Curare l’influenza: alcuni consigli dall’Istituto Superiore di Sanità

Ultima modifica 25.05.2019

Un vecchio opuscolo pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità propone diverse interessanti linee guida per la cura dell’influenza, attuali ancora oggi a distanza di qualche anno dalla prima stesura; la volontà di fornire questi consigli al pubblico nasceva probabilmente dalle previsioni di diffusione relative all’influenza e dalla scarsa adesione ai piani vaccinali, fenomeno ancora oggi tristemente attuale.

Il primo punto importante espresso dal testo è sottolineare come l’influenza si concluda generalmente con una guarigione spontanea, di norma senza la necessità di alcun tipo di intervento farmacologico. I farmaci cosiddetti antinfluenzali sono quindi molto utili a ridurre intensità e durata dei sintomi più fastidiosi, ma non sono indispensabili a modificare il decorso e l’esito della malattia.

Per il sollievo sintomatico nella cura del paziente adulto sono consigliati antinfiammatori e antidolorifici come

  • paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, Acetamol, Cebion Febbre e Dolore, Tachifludec, …),
  • aspirina (Aspirina Bayer, Vivin C, …),
  • ibuprofene (Moment, Nurofen Influenza e Raffreddore, Vicks Flu-Action, …),

mentre non si dovrebbero più usare farmaci a base di diclofenac (nota AIFA) o di nimesulide a causa di possibili aumenti del rischio epatico e cardiovascolare.

I farmaci più usati e pubblicizzati sono in genere medicinali antidolorifici, antipiretici e, paracetamolo a parte, antinfiammatori, utili al controllo di

  • febbre,
  • senso di ossa rotte,
  • dolore diffuso;

gli stessi antinfiammatori sono poi utili anche in caso di mal di gola.

Discorso a parte viene invece fatto per il trattamento dei bambini: assolutamente da evitare l’uso dell’aspirina per il rischio di sviluppo di sindrome di Reye, risultano invece utili gli stessi principi attivi consigliati in precedenza, come paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan) o ibuprofene (Antalfebal, Nurofen, MomentKid, …): mai contemporaneamente, a meno che non venga espressamente consigliato dal pediatra e, preferibilmente, sotto forma di sciroppo/gocce per poter finemente personalizzare la dose in funzione del peso del bambino.

Assolutamente da evitare l’utilizzo sui bambini di farmaci per adulti, anche se con aggiustamento della dose; sono numerosi i casi di effetti collaterali riscontrati negli ultimi anni connessi a questo genere di uso improprio, improprio perché:

Nel caso di donne in gravidanza si raccomanda di fare riferimento al ginecologo, in quanto considerati soggetti a maggior rischio di complicazioni; il paracetamolo in gravidanza è in genere considerato sicuro, ma si raccomanda di attenersi alle dose indicate dallo specialista.

Viene infine ribadita l’inutilità ed i rischi connessi ad un uso improprio degli antibiotici con l’influenza; solo il medico od il pediatra possono valutare il rischio o l’instaurarsi di sovrainfezioni batteriche e procedere quindi alla prescrizione di una cura antibiotica.

Consigliamo infine riposo e abbondante idratazione, in modo da supportare l’organismo nella lotta all’infezione.

Un’ultima parola infine dedicata alla prevenzione, che passa essenzialmente attraverso cinque passi:

  1. vaccinazione,
  2. abbondante idratazione (attraverso acqua e alimenti liquidi o ricchi di acqua),
  3. regolare pratica di attività fisica,
  4. non vitamina C, zinco, echinacea, … attraverso integratori, ma una moltitudine di micronutrienti e fitomolecole assunte attraverso una dieta ricca di frutta e verdura,
  5. non fermenti lattici attraverso integratori, ma una quotidiana stimolazione della flora batterica presente attraverso il consumo di fibra solubile e insolubile e prebiotici in genere.
Donna influenzata sdraiata sul divano che si riposa, con in primo piano tè caldo e farmaci.

iStock.com/vladans

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Domande e risposte
  1. Domanda

    Salve Dott. ho influenza di 2 settimane con la febbre 37-38.5 prendo 2 tachipirine al giorno ,non capisco ,perché non mi pasa..sara di preocuparmi …………..grazie

    1. Dr. Roberto Gindro

      È ora di sentire il medico.

  2. Domanda

    Buona sera dottore, ho una bimba di 2 anni e mezzo ed il 21 di questo mese ha iniziato l’asilo…bhe da subito si sono visti gli effetti, già in prima serranda gli ho fatto aereosol con broncovaleas xche aveva un leggero broncospasmo, sembrava tutto passato, è andata 4 giorni e di nuovo tosse febbre e raffreddore ( è piena di catarro) la cosa strana è che la febbre da ormai 5/6 giorni è 37,2 /37,5….ho tel gia qualche giorno fa alla pediatra, ma mi ha detto di aspettare, e stare a vedere. xche con la tosse ed il raffreddore una febbricola ci può stare….secondo lei devo farmi risentire con la pediatra???
    grazie mille.

    1. Dr. Roberto Gindro

      Aspetterei come le ha consigliato ancora qualche giorno.

    2. Domanda

      Salve dottore, sono ancora io, come mi ha consigliato ho atteso x chiamare la mia pediatra, e nella giornata di ieri la febbricola non c’è stata.
      La tosse xro non è migliorata, giovedì scorso era secca e stizzosa, in seguito si è maturata ed ingrassata negli ultimi 2 giorni è ritornata secca e stizzosa, la bambina non riesce a dormire ne a mangiare xche è un continuo tossire, cosa mi può consigliare di fare???
      grazie dottore.

    3. Dr. Roberto Gindro

      Sta usando un umidificatore in casa?

    4. Domanda

      No, non ho nessun apparecchio, con l’altro figlio lo usavo ma ne risentita la mia schiena. …potrei farle delle docce x farle respirare il vapore???provare con il miele??può essere utile??
      secondo lei non c’è bisogno del pediatra x questa tosse insistente??

    5. Dr. Roberto Gindro

      Sì, umidificare l’aria potrebbe aiutare, così come il miele; se non migliorasse valuti un sedativo con il pediatra.

  3. Domanda

    Cosa succede se prendo la Tachipirina perché mi sento la febbre poi in realtà non ce l’ho?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Intende alla temperatura corporea? Non succede nulla, è per esempio un farmaco molto usato anche al solo scopo antidolorifico.