toccate spesso, dovranno essere pulite e disinfettate, specie in presenza di ammalati.

La maggior parte degli adulti sani può trasmettere l’influenza dal giorno prima della comparsa dei sintomi fino a 5-7 giorni dopo. I bambini possono trasmettere il virus per più di 7 giorni.

I sintomi iniziano 1-4 giorni dopo l’ingresso nel corpo del virus. Ciò significa che si può essere contagiosi prima di sapere di essersi ammalati, nonché durante il decorso. Alcuni possono infettarsi ma non sviluppare sintomi. In tale periodo, possono però trasmettere il virus ad altri.

I virus resistono particolarmente bene anche nell’ambiente e la trasmissione è facilitata da ambienti affollati, situazioni di bassa temperatura ed alta umidità.

Pericoli

La maggior parte dei soggetti colpiti da influenza guarisce in qualche giorno (meno di due settimane), salvo alcuni pazienti che sviluppano invece complicanze.

Mentre chiunque può ammalarsi di influenza anche in modo grave, alcuni soggetti sono esposti a rischi maggiori:

  • bambini piccoli,
  • anziani (età pari o superiore ai 65 anni),
  • donne incinte,
  • pazienti con malattie croniche

rientrano nei gruppi a maggior rischio di complicanze influenzali gravi, anche tali da richiedere il ricovero ospedaliero e talvolta addirittura mortali. Ad esempio, i soggetti con malattie polmonari croniche sono più a rischio di sviluppare polmoniti.

Infezioni dei seni paranasali e delle orecchie sono esempi di complicanze moderate dell’influenza, mentre la polmonite è una conseguenza grave che può originare sia dal solo virus influenzale sia da un’infezione concomitante di altri virus o batteri.

Altre possibili complicanze gravi scatenate dall’influenza comprendono

L’infezione virale influenzale del tratto respiratorio può determinare reazioni infiammatorie estreme dell’organismo e condurre a sepsi, una risposta potenzialmente fatale a un’infezione.

L’influenza peggiora anche problemi medici cronici, ad esempio, individui affetti da asma possono avere attacchi durante l’influenza, così come persone con cardiopatie croniche possono peggiorare in seguito all’infezione.

Durata

Il periodo di incubazione è variabile da 1 a 4 giorni, la  durata è al massimo di 7 giorni per gli adulti e fino a 10 per i bambini.

Quando rivolgersi al medico

In pazienti altrimenti sani e in salute, quindi per esempio nella maggior parte dei soggetti adulti non anziani, non è in genere necessario l’intervento del medico.

Il rimedio migliore è restare a casa, al caldo, e mantenersi idratati per evitare che l’organismo si disidratati sotto l’effetto della febbre. Si può eventualmente ricorrere a farmaci da automedicazione per alleviare i disturbi più fastidiosi.

Nella maggior parte dei casi in un settimana si è in grado di tornare al lavoro o a scuola.

È invece consigliabile fare riferimento al curante nel caso di:

  • pazienti con più di 65 anni,
  • donne in gravidanza,
  • pazienti affetti da patologie croniche (diabete, cardiopatie, malattie polmonari, renali o neurologiche),
  • pazienti con sistema immunitario indebolito (da HIV, chemioterapia, trapianti, …),

o nel caso in cui

In queste situazioni potrebbe essere necessario un intervento mirato per trattare o prevenire le possibili complicazioni.

Gravidanza

Nelle gestanti l’influenza può essere più grave e causare complicazioni più severe. I cambiamenti del sistema immunitario, del cuore e dei polmoni durante la gravidanza rendono le gestanti più soggette all’influenza ed alle sue complicazioni.

I figli delle gestanti che contraggono l’influenza corrono un rischio maggiore di soffrire di problemi tutt’altro che banali: l’influenza infatti può causare il parto pretermine.

Il vaccino antinfluenzale proteggerà la gestante e il bambino, quest’ultimo anche dopo la nascita, ed è la protezione migliore dall’influenza; può essere somministrato durante la gravidanza e si è dimostrato essere in grado di proteggere sia la madre sia il bambino (fino ai 6 mesi d’età).

Fino ad oggi non si sono registrati problemi né alle gestanti né ai bambini, quindi è fondamentale che chi aspetta un figlio si faccia vaccinare.

Altre misure preventive

Oltre a farsi vaccinare, le gestanti dovrebbero seguire le altre misure di prevenzione classiche, descritte al fondo dell’articolo.

Se avvertite i sintomi dell’influenza chiamate immediatamente il medico e, se necessario,  vi prescriverà un farmaco antivirale.

Quando andare al pronto soccorso

Se avete uno qualsiasi dei sintomi qui elencati, chiamate immediatamente l’ambulanza o fatevi accompagnare immediatamente al pronto soccorso:

  • difficoltà a respirare o fiato corto,
  • dolore o senso di costrizione a livello del torace o dell’addome,
  • vertigini improvvise,
  • stato confusionale,
  • vomito prolungato o abbondante,
  • febbre alta che non scende nemmeno assumendo il paracetamolo (Tachipirina® o equivalenti),
  • sentite che il bambino si muove meno del solito o non si muove.

Cura e terapia

Gli unici farmaci efficaci con il virus dell’influenza sono gli antivirali, che tuttavia:

  • non sono un’alternativa alla vaccinazione,
  • devono essere assunti solo dietro parere medico,
  • devono essere assunti entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi.

Nei soggetti non considerati a rischio si consiglia al contrario il ricorso a medicinali sintomatici (farmaci per la cura dei sintomi), per esempio paracetamolo (Tachipirina®) per la febbre.

I rimedi della nonna

Attingendo alla tradizione popolare sembra che alcuni alimenti di uso quotidiano offrano realmente una qualche protezione dal virus: nel brodo di pollo vi sono proteine che accelerano il rinforzo della membrana dei globuli bianchi e di altre cellule del sistema immunitario e, consumato caldo, ha effetto fluidificante su muco e catarro.

Cipolla ed aglio hanno dimostrato di possedere proprietà antisettiche ed espettoranti (amici e parenti ringraziano…); il miele, oltre a favorire la fluidificazione del catarro, può servire a calmare crisi di tosse e lenire le mucose in caso di raucedine.

Respirare i vapori caldi da una pentola con acqua in ebollizione in cui siano state disciolte essenze balsamiche è uno dei rimedi più conosciuti per tosse produttiva o raffreddore caratterizzato da ostinata congestione nasale.

È infine utile ricordare il beneficio di un’assunzione costante di frutta e verdure che, ricche di vitamine e sali minerali, contribuiscono a mantenere in perfetta efficienza i meccanismi di difesa dell’organismo.
(Fonte: influenza.it )

Altre risorse

Vaccino e prevenzione

L’ECDC (European Centre of Disease Prevention and Control) ha ribadito che le misure di protezione personali (misure non farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza sono:

  1. Lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici) Fortemente raccomandato
  2. Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani) Raccomandato
  3. Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale Raccomandato
  4. Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale Raccomandato.

Sebbene il lavarsi le mani sia sottovalutato, rappresenta sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta ed è riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno dei più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni, anche negli ospedali.

Lo strumento d’elezione per la prevenzione rimane tuttavia il vaccino: la composizione, aggiornata annualmente, in questa stagione 2018-2019 è già stata definita dall’OMS (in data 22 febbraio 2018):

  • A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09-like virus,
  • A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2)-like virus,
  • B/Colorado/06/2017-like virus (B/Victoria/2/87 lineage).

Si raccomanda infine, nel caso dei vaccini quadrivalenti, l’inserimento del virus B/Phuket/3073/2013-like virus (B/Yamagata/16/88 lineage), in aggiunta ai tre precedenti.

Il vaccino per la prossima stagione conterrà quindi una nuova variante antigenica di sottotipo H3N2, che va a sostituire il ceppo A/Hong Kong/4801/2014, ed una nuova variante antigenica di tipo B , in sostituzione del ceppo B/Brisbane/60/2008.

Secondo una frazione crescente di medici, impegnati in prima linea sul tema della prevenzione, in futuro diverrà sempre più importante affidarsi alla formulazione quadrivalente; già nelle stagioni influenzali 2016-17 e 2017-18 si è verificata una mancata corrispondenza tra i virus inseriti nel vaccino tradizionale e quelli effettivamente in circolazione, condizione mitigata per chi ha scelto di ricorrere alla formulazione con 4 ceppi.

Le raccomandazioni annuali per l’uso dei vaccini antinfluenzali nel nostro Paese sono elaborate dal Ministero della Salute in base a fattori e considerazioni di varia natura (popolazione a rischio, sicurezza ed efficacia dei vaccini, …).

L’efficacia è stimata dal 70% al 90% a seconda delle annate ed è consigliato per tutti i soggetti che non abbiano specifiche controindicazioni alla somministrazione; sarà possibile acquistare il vaccino in farmacia, ma i seguenti gruppi di soggetti potranno accedere gratuitamente alla vaccinazione:

  • età pari o superiore a 65 anni,
  • bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi ed adulti affetti da patologie gravi (malattie respiratorie, malattie dell’apparato cardiocircolatorio, diabete, malattie metaboliche, malattie renali, tumori, …),
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
  • donne che all’inizio della stagione influenzale 2018-2019 siano al secondo o terzo trimestre di gravidanza,
  • soggetti di qualsiasi età ricoverate in strutture per lungodegenti,
  • medici e personale sanitario di assistenza,
  • famigliari a contatto di soggetti ad alto rischio,
  • addetti a servizi pubblici di interesse e sicurezza per il mantenimento dei servizi essenziali,
  • donatori di sangue,
  • allevatori, trasportatori di animali vivi, macellatori, veterinari, …

In ogni caso si raccomanda di parlare con il proprio medico per dipanare eventuali dubbi.

Se nel caso dei bambini si rimanda al parere del proprio pediatra (di norma si procede alla somministrazione di 2 dosi per i bimbi con età pari od inferiore ai 9 anni), un adulto necessita di un’unica dose del vaccino, somministrata con iniezione nel braccio (muscolo deltoide).

L’inserimento dei bambini sani di età compresa tra 6 mesi e 24 mesi (o fino a 5 anni) nelle
categorie a rischio è un argomento tuttora molto dibattuto dalla comunità scientifica, soprattutto per l’attuale mancanza di studi clinici controllati di efficacia. Ciò non significa che vi siano controindicazioni alla vaccinazione dei bambini “sani” di età superiore a 6 mesi, qualora il loro pediatra optasse per tale scelta.

In Italia sono disponibili diversi tipi di vaccini:

  • vaccini a subunità sono in genere meno aggressivi rispetto agli altri e sono quindi indicati per bambini e adulti che abbiano presentato reazioni ed effetti collaterali a precedenti vaccinazioni;
  • vaccino split, contenente virus influenzali frammentati;
  • vaccini stagionali adiuvati con MF59 sono registrati per l’uso in soggetti di età pari o superiore ai 64 anni. La funzione degli adiuvanti utilizzati è quella di potenziare la risposta immunitaria alla vaccinazione, ossia la loro efficacia, in soggetti con sistema immunitario poco rispondente;
  • vaccino quadrivalente (contenente 4 ceppi);
  • vaccino intradermico (con un ago incredibilmente corto, di pochi millimetri) sfrutta i particolari meccanismi immunitari che si attivano appena al di sotto dello strato di pelle.

Una sola iniezione antinfluenzale è sufficiente qualsiasi sia il vaccino scelto, a parte per i bambini al di sotto dei 9 anni di età, mai vaccinati in precedenza, per cui si consigliano due dosi a distanza di almeno quattro settimane l’uno dall’altro.

Il periodo consigliato dal Ministero per la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è, per la nostra situazione climatica e in base all’osservazione degli anni passati, quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre, anche se personalmente consiglio metà novembre per essere coperto dall’arrivo del virus (metà dicembre) fino alla sua scomparsa (primavera); il vaccino infatti inizia ad esercitare il suo effetto protettivo dopo due settimane dall’inoculazione e per non più di 6-8 mesi.

Per approfondire è disponibile una pagina dedicata al vaccino antinfluenzale.

Il vaccino per l’influenza non deve essere somministrato a:

  • lattanti sotto i 6 mesi,
  • soggetti allergici al vaccino,
  • soggetti con malattia di medio-grave severità.

Non è una controindicazione l’allergia alle proteine dell’uovo, così come non è controindicato nelle seguenti fasce di popolazione:

  • malattie acute di lieve entità,
  • allattamento,
  • infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite,
  • allergia al lattice.

L’effetto collaterale più frequente è dolore e gonfiore dov’è avvenuta l’iniezione e febbre o dolore diffuso a partire da 6-12 ore a seguito della somministrazione per 24-48 ore, mentre NON può causare la comparsa di influenza.

Un recente studio dell’Università di Milano e pubblicato sul Journal of Clinical Gastroenterology sembra suggerire che l’utilizzo regolare di probiotici prevenga le infezioni respiratorie, fra cui l’influenza, anche se in realtà saranno necessari ulteriori studi per la conferma di quest’ipotesi.

Quanto saranno efficaci i vaccini antinfluenzali per questa stagione?

L’efficacia dei vaccini antinfluenzali può cambiare di anno in anno tra gruppi di età e rischio diversi, e perfino per tipo di vaccino. L’efficacia dipende in parte dalla correlazione tra il virus usato per produrre il vaccino e quello che sta causando la malattia.

Non è possibile prevedere senza margine di errore quali saranno i virus maggiormente circolanti durante la stagione in fieri.

Approfondimenti e fonti

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Qual è la dose massima per un adulto di Tachipirina? Preciso che non è per influenza, ma per un fastidioso mal di schiena. Grazie.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      In linea generale 3000 mg al giorno, ma possono esserci limiti più stringenti per alcune categorie di pazienti, raccomando di fare quindi il punto con il medico.